La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 15 marzo 2010

Le cause dei suicidi in Veneto e l'attività degli amministratori nella distruzione della società.


In questo modo gli amministratori del Veneto vogliono trasformare la società civile in Veneto.

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Secondo voi, che cosa pensano i politici locali dei suicidi continui nel Veneto?
Secondo voi hanno un minimo di attenzione?
Io, personalmente ho l’impressione che i politici locali si siano posti questa domanda: come possiamo fare soldi sfruttando il fatto che molte persone si suicidano?
Come posiamo sfruttare il suicidio di tanti “imbecilli” per la nostra propaganda politica?
Quali progetti posiamo mettere in cantiere dai quali trarre profitto motivandoli con l’emergenza suicidi?
E’ il caso dei consiglieri di Camposampiero in cui la città prima costruisce i falliti (come ovunque in Veneto dove si impone il crocifisso con la violenza criminale in contrapposizione ai doveri degli amministratori determinati dal dettato Costituzionale) e poi si usano i falliti, da loro costruiti, per raccimolare altro denaro e alto potere.
E’ il caso di Camposampiero descritto dal giornale Il Gazzettino sulle pagine di Padova:



Crisi e suicidi, Sos dei consiglieri
Lunedì 15 Marzo 2010,



Dopo la tragedia si tirano le somme. A una decina di giorni dalla morte dell’impresario edile suicidatosi a seguito delle crisi finanziaria che l’aveva colpito, interviene sulla vicenda il gruppo consigliare “insieme per Camposampiero”. Lo fa commentando la crisi complessiva che sta attanagliando il camposampierese i cui dati sono tutt’altro che confortanti. «Quello che è accaduto è il dramma di una persona che, nonostante l’impegno e gli sforzi profusi, non ha visto una via di uscita a quello che gli stava accadendo e si è sentito solo. Purtroppo, come apprendiamo dai giornali, episodi come questo si moltiplicano con troppa frequenza -. Questa crisi sta colpendo particolarmente le aree più industrializzate e caratterizzare da un tessuto di piccole e medie imprese che lavorano per conto-terzi. E nella provincia di Padova, il Camposampierese è il più colpito dalla crisi. Nella nostra zona si registra il 10 per cento dei posti di lavoro persi in tutta la Provincia ed un preoccupante calo delle assunzioni». I consiglieri si chiedono cosa fare. «A livello di area di camposampierese sarebbe importante proseguire il percorso intrapreso come Unione dei Comuni – concludono -. Molte aziende hanno approfittato della crisi per ridurre i posti di lavoro, sfruttando gli ammortizzatori sociali. Bisognerebbe far sì, invece, di sostenere lo sviluppo garantendo e mantenendo i posti di lavoro, attraverso aiuti mirati alle realtà economiche che si impegnano in questa direzione. E per far questo si devono mettere intorno ad un tavolo imprenditori, associazioni di categorie e enti pubblici, ognuno con la propria competenza, per far sistema, in modo da aumentare l’efficacia degli sforzi». Infine, viene proposto il rilancio, quanto prima, del fondo di solidarietà già stanziato (46 mila euro) con un nuovo bando che prenda in considerazione non solo i cassintegrati (c’è preoccupazione per quello che sta accadendo in Fonderia Anselmi), ma anche artigiani e piccoli imprenditori.
Nicoletta Masetto

Tratto da:

http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=418179&Data=20100315&CodSigla=PD


Come fai a spiegare a queste persone che la loro carica ha la responsabilità di aver indotto le persone al suicidio? Come fai a dire loro che LORO sono gli aguzzini della società civile?
Glielo dici, e poi? Loro si credono creati ad immagine e somiglianza del dio padrone. Si pensano individui onnipotenti e anche le migliaia di euro che distribuiscono contribuisce a costruire in parte il loro potere sul territorio che usano per provvedimenti che alimentano le condizioni che inducono al suicidio. Questi consiglieri, educati dai cattolici, hanno solo l’ideologia del dio padrone. Ci si specchiano tutti i giorni in quel crocifisso con cui identificano il loro delirio di individui irresponsabili e incapaci.
Eppure basta guardarsi attorno per scorgere i segnali della disperazione costruita, voluta, e violentemente imposta in Veneto, dagli amministratori che dalla Democrazia Cristiana, alla Lega, al Popolo delle Libertà che sta dilagando generazione dopo generazione. E ad ogni generazione, la disperazione trova un argine culturale sempre più debole.
Come in queste ragazzine di Belluno da Il Gazzettino di oggi Lunedì 15 marzo 2010:



Alcol, allarme ragazzine
Paolo Bello (Sert): «Ubriacatura frequente già a 13 anni
Lunedì 15 Marzo 2010,



A tredici anni la prima ubriacatura. E sempre più spesso sono le ragazze a bere. E’ questo il fronte con cui si confronta il SerT provinciale, che attraverso l’unità mobile lo scorso anno ha offerto ben 1000 alcol-test gratuiti in oltre 60 uscite fra i giovani bellunesi. A preoccupare di più gli osservatori locali non è tanto l’allarme lanciato dallo studio europeo H.b.s.c. (Health Behaviour in School - aged Children, Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), che vedrebbe i bellunesi i più giovani consumatori europei di bevande alcoliche (a soli 11 anni e mezzo), quanto l’evoluzione delle abitudini nel consumo di queste sostanze. «La dipendenza e quindi la patologia nascono non al primo contatto, ma dopo la prima ubriacatura», denuncia Paolo Bello, psicologo del Sert di Belluno. Sarebbe proprio “la sbornia da divertimento” il fenomeno più rischioso, soprattutto nel bellunese, dove fare festa è ancora sinonimo di “cioca”. Paradossalmente, all’aumento della prevenzione della guida in stato di ebbrezza, complice anche l’intensificarsi di controlli e ritiri delle patenti, fa da controaltare l’abbassamento costante dell’età degli alcolisti e l’aumento della quota di ragazze dipendenti da sostanze alcoliche, rilevati negli ultimi dieci anni. «Allarmante è la crescita dei consumatori giovanissimi: la prima ubriacatura è frequente già a 13 anni» avvertono gli esperti del servizio di prevenzione del capoluogo. La prevenzione fatica a tenere il passo dei cambiamenti di consumatori e anche di consumi. L’aumento di bevitori minorenni ha portato in vent’anni alla modifica delle richieste di bevande: il calo del 41% del consumo di vino è stato così controbilanciato dall’aumento del 68% della consumazione di birra, oltre che di superalcolici. «I giovani non sono più iniziati all’alcol in famiglia, magari dalla cultura di nonni e genitori del “bevi an’ cin de vin che te fa ben”, ma cominciano a bere aperitivi, spritz e cocktail per essere accettati dalla compagnia di amici».
Loredana Losso

Tratto da:
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=417654&Data=20100315&CodSigla=BL


Siamo di fronte alla cultura dell’induzione al suicidio. Diffondere disperazione per disperazione. Come si insegna negli oratori al fine di diffondere sofferenza ad imitazione di cristo.
Questo psicologo del Sert dovrebbero licenziarlo per incompetenza e codardia.
Il bere o l’ubriacatura, o più ubriacature, non sono in grado di dare nessuna dipendenza a meno che il tessuto sociale sia talmente impoverito dal punto di vista culturale, emotivo e progettuale, che alle ragazzine e ai ragazzini non resta altro che l’ubriacatura, lo sballo, la droga, in cui veicolare esperienze sensorie che le loro emozioni cercano. Andrebbe licenziato perché un sociologo che non è in grado di affrontare i problemi prodotti dall’ambiente sociale nei confronti delle singole persone è solo un macellaio nazista a guardia di un campo di sterminio: il campo di sterminio della società in cui vive.
I giovani bevono in assenza di cultura e di partecipazione sociale dove i sindaci dei paesi, per costringerli a bere, hanno militarizzato i vigili urbani contro i “grafittari” e contro ogni espressione che modifichi la forma del campo di sterminio sociale che hanno costruito mediante il delirio di onnipotenza del crocifisso.
Si può, senza sbagliare i molto, trovare le cause vere dei suicidi nel Veneto nell’attività degli amministratori di trasformare il Veneto in un campo di concentramento. E le persone, piuttosto che stare in un campo di concentramento alla prima occasione, evadono suicidandosi.
E, intanto, gli amministratori Istituzionali fanno i loro affari anche su chi si suicida.

16 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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