La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 12 marzo 2010

Luca Zaia ha nel programma elettorale la legittimazione delle pratiche di pedofilia e di violenza sui minori della chiesa cattolica.


Le foto ritraggono il manifesto elettorale di Zaia sul cassonetto delle immondizie a Venezia; la statua a Paolo Sarpi e le foto della manifestazione contro i preti cattolici pedofili tenuta a Verona. Preti cattolici pedofili che imitando il cristo dei cristiani, imposto mediante il crocifisso, pretendono l'impunità e l'immunità che Zaia intende garantire loro mentre in Europa, faticosamente, sta rivelando quanto letame il crocifisso ha imposto ai bambini.
La legittimazione della pedofilia cattolica è diventata parte importante del programma elettorale di Zaia.
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Zaia intende trasformare il Veneto nel rifugio dei preti pedofili e pederasti d’Europa. Vuole fare del Veneto il paradiso dei preti pedofili.
Riporto la notizia:

Regionali: Zaia,inseriro' radici cristiane in statuto veneto
Candidato Governatore invita la sinistra a un confronto

(ANSA) - VENEZIA, 11 MAR - Inserire nel prossimo statuto della Regione veneto un chiaro riferimento alle origini cristiane: e' l'intendimento di Luca Zaia. 'Al centro della mia attenzione - spiega il candidato-ministro della Lega - c'e' la legge costitutiva del popolo veneto, cioe' lo Statuto regionale' E invita il centrosinistra 'ad un confronto serrato, che ci porti a definire nel nostro statuto, in modo condiviso le origini giudaico cristiane del popolo veneto'. 'Siamo tutti figli della Serenissima'.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2010/03/11/visualizza_new.html_1732213412.html


Io non so di chi Zaia si ritiene figlio, ma non certo di quel Paolo Sarpi che cacciando la chiesa cattolica e la sua attività di pedofilia e di pederastia a Venezia costituì un momento importante per la costruzione delle società moderne.
Col progetto di Zaia il Veneto diventerà rifugio di tutti i preti pedofili e pederasti d’Europa come l’Italia, grazie ad Istituzioni latitanti, divenne rifugio di preti cattolici responsabili del genocidio in Ruanda.
I “valori” cristiani si riassumo nell’impunità alla pratica di pedofilia; al delirio di onnipotenza del padrone, dal quale nasce il superuomo nazista e i campi di sterminio; il crocifisso riassume la distruzione della scuola pubblica e la distruzione dell’autodeterminazione dell’individuo come imposto dalla Costituzione della Repubblica Italiana (il crocifisso rappresenta i "valori" della monarchia assoluta in antitesi alla società Democratica).

Mentre faticosamente l’Europa inizia, dopo centinaia d’anni di stupro e di violenza sui minori, a cercare, nella violenza e nell’orrore cattolico, a fare un po’ di chiarezza, Zaia, dopo tutta la violenza operata sui minori in Veneto e protetta dalla Democrazia Cristiana e dal Popolo delle Libertà, intende dare uno statuto giuridico d’impunità alla violenza pedofilia dei preti cattolici ilserendo il cristianesimo nello statuto Veneto.

Il crocifisso non ha altro scopo che non quello di imporre la sofferenza e ai bambini la sottomissione alla pedofilia: come del resto Gesù da indicato nella sua pratica sessuale.
E' appena arrivata questa notizia che vale la pena di aggiungere al testo:
Abusi in convento A.Adige in anni '60?
12/03/2010 16:44

Quindicenne negli anni Sessanta, un uomo ha raccontato a Neues Suedtiroler Tageszeitung, il quotidiano altoatesino in tedesco, di avere subito abusi in un convento bolzanino, dove studiava da adolescente. Secondo quanto ha raccontato al giornale, i frati del convento gli avrebbero chiesto prestazioni sessuali in cambio di denaro. Un'altra denuncia anche a Dolomiten: nel convento di Novacella, vicino a Bressanone, un giovane avrebbe subito costrizioni fisiche
Tratto da:
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=101&id=495&idmenumain=1

Sono situazioni che Zaia conosce molto bene. Magari non il fatto in sé, ma l’immenso dello stupro di minori messo in atto dalla chiesa cattolica per imitare il criminale in croce, ne è ben cosciente. Milioni di bambini sono stati violentati in nome del crocifisso e Zaia esalta il crocifisso: dovrebbe vergognarsi, come uomo e come Veneto.

Proviamo a leggere qualche fatto di cronaca di questi giorni che hanno indotto Zaia a proporre il cristianesimo a fondamento della Regione Veneto nella difesa della pedofilia dei preti che viene esercitata ad Imitatio Christi.
Zaia sa benissimo che l’unico valore portato dal crocifisso è che quel criminale si ritiene il padrone delle persone (superuomo nazista) e in diritto di avere impunità nello stupro dei bambini (il prete cattolica rappresenta Gesù in terra e lo imita stuprando bambini). Tutti i preti cattolici stuprano i bambini, una grande percentuale lo fa anche sessualmente:

Tratto da:


Pedofilia, ministro tedesco: Chiesa ha coperto i casi di abuso
lunedì 8 marzo 2010

BERLINO (Reuters) - Il ministro della Giustizia tedesco oggi ha accusato il Vaticano di aver coperto gravi abusi sessuali all'interno della Chiesa in Germania, dopo che sono emerse nuove notizie da tre scuole cattoliche della Baviera.
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger ha definito gli sviluppi "spaventosi" dopo che sono stati rivelati nuovi casi di abusi psicologici e sessuali dal coro della cattedrale a Regensburg, da una scuola benedettina a Ettal e da una scuola di capuccini a Burghausen.
Le rivelazione seguono le notizie del mese scorso secondo cui sacerdoti cattolici avrebbero abusato sessualmente di oltre 100 bambini nelle scuole gesuite di tutta la Germania, cosa che ha portato alle scuse pubbliche dell'arcivescovo Robert Zollitsch, capo della conferenza episcopale tedesca.

"In molte scuole c'è stato un muro di silenzio che ha consentito abusi e violenze", ha detto alla radio Leutheusser-Schnarrenberger, laica e liberale, che è stata la principale critica all'interno del governo nei confronti della chiesa.
"Anche i casi più gravi di abusi sono stati oggetto del segreto papale e non dovrebbero essere rivelati al di fuori della Chiesa", ha aggiunto, citanto una direttiva della congregazione cattolica del 2001.
I dirigenti ecclesiastici respingono le sue accuse. Il vescovo Stephan Ackermann, che parla per la chiesa sul tema degli abusi, ha definito "assurdi" i commenti del ministro.
"Le nostre linee guida insistono per coinvolgere i magistrati di stato", ha detto al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Papa Benedetto XVI ha incontrato il mese scorso in Vaticano i vescovi irlandesi per un reprimenda sullo scandalo pedofilia dopo un rapporto del governo secondo cui i leader della chiesa avrebbero coperto i diffusi abusi dei preti sui bambini per 30 anni.
Il Vaticano ha detto di appoggiare pienamente la decisione della diocesi di Regensburg della scorsa settimana di indagare apertamente sui casi di abuso, secondo quanto riportato dall'Osservatore Romano.
Tratto da:
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE6270LT20100308



E ancora:

Preti pedofili a caccia di passerotti nel coro del fratello del Papa
Di Alessio Bernardi
08.03.2010

Come avevo preannunciato nel precedente articolo “Germania, il nuovo scandalo che sta per investire il Vaticano” i casi di abusi e violenze sessuali e non, perpetrati ai danni di minori da parte di sacerdoti cattolici, sarebbero inesorabilmente destinati a salire, vanificando i secolari tentativi di occultamento provati dalla Chiesa.

L’ultimo scandalo in ordine cronologico coinvolge il prestigioso e pluridecorato coro Domspatzen, che padre Georg Ratzinger, fratello del pontefice, ha diretto in qualità di Kapellmeister dal 1964 al 1994. Egli, prefigurando un quadro di «livore od ostilità verso la Chiesa», dichiara candidamente: «Io non ho mai saputo nulla», dicendosi “prontissimo a deporre”, pur ammettendo di non «non essere in grado di fornire informazione su alcun atto punibile perché non ne dispongo». «Spero che il mio coro non venga danneggiato da questa situazione» interessa a padre Georg interessa, tanto «gli eventi di cui si parla, a proposito dei Passeri del Duomo di Ratisbona (appellativo con il quale vengono definiti i coristi, nda), risalgono a cinquanta o oltre sessanta anni addietro, agli anni ‘50. Stiamo parlando di un’altra generazione, rispetto a quella dei miei anni e rispetto alla generazione che guida la fondazione e il coro adesso». La difesa di George Ratzinger appare debole: possibile che in trent’anni di direzione non abbia mai notato gli strani movimenti che c’erano nel coro e non abbia percepito cenni di sofferenza nei ragazzi che guidava, che ora copiosi denunciano l’accaduto? Gli abusi sono certamente avvenuti quando c’era: i maltrattamenti accertati finora vanno dal 1958 al 1973 e Georg Ratzinger ha ricoperto l’incarico dal 1964. Altra perplessità nasce dal fatto che le violenze sono state commesse da sacerdoti che avevano importanti incarichi all’interno dell’istituzione del Domspatzen ed erano stretti collaboratori del fratello del papa ovvero “uno era insegnante di religione e vicedirettore della scuola frequentata dai coristi. L’altro direttore del collegio dove alloggiavano”, anche se risultano morti entrambi nel 1984.

LE TESTIMONIANZE - Il quotidiano tedesco Der Spiegel riporta alcune testimonianze di passerotti del coro di Ratisbona. Franz Wittenbrink, compositore e regista, nel collegio Domspatzen fino al 1967, perplesso asserisce che «gli sembra inspiegabile come il fratello del papa, dal 1964 direttore del coro, non abbia mai saputo nulla di quello che succedeva», mentre ricorda che il direttore Z. «passava la sera in dormitorio e sceglieva due o tre di noi, da portare nelle sue stanze» e, dopo aver bevuto del vino rosso con loro, «il prete si masturbava insieme con i minorenni». Un’altra vittima parla di un certo direttore M, che, dopo averli reclutati, «portava i bambini di otto e nove anni nella sua zona privata, li faceva spogliare e li picchiava a mano nuda» e, talvolta, «ci sono state anche penetrazioni».
LACRIME DI COCCODRILLO IN VATICANO – Si registra da parte della Santa Sede un atteggiamento sicuramente contraddittorio riguardo all’affaire dei preti pedofili. Il 16 febbraio scorso riguardo al caso dello scandalo teutonico, il Vaticano emetteva una nota nella quale ci informava che le violenze in Germania “non sono una vera novità”. Oggi ci dicono di seguire “con la massima attenzione” l’evoluzione della vicenda e che questa “desta forte allarme e preoccupazione”, soprattutto relativamente alle nuove indiscrezioni che sono venute alla ribalta sul coro diretto dal fratello di Benedetto XVI. Per meglio comprendere come il Vaticano tratti questi crimini, dobbiamo prendere in considerazione due documenti: il ‘Crimen Sollicitationis’ del cardinale Ottaviani nel 1962 ed il ‘De delictis gravioribus’ del cardinale Ratzinger nel 2001 (oggi papa Benedetto XVI). Questi, a detta di chi li ha prodotti, hanno la finalità di impedire che si nascondano i processi di primo grado contro i preti pedofili. In realtà hanno consentito di insabbiare gli abusi commessi per tanti anni. Il Cardinale Ratzinger ha contribuito in qualità di responsabile della Congregazione per la Dottrina della Fede allo status quo, Benedetto XVI, invece, condanna esecrabilmente il binomio chiesa-pedofilia. C’è da credergli? Quale ragione vi è per la quale documenti di tal tipo debbano essere tenuti nascosti? Nelle prime due righe del ‘Crimen Sollicitationis’ non è forse scritto: «Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento». Risulta evidente che lungi dal volere perseguire questi crimini, s’è cercato di occultarli laddove possibile. Ma questa abile operazione è risultata inutile quando i fari dell’opinione pubblica hanno iniziato a disvelare tutto il marcio che c’era sotto e le vittime copiose hanno iniziato a denunciare le violenze subite. La Conferenza dei Vescovi tedeschi ha approvato nel 2002 una direttiva che prevede che si conducano delle inchieste interne preliminari in caso di abusi sessuali, contro la quale la ministra della giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, s’è scagliata sentenziando che «la violenza sessuale a danno di minori è un delitto che va obbligatoriamente perseguito, e nessuno può arrogarsi di decidere se convenga o meno sporgere denuncia. È assurdo che si cerchi ancora di giustificare questa direttiva», e ha anche accusato il Vaticano di avere di fatto ostacolato le indagini sugli episodi di abusi sessuali commessi in scuole cattoliche tedesche. «In numerose scuole e istituti c’è stato un muro di silenzio», ha detto la ministra all’emittente radio Deutschlandfunk comm
entando i casi di abusi emersi nel Paese nelle ultime settimane «Penso che proprio questo muro di silenzio sia legato certamente nelle scuole cattoliche anche al fatto che, in linea con una direttiva del 2001, abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all’esterno della Chiesa», ha aggiunto. Quante vittime dovremo ancora avere perché il Vaticano, oltre le lacrime di circostanza e la solidarietà di facciata, decida di affrontare seriamente il problema dei preti pedofili, partendo dalla sua evidente connotazione strutturale?
Di Alessio Bernardi
Tratto da:
http://www.giornalettismo.com/archives/54478/preti-pedofili-caccia-passerotti/


E ancora:

Pedofilia,la Chiesa olandese indaga
Inchiesta su abusi in scuole cattoliche

9/3/2010

La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un'inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo hanno reso noto diversi media olandesi. L'indagine sulle presunte violenze sessuali, spiegano i vescovi, sarà "vasta, esterna e indipendente".
I vescovi ol
andesi sono "profondamente colpiti" dalle storie sui minori emerse in queste ultime settimane. Il caso è scoppiato una decina di giorni fa. Anche alcune suore, non solo quindi sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni '50, di abusi. Un giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi. "Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo - ha aggiunto si trattasse di un caso solato''. Già l'ordine dei Salesiani aveva annunciato che un'inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni '60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze. Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all'Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione", ha dichiarato il portavoce, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il religioso spiega anche come "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva"."Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte" nella vicenda "hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". E' quanto rileva padre Lombardi in una lunga nota dedicata al caso degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e alle reazione della Santa Sede."Così facendo - ha aggiunto Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro".

Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo476028.shtml


E ancora:

PEDOFILIA: SCANDALO TRAVOLGE
ANCHE CHIESA CATTOLICA IN AUSTRIA

(ASCA-AFP) - Vienna, 9 mar - Lo scandalo dei preti pedofili travolge anche la Chiesa cattolica austriaca. Un uomo di 53 anni ha raccontato alla radio nazionale Oe1 di aver subito abusi sessuali all'eta' di 11 anni da parte di due sacerdoti e di un terzo, che adesso risulta abate del monastero di Sankt Peter a Salisburgo. I due sacerdoti (uno e' deceduto e l'altro ha lasciato la Chiesa) furono arrestati nel 2005 in Marocco accusati di ''turismo sessuale''. L'uomo ha rivelato di aver taciuto per molti anni, ma che lo scorso novembre ha contattato l'abate che gli avrebbe offerto 5.000 euro in cambio del silenzio.Il monastero di Sankt Peter ha diffuso un comunicato in cui si annuncia che l'abate ha chiesto scusa per gli abusi commessi ed ha rassegnato le dimissioni.Ma non e' il solo caso emerso in queste ore in Austria. Il direttore di una scuola cattolica di Mehrerau, nella provincia di Vorarlberg, ha raccontato di come negli anni ottanta fu nascosto un caso di violenza sessuale e il prete che aveva ammesso le accuse fu riassegnato alla provincia del Tirolo. Il vescovo del Tirolo, ha raccontato l'abate Anselm van der Linde al quotidiano Vorarlberger Nachrichten, fu informato del fatto e al prete fu fatta seguire una terapia.Ma e' ancora sacerdote.

Tratto da:
http://www.asca.it/news-PEDOFILIA__SCANDALO_TRAVOLGE_ANCHE_CHIESA_CATTOLICA_IN_AUSTRIA-900262-ORA-.html


In Italia la politica ha assicurato l’immunità ai fratelli Ratzinger.
E mi sono limitato, fra le centinaia di migliaia di casi scoperti (e i milioni non scoperti), a riportare solo alcuni fatti di cronaca degli ultimi giorni.
Ricordiamo come la Democrazia Cristiana e le Istituzioni più legate al crocifisso abbiano imposto la pedofilia in Veneto: l’istituto Provolo e le attività di pedofilo del vescovo cattolico Carraro stanno a dimostrare non solo la negligenza delle Istituzioni, ma in molti casi la complicità con i pedofili cattolici.

Zaia intende trasformare il Veneto in un’isola felice per i preti pedofili imponendo ai ragazzi la sottomissione al crocifisso e l’accettazione della violenza.
Vuole favorire la violenza di persone come Mattiazzo, Scola e quant’altri per disarticolare la Costituzione della Repubblica e spingere i cittadini al suicidio come del resto sta avvenendo abbondantemente con l’attività del suo partito.

Con la sua ideologia nazista Zaia offende tutti i veneti giustificando la pedofilia cattolica e legittimandola mediante l’inserimento delle “radici” (quali poi?) cristiane nello statuto del Veneto.
Intanto le fabbriche chiudono e l’economia del Veneto sta fallendo proprio per le attività di Zaia e della Regione Veneto.
Però c’è ancora territorio da saccheggiare, non tutto è cementato, ci sono ancora bambini da stuprare e ci sono ancora Istituzioni da cannibalizzare per assicurarsi i profitti.
C’è un futuro nero davanti al Veneto quando si stuprano le persone facendo passare la demenza di un criminale che incita all’odio razzista come Gesù come il modello da imitare.
Il passo successivo sono i campi di sterminio!

12 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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