La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 6 marzo 2010

Ora di religione intimidazione e terrorismo della chiesa cattolica nei confronti di ragazzi e famiglie.


Il cimitero di Chirignago. Un esempio di come la chiesa cattolica vuole trasformare la società civile al fine di costringere i bambini in ginocchio davanti al suo dio padrone. Molte Istituzioni, come già Zaia ha dichiarato, intendono aiutarla a tale scopo.

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Proseguono le difficoltà delle famiglie per la feroce attività criminale messa in atto dalla chiesa cattolica con l’appoggio di Istituzioni che, anziché rispettare il dettato Costituzionale preferiscono imporre alla società civile le regole del padrone, il criminale, in croce.
Riporto il fatto di cronaca:



“Serve un’alternativa all’ora di religione”
Daniele Duso
Sabato 6 Marzo 2010,



«Serve un'alternativa valida all'ora di religione nelle scuole, perché chi non fa religione non può essere un peso per la scuola». A sostenerlo sono i genitori dei ragazzi di alcune scuole medie della provincia di Venezia che, dopo le proteste avviate già nei mesi scorsi, si sono ora riuniti nel Comitato genitori per l'alternativa all'insegnamento della religione cattolica che proprio in questi giorni sta avviando anche un Osservatorio per monitorare i disagi di questo tipo nelle scuole della provincia. «Nel novembre scorso abbiamo avviato una forma di protesta nell'ambito dell'Istituto comprensivo Colombo, a Chirignago - spiega Antonio Favaretto, uno dei genitori -, da allora molte cose sono cambiate: il 22 gennaio 2010 l'Ufficio scolastico regionale ha emanato una circolare con la quale impegna le scuole far fare un'ora di lavoro straordinario (a carico del Ministro della Pubblica istruzione) ad un docente di ruolo o ad individuare (ma in questo caso a carico della scuola) un supplente. Ma le scuole, non avendo fondi dopo la riforma Gelmini, si sono fermate al rifiuto dei docenti di ruolo, senza attuare la circolare.» Una situazione paradossale che interessa circa il 10% degli alunni veneziani che, all'ora di religione, escono dalla classe abbandonati a se stessi. «Ai dirigenti scolastici chiediamo, per quest'anno, quantomeno la nomina dei supplenti - spiega Fabiana Bergamin, altro membro del comitato - Mentre per il prossimo chiediamo sia previsto un insegnante inserito nell'organico. Sappiamo che esiste un fondo di 53 milioni dedicato a "Spese per l'insegnamento della religione cattolica e per le attività alternative all'insegnamento della Religione cattolica", vorremmo sapere dal direttore dell'ufficio scolastico regionale quanti di questi soldi vengono adoperati, e come. Nel frattempo annunciamo la costituzione di un osservatorio su queste problematiche, che ogni genitore può contattare via mail all'indirizzo






Tratto da:
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=389103&Data=20100306&CodSigla=VE

Perché è un’attività criminale e feroce? Perché la Gelmini sta sottraendo fondi alla scuola pubblica per erogarli, in forma diretta e indiretta, alle scuole private.
Scrive il 28 febbraio 1913 Gaetano Salvemini:

“Nei paesi in cui il cattolicesimo si trova ad essere, di fatto, predominante nelle pubbliche amministrazioni, dopo un periodo di prevalenza liberale e di fronte all’esistenza di una vecchia scuola di Stato, i clericali esigono per le loro scuole separate la libertà di insegnamento e sussidi senza nessun controllo o con controlli illusori; e nello stesso tempo cercano di far andare di male in peggio le vecchie scuole di Stato, in modo che ad un dato momento restino in piedi le sole scuole private clericali e si formi, a poco a poco, un monopolio di fatto, suscettibile di essere prima o poi trasformato in un monopolio di diritto.”

I feroci atti di terrorismo e le angherie che i ragazzi hanno dovuto subire per obbligarli a frequentare l’ora di religione cattolica ha visto come organizzatore la chiesa cattolica con l’aiuto delle Istituzioni che avrebbero dovuto difendere il diritto di scelta dei ragazzi.
Queste violenze a livello individuale sono avvenute con maggior frequenza nei paesi del Veneto che non nelle grandi città, ma dovunque si sono messe in atto strategie per rendere difficoltosa la scelta di non avvalersi dell’ora di religione al fine di assicurare, con la violenza sui ragazzi, un ingiusto profitto alla chiesa cattolica.
Nonostante la vilenza della chiesa cattolica e delle Istituzioni sue complici, la CEI comunica questi dati:



I dati della Cei: 9 alunni italiani su 100 preferiscono fare altroIl picco nella scuola dell'infanzia. Impennata nelle regioni del Nord
Fuga dall'ora di religionein 700mila fuori dall'aula
di SALVO INTRAVAIA
(05 marzo 2010)



ROMA - Lenta, ma inesorabile, prosegue la fuga degli alunni dalle aule italiane durante l'ora di religione. La conferma arriva dalla più autorevole fonte in materia: la Conferenza episcopale italiana. Nel corso del 2008/2009, ultimo anno di rilevazione disponibile al momento, 9 alunni italiani su 100 preferiscono uscire dall'aula quando entra l'insegnante di religione. E i primi dati dell'anno in corso mostrano un ulteriore incremento. E mentre il governo, per tagliare il maggior numero di cattedre possibile, si appresta a riempire ulteriormente le classi, quando c'è l'ora di insegnamento confessionale le stesse si spopolano.Un fenomeno che preoccupa non poco le gerarchie vaticane, specialmente al Nord. "Il dato, valutato nella sua dinamica temporale, indica - si legge nell'Annuario 2009 - una lieve ma progressiva flessione nella quota degli studenti avvalentisi che ha totalizzato nell'arco dei 16 anni di rilevazione, una perdita complessiva di poco più di due punti percentuali: 93,5% nell'anno scolastico 1993/94 contro 91% del 2008/09". E quando si prendono in considerazione i dati relativi al Nord le defezioni assumo la dimensione di una vera e propria fuga. "La percentuale attuale dei non avvalentisi (14,9%) segnala ancora una volta una sensibile tendenza all'aumento crescendo, nel breve volgere di un triennio, di quasi un punto percentuale". E passando ai singoli ordini di scuola si scopre che "La disaggregazione per tipo di scuola conferma - continuano i vescovi - che la preoccupante ascesa è ascrivibile, in larga misura, alla scuola dell'infanzia mentre più contenuta appare la crescita sia nella primaria che nella secondaria di primo grado". Mentre nelle classi della scuola superiore, dove il dato è comunque record (25,5%) si profila una lieve contrazione rispetto all'anno precedente. Se le percentuali, ancora provvisorie della Cei, saranno confermate sono oltre 700 mila gli alunni che, mentre i compagni studiano la Bibbia o discutono di tematiche religiose, si dedicano ad altro. Alla scuola materna si sfiora il 7% (quasi un punto in più in 12 mesi), mentre alla primaria l'incremento è di quasi mezzo punto: 5,8%. Nelle classi della scuola media la percentuale è stabile: 7,3%. E al superiore sarebbe addirittura in leggero calo: 14,7% nel 2008/2009 e 15,5% l'anno precedente. Ma il dato è da confermare, spiegano dal Servizio nazionale per l'insegnamento della religione cattolica. Nelle regioni settentrionali, anche per la massiccia presenza di alunni stranieri, i dati si impennano e superano di gran lunga le medie nazionali. Nella scuola dell'infanzia si sfiora quota 13% (12,7, per la precisione), alla primaria siamo oltre il 9% e alla media quasi al 12. Percentuale che raddoppia al superiore: 25,5%. E' la Toscana la regione meno affezionata alla Religione, almeno a scuola. Al momento siamo al 18,3%, ma di questo passo la soglia del 20% non è lontana.Intanto, col nuovo Regolamento sul dimensionamento scolastico, da settembre le classi si riempiranno. Il governo ha infatti innalzato di 0,4 il numero medio di alunni per aula, incrementando anche i tetti massimi che in alcuni casi possono toccare quota 30 alunni. Al superiore, sono oltre 22 in media gli studenti per classe, ma quando entra il prof di Religione si respira: si scende a 18 e al Nord addirittura a 16.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/scuola/2010/03/05/news/ora_religione-2523294/


Finché la chiesa cattolica non sarà allontanata dalle scuole pubbliche non si potrà nemmeno estirpare il bullismo, lo spaccio di droga e l’impossibilità dei ragazzi di guardare al loro futuro.
Finché le Istituzioni non rispetteranno le leggi della Repubblica, ben difficilmente l’Italia potrà diventare una società normale vista l’attività di terrorismo e di aggressione che la chiesa cattolica mette in atto contro i cittadini con la complicità di molte Istituzioni.
La chiesa cattolica deve essere allontanata dalla scuola pubblica: come si può permettere la scuola pubblica di imporre ai ragazzi l’idea che esiste un padrone davanti al quale ci si deve mettere in ginocchio?
Questo è un abominio!
Inoltre sarebbe bene che ci si ricordasse che la Costituzione, continuamente violata impone per legge:

“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.” Art. 33 della Costituzione della Repubblica comma 3
Dimenticavo: Silvio Berlusconi ci si pulisce il culo con la Costituzione della Repubblica e Giorgio Napolitano firma!

05 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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