La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 23 marzo 2010

Terrore leghista e campi di concentramento modello Zaia


Se qualcuno poteva aver dei dubbi sul concetto sociale di Zaia e sulle sue intenzioni di trasformare il Veneto nella discarica sociale, un esempio ci giunge dalla giunta leghista di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza.
I genitori non pagano e loro umiliano e violentano i bambini.
Qual è il prossimo passo?
Torturare e violentare i bambini per estorcere il denaro ai genitori che non pagano?
Si tratta del terrorismo nazista con cui Zaia ha caratterizzato tutta la sua campagna elettorale al centro della quale ha messo l’orrore e l’odio rappresentato dal crocifisso per i principi sociali Costituzionali.

Far violenza ai bambini affinché i genitori paghino: è un modo mafioso sia di pensare che di agire.
Non rispetta le norme e le leggi, ma legittima la violenza giustificandola col fatto che “qualcuno non paga”. Esattamente come nell’attività di riscossione della tangente da parte della mafia: si giustificano i pestaggi e gli omicidi perché qualcuno non paga.
Riporto l’articolo che descrive una violenza pari sol alla pedofilia cattolica che, del resto, è giustificata da Zaia e dalla sua ideologia:

Pugno di ferro a scuola
I genitori non pagano la mensa nove bambini a pane e acqua
Montecchio, una preside si ribella e invita tutti a condividere il pasto
Elfrida Ragazzo
23 marzo 2010
MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) — Pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. Il menù
delle mense delle scuole dell’infanzia, delle elementari e delle medie di Montecchio Maggiore ieri è stato assicurato a tutti (con le variazioni del caso per chi non può mangiare qualche pietanza), tranne ad alcuni alunni che si sono trovati sopra il tavolo una pagnotta e dell’acqua. Sono i figli di chi, pur sollecitato più volte, non ha pagato per un anno o più la retta per la refezione scolastica al Comune. Così, per 9 bambini da ieri è scattata la sospensione dalla mensa, che verrà ripristinata non appena le famiglie avranno provveduto a versare il dovuto al Comune. Qualcuno, comunque, dovrebbe essere riuscito a mangiare qualcosa in più, grazie alla «collaborazione» dei compagni. «Abbiamo richiesto i pagamenti arretrati e la consegna dei moduli in molti modi - specifica l’assessore all’Istruzione di Montecchio Barbara Venturi - e abbiamo anche posticipato i tempi, da settembre al 15 marzo. Prima abbiamo contattato gli inadempienti al telefono e poi sono andati direttamente i vigili a consegnare a mano una raccomandata di sollecito». Nonostante questo, ancora 28 persone ieri non avevano restituito il documento che serve per iscrivere l’alunno al servizio mensa e di questi 9, di cui 2 italiani e 7 stranieri, risultano in ritardo nel pagamento delle rette degli anni scorsi. «C’è una famiglia - precisa Venturi - che non paga la mensa dal 2002». Il primo giorno di "dieta" per quei bambini, però, è stato un po’ alleviato dai compagni. Almeno al comprensivo 1. «Ho invitato gli insegnanti - spiega la dirigente Anna Maria Lucantoni - a far condividere il pasto ai bambini che hanno solo pane, spesso c’è chi non mangia tutto ». La preside non sembra essere d’accordo con l’iniziativa del Comune: «E’ inutile che facciamo cittadinanza attiva, noi abbiamo un progetto di riciclo di pane e frutta già in atto per educare al consumo consapevole. Trovo che dare un pezzo di pane sia dispregiativo, avrei preferito che venisse detto di arrangiarsi e avremmo raccolto noi qualcosa». L’amministrazione, guidata da Lega e Pdl, tuttavia ha avvisato più volte del problema, appendendo anche cartelli in più lingue, visto l’alto tasso degli stranieri in Comune. E da fine febbraio a ieri è riuscita a recuperare buona parte dei 155mila euro mancanti dalla casse e dovuti da chi ha avuto accesso dal 2005 al 2009 alla mensa delle scuole castellane. Già a metà marzo il numero degli inadempienti era sceso a una cinquantina di persone, fino a rimanere ai 9 conteggiati ieri. «Rispetto ai numeri comunicati in precedenza dal Comune - commenta Sergio Cracco, dirigente del comprensivo 2 - mi sembra una gran risultato. Io sono favorevole a portare a conoscenza le famiglie della dovuta regolarizzazione, ma sul pane no: i ragazzini non hanno colpe». L’assessore Venturi dichiara, tuttavia, che ieri non sono arrivate lamentele dalle scuole. «Non è giusto nel rispetto di chi ha problemi economici e ugualmente versa la cifra, non saldare il debito». In Comune, per chi non potesse permettersi di pagare i 3,95 euro del pasto, sono previste delle agevolazioni o riduzioni, e qualche settimana fa l’assessore Venturi aveva puntualizzato: «Le risorse del Comune sono di tutti e non possiamo tollerare il perdurare di questi comportamenti, peraltro non dettati da situazioni contingenti bensì espressione di un preciso atteggiamento di omissione». Critico è Davide Del Sale, genitore membro del consiglio d’istituto del comprensivo 2, nonché segretario locale del Pd: «Si potrebbe risalire a chi non paga senza dover infierire sui ragazzini, prima dei vigili si potrebbe mandare a casa l’assistente sociale. Il problema è capire perché non vengono dati i soldi, per esempio se è per motivi economici».
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/23-marzo-2010/i-genitori-non-pagano-mensa-nove-bambini-pane-acqua-1602701893813.shtml

E domani, quali saranno le soluzioni sociali adottate da Zaia dal momento che la crisi economica sta aggravando la situazione sociale e i livelli di vita delle persone?
Istituirà i campi di sterminio per chi non paga?
O i campi di concentramento e di lavoro per legittimare la schiavitù?
Quando le soluzioni sono quelle di morte e di genocidio, la via che si è imboccata non ha fine.
Si è iniziato con la guerra alle donne lungo le strade, agli extracomunitari, a chi chiede l’elemosina e ai musicisti di strada. Questi, per sindaci moralmente corrotti ed eticamente vigliacchi, era una questione di sicurezza: non le banche che strozzano le attività commerciali attraverso finanziarie di comodo o le imprese che trafficano in lavoro nero o gettano dalle impalcature i dipendenti.
La priorità per i sindaci vigliaccheria quella di imporre i principi di morte e di genocidio rappresentati dal crocifisso a bambini indifesi. Ed ora, si prosegue con l’aggressione nei confronti dai bambini perché i genitori non pagano.
Dal concetto secondo cui il comune è un organo in funzione dei cittadini si è passati all’idea che il comune è un’organizzazione militare che aggredisce i cittadini: i bambini in questo caso.
Deve essere orgoglioso di queste Istituzioni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano!


23 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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