La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 11 marzo 2010

Un altro suicidio la cui responsabilità sociale e morale ricade sulla chiesa cattolica e sul Consiglio Regionale del Veneto

Tranquilli! In Veneto ci sono ancora tombe libere in cui mettere le vittime dell'educazione cattolica e dell'attività incostituzionale della Regione Veneto.
Mentre Galan chiede di nascondere i disperati che si suicidano (come i politici della sua coalizione chiedono galera e manette per i poveri, i senza casa, le vittime della crisi economica provocata dalla Giunta Regionale del Veneto) per non dover affrontarne le cause, noi continuiamo a guardare, impotenti, i suoi cadaveri che galleggiano sul fiume della vita. Se un moto di Pietas ci spinge, non è rivolto a chi si è suicidato, ma a chi sta per suicidarsi dato che le cause che hanno portato al suicidio non sono state rimosse né affrontate.

----

Quando i genitori spingono i figli al suicidio.
Sembra questa la riflessione che porta a fare questa notizia per come è stata data dal Corriere della Sera.
Tutte le famiglie cristiane spingono i loro figli al suicidio disarmandoli davanti alla vita e costringendoli ad aspettare la provvidenza divina. La psichiatria ha dovuto arrendersi davanti alla violenza cattolica che non permetteva di mettere in discussione i suoi principi religiosi. Piuttosto che riconoscere che è la terra a girare attorno al sole, la chiesa cattolica è disposta a condannare chiunque. Così, piuttosto che mettere in discussione l’orrore e l’odio della “sacra famiglia”, la chiesa cattolica è disposta a sacrificare il futuro dei figli di ogni famiglia del Veneto.
La depressione da parto è prodotta dal distacco del feto dalla madre una volta nato. Il bambino si porta con sé gran parte dell’energia e della psiche della madre lasciando la madre completamente svuotata. Il legame empatico fra madre e feto viene spezzato e la madre, che ha vissuto quel legame in maniera totalizzante, si sente svuotata, malinconica, persa, incapace di pensare ad un futuro. C’è una sola cura preventiva allo stato depressivo da parto, ed è la capacità della donna di vivere grandi interessi astratti, culturali, sociali. Interessi capaci di staccare l’attenzione emotiva dal vuoto prodotto dalla nascita e legarla a progetti esistenziali e culturali.
La necessità della chiesa cattolica di trasformare la donna in una bestia da allevamento rinchiudendola nel modello della sua “sacra famiglia”, di fatto pone le basi per quel vuoto culturale, di interessi, di passioni partecipative, che non permette alla donna di difendersi dalla cannibalizzazione che il feto, nascendo e trasformandosi in bambino, opera sulla sua psiche e sulla sua energia.
I genitori vicino, sicuramente hanno fatto il resto aggravando lo stato patologico, proponendo quel ruolo di sottomissione e di accettazione del ruolo imposto dalla chiesa cattolica che diventa, in alcune situazioni del vissuto post parto, assolutamente intollerabile.
Riporto la notizia:



vicenza
Mamma da sei mesi, si toglie la vita
10 marzo 2010


Trentaseienne soffriva da tempo di problemi psichici,


era seguita tutti i giorni dai genitori


VICENZA - Una donna di 36 anni, madre un bambino di sei mesi, si è uccisa a Piovene Rocchette impiccandosi all’interno della sua abitazione. La tragedia è stata scoperta dal marito, al suo rientro in casa dopo il lavoro. La donna, dopo il parto, aveva manifestato alcuni segni di sofferenza ed era caduta in uno stato depressivo. Anche per questo motivo i suoi genitori erano stati con lei nelle ultime ore, senza peraltro avvertire segnali di pericolo o di intenzioni autolesionistiche. Ma nel breve tempo passato fra l’uscita di casa dei genitori e il rientro del marito, la donna ha deciso di farla finita, lasciando il suo piccolo addormentato nella culla dove il papà lo ha ritrovato sano e salvo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Piovene. La donna era sposata da tre anni con un operaio del luogo. Rimasta incinta del primo figlio, aveva avuto una gravidanza assolutamente regolare. I problemi erano iniziati dopo essere tornata a casa dall’ospedale: la neomamma era apparsa sempre più prostrata psichicamente, al punto da essere seguita giornalmente dai genitori, preoccupati per le sue condizioni di salute. Nessun biglietto sarebbe stato lasciato dalla donna per spiegare il suo gesto estremo.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/10-marzo-2010/mamma-sei-mesi-si-toglie-vita-1602633522282.shtml


Tutto questo va annoverato fra quel deserto emotivo, quella devastazione culturale del Veneto, che viene registrato dai fatti di cronaca. La distruzione della struttura psico-emotiva delle persone e la distruzione della struttura economica della Regione, sono legate e marciano all’unisono.
L’incapacità non è un dato “naturale”, ma è una condizione imposta che implica altrettanto lavoro ed impegno che non l’attività di fornire strumenti psico-emotivi, etico-sociali, adeguati ai bambini. La distruzione dell’individuo da parte della chiesa cattolica è un’attività attenta e precisa, messa in atto nella prima infanzia e nelle generazioni precedenti. Una distruzione che si riversa sul bambino con una violenza atroce alla quale, al bambino, non resta che adeguarsi compromettendo, di fatto, la sua vita da adulto.
Come questa donna.
Sulla riva del fiume guardiamo impotenti passare i cadaveri di una società a cui la chiesa cattolica ha impedito il futuro in nome del suo dio padrone e di quel delinquente in croce.
La domanda è sempre quella; chi sarà il prossimo?

11 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

3 commenti:

  1. anch'io dopo il parto avrei tentato il suicidio, se non fosse stato per i miei genitori che mi son stati vicini. Il motivo era uno solo: a 3 mesi del bimbo son dovuta tornare al lavoro (perchè come possiamo farcela a pagare il mutuo e tutte le tasse ricevendo SOLO IL 30 % DELLO STIPENDIO) e quindi il distacco prematuro dal mio piccolo mi ha portata alla depressione, mi sentivo inutile, non lo vedevo quasi mai se non la sera che tra l'altro già dormiva, mi sembrava di averlo messo al mondo per farlo crescere da altri ! devono capire che "abbandonare" un figlio a 3 mesi è troppo prematuro ! dovrebbero darci la possibilità di rimanere a casa almeno fino ai 6 mesi percependo lo stesso stipendio della maternità obbligatoria ! E' UNA VERGOGNA !

    RispondiElimina
  2. concordo...per 9 mesi sei sempre stata legata al piccolo, sentire i suoi movimenti...partorisci e dopo 3 mesi il distacco..è dura, ma nessuno di chi fa le leggi lo capisce !

    RispondiElimina
  3. Le persone non conoscono il valore della comunicazione emotiva che si instaura fra madre e feto e non conoscono nemmeno il valore dell'empatia come sistema di comunicazione profonda fra le nostre emozioni e le emozioni degli oggetti del mondo che ci circondano.
    Le persone sono troppo prese dal delirio di onnipotenza che impone loro la ragione, per fermarsi un attimo e capire che la ragione è un sistema di comunicazione (sia pur indispensabile) rozzo e primitivo. Così, come separano le loro emozioni dalle emozioni del mondo, della vita, della società, separano le loro emozioni dalle emozioni dei loro figli. Devono aspettare che i figli parlino per avere una qualche relazione. Fino ad allora i loro figli sono degli "oggetti stupidi" ed "incapaci" con cui non sanno costruire nessuna relazione se non qualche madre sufficentemente vitale da riuscire a trasformare la relazione emotiva col feto in relazione empatica. Ma quella madre già prima di rimanere incinta percepiva le relazioni empatiche col mondo in cui viveva, e quelle madri non vanno in depressione post parto.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

    RispondiElimina