La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 28 aprile 2010

Altro suicidio a Padova: la chiesa cattolica colpisce ancora!


Scommettiamo che non era mai sceso in piazza per protestare contro le amministrazioni comunali?
Scommettiamo che non aveva mai protestato contro la Nato?
Scommettiamo che non aveva mai protestato contro le ingerenze della chiesa cattolica nella laicità dello stato?
Scommettiamo che tutto ciò che faceva aveva una “finalità”?
In altre parole, scommettiamo che non aveva mai avuto una tensione verso il futuro, verso quella passione sociale astratta, in cui le persone veicolano la loro pulsione costruendo dei rapporti empatici con la società in cui vivevano.
La chiesa cattolica gli aveva insegnato a separarsi dalla società, dagli uomini. Gli aveva insegnato il finalismo “pragmatico” della vita, facendolo ammalare di separazione fra sé e il mondo in cui viveva. Lo aveva fatto ammalare di incapacità di fare un bilancio della propria esistenza, di far fronte ai problemi in cui viveva o avrebbe vissuto. Non ha messo in sicurezza la sua vita quando poteva e la sua malattia lo ha spinto a danneggiare in maniera ossessiva la sua vita cercando di colmare il vuoto psichico che la separazione fra sé e la società aveva prodotto.
E’ l’effetto dell’educazione nelle parrocchie e negli oratori. Svuota le persone costringendole alla “speranza” nel dio padrone, nel miracolo. L’attesa del miracolo, dell’evento risolutore, diventa attesa angosciosa. In quell’angoscia le persone accumulano azione distruttiva dopo azioni distruttive precipitando in un baratro di scelte incoerenti con cui alimentano e rinnovano l’angoscia dentro di sé. Poi, c’è l’accadimento risolutore. In questo caso lo sfratto! Ma è solo la ciliegina, la torta della disperazione l’ha costruita nei cinquanta anni prima.
Riporto da Il Gazzettino:


Padova. Si impicca due ore prima diessere sfrattato. Biglietto ai figli: "Addio"
La vittima è un ex mercante d'abiti. Era malato, fuori c'erano

i padroni di casa in attesa di vederlo uscire dall'appartamento
di Cesare Arcolini

PADOVA (28 aprile) - Si è impiccato due ore prima di subire uno sfratto esecutivo per morosità. Ha lasciato un biglietto in cui chiedeva scusa ai figli e spiegava il gesto estremo. “Sono malato, non riesco più a vivere e oggi mi arriva anche lo sfratto esecutivo. Addio”.Salvatore Collodoro, 59 anni, ex mercante d’abiti, si è legato una corda al collo, si è appeso a una trave dell’appartamento di via Giovanni di Verdara 58 a Padova e si è lasciato cadere nel vuoto. La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri. Il corpo ormai senza vita di Collodoro è stato trovato alle 14.30 dal figlio minore di 26 anni. Con l’ex moglie aveva avuto anche un primo figlio che ora ha 31 anni. La scena che si è presentata davanti agli occhi del giovane è stata terribile. Istintivamente il ventiseienne ha chiamato il 118 con la speranza di poter ancora salvare il padre. Ma quando il personale medico del Suem è giunto nell’appartamento ormai per Salvatore Collodoro non c’era più nulla da fare.Sono stati chiamati anche i carabinieri. I militari, giunti intorno alle 16.30 in via Giovanni di Verdara, vicino alla palazzina hanno fermato i proprietari dell’appartamento dove viveva Collodoro. Erano lì per assistere allo sfratto esecutivo per morosità. I carabinieri li hanno invitati ad allontanarsi. Il pubblico ministero di turno, Emma Ferrero, ha disposto che il corpo fosse trasferito in obitorio. L’ex moglie di Collodoro, a cui è intestato il contratto d’affitto, è da tempo malata. Una situazione familiare devastante, che giorno dopo giorno ha portato il cinquantanovenne ad allontanarsi dalla vita, fino alla definitiva resa.Difficile capire come sia iniziata la parabola discendente dell’ex venditore di abiti. La relazione sentimentale si era ormai conclusa e Collodoro era separato in casa. La depressione che lo ha travolto è forse figlia di un fallimento che passo dopo passo si è concretizzato nella sua mente. Senza che nessuno potesse aiutarlo. In via di Verdara l’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri ha richiamato l’attenzione di molta gente che ha tentato di capire cosa fosse accaduto in quel condominio rosso a quattro piani.Un altro suicidio di un piccolo lavoratore autonomo nel giro di pochi giorni: una settimana fa si era tolto la vita un imbianchino di Rovigo che prima di morire aveva accusato alcuni debitori di non averlo pagato.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=99623&sez=NORDEST



Più che il suicidio di un lavoratore autonomo, è il suicidio di un angosciato. Un disperato della vita prodotto dalla chiesa cattolica e dalla disperazione che impone sui ragazzi.
Una disperazione molto più diffusa di quanto si pensi e molto drammatica alla quale nessuno vuole mettere mano perché, in fondo, gli stessi amministratori del Veneto sono angosciati e tutti candidati al suicidio. Fintanto che possono continuare a danneggiare la società civile hanno motivi di autopromozione con cui nascondono la loro angoscia beandosi dei problemi che creano ad altre persone. Non appena perdono il “potere” o devono scendere ai livelli di chi deve vivere con 800 euro, allora scoppiano.
Noi che conosciamo la situazione psichica del Veneto, seduti sulle rive del grande fiume della vita, aspettiamo di vedere i cadaveri del fallimento della società veneta. Anche se, devo dire, in questo momento ce ne sono meno di quanto le mie sensazioni indicavano. Solo che le mie sensazioni non contano i cadaveri, ma la disperazione. Come i disperati veicolano la loro angoscia, io lo posso solo immaginare. In quel senso, la disperazione degli angosciati è molto superiore alla mia capacità di immaginare lo sbocco della loro angoscia.

28 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento