La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 18 aprile 2010

Il sistema economico del Veneto: usura, truffa, arraffare, derubare. Le caratteristiche dell'economia.


Anche quando il la vita fallisce, è necessario mettere in atto delle strategie per sopravvivere.
La strategia migliore è quella di vivere facendo un bilancio continuo fra ciò che è possibile fare e ciò che si vuole fare. Tanto più le illusioni e la speranza cristiana offusca la capacità di critica del presente e tanto più le persone sono oggetto di rapina.
Accade fra i Veneti, ma accade in ogni parte d’Italia.
Le persone non si rendono conto che loro sono sia coloro che costruiscono la ricchezza mediante il lavoro, sia coloro che costruiscono la ricchezza mediane il consumo.
Non si rendono conto che i debiti sono tali solo nella misura in cui hanno ancora qualche cosa con cui pagare i debiti: hanno qualcosa che si può sottrarre loro. Anche il loro corpo!
L’educazione cristiana tende a legare le persone al lusso e costringe la loro psiche a costruire il binomio disponibilità di denaro uguale a “potere di essere”. Cioè, la loro rappresentazione personale nella società non è determinata da ciò che sono come persone, ma da ciò che possono comperare mediante la disponibilità di denaro.
In questa trappola sono delle prede. Bocconi appetibili in una società che fa della rapina del più debole, da parte del più forte, la condizione normale di vita. Una condizione che spinge le persone, pur di sentirsi forti, ad aggregarsi in vere e proprie organizzazioni mafiose al di là dei mezzi con cui agiscono nel territorio.
Mentre un operario (operaio nella testa, non operaio semplicemente come mansione di lavoro) “tutto può distruggere perché tutto ha costruito e tutto può ricostruire”, anche variando la quantità di bisogni che può soddisfare nella società, un imprenditore, nella misura in cui non è in grado di ricattare socialmente l’operaio comprandone la capacità di lavorare, è un fallito perché le condizioni di vita cui aspira passano attraverso la sua capacità di ricattare gli operai.
Ne consegue che all’imprenditore, quando mancano i “crediti bancari” o il potere di terrore che semina mediante le Istituzioni, somma fallimento a fallimento nell’illusione di rientrare in possesso di quel denaro che gli permette di ricattare gli operai e di accumulare altro denaro.
Nella sua forma mentale non è in grado di rinunciare a tutto, vivere con nulla e ricominciare da zero, perché non ha le capacità psichiche di rappresentarsi nella società per ciò che è, costruendosi nella vita giorno dopo giorno, ma solo per ciò che possiede e con cui ricatta la società civile.
Così da ricattatore diventa ricattatore ricattato (come lo è sempre stato) subendo atti che lo spingono all’autodistruzione.
Riporto da Il Gazzettino:

Padova. Strozzino si compra la Ferraricon i soldi dell'usura a un imprenditore
Nel mirino un ristoratore di Teolo consigliato a un imprenditorein crisi (che poi minacciò il suicidio) da un direttore di banca


di Marco Aldighieri
PADOVA (18 aprile) - La crisi economica già nel dicembre del 2005 lo stava attanagliando. La sua azienda tessile nell’Alta Padovana continuava ad avere un calo di ordini. Gli serviva un ingente prestito, altrimenti avrebbe prima dovuto licenziare gli operai e poi veder fallire la sua azienda. L’imprenditore così si è rivolto a un amico. Un conoscente fidato, ma soprattutto il direttore di una filiale di banca del vicentino. Forse pensava che, grazie all’amico, avrebbe ricevuto un prestito dall’istituto di credito. Invece, il direttore di banca, gli ha consigliato di chiedere aiuto al loro comune amico ristoratore. Il cinquantaseienne P.M., titolare di una trattoria a Teolo e proprietario di diversi terreni sui colli Euganei. L’uomo d’affari, ormai con l’acqua alla gola, ha accettato il consiglio. Ha chiamato il ristoratore e gli ha fissato un appuntamento. I due si sono incontrati e si sono accordati. É l’inizio di un incubo per il mercante tessile e di fatto dell'usura. Il ristoratore ha prestato all’imprenditore circa 130 mila euro con un tasso d’interesse del 10 per cento mensile. Ossia l’uomo d’affari gli aveva restituito quasi 230 mila euro almeno fino al marzo del 2008.É infatti nella primavera di due anni fa che il mercante tessile, disperato perchè l'azienda era comunque stata dichiarata fallita e impossibilitato a pagare l’usuraio, spedisce una email all’amico direttore di filiale. Una missiva drammatica. L’imprenditore rivela al direttore di banca che il ristoratore gli ha chiesto un tasso d’usura del 10 per cento e che non riuscendo più a pagarlo ha intenzione di suicidarsi. Il direttore preoccupato avverte i carabinieri di Vicenza. I militari lo trovano a casa. L’uomo appare tranquillo e afferma di non avere mai pensato di togliersi la vita. La vicenda però non convince i carabinieri e in particolare i militari del nucleo investigativo di Padova comandato dal tenente colonnello Antonio Rizzi e dal maggiore Ivan Petracca. Gli inquirenti così sentono il mercante tessile, che oppresso dall’usura in un primo momento teme di parlare, ma poi racconta tutto. Scattano le indagini e i carabinieri scoprono un versamento da 50 mila euro effettuato dall’uomo d’affari nel conto corrente del ristoratore. Quindi nell’abitazione dell’imprenditore tessile trovano le matrici di sei assegni da circa 10 mila euro all’uno a vantaggio sempre del ristoratore. Riescono a bloccarli prima che P.M. gli incassi. Capiscono che il mercante tessile versava a scadenze irregolari soldi al ristoratore. Il quadro a questo punto è completo e P.M. viene denunciato per usura. Inoltre i carabinieri gli sequestrano preventivamente la Ferrari 355 Berlinetta, che P.M. avrebbe acquistato proprio durante il periodo in cui incassava il denaro versatogli dall’imprenditore.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=98516&sez=NORDEST



Banchiere e strozzino lavorano assieme: come fra banche e finanziare che fanno prestiti a gente che sta fallendo sperando di portargli via anche le mutande.
C’è sempre qualche cosa da rubare agli imprenditori, operai, casalinghe, pensionati, falliti per le scelte che hanno fatto all’interno di illusioni che l’educazione cristiana ha imposto loro.
Come vengono educati a sperare nell’arrivo del dio padrone sulle nubi con grande potenza, così sperano nel colpo di fortuna, nel miracolo del criminale Antonio da Padova, o nella benevolenza di associazioni istituzionalizzate di rapina come le finanziarie, alle quali lo Stato si è ben guardato dal mettere un freno nelle loro attività di devastazione sociale.
La miseria si somma a miseria.
Se lo strozzino con la ferrari fa cronaca, non lo fa la disperazione di migliaia di casalinghe, pensionati, persone a basso reddito indebitate con mutui. La logica sociale è fatta in modo da aiutare lo stozzinaggio e l’immiserimento delle persone: non arrivano aiuti dai comuni, dalle provincie o dalle regioni se non quando (e quasi sempre solo per riempirsi la bocca di stupidaggini da parte di politici locali falliti) una persona è fallita e alla disperazione. In compenso arrivano forti sovvenzioni agli enti caritativi, come l’organizzazione criminale Caritas, che distribuiscono i “piatti di minestra” ai falliti in modo da limitare i suicidi sociali ed evitare che gli Enti Istituzionali siano costretti a emettere provvedimenti di tutela nei confronti della società civile nel suo insieme contro chi tenta di trasformare i cittadini in barboni.



18 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento