La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 7 aprile 2010

L'angoscia come malattia che impedisce ai veneti di affrontare ogni futuro.


Spesso fanno politica per due motivi: o per rubare e saccheggiare la società civile, o perché sognano cieli azzurri e verdi praterie. I primi, quando i magistrati non sono complici, vanno in galera, i secondi, a volte, cercano i cieli azzurri in un altro modo.
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Se in Veneto non fai politica che non sia “arte del rubare e saccheggiare” la società civile, tutto diventa sofferenza. Tutto è irto di ostacoli. Le persone non sono addestrate ad usare lo stress, a gestirlo.
Fa sempre parte della malattia del Veneto. La famiglia come imposta dai cattolici.
Si tratta della fragilità di un Veneto, incapace di programmare un minimo di futuro e pronto a mandare tutto il vacca quando le singole persone, o per un verso o per l’altro, sono colte con le dita nella marmellata. Hai venduto la speranza della politica; hai venduto la speranza del lavoro; hai venduto la speranza dell’investimento; hai venduto la speranza.... Poi si scopre che hai solo ingannato; oppure ritieni di aver solo ingannato.
Le ragioni per le quali si è buttato non le sapremo mai, ma come politico farebbe bene a dimettersi.
E’ il tipo di fragilità di un soggetto che cerca dipendenza da un padrone o da un’ “autoritas” dietro la quale nascondersi. Una fragilità che in alcuni partiti nascondono praticando la violenza nei confronti dei soggetti socialmente più deboli mentre in altri partiti i militanti sperano nell’accettazione da parte di un “padrone buono”.
Questo tipo di comportamenti implica una maturazione comportamentale psicologica per cui, oggi ha buttato sé stesso angosciato per vari motivi, poi, quando imparerà, butterà altri per placare la sua angoscia. Il comportamento dimostra un vuoto ideologico, un’incapacità progettuale politica, che deve preoccupare il suo stesso partito: e intanto Scola si compiace con sé stesso!
Riporto l’articolo dalla Nuova:


TENTATO SUICIDIO A MESTRE
Stress da elezioni, giovane politico si butta dal quarto piano
Andrea Renesto, 27 anni, salvo per miracolo.
E’ tra i più votati dell’Idv. "S’interrogava se sarebbe stato all’altezza del Consiglio"
spiega Gennaro Marotta, segretario Idv
di Carlo Mion

MESTRE. Un gesto inspiegabile, un volo nel vuoto, giù dal quarto piano. Ma la fortuna ha voluto che Andrea Renesto, 27 anni, si sia salvato. La sua caduta è stata attenuata dai fili usati per stendere la biancheria. È successo ieri mattina, poco dopo le 11, in via Motta al civico 21. Il giovane politico, rappresentante dell’Italia dei Valori, è ricoverto in prognosi riservata all’ospedale dell’Angelo.«Andrea è un giovane che ha iniziato a fare politica con entusiasmo», ricorda ora Gennaro Marotta, segretario regionale dell’ Idv. «Un ragazzo splendido, per questo appare ancora più inspiegabile quanto accaduto». La politica sembra in questo momento l’inizio di una traccia per trovare la spiegazione al gesto. Infatti il padre del giovane, iscritto alla facoltà di Ingegneria, agli agenti della volante intervenuti sul posto ha detto che il figlio ultimamente era parecchio stressato in seguito alla campagna elettorale che lo ha visto candidato alle elezioni comunali. Sembra assurdo, ma per il momento è l’unica cosa che si sentono di dire i genitori del ragazzo. Il padre ieri mattina lo ha visto mentre si lanciava nel vuoto dal poggiolo della cucina. Un volo di quattro piani attenuato per fortuna dalle corde stese per asciugare la biancheria. L’impatto col suolo, pur essendo tremendo, non ha ucciso Andrea. Soccorso dai sanitari del Suem è stato intubato e trasportato all’ospedale. Ora si trova ricoverato in prognosi riservata. Ha riportato la frattura del bacino, di una gamba e una forte contusione all’addome e al torace con una emmoragia interna non grave.«Andrea sicuramente entrerà in Consiglio comunale. È un ragazzo splendido sempre sorridente. Sono contento che pur essendo il primo dei non eletti lui potrà entrare. Sono stato il primo ad arrivare all’ospedale», racconta Marotta. «Io non so cosa sia successo veramente. E a dire il vero poco importa. Ora lo aspettiamo come ho già detto al padre e alla mamma». Andrea Renesto è stato il primo dei non eletti in Consiglio Comunale. Per conto dell’Italia dei valori, ha curato i gazebo durante la campagna elettorale. Inoltre è responsabile dei giovani dello stesso partito.«Per me è come un figlio. Politicamente l’ho cresciuto io. Non so se si sia trattato di stress da campagna elettorale. Ultimamente s’interrogava se sarebbe stato all’altezza di svolgere il ruolo di consigliere comunale», ricorda Marotta. «E io gli ho sempre detto: come tutti imparerai anche tu».
(07 aprile 2010)

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/tentato-suicidio-a-mestre-stress-da-elezioni-giovane-politico-si-butta-dal-quarto-piano/1917309


Razionalmente, in questo momento, sembra un gesto inspiegabile, se letto solo in relazione alle elezioni politiche.
La domanda che la società si deve porre è questa: se, anziché una persona angosciata e malata, fosse stata una persona coraggiosa ed ideologicamente preparata, il Veneto, Venezia, l’avrebbe votata?
No! Non l’avrebbe votata.
Una persona coraggiosa è percepita come estranea all’angoscia che attraversa il Veneto. Non sarebbe stata votata. Psicologicamente il Veneto l’avrebbe ritenuta un estraneo. Mentre, una persona angosciata, comunque veicoli la sua angoscia, appartiene al contesto sociale. E’ parte della società Veneta e percepita come “uno di noi”.
Non ci si deve chiedere quanto ancora colpirà la malattia dei Veneti. Si sa che colpirà perché la devastazione sociale messa in atto dalla chiesa cattolica è vasta e profonda ed è indifferente se il politico appaga la sua angoscia imponendo il crocifisso a bambini indifesi in modo da favorire l’insorgenza della loro angoscia o se aggredisce i barboni o le donne lungo le strade o se, ancora, si butta dal palazzo. La malattia è sempre la stessa; diversa è la veicolazione con cui i soggetti la esprimono nella società.

07 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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