La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 30 aprile 2010

Modificare la seconda parte della Costituzione: prima i cittadini e poi le Istituzioni al servizio dei cittadini.


La seconda parte della Costituzione della Repubblica risponde ad esigenze proprie del 1945 poste dai costituenti e, nello stesso tempo, sancisce molti aspetti culturali, politici, ideologici, credenze, proprie dell’epoca.

Credere che un magistrato, in quanto magistrato, sia una “persona onesta che fa il suo dovere”, è semplicemente un atto di fede. Credere che chi occupa un’Istituzione non faccia i propri personali interessi o gli interessi di amici degli amici è sciocco. Non una realtà fattiva. Pensare che un ministro abbia a cuore il dicastero che occupa e agisca per far funzionare il paese, in quanto è ministro, significa essere rimasto nella miopia cattolica in cui è il ruolo che qualifica la persona e ignorare che il principio di uguaglianza, sancito dalla Costituzione, è solo qualcosa che riguarda altri e non sé stessi. Che i costituenti pensassero che affermare che la Camera “può disporre inchieste su materie di interesse” e pensare che una volta affermato questo fosse sufficiente, hanno dimostrato di avere molta fede cattolica nel dio che è buono nonostante i fatti che dimostrano che il dio buono macella le persone. Ancora oggi il ruolo della Democrazia Cristiana nella strage di Portelle delle Ginestre e nella stage di Piazza Fontana, non si è voluto chiarire. Abbiamo avuto varie commissioni d’inchiesta le cui inchieste sono abortite senza sortire gli effetti che avrebbero dovuto suscitare (vedi l’inchiesta P2) e ci sono state delle commissioni fasulle orchestrate ad arte per colpire l’avversario politico, come quella della commissione Mitropkhin.

Non basta “credere” nell’onore “dei rappresentanti del popolo”. Diventa, oggi come oggi, offensivo che il giurista parli di popolo e non di soggetto portatore dei diritti Costituzionali qual è il CITTADINO.
Così quando parliamo del Parlamento è necessario prevedere degli strumenti di controllo della Camera e del Senato. Strumenti sia interni che esterni. Questo perché le camere parlamentari non sono delle isole felici staccate dai cittadini, ma ai cittadini devono rispondere e i cittadini devono poter esercitare il controllo diretto sulle Camere, non solo al momento del voto.
Nel 1945 si poteva affermare che “le camere possono deliberare lo stato di guerra”, oggi dobbiamo sottolineare che le Camere devono sottostare all’articolo 11 della Costituzione e proporre delle pene qualora le Camere violino questo e altri articoli costituzionali. Pene sia per le Camere nel loro insieme (decadimento e nuove elezioni) sia nei singoli individui che occupano ruoli Istituzionali.
La seconda parte delle Costituzione va rivista. Questo costringe i parlamentari a confrontarsi con maggiore intensità con i principi Costituzionali, anziché sputare in faccia alle persone quando ne chiedono il rispetto.

Come deve essere rivisto il ruolo del Presidente della Repubblica che, visto con gli occhi di oggi, firma decreti in maniera assolutamente irresponsabile e non ricopre il suo vero ruolo che dovrebbe essere una cinghia di trasmissione fra i bisogni dei cittadini e il Governo. Sembra quasi che a questo Presidente della Repubblica i cittadini facciano schifo e preferisce Berlusconi le sue leggi incostituzionali.
Si svuota l’onore del Presidente della Repubblica quando la persona che ricopre l’incarico di Presidente della Repubblica si fa usare. Tanto, secondo la Costituzione, è un irresponsabile!
Una figura del genere non è accettabile in uno Stato moderno.
Non si può delegare al presidente della Repubblica la responsabilità formale di sciogliere le Camere: le camere vengono sciolte dalle camere stesse quando sfiduciano il governo. Al massimo il Presidente della Repubblica può proclamare lo scioglimento delle camere. Nel 1945 i costituenti pensavano al Capo di Stato come una specie di re democratico. E’ necessario riportare il presidente della Repubblica fra i cittadini e costringerlo a condividere i bisogni, le ansie e le aspettative dei cittadini.

Nello stesso tempo non si può delegare SOLO al Parlamento l’elezione del Presidente della Repubblica, come non si può farlo eleggere solo a scrutinio universale. Serve mediare in modo da coinvolgere un’ampia partecipazione dei cittadini e costringere il futuro Presidente della Repubblica ad esporsi con intenzione e propositi. Pubblicamente e davanti ai cittadini che, conoscendo la sua storia, possono sapere se le sue parole sono ingannatrici e vuoti proclami o se nelle sue parole i cittadini trovano centralità
Nello stesso tempo il suo ruolo non può essere tale da interferire nell’attività di Governo o nell’attività delle Camere, o, ancora, nell’attività della magistratura.
Inoltre c’è il ruolo della Corte Costituzionale che deve essere ampliato come organo di controllo che deve essere fatto funzionare come garanzia per i cittadini. Non solo per abrogare leggi, ma anche per intervenire e processare l’operato di ministri e primo ministro su richiesta dei cittadini. Non dimentichiamo che un’affermazione di chi tiene il governo o un ministero, nei cittadini, può equivalere ad un colpo di pistola: ad un atto di terrorismo.

La violazione di principi Costituzionali, va punita!
Non è accettabile che Nicolò Ghedini affermi, davanti alla Corte Costituzionale, che è legittima la presenza di un soggetto al di sopra della legge: significa aver sparato nella testa degli Italiani.
Se modi di essere incostituzionali, quali retaggio di regimi assolutisti, guidano le azioni di politici e di amministratori, è necessario che ci siano degli strumenti con cui intervenire.
Non è accettabile l’aggressione da parte di amministratori o politici ai cittadini. Né con i T-red, né con provvedimenti razzisti o vessatori delle condizioni di vita delle persone: è necessario stabilire degli strumenti di difesa dei cittadini.

Lo stesso ruolo delle regioni va ampliato dal punto di vista amministrativo, ma devono essere previsti degli Istituti che impediscano comportamenti illegali e incostituzionali come scelte soggettive che minino i principi della Costituzione pur nell’autonomia amministrativa: il Presidente della Regione è un politico che da degli indirizzi all’interno dei paletti imposti dalla Costituzione. E’ necessario prevedere di perseguirlo penalmente qualora violi i limiti consentiti.
La revisione dei principi in cui si muove la magistratura devono tener conto dei cambiamenti epocali e delle esperienze che dal 1945 ad oggi si sono vissute. Non è possibile una magistratura che ignori i fatti del vivere civile e poi si stupisce se ci sono delle reazioni a delitti che lei non ha perseguito.
Non è possibile l’esistenza di magistrati che ignorano il traffico di schiavi che avviene nel territorio (se non quello che conviene loro) o la devastazione del territorio o magistrati che manipolano processi per i loro interessi o che favoriscono il razzismo, o protegga stupratori di bambini.
Non è ammissibile che per decenni il magistrato abbia farneticato “la legge non ammette l’ignoranza” e lui stesso è il responsabile dell’ignoranza della legge perché gli fa comodo perseguire, vessare, torturare, danneggiare, i cittadini che non sono in grado di difendersi o costringere i cittadini a rivolgersi all’organizzazione criminale chiamata Ordine degli Avvocati con i quali il magistrato si accorda per far fesso il cittadino: bastonato e deriso.
Come non è accettabile, al di là delle rimostranze, delle critiche e delle accuse, che il singolo o i gruppi di imputati possono fare ai magistrati, che le Istituzioni, del Governo o del Parlamento, siano usate per aggredire i magistrati. Se questo non è tollerabile per principio, diventa offensivo, sentito come offesa da almeno gran parte dei cittadini, quando ad essere accusato è un magistrato che con onore e dignità ha messo sotto accusa poteri forti sia Istituzionali che hanno agito in maniera illegale che strutture mafiose che penetrano nelle Istituzioni.


Proposta di modifica della seconda parte
della Costituzione della Repubblica Italiana

Titolo I – Il Parlamento
Sezione I – Le Camere
Sezione II – La formazione delle leggi
Titolo II – Il Presidente della Repubblica
Sezione unica
Titolo III – Il Governo
Sezione I – Il consiglio dei ministri
Sezione II – La pubblica amministrazione
Sezione III – Gli organi ausiliari
Il resto sarà pubblicato nella prossima settimana.
Una riforma della Costituzione richiede politici preparati a rispettare le norma e a sapersi muovere fra le norme. Non banditi di strada o capipopolo che si improvvisano politici.
Questo è il senso della Riforma della Seconda Parte della Costituzione alla quale sto lavorando.
Lo so che non è così che si scrive una Costituzione, come so che una volta scritta dovranno essere considerati fattori che io ignoro. Però si tratta di tracciare la strada, la direzione, nella quale deve andare la riforma della seconda parte della Costituzione. Poi, è la discussione che deve sistemare i mille errori che in questo sforzo ci sono o le mille contraddizioni che scriverò.
01 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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