La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 3 aprile 2010

Veneto: banche e finanziarie in crisi. Truffatori in agguato e risparmiatori come prede su cui pasteggiare.


I truffatori dove stanno? Sotto il cavalcavia, fra gli zingari o in palazzi come questo con giacca e cravatta e il piglio rassicurante del buon padre di famiglia? E' difficile rendersi conto della realtà in cui vive per chi è stato educato nelle parrocchie cattoliche.
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Succede nel Veneto come conseguenza alla manipolazione mentale che i veneti hanno subito, fin da bambini, dall’organizzazione criminale chiesa cattolica.
Si fidavano dell’amico della porta accanto, del parente, mentre sono feroci contro gli zingari.
Gli zingari, al massimo, sfilano il portafoglio alla vittima, l’amico dell’amico, il parente, il “consulente”, ti sfila i risparmi di un’intera vita. A volte la vita stessa.
Così questi imbecilli che hanno dato i soldi ai promotori finanziari hanno avuto la giusta punizione: come tutti i veneti si credono furbi e invece sono degli idioti.
Da idioti sono stati trattati da Busetto. Questi risparmiatori non hanno nessuna dignità morale! Si credono furbi e hanno dato i soldi credendosi furbi. Così come la società Azimut ha dato, di fatto, la copertura formale alla truffa di Busetto, dando probabilmente per scontati comportamenti davanti ai quali non si è adeguatamente premunita, la chiesa cattolica dà la copertura a tutti i preti cattolici che violentano i bambini. E gli imbecilli, come portano i bambini nelle parrocchie e negli oratori, così portano i soldi a Busetto affinché se ne appropri.
Ora, seguiranno anni di processi, ma loro, ciò che hanno perso come risparmi, non hanno più altro tempo per poter riaccumulare denaro.
Riporto l’articolo:


Broker truffa 3 milioni ai clienti
Il promotore finanziario Andrea Busetto, 50 anni, è sparito con i risparmi di circa cinquanta persone. Tra i truffati anche l'ex moglie e diversi amici


MESTRE. Ha raggirato l'ex moglie, una miriade di amici per non parlare di conoscenti. Loro pensavano di investire i risparmi in fondi Azimut, lui invece si teneva i loro soldi. Lo ha fatto per anni. Da almeno cinque anni quel denaro se lo intascava Andrea Busetto, 50 anni, promotore finanziario prima di Aletti e poi di Azimut. Prima viveva in città, ora ha messo su casa in via Villanova a Trebaseleghe. Quando alcuni suoi clienti si sono resi conto di essere rimasti con in mano un pugno di carte senza valore, hanno fatto circolare la voce cercando compagni di sventura. E alla fine si sono ritrovati in una cinquantina in un'assemblea infuocata nella sede di Adiconsum di Mestre. E parlando hanno scoperto che all'appello mancavano la bellezza di quasi tre milioni di euro. C'è chi ha perso diecimila euro, chi quarantamila, chi centomila, ma altri ancora cifre ben superiori. Si tratta dei risparmi di una vita del libero professionista, ma anche del pensionato statale, del pubblico dipendente e dell'operaio. Insomma Busetto, che vantava un portafoglio clienti variegato non ha risparmiato nessuno. E dopo quell'assemblea sono iniziate le azioni legali. Chi attraverso gli avvocati dell'associazione dei consumatori, chi con propri avvocati. Altri si sono pure recati a cercarlo senza trovarlo. Lo studio si trova in via Rondina al civico 6. A quanto pare per diverse settimane incurante del caso che stava scoppiando lui ha continuato, per diverso tempo, ad allenare una squadra di calcio femminile nei campi dei Zelarino e ben due volte la settimana. Naturalmente non sono mancate le telefonate alla sede centrale di Azimut. Ed è stato proprio cercando spiegazioni alla societa finanziaria che i clienti si sono resi conto che i documenti che Busetto consegnava loro ogni sei mesi erano documenti senza valore. E questo anche se portavano l'intestazione della stessa Azimut. Si trattava in sostanza di documenti falsi, cioè di carta straccia. Azimut scoppiata la bufera ha sospeso Busetto da ogni attività. Busetto che comunque dicono, in molti, di averlo visto in giro spostarsi, tra le altre cose, a bordo di un potente fuoristrada. A chi chiedeva di rientrare del denaro che aveva consegnato ad un promotore finanziario che si muoveva per conto di Azimut, la società ha risposto di pazientare che alla fine un accordo sarebbe stato trovato. Ma in diversi hanno preferito denunciare l'accaduto alle forze del'ordine, chi alla Guardia di Finanza chi ai carabinieri. Anche perchè stando a informazioni raccolte da molti suoi clienti, lui continua a fare la sua bella vita e loro hanno perso i risparmi messi assieme da anni di sacrifici. Ora è iniziata la caccia ai beni di Busetto almeno per rientrare dei risparmi. In molti sono convinti di aver perso la maggior parte dei propri risparmi. Altri non disperano, convinti che Azimut intenda evitare cattiva pubblicità e salvaguardare il buon nome, quindi alla fine ripianerà il buco creato dal promotore infedele.
(03 aprile 2010)

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/broker-truffa-3-milioni-ai-clienti/1909910

E’ il terrore dell’educazione cattolica. Fa sentire le persone uguali a dio onnipotente per predisporle ad essere truffate da altri che sono stati educati a sentirsi, nei loro confronti, altrettanti dio onnipotente.
I veneti imbecilli ora dovranno ricorrere ad avvocati, avranno spese su spese e sicuramente non rientreranno in possesso dei loro fondi e, se qualche cosa riusciranno a recuperare, ciò avverrà fra molti anni.
Così i veneti imbecilli spargono terrore contro gli zingari spostando l’attenzione dalle finanziarie, le parrocchie e quanti usano concessioni governative per aggredire e derubare la società civile.
E’ un classico della truffa.

La stessa Cassamarca di Treviso vede la sua direzione in forte crisi: indovinate dove cercherà i soldi?


TREVISO (26 marzo) - Terremoto ai piani alti di Fondazione Cassamarca. Renato Sartor, segretario generale e braccio destro del presidente Dino De Poli, ha consegnato la lettera di dimissioni. Un gesto non ancora ufficiale, nascosto dietro una cortina fumogena di riserbo e bocche cucite. Nessuno vuole parlare di questa vicenda, che però da almeno due giorni scuote gli uffici di Ca’ Spineda.Tra Sartor e De Poli i rapporti si sono deteriorati fino al punto di sfociare in una vera e propria lite. Ieri mattina, nell’ufficio del presidente, sono volate parole grosse. Dentro, a discutere animatamente, c’erano Sartor, De Poli e l’ingegnere Piero Semenzato. Sul tavolo varie tematiche, alcune fondamentali per il destino della Fondazione. Alla fine Sartor ha lasciato la stanza uscito furibondo, quasi sbattendo la porta. A chi lo ha incrociato, sia nell’immediato che a ore di distanza, avrebbe confidato: “Mi sono dimesso”. Un fulmine a ciel sereno, una mossa che nessuno si sarebbe mai aspettato. Sopra l’elegante scrivania di De Poli c'è la lettera con cui il segretario generale, che affianca il presidente praticamente dall’inizio della sua avventura al timone della Fondazione, annuncia la sua intenzione di lasciare Ca’ Spineda.C’è poca chiarezza sui motivi del dissidio. Molto probabilmente la difficile situazione economica di Fondazione, penalizzata dagli esigui dividendi in arrivo da Unicredit, molto al di sotto delle aspettative (nel bilancio di previsione 2010 erano previsti 15 milioni, alla fine ne arriveranno 4,5 ndr) e soprattutto la gestione dei prossimi investimenti, hanno provocato uno scontro impensabile solo un paio di settimane fa. De Poli ora deve fare fronte a un problema imprevisto: perdere un fedelissimo come Sartor è un guaio non da poco e non è detto che ci sia spazio per una rappacificazione.


Tratto da:




Poi, ogni tanto, qualcuno scappa e qualcun altro si suicida.
Come non si pagano i dipendenti fingendo di non avere soldi, così si truffano le persone ventilando loro lauti guadagni.
Forza veneto: il tuo presidente ora è Zaia quello che si occuperà dell’ RU486.

03 aprile 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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