La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 15 maggio 2010

Ancora una vittima della chiesa cattolica: si è impiccato ad Ormelle TV. E sono tre i suicidi nel trevigiano.


A volte i suicidi in Veneto si susseguono con una rapidità sconcertante per chi non conosce la situazione angosciosa nella quale sono costretti a vivere i veneti.
E’ il caso di questo ragazzo di Ormelle sempre, come gli ultimi due suicidi, nella provincia di Treviso.
O come le anziane angosciate da Gesù e dal sacchetto di plastica, che appena ieri, o poco prima, hanno dato notizia del loro dolore esistenziale.
La domanda retorica è: perché si è ucciso?
La risposta della stampa legata al terrore cattolico è: perché la ragazza lo ha lasciato!
La risposta è sbagliata.
Si è suicidato perché era malato. Era malato di incapacità di vivere. Era stato costretto ad ammalarsi di incapacità dall’educazione cattolica. Da amministratori comunali e provinciali che lo hanno costretto in ginocchio davanti ad un crocifisso impedendogli di appropriarsi degli strumenti adeguati per affrontare la società in cui viveva.
La ragazza era il suo “capro espiatorio”. La sua vittima.
Era colei che doveva subire le sue inadeguatezze. Colei che compensava le violenze che lui aveva subito dalla chiesa cattolica e, per l’educazione cattolica, avrebbe dovuto essere la vittima del ragazzo inadeguato.
Lei non ha accettato il ruolo di vittima. Non ha accettato il ruolo di “capro espiatorio”. Ha ritenuto, al di là delle motivazioni specifiche, che quel ragazzo inadeguato alla vita era inadeguato anche per lei.
Lui non ha trovato altro che risolvere la sua malattia suicidandosi.
Riporto la notizia:

Venticinquenne trevigiano si impicca nel giardino della ex
La tragedia è avvenuta venerdì sera a Ormelle, in provincia di Treviso. I due giovani avevano cenato a casa di lei, in presenza dei genitori. Al termine avrebbero però avuto un nuovo litigio. E' stata la madre della ragazza a trovare sabato mattina il cadavere

ORMELLE (TREVISO) - Un giovane trevigiano di 25 anni si è ucciso impiccandosi nel giardino di casa della sua ex fidanzata. La tragedia è avvenuta ieri sera ad Ormelle, in provincia di Treviso. E' stata la madre della ragazza a trovare il cadavere stamane, penzolante da un albero del giardino. I due giovani, secondo quanto si è appreso, si erano incontrati per una cena ieri sera nella casa della ragazza, in presenza dei suoi genitori. Forse un tentativo di riconciliazione della coppia, che aveva convissuto in passato per alcuni mesi. Al termine i due avrebbero però avuto un nuovo litigio. Così il 25enne sarebbe uscito scosso dall'abitazione, maturando di lì a poco la decisione del tragico gesto. Sul fatto stanno indagando i carabinieri.
(15 maggio 2010)

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/venticinquenne-trevigiano-si-impicca-nel-giardino-della-ex/2005186


Fra le braccia della chiesa cattolica si muore lentamente nell’affannosa ricerca di un sollievo, di un rimedio, che spesso consiste nel danneggiare altre persone. Per questo, quando le altre persone si sottraggono, non resta che il suicidio.
Il futuro è chiuso.
E’ chiuso ad ogni pensiero, sia che questo appartenga al depresso o al nevrotico, allo schizofrenico come al paranoico. Se la medicina psichiatrica le considera forme di malattia quando tali patologie inducono alla debilitazione delle persone, nelle forme meno gravi sono confuse con forme caratteriali salvo riconoscerle quando quelle “forme caratteriali” all’improvviso inducono a gesti estremi.
Il discorso che facciamo è sempre lo stesso: l’inadeguatezza delle persone inducono a gesti estremi e disperati.
Chi costruisce l’inadeguatezza delle persone, gode nel preparare nuovi cadaveri.
Noi, che sappiamo perché percepiamo le emozioni della società in cui viviamo, siamo sulla riva del fiume della vita e pur consapevoli che anche il nostro cadavere un giorno galleggerà, ora assistiamo angosciati e impotenti ad una società che muore lentamente solo perché affaristi senza scrupoli costringono dei bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso.
15 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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