La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 6 maggio 2010

Crollo dei mercati finanziari, crollo dell'economia reale e la necessità di modificare la seconda parte della Costituzione Italiana.


Dense nubi si addensano sulla scena economica del paese.
In particolare sulla struttura finanziaria. Quella struttura di banche alle quale ogni incapace e ogni incompetente si rivolgeva per sostenere un’economia in affanno e non si avvedeva delle nubi dense che si addensavano su un finanza che aveva alla base l’inganno, la truffa, il raggiro.

Oggi le borse crollano. I titoli bancari sono in caduta libera e portano con sé il resto della borsa.
Era già accaduto in passato, ma accadendo oggi altro non fanno che accelerare quel disastro economico che per due anni il governo Berlusconi non ha voluto affrontare.
Che fare?
Salvare l’economia reale e abbandonare il sistema bancario al suo “destino”: chi più ha truffato più paghi.

In secondo luogo, modificare la Costituzione della Repubblica per rendere il sistema Istituzionale più funzionale ai bisogni dei cittadini, alle necessità economiche, alla riattivazione di una cultura che oggi appare asfittica sotto il tallone del delirio di onnipotenza di una chiesa cattolica che avendo occupato la società civile distrugge ogni possibile convivenza civile.

Perché modificare la Costituzione della Repubblica?
Evidentemente la Costituzione, per alcuni, si dimostra inadeguata a rispondere alle esigenze della società. Tuttavia la domanda è: perché modificarla?

La modificazione della Costituzione della Repubblica non risolve certo i problemi della società.
Sono regole.
Regole che hanno effetto e dignità soltanto nella misura in cui tali regole sono rispettate.
Poi, quando si gioca allo squallido gioco delle interpretazioni soggettive, delle furbate, del tirar acqua al proprio mulino, le regole Costituzionali hanno valore solo nella misura in cui si ha la forza di imporne il rispetto e l’applicazione. Cosa estremamente difficile in un paese che è organizzato per bande mafiose o, se preferite, per centri di potere.

Eppure, in questo tracollo finanziario che ormai va avanti da oltre 2 anni, due sono le strutture da salvare: l’apparato produttivo e le libertà sociali. Se non si mette in sicurezza l’apparato produttivo del paese e non si ampliano le libertà sociali, non è possibile costruire nessun futuro.
La Corte dei Conti ha sbagliato: è stata troppo tollerante con i truffatori Istituzionali.
La Banca d’Italia ha sbagliato: è stata troppo tollerante con i truffatori.
La Consob ha sbagliato: non ha controllato banche e società.
La Magistratura ha sbagliato: è stata troppo assente nei confronti di politici ed industriali corrotti.
Il parlamento ha sbagliato: della crisi economica se ne è sbattuto le palle.
Il Governo ha sbagliato: si è fatto gli affari propri dei singoli individui truffando i cittadini e impedendo ai magistrati di processare un individuo che appare il maggior delinquente che la storia dall’unità d’Italia ad oggi abbia incontrato. Il Sig. Silvio Berlusconi!
In compenso, il criminale terrorista Giulio Andreotti sta morendo.

Perché cambiare la Costituzione?
Perché chi ha lavorato per questa Costituzione pensava che il Parlamento facesse con onore il suo lavoro; pensava che il Governo, pur con varie idee, facesse con onore il suo lavoro; pensava che il Presidente della Repubblica, pur con le sue idee, occupasse con onore il suo ruolo; pensava che le Istituzioni agissero con onore nel rispetto dei principi della Costituzione; ma, soprattutto, pensavano che i diritti dei cittadini fosse quanto di più sacro e rispettoso ci fosse nella società civile.
Invece, tutti se ne sono sbattuti altamente le palle con questi risultati che riporto. Oggi, dopo una settimana di ribassi, la Borsa di Milano perde il 4,27%.
Dice il quotidiano La Repubblica:


LA CRISI
Banche, scontro Moody's-Bankitalia
Tremonti: "Nessuno è immune dai rischi"
L'agenzia: "potenziale contagio" dei rischi di debito sovrano ai sistemi bancari di 5 Paesi, tra i quali l'Italia.
Via Nazionale: "Siamo solidi". Fitch:
"Gli istituti di credito italiani hanno reagito bene".
Lettera di Merkel-Sarkozy:
"Regole più rigide per l'Europa"
Trichet: "Mai discusso default stati Eurolandia"


MILANO - Alla luce del recente downgrade delle banche greche, il "potenziale contagio" dei rischi di debito sovrano al sistema bancario potrebbe diffondersi ad altri paesi come Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretagna. E' la posizione di Moody's Investors Service contenuta in un commento speciale intitolato "Sovereign Contagion Risk", parte 1, in cui si fa riferimento all'impatto sulle banche dell'Europa meridionale, dell'Irlanda e della Gran Bretagna. "Il sistema italiano è robusto", replica la Banca d'Italia. Valutazione condivisa anche dall'agenzia di rating Fitch, che interviene nel dibattito, e dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Che tuttavia ricorda che "nessuno è immune da rischi perché passeggero con biglietto di prima classe".La posizione di Moody's. L'agenzia di rating riconosce che le banche di questi paesi hanno di fronte diverse sfide di diverso livello ma avverte che "il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti". "L'Italia è uno dei paesi dove il sistema bancario è stato sino a oggi relativamente robusto", ma c'è comunque un rischio di contagio se "le pressioni dei mercati sui rating sovrani aumenteranno'', afferma Moody's.E quella di Fitch. Di parere opposto un'altra agenzia di rating, Fitch, che obietta che l'Italia non ha alcun rischio di contagio: "Il rating della nostra agenzia sul debito sovrano italiano -spiega Christian Scarafia, senior director nel gruppo financial institutions di Fitch Italia - è di "AA-", con un andamento stabile per il prossimo futuro". Secondo Fitch "Le banche italiane hanno saputo reagire bene, grazie soprattutto ad un modello di business tradizionale basato principalmente sulla raccolta tra la clientela". E tuttavia, conclude Scarafia, il 2010 non sarà facile, la ripresa sarà lenta e le banche avranno altre importanti sfide da affrontare". La replica di Bankitalia. L'analisi di Moody's ha provocato una reazione della Banca d'Italia, che esclude che il nostro paese possa essere considerato a rischio. "Il sistema bancario italiano è robusto, il deficit di parte corrente è basso, il risparmio è alto, il debito complessivo di famiglie, imprese e Stato è basso rispetto ad altri paesi, il debito netto nei confronti dell'estero è basso. Tutto ciò rende il caso dell'Italia diverso da quello di altri paesi", ha affermato una fonte della banca centrale.E quella della Bce. "Non abbiamo discusso l'opzione" di acquistare i titoli di Stato europei, e "non abbiamo mai discusso in alcun modo un'ipotesi di procedura di default di Stati di Eurolandia": anche dal presidente della Bce Jean-CLaude Trichet arriva una rassicurazione, che riguarda tutti i Paesi dell'area euro, Portogallo compreso. "Grecia e Portogallo non sono nella stessa barca", sottolinea in particolare Trichet, aggiungendo che "ovviamente ci aspettiamo che tutti i Paesi facciano gli aggiustamenti richiesti" sul piano dei conti pubblici. Il presidente della Bce ha ribadito che "un default della Grecia è fuori questione". La Bce oggi ha lasciato invariati i tassi d'interesse, e Trichet ha spiegato che il livello dei tassid'interesse europei resta "appropriato", e le aspettative di inflazione "restano ben ancorate", il che fa pensare che non ci saranno ritocchi al rialzo, quantomeno nel breve periodo. Trichet ha anche risposto alla domanda di un giornalista sulla creazione di un'agenzia di rating europeo (che contrasti le contestate Moody's, S&P e Fitch): "'E' una questione che resta aperta ma non solo in Europa. Come in qualsiasi settore più concorrenza c'è, meglio è".Tremonti rassicura. Si mostra abbastanza tranquillo anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Nella Relazione sulla finanza pubblica appena presentata si precisa che ''in un'accezione di debito aggregato, considerando P. A, famiglie, imprese non finanziarie, l'Italia si colloca tra i paesi meno indebitati in ambito europeo''. E tuttavia, il ministro spiega anche che "nessuno è immune dai rischi perchè passeggero con biglietto di prima classe", e "l'estensione della crisi è sistemica e la soluzione può essere solo comune e politica".Euro ai minimi. Intanto l'euro scende nuovamente ai minimi da 14 mesi, e precisamente dal marzo 2009. La moneta unica è infatti ora scambiata sotto i 1,27 dollari.Milano sotto pressione, crollano i bancari. Piazza affari precipita con gli istituti di credito in grave affanno e diventa la peggiore in Europa. Il Ftse Mib ha chiuso a -4,26%. Male in particolare Intesa SanPaolo, Mediobanca e Unicredit. Giù anche Telecom.Lettera Merkel-Sarkozy. Con una lettera congiunta, la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Sarkozy chiedono di difendere la zona euro che rischia di essere messa in pericolo dalla minaccia di un allargamento della crisi greca a Portogallo e Spagna. Berlino e Parigi chiedono anche "sanzioni più efficaci per gestire crisi come quella della Grecia" e regole più rigide per la governance economica europea.Spagna colloca bond. Da registrare anche che il governo spagnolo ha collocato bond a 5 anni per 2,345 miliardi di euro a un tasso medio del 3,532%. Anche se il tasso è più alto di quello del 2,81% del marzo scorso, quando ha piazzato titoli pubblici per 4,5 miliardi di euro, un buon segnale è che la domanda è stata di 5,522 miliardi. Quello di oggi è il primo grosso collocamento dopo il taglio del rating da parte di Standard & Poor's.


Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2010/05/06/news/moody_s_a_rischio_altri_5_paesi_anche_l_italia_nella_lista-3855482/

A questo punto, si salva il salvabile e si modifica la seconda parte della Costituzione rendendo le Istituzioni più responsabili delle loro scelte e mettendo nelle condizioni i cittadini di intervenire, con degli strumenti adeguati, nelle scelte del Governo, del Parlamento, della Magistratura.
Non è possibile avere delle Istituzioni su cui le norme di controllo oscillano fra i diritti dell’Istituzione garantiti dal regime da monarchia assoluta in una situazione economica che esige un controllo da repubblica democratica partecipativa.
Appare evidente che l’applicazione delle norme della monarchia assoluta all’interno delle esigenze della repubblica a democrazia partecipativa se all’apparenza rende l’Istituzione più “efficiente”, in realtà la condanna al fallimento in un ossessivo inseguimento di quell’onnipotenza che impedisce ogni gestione dell’Istituzione nella società. Se ne perde il controllo finendo per danneggiare la società civile. L’Istituzione finisce per agire in sé e per sé, conservando sé stessa anche a discapito della società di cui, invece, dovrebbe essere parte e strumento.
Se il valore azionario delle grandi banche in questa settimana è crollato, il crollo non è della banca, ma soprattutto dei risparmiatori che sono stati ingannati ed illusi dalle banche stesse.
Quel delirio da onnipotenza proprio della monarchia assoluta ha indotto i consumatori ad investire e perdere i loro risparmi.
Diventa imperativo riformare la seconda parte della Costituzione aprendo il controllo delle Istituzioni ai cittadini prima che il sistema Italia fallisca:


Proposta di modifica della seconda parte
della Costituzione della Repubblica Italiana


Titolo I – Il Parlamento
Sezione I – Le Camere
Sezione II – La formazione delle leggi
Titolo II – Il Presidente della Repubblica
Sezione unica
Titolo III – Il Governo
Sezione I – Il consiglio dei ministri
Sezione II – La pubblica amministrazione
Sezione III – Gli organi ausiliari
Titolo IV – La Magistratura
Sezione I – Ordinamento Giurisdizionale
Sezione II – Norme sulla giurisdizione
Titolo V – Le Regioni, le Provincie, i Comuni
Sezione unica
Titolo VI – Garanzie Costituzionali
Sezione I – La Corte Costituzionale
Sezione II – Revisione della Costituzione

Domani altri fallimenti nella società.
Fabbriche che chiudono per mancanza di liquidità. Mercati che non acquistano merci e miliardi di euro inghiottiti dalla speculazione.
La ricchezza si costruisce mediante la trasformazioni di merci in prodotti che il mercato richiede. Non esiste altro modo per produrre ricchezza. Il mercato finanziario accumula, ridistribuisce, o distrugge la ricchezza. Non la produce.
Le regole sociali garantiscono i cittadini della società mediante controlli. La serietà dei mezzi con cui controllare le Istituzioni che dovrebbero essere a guardia del loro benessere è la garanzia che manca ai cittadini.
Per questo è importante riformare la seconda parte della Costituzione per rendere le Istituzioni più vicine ai cittadini e più lontane da quel delirio di onnipotenza che danneggia la società civile.
Non illudetevi se domani assisterete a un qualche timido rialzo dei mercati azionari: sono trucchi con cui impoverire i risparmiatori dopo averli illusi che si arricchiranno investendo.
Noi dobbiamo chiederci: riusciremo a mantenere compatta la nostra società civile?
06 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Con l'illusione di mettersi al riparo delle speculazioni finanziarie si sta convincendo il popolo ad investire sul mattone. Con quello che costa , le uniche sicurezze sono quelle di seguitare ad arricchire i soliti speculatori,costringere il lavoratore ad una vita ramenga piena di sacrifici e di privazioni fino alla pensione e se fortunati oltre. Se le cose dovessero precipitare ,ricordarsi sempre che i mattoni a parte il gusto , sono maledettamente indigesti . Victory.

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