La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 12 maggio 2010

L'aggressione di Zaia e Zaccariotto alle Istituzioni democratiche: oggi Borraccetti sorride, ma domani?

Il progetto di attacco e di annientamento dei cittadini del Veneto da parte della Lega sta prendendo forma.
Io non ho simpatia per i magistrati di Venezia. Molti li disprezzo per le loro scelte criminali, ma sinceramente l’aggressione messa in atto da Luca Zaia contro Borraccetti è di una volgarità e di uno squallore unico.
Solo un individuo eticamente volgare e personalmente vigliacco, con intenti criminali e socialmente eversivi, può scambiare le affermazioni del Procuratore Borraccetti con un “indulto mascherato”.
Solo un criminale, il cui intento è la propaganda insulsa e cretina, scambia le procedure penali con degli intenti soggettivi. Come se il Procuratore avesse la possibilità di modificare il codice di Procedura penale del quale, fra l’altro, nella sua circolare, ne chiede un’applicazione rigorosa. Solo dei delinquenti che incitano all’odio sociale e al linciaggio degli extracomunitari e di chi non è di religione cattolica può, nell’ottica di voler costruire campi di sterminio, commettere reati di istigazione all’odio (io ho distrutto due campi Rom ha dichiarato il delinquente Gentilini di Treviso) e pretendere una manomissione del codice di procedura penale.
Capisco che a Zaia dia fastidio che l’individuo arrestato in flagranza di reato venga portato dal giudice per il giudizio: lui i detenuti li vuole torturare. Gli piace tanto!
La dichiarazione di Luca Zaia, come riportata dal Corriere della Sera, è una dichiarazione vergognosa, vigliacca, che offende i veneti equiparando la cultura dei veneti all’incapacità, all’incompetenza, del “suo” presidente. E’ inconcepibile che la volontà di Borraccetti, che richiama al rigoroso rispetto dell’articolo 558 del Cpp, venga spacciata da Zaia come “Dico no a un indulto mascherato e questo lo è..”. Con questo Zaia esce dalle proprie competenze di amministratore regionale ed invade un campo nel quale lui non dovrebbe nemmeno metterci il naso anche se capisco benissimo che per Zaia sia più facile indicare il linciaggio delle persone che non affrontare i problemi sociali ed economici del Veneto.

L'articolo 558 del Codice di Procedura penale recita (primo comma):


"Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto in flagranza o che hanno avuto in consegna l'arrestato lo conducono direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio sulla base delle imputazioni formulate dal Pubblico Ministero. In tal caso citano anche oralmente la persona offesa e i testimoni e avvisano il difensore di fiducia o, in mancanza, quello designato d'ufficio a norma 97, comma 3."



Seguono altri otto commi che determinano tempi e modi di procedere nei confronti dell'arrestato.


Non rispettare la procedura di cui all'articolo 558 (e procedere all'arresto in altri modi) equivale a fare un sequestro di persona. L'articolo 558 deve garantire la stessa procedura di applicazione della legge, sia al barbone che a Luca Zaia!
Se una critica può essere mossa a Borraccetti e alla Procura della Repubblica di Venezia, semmai, c'è da chiedersi perché è stata necessaria l'emergenza del sovraffollamento carcerario per richiamare all'assoluto rispetto dell'articolo 558 del cpp. Quando, il rispetto assoluto dell'articolo, deve essere fatta a prescindere dalle condizioni oggettive e l'interpretazione soggettiva delle procedure non possono prescindere dallo spirito e dalla lettera dell'articolo stesso.


Non è né l’istituzione provinciale, né l’amministrazione della Regione, che deve occuparsi i questione relative alla giustizia. Le interferenze sono evidenti atti di eversione che andrebbero puniti come delitti e crimini. Appare evidente, dopo queste dichiarazione, che i “leghisti” non hanno vinto le elezioni per amministrare “meglio” una regione, ma nell’ottica di effettuare un colpo di stato. Se così non fosse non interferirebbero con la magistratura.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

Borraccetti: «Gli ispettori? Non li temo»
Carceri piene, meno arresti: «Non ho sbagliato».
Zaia: «No a un indulto mascherato»


VENEZIA — Non teme gli ispettori invocati dalla Lega il procuratore di Venezia Vittorio Borraccetti, autore di una circolare inviata a forze dell’ordine, pm, e direttrice della casa circondariale di Venezia, Irene Iannucci, che richiama alla rigorosa osservanza dell’articolo 558 del Codice di procedura penale. Secondo il quale gli arrestati in flagranza per reati di competenza del Tribunale monocratico devono essere portati davanti al giudice senza passare per il carcere ma, se necessario, custoditi nelle celle di sicurezza di questure e caserme. Qualora queste non fossero adeguate allo scopo e l’istituto di pena designato risultasse sovraffollato, scrive Borraccetti, «il sostituto procuratore di turno disporrà la liberazione dell’arrestato », a meno che non ci siano i presupposti per la custodia cautelare.

Apriti cielo, il Carroccio grida allo scandalo. «Dico no a un indulto mascherato e questo lo è — attacca il governatore Luca Zaia —. Il problema del sovraffollamento delle carceri si risolve realizzando nuove strutture e aprendo quelle non ancora in funzione, ma non deve passare il principio dell’impunità. Noi amministratori siamo delegati a rappresentare il popolo, che vuole vedere lo stupratore o l’omicida in cella fino all’ultimo giorno. Non ci devono essere code di pena scontate a casa, in giro per bar o città». Sorride, Borraccetti: «Ma no, nessun indulto mascherato, è un’esternazione impropria, fuori bersaglio, un accostamento improponibile. La polizia deve continuare ad arrestare e i magistrati a convalidare l’imputazione per la presentazione del reo davanti al giudice, cui spetterà deciderne le sorti. Io mi sono limitato a richiamare l’esistenza di norme che, soprattutto in momenti di difficoltà come questo, è bene osservare in forma ancora più rigorosa. Non ho fatto nulla di originale e non credo sia in vista alcuna ispezione. Dopotutto quella circolare l’ho inviata il 9 aprile, anche al procuratore generale Pietro Calogero e al prefetto Luciana Lamorgese, perciò credo che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ne sia a conoscenza da tempo. Gli ispettori non sono una mia preoccupazione ».
Ma la Lega non molla. «Non vogliamo nemmeno sentir parlare di nuovi indulti — sbotta Corrado Callegari, deputato e segretario provinciale di Venezia— accettare che per i cosiddetti "reati minori" si possa evitare di finire in prigione è una presa in giro non solo per le vittime ma anche per le forze dell’ordine, che si impegnano quotidianamente a difendere i cittadini dai malintenzionati. L’unico sistema per svuotare le nostre carceri è spedire a casa propria lo straniero che delinque». Soluzione, quest’ultima, appoggiata dalla collega di partito e presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto: «E’ da prendere in seria considerazione l’ipotesi di convenzioni che permettano ai detenuti extracomunitari, l’85% dei reclusi del Veneto, di scontare la pena nei loro Paesi d’origine, con spese a carico dell’amministrazione italiana. Al di là dell’evidente vantaggio per le casse dello Stato, poichè le spese di detenzione sarebbero nettamente inferiori in realtà a basso reddito, questa scelta potrebbe avere un significato profondo sotto il profilo dei diritti umani».
La Zaccariotto rivela poi di aver già chiesto aiuto al governo, il mese scorso, per «affrontare la situazione disumana del Santa Maria Maggiore, che non può essere affrontata da un singolo tecnico, per quanto stimato e competente come Borraccetti». Ma il centrosinistra non concede alla coalizione di governo alcuno «sconto di pena ». «La circolare del procuratore capo, che si limita ad applicare la legge, suona come l’ennesima denuncia della grave situazione in cui versa la giustizia italiana — sentenzia l’onorevole Simonetta Rubinato (Pd)—ed è la prova del fallimento della politica sulla sicurezza di un governo che agli annunci non fa seguire i fatti. Il provvedimento è un richiamo alla politica e a Palazzo Chigi affinchè si assumano le proprie responsabilità, vista l’inerzia fino qui dimostrata nell’affrontare l’emergenza. Non è stato investito un solo euro per costruire nuove carceri e non si sono neppure aperte quelle già edificate, per carenza di personale». Coloro che lavorano in prima linea, cioè gli agenti rappresentati dalla Fp-Cgil Penitenziari del Veneto, hanno inviato al ministro Alfano una lettera in cui spiegano il dramma sovraffollamento, e i disagi derivanti, e chiedono un incontro urgente. «Se non ci sarà concesso, la polizia penitenziaria proclamerà lo stato di agitazione generale», annuncia il coordinatore Gianpietro Pegoraro.
Michela Nicolussi Moro


12 maggio 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/12-maggio-2010/borraccetti-gli-ispettori-non-li-temo-1703004026124.shtml


I magistrati hanno sempre tollerato i comportamenti criminali della Lega permettendo a troppi amministratori di violentare i cittadini impedendo loro di fruire dei diritti Costituzionali. Questa leggerezza e ignavia, prima o poi sarà pagata dai magistrati anche se, c’è da dire, che in Veneto i magistrati sono molto tolleranti rispetto al terrorismo leghista che i cittadini sono costretti a subire.
Diciamo che Zaccariotto per queste dichiarazioni andrebbe imputata di incitamento all’odio e di eversione dell’ordine democratico: le sue sono minacce a mano armata dal momento che il suo ruolo comporta il controllo della Polizia Provinciale (anche se so benissimo che la Polizia Provinciale non si presta ad azioni illegali)!
Solo un Procuratore come Borraccetti, comprensivo nei confronti dei leghisti (basta vedere il comportamento di Ugolini Rita quando processò quelli di Piazza s. Marco) non procede per attentato alle Istituzioni.
Riporto le farneticazioni della Zaccariotto che si possono interpretare come “tanto vale rinchiuderli nei campi di sterminio”: se manca la proporzione fra la violazione della norma e la pena cessa di essere la società di diritto.
La questione è che il reato che commette la Zaccariotto, con le sue dichiarazioni è un reato grave, si tratta di incitamento al terrorismo: uso soggettivo delle armi delle Istituzioni per vessare delle persone. Non è un’opinione della cittadina Zaccariotto: è un’intimidazione fatta dal Presidente della Provincia di Venezia. E ha un valore diverso!

Venezia. Abusivi in fuga, Zaccariotto:
«Vanno accusati di tentato omicidio»
La presidente della Provincia contro i vu cumpra'che
travolgono turisti e cittadini per evitare i controlli


VENEZIA (11 maggio) - Gli ambulanti abusivi che a Venezia feriscono i passanti, travolgendoli nella corsa per evitare i controlli delle forze dell'ordine, dovrebbero essere accusati di tentato omicidio. Lo propone la presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto. «In questi casi sarebbe da valutare la possibilità di imputare il reato di tentato omicidio a chi commette questi gesti odiosi - sostiene l'esponente leghista - spesso a danno di anziani o di bambini, allo stesso modo in cui questa fattispecie viene applicata a chi, in auto, tenta di travolgere le forze dell'ordine per eludere un posto di blocco». Per Zaccariotto, è grave che l'attenzione «su un fenomeno endemico delle aree turistiche della Provincia di Venezia», quale è il commercio abusivo, venga risvegliata solo dopo episodi gravi come il ferimento, avvenuto domenica scorsa, di una donna travolta da venditori in fuga. Si tratta, per la presidente della Provincia, di «un episodio che ripropone il comportamento potenzialmente omicida dei venditori che, in base alle testimonianze delle forze dell'ordine, durante le fughe travolgono volutamente qualcuno sapendo che in questo modo la retata si interrompe per soccorrere la persona ferita».
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=101459&sez=NORDEST


La Zaccariotto ha un solo obbiettivo: aggravare la situazione sociale nel Comune di Venezia. Alimentare con le provocazioni la conflittualità. Costruire microcriminalità per lanciare allarme su un livello di criminalità che a Venezia non c’è (o comunque è molto minore, nonostante la grande crisi economica, di altre situazioni del veneto).
Non ho dimenticato la sua feroce azione contro i cittadini di Venezia che avevano il torto di essere dei Sinti. Il suo odio. La ferocia della Zaccariotto. Una ferocia che nella storia si riscontra nei campi di sterminio in cui gli zingari venivano rinchiusi e macellati.
Prima o poi i magistrati dovranno cessare di essere compiacenti con gli amministratori leghisti.
Se oggi pagano i cittadini disarmati e intimiditi da amministratori locali aggressivi, ignoranti e cretini, domani l’obbiettivo sarà quello di costringere poliziotti e carabinieri ad obbedire e i magistrati perderanno la loro autonomia.
Capisco che Borraccetti possa ridere delle affermazioni di Zaia, ma quando la storia si ripete non è detto che la seconda volta sia una farsa: deridevano anche Hitler quando farneticava in birreria, poi ebbe il “consenso popolare”. Dobbiamo aspettare i carri armati russi che abbatteranno il filo spinato o non è opportuno agire prima con qualche provvedimento che salvaguardi la fruizione della Costituzione dei cittadini?

La stupidità deve indignare, perché lo stupido è pronto a distruggere la società presente per adattarla al modello che ha in testa.

13 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento