La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 2 maggio 2010

"Si guarda ma non si tocca" Festival di poesia erotica. Con le poesie di De Falco "Non solo porno" a Venezia.


“Si Guarda ma non si tocca”

Festival di poesia erotica intitolato a Giorgio Baffo e svolto presso il “bacaro” Baffo in Campiello Sant’Agostin a Venezia il 1° Maggio.
Si è svolto fra una buona partecipazione di pubblico (il bacaro era pieno di gente) e poesie molto sentite che avevano più a che fare con la passione che travolge le persone che non con il sesso.



L'evento è stato organizzato da Alberto Garbin, editore in Venezia, e da Luca Cipolato che ha curato le poesie declamate.

A parte lo scherzo che l’organizzazione ha voluto fare agli astanti con una poesia di Montale, spacciato come “anonimo”, il premio per i concorrenti era il libro di poesie di Vincenzo Paolo Maria De Falco dal titolo “Non solo porno” Edito da Editoria Universitaria di Venezia.


Un tempo solo i poeti potevano parlare degli Dèi. Al di là della tecnica poetica usata dall’artista è importante il senso della poesia. L’arte del poeta aveva la capacità di sintetizzare un respiro emotivo, un attimo d’attesa, una sottile intuizione, in una definizione sintetica capace di evocare nell’ascoltatore un respiro emotivo, un attimo d’attesa, una sottile intuizione. Il poeta evoca negli ascoltatori emozioni vissute. In ogni ascoltatore diverse eppure tutte uguali, appartenenti allo stesso corpo le cui cellule sono palpitazioni emotive, consapevolezze viventi, in ogni corpo della Natura.

Se noi facessimo la somma dei momenti vissuti in un’umana esistenza, noi potremmo sommare attimi infiniti di poesia. Quegli attimi di poesia sono espressioni dell’essere un dio di ogni soggetto. Un individuo che si fa, di volta in volta, Ares, Afrodite, Efesto, Zeus, Demetra, Hera, Posidone, Teti, Temi, Estia, Apollo, Ermes, Mnemosine, ecc. ecc. come se tutti gli Dèi convivessero in un olimpo dentro ogni singola persona. Come scrive Vincenzo Paolo Maria De Falco:

Questa vita
è fatta di troppe parole
è in uno sguardo
la risposta a mille domande
che restano appese
alla nebbia
di ricordi
rimpianti
che impediscono
all’iride
una visione interiore
incatenata
al giogo delle forme
rendendosi
essa stessa
oggetto
e non mezzo d’introspezione
si riconosce dio
in un legno intagliato
divinità scolpita dall’uomo
dimenticando tra levigate schegge
quell’eterno profilo
che fa di ogni uomo
Dio.


Ogni dio che esprimiamo in ogni momento d’esistenza è un dio che bussa alle porte delle nostre emozioni nell’attesa del suo momento. Scrive Vincenzo Paolo Maria De Falco:

Nell’avversità
quel senso di distacco
quella quiete
nell’occhio del ciclone
milita in un animo
che più non chiede
d’affermare una volontà
partorita da insoddisfatti sogni
è una dicotomia
tra un animo immoto
e una mente ingannevole
perduta
nel bianco e nel nero
dimentica di quell’unità
che fa del grigio
un’invenzione.


E Madre Natura, Hera, che ci ha partorito si nutre della consapevolezza di ogni suo figlio. E i suoi figli, troppo spesso, attendono con desiderio e passione di essere divorati dal suo becco rapace di aquila in attesa di consapevolezza con cui nutrirsi. E i figli di Hera corrono a nutrire la sua vorace bocca dopo essere usciti dal suo ventre fecondo e aver percorso un cammino in cui hanno fuso le loro emozioni con le emozioni della vita spinti da Madre Afrodite che non consente nessuan separazione degli Esseri dal loro mondo. Eppure, in quella corsa, i figli di Hera hanno la consapevolezza che c’era un altro cammino, spesso negato e oscuro ai loro occhi:

Cominciò
con una strage
di innocenti
un periodo di secoli
dove il risultato
furono lacrime e sangue
salvezza d’un salvatore
che non seppe
proteggerci
da noi stessi
quanto è valsa
quella croce
in un mondo
che prigioniero
di sé
non s’accorge
di quanto dolore
nei sogni
divorati dalla fame
nella corsa al potere
popoli interi
pronti
a sterminare
propri fratelli
se non la malattia
l’inutilità d’una profilassi
nel perverso pensiero
d’un integralista cattolico
a capo d’una chiesa
che non sa dare risposte
opponendo dogmi
alla ragione...
decattolizzarmi
è tutto ciò
che posso fare.


Un cammino di eternità dell’uomo che attende il ultimo combattimento. I ricordi sono fusi nelle emozioni sciacquate nel fiume della vita. Uscito dal ventre di Hera s’appresta a portare la sua consapevolezza al suo becco vorace. La passione che ha attraversato l’esistenza ha reso l’uomo saggio. Quando i ricorsi si affievoliscono esiste solo l’attesa dell’evento agognato. La morte del corpo fisico si appresta. La vorace bocca di Madre Hera si avvicina e davanti a quella bocca non resta che l’ultimo combattimento.
Così l’uomo ricorda:

E’ un fuoco
che divora
delusi rimpianti
sconosciuti all’aurora
illanguiditi abbracci
su cui la cenere
seppellisce il ricordo
dove fatico
per diventare altro
evitando la trappola
dell’ombra
che imprigionava fiamme
ora incendio
ma non direte nulla...
né mi aspetti qualcosa
lontani i giorni
dell’attesa
nel mio vagare
vivo l’adesso
come unico segno
lambito da lingue vermiglie
che senza bruciare
consumano ogni mio giorno.



Ciò che fu si appresta a partorire ciò che sarà nell’ultima sfida.
C’è un domani che si costruisce nel vivere emotivo dell’uomo quando, in ogni sfida di ogni giorno della propria esistenza, gli Dèi si affacciano nelle sue azioni dando forza e potere alla sua consapevolezza. La armano per affrontare l’ultima sfida della sua vita: trasforma la morte in una nascita. Trasforma un tramonto in una nuova alba:

Incomincia il viaggio
dell’Es
in un brivido d’inchiostro
e va il poeta
ove il Sole non può.

L’unica cosa che è mancata al festival di poesia erotica, è stata la lettura di queste liriche di Vincenzo Paolo Maria De Falco che sono state il premio per i partecipanti al concorso di poesia erotica..
Ma volendo si può rimediare il 7 maggio si terrà una cena letteraria in onore di Giorgio Baffo (recita di poesie e piatti afrodisiaci) alla taverna “da Baffo” in Campiello Sant’Agostin S. Polo 2346 – Venezia. Il costo di partecipazione alla Cena Letteraria con recita di poesie e piatti "afrodisiaci" è di 30 euro.
Per chi volesse partecipare e prenotare può telefonare al n. 3405614976
I movimenti dell’anima vanno sempre incoraggiati perché quando le catene della quotidianità inchiodano le persone ad un presente angosciante, solo i fiumi di emozioni che sgorgano dall’animo umano permettono di intravvedere un diverso futuro per cui organizzare un diverso presente.

02 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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