La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 21 maggio 2010

Un altro suicidio di un altro disperato, in Veneto, nel Padovano


Le maschere della prepotenza e della prevaricazione con le quali i Veneti nascondono l'angoscia in cui vivono e invidiano ch riesce a suicidarsi.

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Un altro bravo ragazzo. Non come quelli che hanno attraversato il mare sulle carrette accatastati uno sull’altro e aggrediti e respinti dalla Guardia di Finanza su ordine del ministro Maroni.
No!
Un Veneto!
Un individuo educato dai cattolici. Un impotente alla vita. Un angosciato. Un disperato. Un individuo senza futuro. Un individuo come piace ai vescovi cattolici e alla loro feroce violenza.
Sette lettere per spiegare il perché.
I perché altro non sono che una serie di desideri con cui giustificava la sua angoscia e alla quale non sapeva rispondere.
E’ l’angoscia che lo ha ucciso, la disperazione. Non importano i motivi specifici. Questi appartengono alla sua persona, non alla società di un Veneto che semina continuamente angoscia fra i suoi cittadini.
Contare i cadaveri sacrificati alla gloria del dio padrone.
Riporto l’articolo:


nel padovano
Si spara in automobile, sette lettere per spiegare il perché
Un venticinquenne vicentino si è tolto la vita dopo aver legato il grilletto della pistola al volante
Martino Galliolo


21 maggio 2010



SELVAZZANO DENTRO (Padova) - Si è sparato al cuore con una calibro 9, tirando la canna della pistola contro il petto: il grilletto era legato con un cavo al volante che teneva fissa l'impugnatura della Beretta. Si sarebbe tolto la vita in questo modo Diego Fanton, 25 anni di Grisignano di Zocco (Vicenza). Un pescatore ha notato la sua Alfa 145 blu nell'argine sinistro del fiume Bacchiglione a Selvazzano Dentro. I vetri dell'auto erano stati oscurati con fogli di giornale, fuori c'era una bicicletta da corsa senza una ruota. Sul sedile del conducente c'era il corpo senza vita di Diego, che secondo la prima ricostruzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Padova, intervenuti assieme ai militari della Compagnia e al medico legale, ipotizzano che il giovane sia morto da almeno 24 ore. Accanto a lui sono state trovate sette lettere, indirizzate agli amici e una alla famiglia in cui chiedeva come essere sepolto, con quali vestiti e a chi lasciare il denaro.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/21-maggio-2010/si-spara-automobile-sette-lettere-spiegare-perche-1703060223342.shtml


La conta continua: chi sarà il prossimo angosciato che deciderà di farla finita?
Chi sarà il prossimo che glorificherà Mattiazzo, Scola, Gardin, Nosiglia e altri?
Quante altre persone dovranno suicidarsi prima che lo Stato inizia ad assumersi la responsabilità dell’educazione dell’infanzia?

Riporto anche l’articolo de Il Gazzettino:

Vicenza. Lega la pistola al volante e sispara al cuore lasciando 7 lettere d'addio
Aveva 26 anni, viveva a Grisignano e si era licenziato da unaditta padovana. Ha chiesto di aprire solo la missiva ai familiari

VICENZA (22 maggio) - Un colpo di pistola sparato dritto al cuore per mettere fine alla sua vita. A tormentarlo da qualche tempo una profonda depressione. Ieri mattina a scoprire il cadavere di Diego Fanton, 26 anni, residente a Grisignano di Zocco (Vicenza) in via Ceresone 24 e operaio in una ditta padovana, la Tefma di Veggiano da cui si era licenziato un mese fa, sono stati due pescatori scesi lungo il Bacchiglione a Selvazzano.L’Alfa 145 blu parcheggiata vicino ad alcuni alberi ha attirato la loro attenzione. L’abitacolo nascosto dai fogli di giornale attaccati con cura, con lo scotch. Uno spiraglio apertosi dalla parte del guidatore ha permesso di intravedere il corpo. Si è pensato si potesse trattare di una persona che dormiva, o di qualcuno che si fosse sentito male. La macchina chiusa dall’interno, nessun movimento nell’abitacolo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per aprire lo sportello e per i rilievi il nucleo investigativo dei carabinieri di Padova.Il giovane era seduto al posto di guida. Occhiali scuri calati sugli occhi e alle orecchie le cuffie azzurre utilizzate per tirare al poligono. Probabilmente non ha voluto ne vedere, ne sentire quello che stava per mettere in atto. Alle mani i guanti utilizzati per correre in bicicletta. A premere il grilletto della pistola, una calibro 9 regolarmente detenuta, non è stato il giovane. Forse la posizione non gli permetteva di maneggiare agevolmente l’arma puntandola contro di sé, e così ha escogitato uno stratagemma. Il grilletto della pistola legato con un filo al volante dell’auto. Quattro i colpi nel caricatore. Una volta preparato il tutto è probabile che abbia tirato la pistola verso di sé, facendo partite il colpo. Accanto a lui sette buste chiuse, ciascuna con specificato il destinatario, e un’indicazione: poteva essere letta solo quella indirizzata ai familiari.All’interno le disposizioni di come doveva essere sepolto, gli abiti sportivi che avrebbe voluto indossare erano ripiegati all’interno di uno zainetto, e circa 13 mila euro in contanti. Quasi certamente un suicidio pianificato da chissà quanto tempo. Alla base della drammatica decisione non sembra esserci alcun problema affettivo o di lavoro, ma un profondo male di vivere. Vicino alla macchina la bicicletta da corsa, che era stata caricata sulla vettura.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=103143&sez=NORDEST


Intanto, sempre sulle rive del fiume della vita, assisto al passaggio di nuovi cadaveri a cui la chiesa cattolica ha chiuso il futuro relegando le persone nella disperazione.
Forza, avanti, chi è il prossimo?

21 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. la Chiesa non c'entra con queste cose..ci sono situazioni in cui nessuno può o vuole aiutarti..io dico solo:beato lui che ce l'ha fatta,io non ho la sua stessa forza e sto aspettando che mi uccida la mia malattia in un crescendo di angoscia e disperazione..spero di trovare il coraggio di questo ragazzo molto presto..purtroppo non ho una pistola,nè farmaci adatti,passo le giornate nella mia camera come una tartaruda rovesciata sul dorso,nel dolore più totale.nessuno mi aiuta a staccare la spina,non voglio impiccarmi,ma forse rimarrà la mia ultima possibilità anche se non voglio morire come Giuda.

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