La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 23 giugno 2010

Continua la saga dei suicidi in Veneto: ora si fa anche col gas di scarico.


E intanto, fra l’indifferenza di una stampa complice di chi costruisce le condizioni sociali che spingono al suicidio, altre persone si suicidano.
Il massacro dei suicidi in Veneto continua.
Ieri era un poliziotto in servizio a San Donà di Piave, oggi un paio di persone (del sessantenne dovranno essere accertate le cause) in provincia di treviso.
Noi, sfruttando l’informazione regionale, possiamo solo far la conta dei morti che l’angoscia, imposta con la violenza dalla chiesa cattolica e la complicità di Istituzioni corrotte, stanno provocando.
Un tessuto sociale del Veneto che si è già disgregato, ma che mostra il suo dramma giorno dopo giorno.
Riporto la notizia:


Conegliano, 60enne morto nella sua abitazione
SUICIDA CON IL GAS DI SCARICO
Il corpo di un giovane trovato stamani a Nervesa

NERVESA - (nc) Si è tolto la vita, asfissiato dalle esalazioni del gas di scarico della sua auto: è stato ritrovato stamani poco dopo le 6.50 in via terza Armata a Nervesa il corpo senza vita di un giovane del luogo dall'apparente età di 30-40 anni. Sul fatto ancora frammentarie le notizie: indagano i Carabinieri di Nervesa. Un altro ritrovamento è avvenuto stamani poco dopo le 9 in via Gorizia a Conegliano con un uomo di 60 anni rinvenuto cadavere all'interno della sua abitazione. Sul posto una squadra dei vigili del fuoco: a lanciare l'allarme sarebbe stato un amico dell'uomo che da tempo non riusciva a raggiungerlo telefonicamente. Aggiornamenti all'interno dei nostri prossimi notiziari.
Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21405/suicida-con-il-gas-di-scarico


Mentre la stampa regionale, Il Gazzettino in primis, aiuta le condizioni che portano alla disgregazione del tessuto sociale e al suicidio di decine e decine di cittadini, noi possiamo solo guardare l’angoscia che i cittadini esprimono con i loro gesti estremi.
Qualcuno lo guardiamo con più affetto, altri con maggior disprezzo, ma questo appartiene al nostro essere cittadini. Ciò che proprio non sopportiamo come cittadini, sono i terroristi che alimentano le cause che inducono alla disperazione delle persone.
Consideriamo tale attività come un atto di terrorismo, infinitamente più grave che non l’omicidio di persone socialmente corrotte come Aldo Moro o altri la cui attività era finalizzata ad impedire ai cittadini di fruire dei loro diritti costituzionali.
E sulla riva del solito fiume della vita, guardiamo i cadaveri che l’angoscia ha portato alla disperazione.
Quando avrò altri particolari sui suicidati, li metterò in rete.

E alcune precisazioni, anche se con grande ritardo, sono arrivate:

Treviso. Ristoratore 44enne si uccide
con il gas di scarico della macchina
Il titolare del locale "da Dametto" trovato morto da un passante
Ha lasciato un biglietto con poche parole rivolte ai suoi cari


di Luciano Beltramini
TREVISO (24 giugno) - Una morte inspiegabile che ha lasciato tutti attoniti e senza parole, a cominciare dai familiari più stretti. Emanuele Andrea Cattaruzza, per tutti Lele, 44 anni, da otto titolare dello storico ristorante "da Dametto" sulla Panoramica del Montello nel Trevigiano, è stato trovato privo di via nella sua auto da un passante in via VIII Brigata, poco lontano dalla sua abitazione. Non erano ancora le 7: un tubo collegava i gas di scarico all’abitacolo. Quando sono arrivati i soccorritori del 118, per il ristoratore non c'era più niente da fare. Le cause del decesso: intossicazione da monossido di carbonio. Nell'auto avrebbe lasciato un foglietto di carta con poche parole rivolte ai suoi cari."Lele" era nato in Belgio da genitori emigranti provenienti da Aviano e subito si era fatto benvolere da tutti i ristoratori del Montello dove era un punto di riferimento grazie ai suoi prelibati piatti legati alla cultura culinaria della nostra terra. «Sempre sereno e sorridente». Così lo descrive la moglie Katia Calcagnotto che con Lele divideva i sacrifici e il lavoro di tutti i giorni. «Non so proprio capire cosa sia successo, so soltanto che in tutti noi ha lasciato un vuoto incolmabile. Non avevamo alcun problema, il nostro ristorante lavorava molto bene ed anzi eravamo stati costretti ad anticipare le ferie di qualche giorno perchè avevamo delle prenotazioni molto importanti». Una tragedia immane per la donna e per il piccolo figlio di 3 anni e mezzo, una tragedia assolutamente inspiegabile. In poche ore la ferale notizia ha fatto il giro di tutta Nervesa e in tutto il Montebellunese.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=107926&sez=NORDEST

Un altro disperato che ha lasciato la moglie e la figlia piccolissima alla loro disperazione: si arrangino!
Si possono cercare cause specifiche, ma è la malattia d’angoscia che viene imposta dalla chiesa cattolica ai cittadini del Veneto e che poi si esprime nelle situazioni più diverse.
Sulla riva del fiume della vita aspettiamo il prossimo cadavere che forse è già arrivato.
(Modifica 24.06.2010)
23 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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