La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 22 giugno 2010

Continuano i suicidi fra gli angosciati del Veneto: stavolta tocca ad un poliziotto in servizio!


E stavolta a spararsi è un poliziotto.
Malato?
Certamente separato dalla società civile in cui viveva. Viveva come un recluso nella caserma e, molto probabilmente, ha visto la sua vita finire nel nulla.
L’impressione è che si sia tolta la vita esattamente con la stessa disperazione di un detenuto.
Guardare impotenti i cadaveri che galleggiano sul fiume della vita non sai dove colpirà la disperazione.
Se una donna si uccide perché le hanno portato via il figlio o l’altro perché non riesce a pagare i debiti, questo perché se non travolto dalla stessa malattia?
Io so una cosa per esperienza: nei posti di polizia, sui muri e nella testa delle persone c’è un crocifisso, non la Costituzione della Repubblica: quanta violenza subiscono i cittadini in nome di quel criminale appeso in croce.
Ora è toccato a lui.
Ieri mi chiedevo chi sarà il prossimo, ed oggi l’ambiente sociale ha risposto.
Riporto la notizia:

san donà
Un colpo alla testa con l'arma d'ordinanza
Poliziotto si uccide in caserma
La vittima, un agente di 54 anni, si è tolta la vita all'alba

Da tempo viveva in un alloggio nel distaccamento della stradale: inutile il soccorso di alcuni colleghi
SAN DONA' DI PIAVE – Si è tolto la vita sparandosi alla testa con la pistola d'ordinanza. La vittima è un agente in servizio alla polizia stradale di San Donà di Piave, M.P. di 54 anni. Si è suicidato nel cortile della caserma. L'agente, che non aveva figli e non era sposato, viveva da alcuni anni in un alloggio messo a disposizione all'interno del distaccamento della stradale di San Donà.
Il suicidio è avvenuto di primo mattino. M.P., dopo il risveglio, come capitava spesso, aveva preso un caffè al bar della caserma. Salutati i colleghi presenti, è uscito in giardino: qui, impugnata la pistola d'ordinanza, si è sparato un colpo alla testa. I colleghi che si trovavano al piano inferiore e che stavano prendendo servizio hanno sentito il colpo e si sono precipitati all'esterno. Avrebbero voluto soccorrere M.P. ma non c'era più nulla da fare. Una morte che ha fatto arrivare il comandante della polizia stradale Rocco Sardone e le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, per eseguire i rilievi del caso. Il suicida non avrebbe lasciato alcuna lettera. I motivi del gesto sarebbero riconducibili a un problema di salute dell'agente, ma qui tutti ritengono che stesse bene e non si danno pace per l'accaduto.
Giorgia Gallina

22 giugno 2010


Se devo avere delle preferenze nell’assistere ai cadaveri che galleggiano sul fiume della vita travolti dall’angoscia alla quale i cittadini del Veneto sono costretti, confesso che quello del poliziotto non suscita in me “compassione”. Più partecipazione suscita il “barbone” aggredito dai Vigili Urbani: il “barbone” è un soggetto di diritti Costituzionali al quale vengono negati i diritti in forza dell’odio del criminale in croce (si costringono i bambini a pensarlo come padrone in quanto figlio del dio padrone, in offesa ai principi Costituzionali); il poliziotto dovrebbe garantire i diritti dei cittadini e, invece, troppo spesso, si trasforma nel loro carnefice!

23 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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