La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 25 giugno 2010

Dal Sanguinazzi di Feltre al "La nostra famiglia" la solita violenza dei cattolici contro i bambini




La violenza sui minori da parte della chiesa cattolica, e dai cattolici, sue vittime e suoi carnefici, è una pratica costante nella Regione Veneto.
Qualche volta la stampa ne da notizia, ma diventa un caso raro e una vera novità sul piano della cronaca constatare che i carabinieri hanno cominciato a piazzare telecamere per individuare la violenza sui minori.
Riporto la notizia di fonte giornalistica:

Treviso. Bambini disabili di 4 e 6 anni maltrattati in una struttura ecclesiastica
Denunciate due operatrici del centro "La nostra famiglia"
:schiaffoni in refettorio a pranzo. Gli episodi sono stati filmati

TREVISO (25 giugno) - Schiaffoni soprattutto in refettorio, durante il pranzo. Botte a bambini disabili di appena quattro e sei anni e gli altri costretti ad assistere a quei maltrattamenti. È successo a Treviso, nell'ente ecclesiastico "La nostra famiglia": denunciate due operatrici di 32 e 35 anni. A togliere il velo e mostrare l'orrore degli abusi i carabinieri di Treviso che hanno denunciato per maltrattamenti le due donne della struttura che si occupa di assistenza socio sanitaria, istruzione e formazione. "La nostra famiglia" è presente in Veneto con una decina di sedi, una trentina a livello nazionale e presenze in Sudan, Brasile, Ecuador, Cina, Marocco, Palestina. A Treviso è operativo il Centro di riabilitazione diurno e ambulatoriale, dove i genitori lasciano i piccoli nel corso della giornata. I maltrattamenti avvenivano soprattutto nel refettorio al momento del pranzo e sono stati documentati con telecamere. In quei momenti, è risultato dalle indagini, le due donne colpivano i piccoli con schiaffi e schiaffoni: trattamenti che avvenivano già da tempo, come testimoniano adesso gli atteggiamenti dei bambini che sembrano aspettarsi una reazione violenta. Si accanivano contro i piccoli da nutrire sotto gli occhi degli altri bambini. Le denunciate, la cui qualifica è di educatrici, si sono accanite in particolare verso tre bambini che avevano il compito specifico di nutrire, ma anche altri piccoli erano costretti ad assistere agli abusi. Per le donne ora divieto di dimora a Treviso. Le due hanno ora divieto di dimora nella città di Treviso, per il reato di maltrattamenti verso fanciulli con le aggravanti tra l'altro di aver agito per motivi abbietti e futili, di aver approfittato di circostanze tali da ostacolare ogni difesa e di aver commesso il fatto con abuso di autorità ed ospitalità.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=108081&sez=NORDEST

“La nostra famiglia" è un’organizzazione cattolica il cui scopo è la disarticolazione della struttura sanitaria per assicurarsi un profitto.
Agisce per disarticolare le leggi della società civile.
Solo che poi viene scoperta nei suoi reali intenti.
Nel suo sito non trovate scritto: noi facciamo violenza ai minori!
Trovate scritto altre cose. Ma se questa è la violenza messa in atto a Treviso, qual è la violenza messa in atto sui bambini del Sudan, dell’Equador e in Brasile?
Mentre i bambini venivano picchiati, il sito web de “La nostra famiglia” (sa tanto di mafia) scriveva di sé stessa:

La Nostra Famiglia è un Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto, che svolge anche attività ONLUS di assistenza sanitaria, socio–sanitaria, istruzione e formazione finalizzate in particolare alla cura di persone disabili e svantaggiate.
Viene riconosciuta per:


la vasta rete di strutture di riabilitazione extraospedaliere;
la lunga e accreditata esperienza nell'ambito prevalente delle disabilità dell'età evolutiva;
un’ampia casistica di bambini e ragazzi, sia italiani che stranieri, che presentano situazioni di estrema gravità (come gli “stati vegetativi” e le pluriminorazioni) e di soggetti con patologie più lievi, a rischio psicopatologico e/o di svantaggio sociale.
La Nostra Famiglia è nata in Italia per rispondere ai segni dei tempi, come l’attenzione ai bisogni delle persone più svantaggiate. Ci sono altre tre Associazioni con lo stesso nome nei Paesi in Via di Sviluppo con cui la Nostra Famiglia italiana collabora:
Usratuna in Sudan
A Nossa Familia in Brasile
Nuestra Familia in Ecuador
La Nostra Famiglia realizza uno specifico servizio alla vita, alla sua tutela e cura con attività di:
riabilitazione delle persone disabili, con una particolare attenzione a sostenere direttamente o indirettamente anche la loro educazione, istruzione e formazione professionale, l’accompagnamento della famiglia e la cura per l’inserimento sociale;
ricerca scientifica e studio delle problematiche mediche e psicoeducative delle varie disabilità nell’Istituto Scientifico “E. Medea”;
accoglienza di bambini con grave disagio familiare in attesa di affido o adozione, bambini e adolescenti soli o con disagio socio-ambientale in piccole comunità o in nuclei di tipo familiare;
accoglienza di adulti con disabilità in strutture residenziali, gestione di Centri di lavoro guidato.
LA NOSTRA MISSIONE
La nostra "missione" è tutelare la dignità e migliorare la qualità della vita - attraverso specifici interventi di riabilitazione - delle persone con disabilità, specie in età evolutiva." La Nostra Famiglia" intende farsi carico non solo della disabilità in quanto tale, ma anche della sofferenza personale e familiare che l'accompagna.

L'Associazione si propone di dare il proprio contributo allo sviluppo della ricerca e delle conoscenze scientifiche nel campo della patologia dello sviluppo.
IL NOSTRO STILE
Motivazione caritativa e di solidarietà sociale, secondo l'ispirazione del Fondatore don Luigi Monza: "scienza e tecnica al servizio della carità"
innovazione in campo sanitario riabilitativo e ricerca scientifica: il nostro sguardo va all'Europa e a quanto di meglio si sta facendo a livello mondiale
sviluppo della professionalità e formazione dei nostri operatori, delle nostre metodologie, della nostra organizzazione: "il bene va fatto bene" (don Luigi Monza)
Tratto da:
http://www.lanostrafamiglia.it/chi_siamo.php

Lo stile, praticato ne la “nostra famiglia”, è che è roba nostra e dei bambini ne facciamo quello che vogliamo: il messaggio del criminale appeso in croce che continua a devastare la società con i valori morali del possesso e della sopraffazione sui più deboli.
Se queste violenze avvengono in Italia, figuriamoci che cosa avviene in Sudan, in Brasile, in Equador, dove non ci sono carabinieri pronti a mettere delle telecamere per individuare i maltrattamenti e le violenze sui minori.
Nella pagina del “che cosa facciamo” non è scritto che fanno violenza ai bambini, ma cercano di vendere un prodotto commerciale, cattivo e violento che contribuisce a danneggiare il sistema sanitario nazionale, con una morale in assoluto contrasto con la Costituzione della Repubblica.
Riporto per intero la loro presentazione:

COSA FACCIAMO

Le nostre risposte alla DISABILITA': RICERCA, CURA, RIABILITAZIONE PER LA QUALITA’ DELLA VITA
RicercaNella società industrializzata il tasso di natalità è molto basso.Il futuro di ogni società sono i suoi figli.LAVORIAMO NEL CAMPO DELLA RICERCA SCIENTIFICA PERCHE’ I BAMBINI NASCANO, CRESCANO SANI E POSSANO ESPRIMERSI AL MASSIMO.
CuraLa risorsa principale di ogni società è costituita dalle capacità umane di cui dispone.NOI CI PREOCCUPIAMO CHE AD OGNI BAMBINO, RAGAZZO O GIOVANE CHE PARTE IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO SIA DATA LA POSSIBILITA' DI SVILUPPARE PIENAMENTE LE SUE POTENZIALITA' .Noi misuriamo i risultati in proporzione al benessere della persona, alla sua dignità, al suo equilibrio psicologico: questo è un risultato che si può sempre ottenere per quanto sia grave la situazione di partenza.PER QUESTO OBIETTIVO VALE SEMPRE LA PENA DI UTILIZZARE IL MASSIMO DELLE RISORSE.
RiabilitazioneUna società civile conserva la vita, anche di chi è colpito da eventi traumatici o degenerativi gravi, attraverso:
il massimo recupero delle capacità residue
il riconoscimento che la persona è sempre una importante risorsa sociale
NOI SIAMO IMPEGNATI DA 50 ANNI NEL RECUPERO DELLE DISABILITA' INFANTILI, ANCHE GRAVI E COMPLESSE.
Qualità della vitaLe società moderne sono caratterizzate da una evoluzione dei bisogni personali e sociali.Tali bisogni oggi si raggruppano attorno a ciò che viene chiamata la "qualità di vita".

La ricerca nel campo della prevenzione sta procedendo a grandi passi, ugualmente la cura. La riabilitazione trova tecniche sempre più appropriateLa qualità della vita della persona disabile è però ancora l’obiettivo da raggiungere.

NOI FACCIAMO DELLA "QUALITA' DELLA VITA" DELLA PERSONA DISABILE L'OBIETTIVO DI OGNI NOSTRO INTERVENTO.

Tratto da:
http://www.lanostrafamiglia.it/cosa_facciamo.php

Cosa facciamo come "La nostra famiglia"? Pratichiamo la violenza sui minori.

Come ebbe a dire il Pubblico Ministero Pietro Forno, nessuna violenza ai minori è mai stata denunciata dalla chiesa cattolica all'interno delle proprie strutture.

Infatti, "La nostra famiglia" non ha denunciato le violenze che avvenivano dentro alle sue strutture, ma appare coerente pensare che, pur essendone a conoscenza, le abbia, di fatto protette se non favorite per gli scopi della fede cattolica.
In sostanza, anche in questo caso si ripete la storia del Sanguinazzi di Feltre con le suore aguzzine: in questo caso non erano suore? Ai bambini poco importa!
Questa volta i Carabinieri hanno pensato bene di piazzare delle telecamere che non lasciano dubbi ai fatti.
Chissà se il giornale Il Gazzettino, senza quelle telecamere, anche stavolta, per proteggere la violenza nei confronti dell’infanzia avrebbe scritto (come fece il 21 agosto 2004) per sminuire l'impatto sociale della violenza delle suore cattoliche al Sanguinazzi di Feltre:

“Forse qualche schiaffo, forse qualche strattone o qualche reprimenda in un sottile confine tra lecito ed illecito nel sempre difficile compito di educare. Quel che si dice un caso di jus corrigendi.”



A differenza del Sanguinazzi di Feltre, i Carabinieri hanno piazzato le telecamere, come all’asilo Cip Ciop di Pistoia.
E così comprensivo Il Gazzettino sulla violenza ai minori fatta da “educatori”, che dal mio punto di vista appare come gesti di criminali che attentano alla struttura psico-emotiva dei bambini attentando ai loro diritti Costituzionali. Scrive il giornale Il Gazzettino nell’articolo in cui minimizzava la violenza delle suore all’asilo Sanguinazzi di Feltre nel suo articolo del 21 agosto 2004:

“Un tempo uno schiaffo dato dalla maestra veniva nascosto ai genitori con religioso silenzio. Serviva ad evitare di prenderne altri.”

Solo che in questo caso intervengono i carabinieri che piazzano le telecamere.
E allora non serve la parola dei bambini per le violenze subite: tutto appare in maniera immediata.
In questo caso il comportamento va ad onore dei Carabinieri che hanno agito in maniera opportuna. Hanno considerato i bambini dei soggetti di diritto i cui diritti andavano tutelati e non degli oggetti in possesso di una chiesa cattolica che si può permettere di far loro violenza “ogni volta che ne ha voglia”.
E’ facile e vile mettere in discussione la parola dei bambini quando, di fatto, si fa loro un’ulteriore violenza chiamandoli, sia pure in sospetto, “bugiardi”.
Mettete ora in discussione queste telecamere dei carabinieri:

“I maltrattamenti avvenivano soprattutto nel refettorio al momento del pranzo e sono stati documentati con telecamere. In quei momenti, è risultato dalle indagini, le due donne colpivano i piccoli con schiaffi e schiaffoni: trattamenti che avvenivano già da tempo, come testimoniano adesso gli atteggiamenti dei bambini che sembrano aspettarsi una reazione violenta. Si accanivano contro i piccoli da nutrire sotto gli occhi degli altri bambini. Le denunciate, la cui qualifica è di educatrici, si sono accanite in particolare verso tre bambini che avevano il compito specifico di nutrire, ma anche altri piccoli erano costretti ad assistere agli abusi.”

Ci si provi ora il giornale Il Gazzettino a produrre un’ulteriore violenza ai minori affermando, anche a questi minori, ciò che ha affermato nei confronti dei bambini del Sanguinazzi di Feltre, quando scrisse:

"Sì, perché ancora una volta, tutto si gioca sull’attendibilità dei piccoli. Il pubblico ministero ha nominato un consulente psicologico che avrebbe sentito tutti i minitesti per valutare il grado di attendibilità.”


Allora i carabinieri non piazzarono le telecamere, ma oggi sì. Solo che allora, come oggi, i bambini sono SEMPRE attendibili!
E lo sono perché la loro età non consente l’esperienza per nascondere i segnali non verbali dai quali si evince psicologicamente se stanno o meno mentendo.

Domani si scopriranno altre violenze fatte dagli adoratori del crocifisso sia nei confronti dei bambini, sia nei confronti di anziani negli ospizi e queste violenze saranno possibili perché ci saranno sempre giornalisti pronti ad aiutare i violentatori minimizzando le loro violenze e ci saranno sempre giornalisti pronti ad insinuare il dubbio sulla credibilità delle vittime: vittime trasformate, mediante la violenza, oggetti di possesso sottratti dall’essere dei soggetti di diritto Costituzionale. Da quando fu istruito quel famoso processo che va sotto il nome del Paese dei Celestini, una torma di giornalisti criminali si sono accalcati attorno agli interessi del Vaticano per favorire la violenza sui minori.
Qualche Magistrato ha agito con onore, qualcun altro meno.
Ora ci auguriamo che le telecamere non siano usate solo davanti alle banche, contro i rapinatori, ma siano usate anche per fermare le violenze ai minori.
Mentre in Belgio assistiamo a:

PEDOFILIA: PRIMATE CATTOLICO BELGIO CRITICA PERQUISIZIONI POLIZIA
(ASCA-AFP) - Bruxelles, 25 giu - Il capo della Chiesa cattolica del Belgio, monsignor Andre-Joseph Leonard, ha criticato le perquisizioni effettuate ieri dalla polizia in alcune proprieta' della diocesi di Malines-Bruxelles in seguito alle inchieste sui preti pedofili.''La giustizia fa il suo lavoro ed ha il diritto di fare delle perquisizioni. Quello che stupisce e' che abbiano anche scavato nelle tombe arcivescovali e che tutti i vescovi siano stati trattenuti fino a sera'', ha detto monsignor Leonard, parlando di ''sequestro fra virgolette'' e di ''eccessivo zelo'' durante la presentazione alla stampa di monsignor Jozef De Kesel, vescovo nominato oggi da papa Ratzinger alla guida della diocesi di Bruges al posto di Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi sessuali nei confronti di un minore.La polizia ha fatto irruzione ieri nel palazzo episcopale di Malins, a nord della capitale Bruxelles, mentre si teneva una riunione dei vescovi in presenza di un rappresentante del Vaticano. Le forze dell'ordine erano alla ricerca di documenti, in particolare lo scambio di lettere fra le vittime degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti e le autorita' ecclesiastiche. Gli agenti hanno sequestrato per diverse ore i telefoni dei vescovi costringendoli a rimanere sul posto. Fra le perquisizioni effettuate, anche quella del predecessore di Leonard, Godfried Danneels, accusato di aver nascosto alla giustizia diversi casi di pedofilia.

Tratto da:
http://www.asca.it/news-PEDOFILIA__PRIMATE_CATTOLICO_BELGIO_CRITICA_PERQUISIZIONI_POLIZIA-926532-ORA-.html

In Italia assistiamo ancora ad una tale sottomissione alla chiesa cattolica che vede un alto numero di giornalisti schierati per minimizzare, se non nascondere, la violenza ai minori: e questo è fonte d’angoscia specialmente quando Giorgio Napolitano ritiene il crocifisso portatore di valori morali e, con questo, ritiene che la violenza sui deboli, imposta dal crocifisso e col crocifisso, sia un valore morale.
Cosa conferma la cronaca delle violenze messe in atto dai cattolici nel campo di concentramento chiamato “La Nostra famiglia”?

26/06/2010
Erano professioniste di lungo corso, stimate e rispettate
UNA PICCHIA, L'ALTRA COMPLICE
La Nostra Famiglia: genitori e direttrice dai Carabinieri

TREVISO - (nc) Voci, segnalazioni di alcuni genitori, bimbi che tornando a casa sconvolti ed impauriti avrebbero anche confessato a papà e mamma “La maestra mi ha picchiato”. Sarebbe partita così qualche mese fa l'indagine della Procura nei confronti dell'istituto “La Nostra Famiglia” di via Ellero. E' ampia la documentazione in mano ai Carabinieri che hanno ripreso con alcune telecamere nascoste i pestaggi di due operatrici ai danni di tre giovanissimi portatori di handicap tra i 4 ed i 6 anni. Nei filmati comparirebbero offese, schiaffi e colpi al capo che hanno portato alla denuncia per maltrattamenti due professioniste trevigiane di 35 e 32 anni residenti a Paese ed Oderzo. “Violenze gratuite” così gli investigatori hanno bollato quanto appare nei video dello scandalo. Le donne da anni lavoravano presso l'istituto trevigiano, erano educatrici di lungo corso, rispettate e stimate: due insospettabili insomma. Le violenze, stando a fonti investigative, potrebbero essere però state commesse da una sola educatrice mentre la collega avrebbe solo assistito a queste sistematiche vessazioni ai danni di piccoli indifesi, puniti per l'unica colpa di essere troppo vivaci. Quest'ultima infatti comparirebbe nei filmati ma avrebbe solamente coperto con il silenzio l'operato dell'altra operatrice. Intanto stamani sia all'istituto di via Ellero che al comando dei Carabinieri di Treviso in via Cornarotta si sono presentati numerosi genitori di piccoli utenti del centro: in molti volevano sapere se tra le vittime delle violenze potesse esserci anche il proprio figlio. In mattinata è stata sentita dagli inquirenti anche la direttrice dell'Istituto, ovviamente scossa del polverone sollevato. Ieri a presentarsi dai militari erano state le due educatrici, convocate per la contestazione di quanto emerso nelle indagini e per il divieto di dimora in Comune di Treviso: la loro reazione è stata definita fredda, impassibile, di fronte a responsabilità che sono pesantissime. Le indagini intanto proseguono e non si escludono nelle prossime ore sviluppi clamorosi: dalle testimonianze e dall'esame dei filmati potrebbero infatti emergere altri coinvolgimenti.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21446/una-picchia-l-altra-complice

E davanti ai filmati dei carabinieri, che dice Zaia?
“Va verificato!”
Quella voglia di violenza dei cattolici, anche davanti all’evidenza, si sospende il giudizio salvo puntare il dito contro l’extracomunitario o il musulmano per dei nonnulla.
Cosa dice Zaia?
Proviamo a leggere:

26/06/2010
"La Nostra Famiglia" nella bufera
COMPORTAMENTO INCIVILE
Il commento del governatore Luca Zaia

TREVISO -“Il Veneto è un popolo accogliente che niente deve avere a che fare con chi maltratta piccoli disabili”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commentando la denuncia di due operatrici dell'istituto 'La Nostra Famiglia' di Treviso accusate di maltrattamenti protratti nei confronti di tre bambini disabili. “Attendiamo, come sempre in questi casi, la conclusione delle indagini della magistratura per accertare eventuali responsabilità. Ma se risultasse provato che queste educatrici prendevano a ceffoni bambini inermi e facevano regolarmente ingurgitare cibo con la forza, non potremmo che giudicare molto gravemente questi comportamenti che nulla hanno a che vedere con la civiltà del nostro popolo e che non possono che essere severamente stigmatizzati ed eventualmente puniti”.
Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21451/comportamento-incivile

Per Zaia che ritiene l’uomo creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, si tratta di un “comportamento incivile”, ma la legge e la nostra Costituzione, che ritiene che l’uomo vada salvaguardato in tutte le sue fasi di crescita e di sviluppo fisico, psichico e intellettivo, si tratta di un atto di terrorismo volto alla destabilizzazione delle Istituzioni mediante la destrutturazione della capacità psico-fisica dei bambini.
Il disprezzo che Zaia manifesta per le persone, è offensivo!
Con questa logica si possono costruire campi di sterminio e definirli, poi, degli “incidenti di percorso”.
E’ un atteggiamento proprio di chi si identifica col criminale in croce.
Vergognoso è anche l’atteggiamento delle Rsu.
Riporto l’articolo:

26/06/2010
"Giudizio sospeso in attesa delle indagini"
"VICINI AGLI OPERATORI"
Nota delle Rsu di Mareno, Conegliano e Pieve di Soligo


TREVISO - (nc) “Riteniamo che un giudizio definitivo sull’operato e sulle persone coinvolte debba necessariamente essere sospeso in attesa del risultato delle indagini in corso”: intervengono così i rappresentanti sindacali de “La nostra famiglia” sul caso che ha interessato la sede di via Ellero dell'ente. Le Rsu chiedono chiarezza sugli episodi su cui ora indaga la magistratura esprimendo, si legge in un comunicato “assoluta disapprovazione verso episodi di violenza nell’esercizio della nostra professione”. La nota delle Rsu di Conegliano, Mareno e Pieve di Soligo prosegue così: “Ribadiamo che la professionalità esercitata da chi opera all’interno dei centri ha sempre avuto conferma nei risultati raggiunti dagli utenti, dalla credibilità operativa che i genitori ci riconoscono e dalla competenza pluridisciplinare con la quale si imposta la strategia educativa più idonea. Inoltre, in questi anni, la Nostra Famiglia ha favorito la diffusione della cultura dell’integrazione della persona disabile promuovendo conoscenze e servizi per favorirne il benessere e la salute. Con queste considerazioni riteniamo di poter chiedere credibilità e fiducia al di là di episodi incresciosi e disapprovabili come quello oggetto di questi giorni. Siamo vicini agli operatori de La Nostra Famiglia di Treviso nella speranza che al più presto venga fatta chiarezza sui fatti realmente accaduti.”
Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21453/-vicini-agli-operatori-

"La Nostra Famiglia" ha favorito l'odio contro i principi della Costituzione in favore dei valori di sottomissione, morte, sofferenza e violenza sui più deboli, rappresentata dal crocifisso.

Un atteggiamento cattivo e criminale è quello delle RSU di Conegliano, Mareno e Pieve di Soligo. La Magistratura è chiamata a dare un giudizio ponderato e definitivo che inquadri dal punto di vista giuridico il reato. La società civile deve bollare tali atti come atti criminali e terroristici. Non esiste attenuante. Cosa diversa è se i carabinieri avessero mentito e non avessero i filmati e le prove dei reati. Il reato filmato c’è. Come c’è quando un bambino denuncia maltrattamenti. Poi la magistratura deve accertare la relazione reato e pena. Ma la società civile non può tollerare nemmeno la remota possibilità che tali atti possano avvenire. La condanna della società nei confronti dei delinquenti “La nostra famiglia” deve essere totale per tutta l’organizzazione “La Nostra Famiglia” che aveva il dovere di assicurare ai bambini l’assoluta tranquillità. Invece non l’ha fatto.
Si vergogni le RSU: col loro atteggiamento offendono i bambini e la Costituzione della Repubblica.
Vediamo come i bambini sono circondati da adulti timorosi, in ginocchio davanti al criminale in croce, che non difendono i loro diritti nella società civile.
Questa volta hanno agito i carabinieri, ma domani o ieri che i carabinieri non mettevano le telecamere i bambini venivano fatti passare per bugiardi.


25 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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