La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 30 giugno 2010

E' ora di dire basta al terrorismo con cui i cattolici danneggiano la società civile!


E’ ora di dire basta al terrorismo dei cattolici contro la Costituzione della Repubblica.
La Costituzione è chiara. L’articolo 33, comma 3, della Costituzione della Repubblica recita testualmente:

“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

Eppure, nonostante questo dovere imposto dalla Costituzione allo Stato (e per estensione ai Comuni e alla Regione) i cittadini vengono rapinati e viene consegnato denaro a chi violenta l’infanzia costringendola in ginocchio davanti ad un crocifisso in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale. Si costringe l’infanzia a piangere per un delinquente appeso in croce (e responsabile di delitti contro l’umanità) anziché essere accompagnata per diventare consapevole dei propri diritti e del proprio ruolo di cittadini consapevoli. Si sottomette l’infanzia ad un presunto padrone anziché costruire la coscienza di cittadini: e poi ci si stupisce se i bambini vengono massacrati di botte o violentati dai preti cattolici.
Nessuno impedisce ai cattolici di pagarsi la propria scuola privata, ma i preti cattolici pretendono soldi (oltre ai miliardi che hanno con l’otto per mille) per poter devastare la scuola pubblica e la società civile democratica: si tratta di terrorismo!
Con tutti i miliardi che la chiesa cattolica e il Vaticano hanno sottratto in maniera più o meno fraudolenta o con la complicità di politici moralmente corretti, dall’avvento della Costituzione della Repubblica, in Italia non ci sarebbe nessun debito pubblico nonostante la corruzione dilagante. Una corruzione, sia in campo economico che istituzionale, di stampo ideologico cattolico.
Sicuramente ci saranno politici che anziché essere rispettosi della Costituzione preferiranno mettersi in ginocchio davanti al criminale in croce, quel bandito che fu arrestato col bambino nudo, ma questo, anche se per i rapporti di forza verrà fatto, è illegale, immorale e criminale.

treviso
«Dite balle». Lite fra preti e Regione
Treviso, bagarre all’incontro sui fondi alle scuole paritarie. I presidi: «Senza soldi non apriamo»


Silvia Madiotto

30 giugno 2010
TREVISO—Pronti a chiudere gli asili se i soldi non arrivano, perché i conti non tornano o per serrata. E questi soldi devono arrivare subito, per pagare gli insegnanti e definire le rette del prossimo anno, ma i ritardi impediscono di programmare e predisporre il servizio. È stata una fossa dei leoni l’assemblea provinciale di Fism per l’assessore regionale Remo Sernagiotto, che lunedì sera ne ha incontrato gli amministratori. L’assessore ha annunciato aiuti e soluzioni: «Ci avete raccontato solo balle» hanno invece gridato parroci e mamme. Una paura che pare, in questo momento, giustificata. «Abbiamo due grossi problemi – ha esordito il presidente di Fism Giancarlo Frare -. I 130 milioni di euro della finanziaria 2010 previsti ma mai arrivati, e il taglio dei contributi del 41% della finanziaria 2011, trentatré euro al mese in meno per ogni bambino. Le nostre scuole così rischiano di chiudere». Alla riunione c’erano 150 persone fra parroci, dirigenti di scuole materne paritarie e genitori.
Una platea dalla quale nessuno si sarebbe aspettato invece il vigore e la dialettica pungente in un’ora di attacchi serrati. «Non siamo noi che dobbiamo venire a tirarvi la giacca per avere i nostri soldi – ha detto il presidente dell’Ipab di Treviso Antonio Dotto -, ma siete voi che dovete ringraziarci, offriamo un servizio di ottimo livello a tantissimi bambini». Ci sono 238 scuole paritarie per l’infanzia in provincia di Treviso (in 93 comuni sui 95 della Marca), accolgono 18.600 alunni e fanno lavorare 929 insegnanti: un patrimonio esteso e di grande valore, che difficilmente verrebbe assorbito dalla sola scuola pubblica. L’assessore azzurro si è preso un preciso incarico: «Integreremo noi, con un aumento robusto, parte dei tagli dello Stato, oltre agli aumenti che la Regione ha già disposto per le scuole paritarie», annunciando la possibilità di trovare 2 milioni di euro nell’assestamento di bilancio. Oltre ai due milioni e mezzo già erogati, e che entreranno nelle casse degli asili paritari entro due settimane. Ma la platea da quell’orecchio non ci sentiva. «Da anni ci dite solo balle», è intervenuto don Carlo Velludo, della materna Provera di Treviso, puntando dritto su Sernagiotto. «Non accetteremo i tagli in silenzio, a settembre non apriremo senza impegni e scadenze precise a eliminare questi tagli»: con questa proposta di serrata ha strappato applausi e consensi. Sernagiotto esprime solidarietà e pensa a far rientrare anche la materna (3-6 anni) come scuola dell’obbligo. «Vedo tanti impegni, ma nessuna risposta » ha esclamato un’ospite. «Verrete voi a spiegare alle mie figlie perché non potranno più andare all’asilo, quando la loro mamma non avrà i soldi per le rette?».
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/politica/2010/30-giugno-2010/dite-balle-lite-preti-regione-1703296961701.shtml

L’attività illegale dei cattolici ha danneggiato grandemente la società civile e prosegue nel delirio di politici che anziché essere rispettosi della Costituzione agiscono per imporre i principi sociali della monarchia assoluta anche costringendo i bambini a commettere azioni illegali e immorali.
Molti genitori hanno preferito scappare dalla società civile e confidare nel prete-padrone. La sua fuga fu un’azione infame che ha messo al primo posto il dio padrone e al secondo posto la società civile retta dai principi etici e morali propri della Costituzione della Repubblica. Questi genitori, anziché sollecitare una scuola pubblica più efficiente hanno preferito confidare nelle relazioni mafiose fra sè e la chiesa cattolica e fra la chiesa cattolica e politici compiacenti.
Prima o poi dovrà essere ripristinata la legalità democratica.
Non è possibile che i politici, sia nazionali che locali, usino la Costituzione della Repubblica per pulircisi il culo in dispregio dei diritti dei cittadini.

30 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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