La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 4 giugno 2010

I venetisti, i "serenissimi", i codardi che si nascondono dietro il leone di san Marco per saccheggiare la società civile.

Che il Veneto non esistesse come lingua, l’ho sostenuto da sempre. Esistono delle parlate nel Veneto con una radice comune, ma il Veneto, come lingua, capace di esprimere un’unità regionale non è mai esistita.
Non solo non esiste la lingua Veneta, ma il tentativo di spacciare per Veneto il becerese da osteria parlato da ubriaconi ignoranti, è un insulto a tutti i Veneti.
I “Venetisti” che, scimmiottando la Repubblica di Venezia, chiamano sé stessi “serenissimi” stanno tentando di spacciare per Veneto una parlata padovana, povera, squallida e incapace di esprimere un concetto che sia un po’ più culturale dell’ “ombra de vin”. Mescolano la parlata con italianismi storpiati per compensare la mancanza di vocaboli adatti ad esprimere i concetti.
L’unico effetto di questo squallore è la consegna del Veneto ai figli degli immigrati marocchini, africani, cinesi, indiani, ecc. che a differenza di ragazzi veneti arroganti, pieni di droga, incapaci di un minimo di linguaggio coerente, sono più disciplinati, attenti e appassionati nel loro ruolo di individui sociali. Si conquisteranno quel ruolo sociale che i ragazzi veneti, ammalati di arrogante onnipotenza da “razza piave”, stanno ignorando e snobbando.
Ora, a dire che il Veneto non è una lingua, né è mai esistita come lingua unitaria, ci si mettono anche i linguisti.
Riporto dal Venerdì di Repubblica la tesi del linguista Giovanni Rapelli:

Tenzone. Un linguista contro le tesi della Lega

Dialetto Veneto?
Ma se sono dieci o forse più

La marcia della Lega Nord verso il riconoscimento da parte dello Stato del Veneto come lingua ufficiale della Regione trova un ostacolo: la pubblicazione del libro La lingua Veneta e i suoi dialetti, scritto dal linguista Giovanni Rapelli per Perosini Editore.
Il testo sostiene come sia impossibile individuare una “parlata unica” per i quattro milioni e mezzo di abitanti, dal momento che “di dialetti Veneti ce ne sono almeno 10”
Dieci o più se si calcolano quelli parlati all’estero, come quella sorta di trevigiano diffuso in un’isola al sud di Città del Messico, oppure il Veneto-Brasiliano parlato nel Paranà.
(m.z.)


Tratto dal venerdì di Repubblica del 04 giugno 2010 pag.27

In realtà, tutto il discorso sulla lingua ha lo scopo di coprire lo stupro di minori messo in atto all’interno della Regione Veneto. Quello stupro che ha lo scopo di distruggere le capacità dei ragazzi di organizzarsi per affrontare con coerenza il loro futuro rendendoli servi docili e massa di manovra per i loro padroni: sia che si parli di crocifisso sia che si parli di “paroni o paronsini” che hanno bisogno di perpetuare l’ideologia del “paron” propria del Veneto.
Poi, anche al concorso per magistrati, i candidati spesso non sanno scrivere in italiano e l'università di Ca' Foscari è costretta a fare corsi di italiano perché gli universitari non sanno nemmeno l'italiano. E' il saccheggio della cultura attraverso attraverso l'imposizione di idee false, preconcette e VILI!
Il Veneto è una regione che sta morendo fra truffe e truffatori, fra lavoro nero ed evasione fiscale; che è truffa alla collettività.
Però qualcuno sbandiera il becerese del padovano da ostaria per nascondere il proprio fallimento nella società civile.
Questi dementi, il becerese lo chiamano “lingua”.

04 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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