La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 2 giugno 2010

Imprenditori e la malattia d'angoscia che hanno imposto in Veneto: "Mi son el paron e ti te fe quel che voio mi!"


Veder passare i cadaveri sul fiume della vita, sembra un’ovvietà visto il disastro sociale in Veneto.
Per questo cadavere tuoneranno gli industriali: “Vedete, le banche non ci danno i soldi e noi ci suicidiamo”.
Non è così: vi suicidate perché avete saccheggiato la società civile. L’avete angosciata e l’angoscia si esprime in vari modi: dalla donna che aggredisce a forbiciate la figlia e poi si getta dal balcone al ragazzo che uccide il padre per una partita di pallone. L’angoscia si veicola nelle infinite forme della disperazione che avete costruito con la violenza e il terrorismo e con molti magistrati che, applicando le regole del criminale in croce, ritengono che i delitti subiti dai più deboli non siano delitti, ma solo fastidi ai quali non prestare credito.
Una società che è degenerata nell’arroganza dell’identificazione col dio padrone della chiesa cattolica e che portava i veneti a voler esser “dei paroni” anziché delle persone che partecipano al benessere della società civile.
Riporto l’articolo:

Impresario si uccide nel proprio ufficio Non riusciva a pagare i fornitori
La vittima è un imprenditore di Santorso di 59 anni

Munaretto (Industriali): «Bisogna interrompere questo circolo drammatico che è costato già troppe vite umane»

THIENE - Una vita dedicata al suo lavoro nel settore edilizio, poi il crollo delle vendite e con lui la vergogna di non avere i soldi per pagare i fornitori. Fiorenzo Brusaterra ha deciso così di togliersi la vita e lo ha fatto proprio nell'ufficio della sua agenzia immobiliare a Thiene. A trovare il corpo dell'imprenditore di 59 anni, residente a Santorso, la moglie Daniela Savio, che poi ha dato l'allarme. Secondo i carabinieri di Thiene, alla base del gesto ci sarebbero proprio le difficoltà economiche. Fiorenzo Brusaterra, da poco operato al cuore, aveva rapporti con le banche che gli prestavano i soldi per le operazioni immobiliari nelle quali la M&B acquistava il terreno e dava in appalto la costruzione delle abitazioni, per poi venderle in fase di costruzione o al termine del cantiere. Ultimamente però, gli affari non erano andati bene tanto da non potergli permettere di pagare i fornitori.
In Veneto dall'inizio del 2010 sono troppi (erano 18, nel marzo scorso, le vittime a partire dal 2008 e poi la tragica contabilità è aumentata) gli imprenditori che hanno deciso di togliersi la vita per problemi legati alla crisi. «È tempo di considerare non solo i numeri- afferma il presidente dell'associazione industriali, raggruppamento di Thiene, Renato Munaretto - ma anche le situazioni personali di chi si presenta in banca ed è in difficoltà. Se un imprenditore si è comportato bene per 20-30 anni ed oggi ha dei problemi dovuti alla situazione economica,va aiutato. Io dico che bisogna interrompere questo circolo drammatico che è costato già troppe vite umane». Sulla stessa linea anche l’onorevole Daniela Sbrollini (Pd) che commenta in maniera molto dura il rapporto tra imprenditoria e banche: «Il sistema bancario in questa situazione non può giocare una partita in difesa dei propri interessi. Questo settore negli anni ha ricevuto molto dal territorio e dalle aziende che in esso hanno operato e sono cresciute. Oggi, in un momento in cui la situazione è grave per tutti, servono atteggiamenti e regole che permettano di poter giudicare i casi non solo verificando i "freddi numeri" ma esaminando il percorso che le aziende hanno svolto nel tempo e sostenendo quelle che si sono dimostrate corrette e capaci di reggere in tempi "normali"».
Marika Zorzi

01 giugno 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2010/1-giugno-2010/imprenditore-si-suicida-non-riusciva-pagare-fornitori--1703120006030.shtml


Esser paroni in Veneto porta gli imprenditori a tutta una serie di comportamenti illegali, dall’evasione fiscale (la macelleria sociale) al traffico di schiavi (lavoro nero) o come questo, sanzionato dal tribunale.
Lui era il padrone di sua figlia.
Esser paroni, dio onnipotente come imposto dalla chiesa cattolica, porta a veicolare la pulsione in un’angoscia ferita nella propria onnipotenza nel saccheggio della società e nel saccheggio di sé stessi come individui impotenti a veicolare il proprio dolore psichico. Andrioli ha confermato, nelle dichiarazioni del ragazzo che ha ammazzato il padre a Verona, che la malattia del veneto è una malattia sociale, ma anche lui è schiavo in ginocchio della chiesa cattolica e anche Andrioli pensa che l’uomo sia creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino e, pertanto, non punta il dito contro la chiesa cattolica anche perché i delitti commessi dai vescovi cattolici hanno i loro effetti devastanti nella società non ora, ma fra dieci, venti e trent’anni quando l’ignoranza temporale diffusa non consente alle persone di cogliere l’azione delittuosa nei suoi effetti.
Così nel Veneto ci sono episodi di questo genere:



ABUSAVA DELLA FIGLIA CON GLI AMICI, CONDANNATO A 10 ANNI
Per pochi soldi concedeva la bambina di 8 anni ai conoscenti per atti sessuali
TREVISO/CONEGLIANO - Un professionista di 58 anni, di Conegliano, è stato condannato oggi dal Tribunale di Treviso alla pena di 10 anni di reclusione perché accusato di aver abusato per molto tempo della figlia minorenne.
L'uomo, secondo quanto riconosciuto dalla corte, avrebbe approfittato della figlia dall'età di otto anni anche consentendo a conoscenti di compiere atti sessuali nei confronti della bambina, in cambio di piccoli compensi.
Il pm, Giovanni Cicero, aveva chiesto una condanna a nove anni. (ANSA)


Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/abusava-con-gli-amici-della-figlia-di-8-anni-condannato-10-anni-25783

Il Veneto è una società che volge al tramonto grazie a venetisti cretini e a vessilli di san Marco sbandierati come se “esser i paroni” fosse un ideale sociale e non una deformazione patologica educazionalmente indotta.
La malattia mentale dei veneti viene sfruttata da indipendentisti malati la cui azione ha il solo effetto di far degenerare ulteriormente la società Veneta imponendo strutture sociali che favoriscono la veicolazione dell’angoscia sia come suicidio che come omicidi, violenze, bullismo, spaccio di droga o quant’altro.
La responsabilità più grande va attribuita a magistrati periferici più propensi ad aiutare i deliri dei “paroni” che non a favorire la morale e l’etica imposta dalla Corte di Cassazione nel tentativo di far applicare nella società la Costituzione della Repubblica Italiana.
Oggi, festa della Repubblica vediamo blindati e militari sfilare a Roma, ma non vediamo la Costituzione applicata nella società civile nei suoi principi etici e morali.
Così a noi non resta che rimanere sulla riva del fiume e osservare i cadaveri di una società Veneta fatta da disperati che usando il vessillo di quel Marco, fatto santo dai cattolici, che esaltava il suo Gesù “paron” tanto da essere arrestato col bambino nudo, osserviamo le offese alla Costituzione della Repubblica e diciamo:
“Avanti cadaveri, c’è ancora posto nel grande fiume della vita!”
Ed eccoli altri cadaveri: aggiungo poco dopo la mezzanotte del 02.06.2010:

Avrei potuto fare un’altra pagina, ma troppo spesso diventa la conta della macelleria dei suicidi che manifestano la disperazione in regione.
Così aggiungo come l’angoscia si aggiunge ad angoscia per un futuro negato.
Riporto dal giornale Il Gazzettino:

Vicenza. Scopre di essere malato, medico
si butta dal tetto dell'ospedale di Bassano
Altri due uomini si sono tolti la vita a poche ore di distanza:
a Camisano un 73enne si è ucciso con un colpo di fucile,
un 44enne è stato trovato morto nella sua casa a Cornedo

VICENZA (2 giugno) - Un medico di Nove (Vicenza) si è ucciso oggi gettandosi dall'alto dall'ospedale San Bassiano, a Bassano del Grappa (Vicenza), probabilmente dopo aver appreso di essere malato: è uno dei tre suicidi avvenuti oggi per motivi differenti nel Vicentino. Troppi per non essere considerati un sintomo di grave malessere: «È come se si fosse creato uno spazio mentale nel quale la gente vede il suicidio come unica via di fuga - afferma uno degli operatori intervenuti -. Non riescono a vedere altra soluzione». A Camisano Vicentino, invece, è stato un uomo di 73 anni a togliersi la vita, con un colpo di fucile, e a Cornedo Vicentino i vigili del fuoco hanno forzato le finestre della casa di un altro signore, di 44 anni, da poco separato, che ha scelto di farla finita.
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=104703&sez=NORDEST

Non ho fatto una pagina nuova. I suicidi in Veneto giungono a cascata a supplicare le Istituzioni a comportamenti più vicini alla Costituzione della Repubblica e non a riaffermare il potere di distruzione delle persone messo in atto dalla chiesa cattolica.
Le ipotesi di questo articoletto de Il Gazzettino in cui vengono inseriti i tre omicidi non fanno altro che riaffermare quanto Informazione Veneta va dicendo: da quando Gentilini di Treviso ha dichiarato guerra alla società civile in ossequio al dominio della chiesa cattolica contro la Costituzione della Repubblica, la situazione sociale è andata sempre più deteriorandosi grazie all’appoggio che la devastazione sociale ha avuto da magistrati infingardi!

Precisiamo questi ultimi morti con le notizie del Corriere della sera del 03.06.2010:

Suicidi
Malati e delusi, tre uomini si uccidono in un solo giorno
Un medico si è buttato dall’ospedale. Un informatico e un pensionato si sono sparati. I sindaci: «E’ emergenza sociale»

VICENZA - Mentre una famiglia piange la scomparsa del proprio caro, titolare di un’agenzia immobiliare di Thiene, impiccatosi nel suo ufficio perché sommerso dai debiti e i cui funerali saranno celebrati a Santorso, tre persone si sono tolte la vita nella provincia di Vicenza. A poche ore una dall’altra, disegnando un’emergenza sociale, come hanno evidenziato i primi cittadini delle comunità sconvolte, che ha bisogno di una riflessione efficace. Un medico di base, da oltre 20 anni in servizio a Nove, si è lanciato nel vuoto dal decimo piano dell’ospedale San Bassiano. Il 58enne nell’ultimo periodo aveva accusato un importante calo della vista. Per questo martedì sera era stato ricoverato in ospedale per accertamenti. Sembra che le analisi mediche avessero evidenziato che il medico era affetto da un male incurabile che non gli avrebbe lasciato scampo. «Siamo sgomenti - commenta il sindaco di Nove Manuele Bozzetto - un professionista sempre a disposizione della comunità, di giorno, di sera, la domenica e nei giorni di festa. Non si è mai risparmiato. Siamo angosciati. E’doveroso stare vicino alla famiglia dimostrando di essere una comunità».
La disperazione ha avuto il sopravvento mercoledì mattina su un informatico di 44 anni. Nella casa di Cornedo Vicentino dove aveva vissuto fino ad un anno fa con la moglie e la figlia di 7 anni, ha deciso di togliersi la vita. Ha chiuso la porta a chiave. Ha impugnato la pistola regolarmente detenuta e si è sparato alla testa. Sembra non abbia lasciato alcun biglietto, anche se gli amici ritengono che possa esserci l’incapacità di rassegnarsi a quel matrimonio, finito quando la moglie era tornata a vivere con la figlia a Valdagno dai genitori, all’origine del gesto estremo. E c’è chi vocifera anche di difficoltà economiche. «Nessuno si aspettava una cosa simile - spiega chi conosceva il 44enne - E’ sempre stata una persona solare, positiva, impegnata su vari fronti e con una collaborazione soddisfaciente con un’ importante azienda che opera su scala nazionale ».
A chiamare i vigili del fuoco di Arzignano e i carabinieri sono stati alcuni vicini di casa che verso le 10 hanno sentito lo sparo. «Bisogna ascoltare le persone per far fronte a questa emergenza sociale - commenta il sindaco Martino Montagna - soprattutto i politici e le amministrazioni devono avere la capacità di dimostrarsi un punto di riferimento. Solo così, tenendo sempre una porta aperta per tutti, è possibile aiutare queste persone con gli strumenti a disposizione ». Solo due ore e mezza prima, verso le 7.20, un altro sparo ha scosso un’altra comunità, quella di Camisano Vicentino. Un pensionato 73enne si è allontanato pochi metri da casa e, dietro ad un cespuglio che costeggia la via dove vive, si è tolto la vita sparandosi con il fucile da caccia. Dieci anni fa aveva sofferto di depressione, ma ne era uscito. Nell’ultimo periodo l’uomo, padre di un magistrato, era ripiombato nell’abisso della malattia. Ieri mattina la moglie non riusciva a trovarlo. Con parenti e vicini lo ha cercato nel maneggio e nelle campagne di proprietà. Poi, rientrando, hanno trovato gli occhiali sul marciapiede. Poco più in là, il corpo.
R.Va.
03 giugno 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2010/3-giugno-2010/malati-delusi-tre-uomini-si-uccidono-un-solo-giorno-1703130241375.shtml


Nel frattempo, se non ho capito male, il corpo di una donna è stato rinvenuto nel Brenta, si tratterebbe forse di una attrice “pornografica” bulgara la cui borsa era rimasta in un bar. Anche questo suicidio va annoverato fra la disperazione dei veneti. O forse è un omicidio?
Precisiamo con un articolo del 03.06.2010
Padova. Pornostar bulgara scomparsa,pescatore ritrova un cadavere nel Brenta
Il corpo è quello di una donna elegante, forse dell'Est, indaginiper scoprire se è l'attrice hard sparita da Limena 20 giorni fa

di Cesare Arcolini
PADOVA (3 giugno) - Potrebbe essere il cadavere di una pornostar bulgara di circa cinquant'anni, quello rinvenuto ieri alle 13 da un pescatore nel Brenta all'altezza di via Querini ad Altichiero (Padova). Era prona sull'acqua, in avanzato stato di decomposizione. Bionda, capelli corti, età apparente tra i 40 e i 50 anni, vestita con un paio di pantaloni neri, una maglia del medesimo colore a maniche lunghe, una cintura di cuoio alla vita e un'unica scarpa col tacco alto color oro. Dettagli questi, oltre all'altezza di circa 165 centimetri, che combaciano con quelli di una donna scomparsa venti giorni fa a Limena. In un bar venne ritrovata la sua borsetta con dentro cinque telefoni cellulari. È mistero sulla morte.Dopo una prima analisi esterna della salma, il medico legale non ha riscontrato particolari segni che facciano ricondurre ad una morte violenta. Il pubblico ministero Renza Cescon ha disposto l'autopsia sul cadavere per far luce sulle cause della morte e ricostruire da quanto tempo il corpo si trovasse in acqua. La donna non aveva documenti in tasca. Difficile al momento stabilire cosa possa essere accaduto. Il fatto che ai piedi avesse una scarpa elegante col tacco, potrebbe far propendere all'ipotesi omicidio. Nei recenti casi di suicidio infatti, difficilmente la vittima si è gettata nel fiume con le scarpe. Ovviamente la prima verifica che gli investigatori dovranno fare è quella di dare un nome ed un cognome alla donna attraverso le impronte digitali. I caratteri somatici farebbero pensare ad una cittadina dell'Est. Un omicida a piede libero?L'episodio di ieri porta alla mente il rinvenimento di Albena Petrova Birdi, una prostituta bulgara di 35 anni, trovata senza vita alle chiuse di Voltabarozzo lo scorso 20 ottobre. In quell'occasione gli agenti della Squadra mobile individuarono in Antonio Prandato di 54 anni il suo assassino e un mese dopo lo arrestarono.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=104730&sez=NORDEST

Il Veneto si sta trasformando sempre più in una fogna umana e sociale e sarebbe forse ora di dire ai turisti di stare lontani dal Veneto visto che i provvedimenti messi in atto dai Sindaci per favorire veri e propri atti di repressione (leggi aggressione) dei vigili urbani, sono di una tale arroganza e soggettività da favorire una facile previsione di aggressioni dei vigili urbani del Veneto ai turisti in visita per i motivi più disparati. Il tema sicurezza ha, in realtà, mascherato una militarizzazione del territorio privando i cittadini della libertà di abitare i propri comuni. Ho letto alcuni regolamenti dei vigili urbani o, se preferite, della “polizia urbana”, emanati dai sindaci e non è previsto nessun obbligo per i vigili urbani di rispettare i cittadini né è prevista una sanzione nei loro confronti per angherie, insulti e aggressioni nei confronti dei cittadini. Quando i cittadini o i turisti subiranno aggressioni da parte dei vigili urbani saranno costretti a ricorrere al magistrato il quale avvierà un'inchiesta e per la giustizia se ne parlerà fra anni. E non è detto. Nel frattempo, non sempre ci saranno telecamere a riprendere e documentare le aggressioni e gli atti di arroganza criminale dei vigili urbani.
E’ la malattia del Veneto: è il delirio dell’onnipotenza delle Istituzioni, i cui "gestori" sono educati dalla chiesa cattolica a praticare il delirio di onnipotenza, che spingono i cittadini al suicidio, alla disperazione e all’angoscia. Già, perché sia che tu sia quello che si diverte a vessare i cittadini, sia che tu sia il cittadino costretto a subire le condizioni che ti costringono all'angoscia, sei sempre un candidato al suicidio perché la chiesa cattolica ti ha sottratto le possibilità di fondare il tuo futuro: ti ha trasformato in un fedele sottomesso all'attesa della provvidenza del padrone.

Stiamo sulla riva del fiume ad assistere allo scorrere dell’acqua della vita e al fluire degli inevitabili cadaveri fra i suoi flutti!

02 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. Se qualcuno commenta i post per aggiungere informazioni o per affrontare le cause dell'angoscia e del disagio nel Veneto, i suoi post saranno pubblicati.
    Se qualcuno scrive per giustificare coloro che creano disagio e incitano al suicidio saccheggiando la società Veneta perché loro tifano per una squadra anziché un'altra e vogliono impedire alle persone di chiedersi il perché di tanta angoscia, i suoi post saranno censurati.
    Come i gestori dei campi di sterminio si sentivano offesi se li accusavi di essere dei delinquenti prima che gli eserciti alleati chiudessero i campi di concentramento, così, oggi, coloro che seminano il disagio sociale e costruiscono le condizioni che spingono al suicidio pretendono che la loro azione non sia censurata e pretendono che la società civile subisca il loro odio e i loro atti criminali.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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  2. Chi usa la bandiera di san. Marco non ama questa regione, ma la disprezza e pensa che vendere i bambini alla chiesa cattolica, come se fossero bestiame, sia un loro diritto.
    Lo so che è una riflessione amara, ma le cose stanno così: o si ama questa regione fino a sacrificare il proprio presente per costruire un futuro onorevole, o si alza la bandiera del criminale Marco per legittimare lo stupro dei bambini e della generazione presente.
    I simboli hanno un significato anche se questo significato è diverso fra chi gestisce i campi di sterminio e chi, invece, nei campi di sterminio viene sterminato.
    Non chiedetevi di chi è la responsabilità di un domani angoscioso; è delle persone che in questo presente hanno risolto la loro angoscia uccidendosi o spacciando droga, anziché rimuovere quelle persone che costruendo la loro angoscia si sono predisposte a costruire l'angoscia futura. E' come per i bambini che furono stuprati dai preti cattolici (o indotti a stuprare). Possono obbedire all'imput e stuprare a loro volta o possono essere coraggiosi per costruire relazioni sociali diverse a fondamento di un diverso futuro.
    Le scelte appartengono sempre al singolo,ma questa società, come impone il pazzo di Nazareth (Luca 18, 9-14), è più propensa a "perdonare il delitto" (inteso come peccato e non come violazione dei diritti) che non ad onorare chi ha costruito la libertà nella società.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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