La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 16 giugno 2010

Quando si parla di mafia e di sistema mafioso in Veneto: che cosa si intende? Dalle sensazioni dei cittadini ai fatti di cronaca.



Quando si parla del sistema mafioso che vige in Veneto, ci si riferisce sempre alla percezione che ne hanno i cittadini all’interno delle relazioni che intrattengono con le Istituzioni o con strutture che possono condizionare la loro vita. Una percezione che nasce “dall’episodio vissuto” e che, quando denunciato, viene sempre recepito dall’Istituzione che riceve la denuncia, come una “lamentela”, “lagnanza” di poco conto. Dice l’Istituzione: “Se il tuo commercialista, il prete, o il vigile urbano, si è comportato così, significa che ha le sue ragioni e tu hai torto!”.

Questo tipo di atteggiamento genera una quantità enorme di rabbia nei cittadini che vedono le loro istanze e le loro richieste di giustizia derise e ingiuriate da chi dovrebbe, invece, verificare e tutelare il bisogno espresso.
Poi, succede che il piccolo fatto, l’ingiustizia, l’offesa, l’angheria, subita dal singolo cittadino è messa in atto da un sistema mafioso che, nel suo complesso, deve difendere ben altri interessi, ben altri fatti criminosi.
Per questo, poi, la verità investigativa delle forze dell’ordine, quelle stesse che ingiuriavano con i loro comportamenti il singolo cittadino, si vantano della “grande operazione di polizia”.

Due episodi di cronaca sono sintomatici della situazione del Veneto oggi che sono capaci di descrivere l’illegalità diffusa nella quale sono costretti a vivere i cittadini del Veneto:


treviso
Spaccio, 15 indagati tra Padova e TrevisoSequestrati soldi, armi e droga
Cocaina, haschish ed ecstasy provenivano dalla Campania. Il blitz ha impegnato circa 100 agenti.
La droga arrivava dalla Campania 16 giugno 2010

TREVISO - La squadra mobile di Treviso ha eseguito una ventina di perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati nelle provincie di Treviso, Padova, Caserta e Napoli nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga. Il blitz vede impegnati circa 100 agenti delle squadre mobili di Treviso, Padova, Caserta, Napoli, del Reparto Prevenzione Crimine Veneto, della Polizia Scientifica e di unità cinofile. Gli indagati, tutti italiani tranne un nordafricano, sono accusati di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, haschish ed ecstasy provenienti dalla Campania. Le perquisizioni hanno interessato 4 indagati nel Trevigiano e altrettanti nel napoletano, 11 nel Padovano e una nel casertano. Le indagini, iniziate lo scorso gennaio e coordinate dal pm trevigiano Claudio Pinto, hanno accertato che la cocaina e l’ecstasy provenivano da canali di approvvigionamento partenopei attraverso i trasporti di autoarticolati di ditte impegnate nella macellazione di carni ubicate nel padovano e nel trevigiano. L’haschish proveniva invece da canali nordafricani, con un importante snodo nel padovano. Le perquisizioni stanno portando al sequestro di armi, droga e decine di migliaia di euro.
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/16-giugno-2010/spaccio-15-indagati-padova-treviso-sequestrate-armi-droga-denaro--1703208593860.shtml

L’altro episodio arriva dal vicentino, una provincia in cui i comportamenti mafiosi, sono ormai diventati la normalità:

Mazzette a funzionari del Fisco per non pagare multe e tasse
Vicenza, arrestati 7 commercialisti e indagate altre 77 persone. Tangenti per due milioni di euro. L'accusa è corruzione

VICENZA - Arrestati 7 commercialisti e un funzionario dell’agenzia delle Entrate, indagate 77 persone (imprenditori, commercialisti e pubblici ufficiali) dalla guardia di finanza di Vicenza nell’ambito di un’inchiesta su corruzione. Accertate tangenti per due milioni di euro. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno così scoperto dopo mesi di indagini un sistema di corruzione, finalizzato ad evitare i controlli fiscali o a farsi ridurre drasticamente le multe e le tasse da versare allo Stato.
Al centro dell’inchiesta 55 imprenditori vicentini che, negli ultimi anni, hanno consegnato somme di denaro ad una decina di funzionari dell’Agenzia delle Entrate per garantirsi favori e coperture, tutto attraverso la mediazione, anch’essa oliata, di una dozzina di noti professionisti della zona. Sono scattate 23 perquisizioni di abitazioni, studi e uffici da parte dei militari delle fiamme gialle che hanno arrestato 7 commercialisti e un funzionario del fisco e notificato 3 provvedimenti interdittivi nei confronti di altri due commercialisti e di un altro funzionario. Oltre agli arrestati, nel complesso, risultano indagati per associazione a delinquere altri 6 commercialisti e 9 tra direttori e funzionari degli Uffici Finanziari; 70 circa sarebbero gli episodi di corruzione accertati. Sono stati sequestrati agli indagati beni per oltre 1 milione e settecentomila euro.
Ansa16 giugno 2010
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2010/16-giugno-2010/mazzette-funzionari-fisco-non-pagare-multe-tasse--1703208513528.shtml


Qui non siamo di fronte al solito imprenditore criminale che la Confindustria non denuncia. Qui siamo di fronte ad un sistema che coinvolge un numero tale di individui tanto da parlare di organizzazione con finalità criminali.
Al di là di come andranno le indagini, appare chiaro che la percezione dei Veneti di vivere in mezzo ad una mafia o ad un sistema mafioso (fate voi) non è una sensazione “paranoide”, ma è la lettura esatta dei microepisodi che i cittadini vivono quotidianamente e che i magistrati (vedi le dichiarazioni di Nordio) deridono e denunciano come “sciocchezze”.
Chi spinge le persone alla disperazione al suicidio, non è l’imprenditore criminale che evade il fisco o paga tangenti, ma è il corollario di azioni in un insieme sociale dal quale emerge “anche” l’imprenditore criminale che paga tangenti o evade il fisco. Quell’ambiente che per evadere il fisco e pagare tangenti ha bisogno di imporre il crocifisso ai bambini.
Gli imprenditori delinquenti in Veneto sono talmente tanti che anche la Guardia di Finanza, ogni tanto, ne scopre qualcuno: anche funzionari presenti negli Uffici Finanziari.

16 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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