La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 15 giugno 2010

Un crocifisso per impedire ai ragazzi di diventare consapevoli dei loro diritti Costituzionali: è induzione al suicidio!


In questi suicidi la moda è quella di buttarsi da grandi altezze. La politica in Veneto non lascia molta scelta: fra palazzi da cui buttarsi, alla corda per impiccarsi a gettarsi in qualche fiume. Qualche volta qualcuno si spara: quelli che non sapremo mai sono quelli che si suicidano andando a sbattere con la loro auto!

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Continua la saga dei suicidi in Veneto.
Questa malattia che nessuno vuole vedere e della quale le Istituzioni sono le responsabili.
Per ogni caso c’è la sua spiegazione e ogni caso viene isolato dagli altri; così i criminali che inducono al suicidio, la chiesa cattolica con i crocifissi che impone con la violenza a ragazzi indifesi, non viene criminalizzata. Non gli si chiede di pagare per i delitti che commette. Una era “pazza”, l’altra era “innamorata”, l’imprenditore era un “drogato cocainomane”. Già, come se l’uomo fosse creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino: così le istituzioni se ne lavano le mani, impongono il crocifisso, e predispongono altri ragazzi per suicidarsi.
Chi mette in relazione i deliri di quel criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui con la ragazza che vuole gettarsi dal ponte perché il suo amato non gli si inginocchia davanti; con la donna depressa che vede un mondo che non gli si inginocchia davanti; o nell’imprenditore che nel delirio della cocaina non vede i fornitori e i clienti inginocchiarsi davanti a lui. Tutti tanti deliranti come quel criminale in croce che, incapaci di affrontare la loro esistenza e senza nessuno che per loro sgozzi gli uomini che non si sottomettono, che non si mettono in ginocchio davanti a loro, vedono la fine di ogni possibilità esistenziale.
Riporto da Castelfranco Treviso:
15/06/2010
Stamani poco dopo le 10.30 al nosocomio di Castelfranco
SI GETTA NEL VUOTO
Suicida una 41enne castellana, volo di 50 metri


CASTELFRANCO - (nc) Ha raggiunto il terrazzo dell'ospedale di Castelfranco, al 13° piano del monoblocco del nosocomio e si è gettata nel vuoto: un volo tragico quello che stamani poco dopo le 10.30 è costato la vita ad una 41enne castellana, S.F.. La donna è precipitata al suolo da oltre 50 metri: straziante la scena che è apparsa agli occhi dei primi soccorritori che non hanno potuto fare nulla per scongiurare la tragedia. Da tempo la donna era in cura per problemi psichici presso le strutture sanitarie di Castelfranco ma al momento del suicidio non era degente nella struttura. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno ricostruito quanto accaduto ed accertato il suicidio. Un gesto estremo che secondo gli inquirenti è da ricondurre ad una forte crisi depressiva, un male che per anni ha divorato la donna fino al triste epilogo di oggi.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21293/si-getta-nel-vuoto

Riporto da Vicenza:

Vicenza. Voleva uccidersi per amore:

salvata mentre sta per buttarsi dal ponte
VICENZA (15 giugno) - In preda allo sconforto per una delusione d'amore una vicentina ha tentato ieri sera il suicidio da un ponte a Cogollo del Cengio, ma è stata salvata dai carabinieri. È stato un automobilista che aveva notato la donna sul manufatto, ad un'ora insolita, a chiamare i militari di Arsiero e Posina.I carabinieri sono arrivati in un battibaleno al Ponte di Sant'Agata e hanno avviato un estenuante dialogo con la donna di 41 anni, facendola desistere dal suo proposito. L'hanno bloccata, traendola in salvo. La vicentina è stata poi ricoverata.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=106617&sez=NORDEST


Riporto il padovano che va a suicidarsi a Ferrara:


Trentenne padovano sniffa cocaina, poi

si getta dal balcone di casa e muore
Il dramma in centro a Ferrara: secondo il racconto della

fidanzata l'artigiano si è lanciato nel vuoto da 10 metri

PADOVA (14 giugno) - È stata aperta un'inchiesta sulla morte dell'uomo che nelle prime ore di domenica, in preda al delirio dopo aver sniffato cocaina, si è gettato dal balcone di casa morendo dopo un volo di 10 metri, nel centro di Ferrara. L'uomo, D.Z., artigiano di 30 anni del Padovano, residente a Ferrara, secondo i testimoni ha continuato a dimenarsi per alcuni minuti, mentre i medici del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo. Trasportato d'urgenza all'ospedale, vi è arrivato privo di vita.Sulla morte ora deve fare chiarezza l'inchiesta aperta dalla procura e affidata alla squadra mobile. L'autopsia, domani, stabilirà tipo di droga e quantità assunta dall'uomo. Invece la ricostruzione della tragedia è stata possibile grazie alle testimonianze della sua ragazza, che era in casa con lui, e di un vicino di casa che lo ha visto precipitare. Il vicino era appena entrato nel parcheggio di casa, quando ha visto il ragazzo. Proprio il rumore dell'auto che entrava nel cortile - ha riferito la ragazza - avrebbe infatti innescato il delirio di persecuzione del padovano, che in quel momento in uno stato di totale allucinazione, si è scagliato contro la porta-finestra che immette sul balcone, usando un cellulare come un martello per spaccare il vetro. Nella concitazione è rimasto ferito e ha iniziato a perdere sangue, poi ha percorso il balcone, sempre più terrorizzato, e quindi si è lanciato nel vuoto.Le indagini degli inquirenti sono concentrate ora sugli accertamenti tossicologici, e soprattutto sull'accertamento della provenienza della droga per risalire a chi l'ha ceduta al ragazzo, consumatore abituale che aveva manifestato più volte l'intenzione di smettere.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=106538&sez=NORDEST



E domani?
Quante altre persone verranno ammazzate da quel criminale in croce che viene imposto ai bambini in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale?
Che cos’è la Costituzione? Per le Istituzioni Venete solo carta straccia: loro violentano i bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso. Se ne sbattono delle regole che LORO devono rispettare.
Così, nel fiume della vita continuano a galleggiare i cadaveri prodotti da quel criminale in croce con cui le istituzioni del Veneto sostituiscono la Costituzione della Repubblica.

15 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Ci sono due scuole di pensiero: o l'uomo è creato ad immagine di dio, e allora la malattia mentale è voluta da dio come variazione del suo modello di creazione di uomo perfetto; oppure l'uomo si adatta alle condizioni che incontra nascendo e a quelle condizioni risponde adattandosi. La disperazione e l'angoscia è prodotta da adattamenti soggettivi a condizioni oggettive criminali, illegali, distruttive, delle quali le Istituzioni Sociali portano la responsabilità dei delitti commessi. Non esiste peggior delitto che le Istituzioni possano compiere contro la società che fingere di non vedere i crimini, girarsi dall'altra parte, per non costringere gli individui che occupano le Istituzioni di assumersi la responsabilità, nel tempo, per la disperazione alla quale costringono i cittadini.
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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