La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 13 luglio 2010

Bottiglie molotov contro gli emarginati: suicidi, omicidi, anche questo è disperazione dei Veneti


Si tratta sempre dei Veneti da parrocchia che, al di là di come definiscono sé stessi, obbediscono agli ordini di Gesù: “Scannare chi non si vuole mettere in ginocchio” davanti alla loro educazione da padroni.
E’ l’odio per il diverso coltivato nelle parrocchie dove il principio di uguaglianza non è mai uguaglianza al dio padrone o al Gesù dei cristiani, ma sottomissione al dio padrone e sottomissione al Gesù dei cristiani che impone, all’individuo sottomesso, di cercare persone più deboli da sottomettere.
Così, quando delle persone che si vogliono far rimanere nell’emarginazione, vogliono integrarsi acquisendo i diritti che spettano loro, i frequentatori delle parrocchie prima agiscono usando con sistemi mafiosi le Istituzioni e quando non sono più in grado di farlo, passano al manganello, all’olio di ricino o alle bottiglie incendiarie. Basta ricordare la vicenda del villaggio dei Sinti a Venezia.
Questo è il meccanismo psicologico: conosciuto, evidente e col quale gli psicologi non si misurano per paura di perdere il loro posto di lavoro. Per loro è meglio mettersi in ginocchio davanti al dio padrone dei cristiani che rischiare di perdere il loro posto di lavoro. Donne ammazzate perché non vogliono essere oggetto di possesso, persone che si suicidano per la disperazione angosciosa di un futuro negato, o queste molotov, appartengono ai medesimi effetti prodotto dall’educazione cattolica nelle parrocchie.
Riporto l’articolo dal Giornale di Vicenza:

Cinque molotov esplose nel parco"Messaggio" al sindaco di Schio
L'ATTENTATO. Lanciate contro un'aiuola confinante con l'abitazione. Distrutte panchine, recinzioni e piante. Il Pd locale denuncia ai carabinieri un profilo anti-zingari a Poleo comparso su Facebook dove si parlava di bombe molotov
13/07/2010


Mauro Sartori


Schio. Quattro, forse cinque molotov hanno distrutto panchine, recinzioni, alberi e cespugli di una grande aiuola di via Dei Boldù, proprio davanti all'abitazione del sindaco Luigi Dalla Via.È accaduto l'altra notte. L'allarme è stato dato da una figlia del primo cittadino poco dopo le 2. Anche i vicini hanno sentito lo scoppio e visto le fiamme levarsi, domate in pochi minuti dai vigili del fuoco di Schio. I danni non si sono limitati alle attrezzature comunali ma hanno intaccato gli impianti sportivi della parrocchia di Ss. Trinità.Sul posto sono stati trovati cinque colli di bottigliaUn gesto inconsulto e non rivendicato, almeno sino a ieri sera, ma che è seguito ad un episodio su cui i carabinieri della stazione di Schio stanno già indagando e su cui pende una denuncia per istigazione all'odio razziale.Un esponente del consiglio di quartiere Poleo - Stadio, Stefano Ave, ha nel fine settimana aperto un profilo su Facebook dal titolo "Noi di Poleo gli zingari non li vogliamo", cui si sono iscritti una sessantina di internauti, lasciando commenti di vario genere, tutti contro il futuro insediamento al rustico Pettinà di una famiglia sinti, nel contesto di un progetto comunale di integrazione sociale. In verità Aver, che abita al Caile, vicino al rustico Pettinà e nelle recenti elezioni di quartiere ha raccolto 145 voti, al terzo posto dopo il presidente Alcide Pettinà la vicepresidente Augusta Golo, nelle premesse non è andato oltre la dialettica di chi si schiera pro o contro, come nel suo caso, ad una questione sociale. A spingere sull'acceleratore sono stati altri visitatori, uno dei quali ha inserito la foto di un'accetta lorda di sangue, fra cui un certo "Dado Lieno" che, dopo aver invitato a vendere ai cinesi gli organi dei minorenni (intendendo gli zingari), segnala alcune cose da "non fare", fra cui un metodo efficace per costruire una bottiglia incendiaria: «Ricordetevi inoltre di non mettere mai del polistirolo all'interno delle bottiglie molotov riempite di benzina; il polistirolo farebbe della benzina un amalgama molto difficile da spegnere».Un invito a non realizzare una molotov, legato alla protesta contro i sinti al Caile, che è stato tolto dalla discussione su Internet già nella prima mattinata di ieri. Poi, verso le 11, è sparito tutto il profilo di Aver. Però non era sfuggito a molti scledensi, fra cui alcuni rappresentanti del Pd locale che hanno provveduto a salvare la parte incriminata e ad inoltre, nel pomeriggio di ieri, una denuncia per istigazione all'odio razziale, firmata dal neosegretario Alessandro Pozzan.Intanto i carabinieri stanno seguendo anche questa pista per scovare gli autori dell'attentato a Ss.


Tratto da:

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/166517_cinque_molotov_esplose_nel_parcomessaggio_al_sindaco_di_schio/

Si tratta sempre di un Veneto disperato. Un Veneto che si rifugia nell’odio appreso nelle parrocchie. L’odio di un dio che macella chi non fa la sua volontà e che finisce per costruire il deserto psico-emotivo nell’anima dei ragazzi che, una volta adulti, non sono in grado di gestire il loro futuro.
Queste molotov sono un esempio di come alcuni veneti volevano le ronde.
Il fallimento delle ronde, come proposto da Maroni, è dovuto al fatto che mentre i veneti le pensavano come delle squadracce in diritto di macellare i più deboli, la Costituzione ne ha vietati fini e mezzi.
Visto che non si può aggredire alla luce del sole, non resta che il terrorismo clandestino. Quel terrorismo che i Veneti hanno sempre subito, messo in atto dai ricatti di imprenditori, lavoro nero e traffico di schiavi, che ha sempre avuto nei magistrati la massima comprensione.

13 luglio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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