La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 11 luglio 2010

Continuano gli omicidi e i suicidi in Veneto: chi è cresciuto in parrocchia trasforma le persone in oggetti di possesso.


La più grande forma di cecità degli Esseri Umani è la perdita della loro capacità di empatia col mondo in cui vivono.
Così viene seminato l’orrore del crocifisso; i bambini violentati nella psiche costretti in ginocchio davanti al crocifisso e resi ignoranti delle contraddizioni e delle condizioni che devono affrontare nella vita quotidiana. Le persone pensate come oggetti di possesso che si devono inginocchiare al desiderio di un sé stesso identificato con quel criminale in croce e, quando le persone non accettano di soddisfare il desiderio, come il criminale in croce ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui, ecco apparire la pistola o il coltello.
E’ la disperazione emotiva di un Veneto senza futuro e senza passioni dove la distruzione della società passa attraverso la distruzione della struttura emotiva degli individui costretti in ginocchio davanti ad un padrone e privati degli strumenti con cui affrontare in maniera adeguata, come la Costituzione impone, le relazioni sociali e morali all’interno della società.
Succede che chi uccide lo fa vicino a casa tua. E allora, in quel momento, si scopre come l’angoscia e la disperazione era a portata di mano. Eppure la disperazione dei Veneti è qualcosa di palpabile, tangibile. Come si dice della nebbia: “si taglia con il coltello”.
Fabio Riccato ha ammazzato una ragazzina: Fabio Riccato, un ragazzino di trent’anni abortito come uomo adulto nella sua adolescenza e incapace di affrontare la vita senza essere in grado di staccarsi dalla tetta della mamma che, probabilmente, pensava vergine come la madonna.
Eleonora Noventa una ragazza che, stando all’articolo, voleva solo vivere. Quel vivere che il delirio di possesso di chi è cresciuto in parrocchia e negli oratori, gli ha negato.
Riporto l’articolo de La Nuova Venezia:



NUOVO OMICIDIO PASSIONALE

Mestre, 31enne uccide a colpi di pistola un'adolescente e si suicida
La tragedia si è consumata intorno alle ore 9 di stamani ad Asseggiano, piccolo quartiere periferico di Mestre (Venezia). L'omicida è un 31enne, Fabio Riccato, la vittima, Eleonora Noventa, ha invece poco più di 16 anni. L'uomo ha aspettato in strada la giovane ed ha esploso tre colpi di pistola uccidendola sul colpo. Poi si è tolto la vita sparandosi


MESTRE. L'ha aspettata in strada, poco dopo le 9 di questa mattina, e le ha sparato tre colpi di pistola in petto uccidendola sul colpo. Poi ha puntato l'arma contro se stesso e si è suicidato. La tragedia si è consumata ad Asseggiano, piccolo quartiere periferico di Mestre (Venezia), in via Alfani all'altezza del civico 6. L'omicida è un 31enne, Fabio Riccato, la vittima, Eleonora Noventa, ha invece poco più di 16 anni. Entrambi erano del posto. L'uomo, laureatosi da appena due settimane a Ferrara con 110 e lode, pare si fosse invaghito follemente della ragazza, da poco trasferitasi con i genitori in un condominio non lontano dall'abitazione dell’omicida. L'adolescente, a quanto sembra, non gradiva però le sue attenzioni. Dalle prime notizie sembra che tra i due, ieri sera, sia scoppiata una violenta lite. Stamani il tragico epilogo con l’omicidio-suicidio in strada. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'omicida - a bordo di uno scooter - si è avvicinato alla ragazza, che era in bicicletta, e le ha sparato tre colpi. Poi ha rivolto l'arma verso se stesso e si è sparato in petto. A dare l'allarme una signora che avrebbe sentito i quattro spari mentre era sul suo balcone di casa. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Venezia, la polizia scientifica e le Volanti che hanno fatto il primo intervento. Questa nuovo delitto passionale segue di appena cinque giorni, nel Veneziano, l'omicidio di Roberta Vanin, uccisa con 60 coltellate dall'ex convivente a Spinea, ad appena un chilometro di distanza dal luogo della tragedia di oggi.

(11 luglio 2010)


Noi che sperimentiamo ogni giorno l’angoscia del Veneto; noi che sopportiamo la “derisione” di coloro che sono separati dalle tensioni empatiche della società e che non vogliono vedere perché preferiscono pregare, sappiamo che siamo solo e sempre agli inizi di manifestazioni angoscianti di una società malata. Una società che nega la propria malattia per continuare a seminare la malattia stessa.
Fabio Riccato non poteva vivere senza l’oggetto del suo desiderio; solo che l’oggetto desiderato era una persona che desiderava di vivere e manifestava desideri che non collimavano con i suoi. Una persone che Fabio Riccato voleva ridurre ad oggetto di possesso, a bestiame, come gli ha insegnato il suo dio padrone.
Così sul fiume della vita galleggiano due cadaveri: due vite spezzate dall’incapacità di gestire il loro presente.
Su quel fiume si ergono increspature di disperazione e morte che ci annunciano nuovi cadaveri: chi sarà la prossima vittima dell’infinita disperazione imposta dalla chiesa cattolica?
Avanti col prossimo.
Io non mi chiedo più chi sarà il prossimo o chi potrebbe essere. E’ talmente vasta la disperazione in Veneto che il prossimo può essere chiunque. Finché le parrocchie violenteranno la struttura emotiva dei ragazzi costringendoli in ginocchio davanti ad un padrone, sul fiume della vita continueranno a scorrere dei cadaveri di vite spezzate dall’angoscia di affrontare il proprio presente.

11 luglio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it


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