La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 5 luglio 2010

L'origine del disagio, pedofilia, droga, bullismo, suicidi, crisi economica, del Veneto: la chiesa cattolica e la violenza sui minori

E' il simbolo che vuole legittimare la pedofilia e la violenza sui minori nella società. Questo criminale, arrestato con il bambino nudo, viene esosto nelle scuole del Veneto per legittimare il diritto a violentare i bambini. Dallo stupro alla struttura psico-emotiva dei minori hanno origine tutti i problemi sociali del Veneto.

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Per capire il disagio della società del Veneto è necessario inquadrare la specificità della pedofilia e della violenza sui minori ad opera della chiesa cattolica nel Veneto nella più generale violenza operata dalla chiesa cattolica in campo mondiale.
Il simbolo del crocifisso che tanti sindaci del Veneto vogliono esporre è il loro tentativo di legittimare la pedofilia cattolica e la violenza sui minori, di origine cattolica, nel Veneto.
Mentre i veneti sono disposti a far violenza al mendicante che si permette di dormire sulle panchine, sono disposti, nel medesimo disegno criminoso, a sostenere il diritto dei preti pedofili a violentare bambini imponendo, nelle aule scolastiche, il crocifisso consapevoli che il Gesù dei cattolici è il pedofilo per eccellenza: il pedofilo, il padre, a cui i preti pedofili e i pedofili loro vittime, si riferiscono e lo imitano.
Si cerca di far passare la pedofilia cattolica come una questione di norme, di regole, di codici, ma ci si dimentica che la violenza sui minori è il nocciolo centrale del cristianesimo e del cattolicesimo come ideologia religiosa del possesso e della sottomissione. Un possesso e una sottomissione che vede nella violenza l’unica forma con la quale vengono “evangelizzati i popoli” in nome di un criminale, qual è il Gesù dei cristiani, che rappresenta quanto di più aberrante e contrario ai principi dell’umana convivenza a cui la storia ha assistito.
Senza la pedofilia e la violenza sui minori, la chiesa cattolica e il cristianesimo non hanno possibilità di far accettare la loro dottrina alle persone. Perché il cristianesimo è una dottrina inumana, una dottrina di morte e di genocidio. Gesù ordina di ammazzare. Se nella dottrina cristiana Gesù viene ammazzato, costituisce giustificazione per i cristiani (per mandato del loro dio padrone) di ammazzare chi non si mette in ginocchio davanti a loro. Ed è l’ammazzare Gesù che è assunto, nel cristianesimo, a comportamento sacro e divino da imitare: tutti gli uomini che non si mettono in ginocchio vanno ammazzati. Gesù è il pedofilo che viene arrestato col bambino nudo: l’esempio seguito dai preti pedofili il cui sogno è veder la loro violenza pedofila accettata e desiderata dai bambini che violentano. Come il bambino nudo in Gesù. Il dio dei cristiani è un assassino. Il popolo eletto è eletto per assassinare, macellare, uccidere, violentare, chi non si mette in ginocchio davanti al popolo eletto. Un ideale che viene praticato nella costruzione dei campi di sterminio: i cristiani sono i teorizzatori e i realizzatori dei campi di sterminio nazisti (i cristiani hanno costruito i primi campi di sterminio in cui macellavano i Pagani fin dai primissimi secoli e il genocidio messo in atto dai cristiani fu uno dei motivi di intolleranza nei loro confronti dell’Impero Romano: da Salamina a Cirene).

E’ iniziata la campagna di terrore nei confronti dei giudici e della polizia del Belgio:

Bruxelles, 2 lug. (Adnkronos/Aki) - I magistrati che indagano sul caso dei preti pedofili in Belgio hanno ricevuto una lettera con minacce di morte, che il Tribunale di Bruxelles ha preso seriamente in considerazione pur continuando l'inchiesta. Ad essere minacciato telefonicamente di morte da arma da fuoco sarebbe anche stato il sacerdote in pensione Rik Deville', che ha inviato alla giustizia una serie di documenti sugli abusi compiuti dai religiosi. E' quanto riporta la stampa fiamminga.

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Belgio-minacce-di-morte-a-magistrati-inchiesta-su-preti-pedofili_627932185.html

La pedofilia è parte integrante e inalienabile della struttura ideologica del cristianesimo che centra la sua ideologia sul “onora il padre e la madre” facendo della violenza sui minori attività legittima: ogni individuo, per i minori, è padre e madre. I preti cattolici sono padri e le suore si fanno chiamare madri: in questo modo legittimano il loro diritto a fare violenza sui minori in quanto oggetti di possesso di padri e madri.
Anche se la propaganda cristiana, sorretta da potentissimi mezzi, tenta di allontanare le sue responsabilità dalla sua dottrina, senza la pratica della pedofilia il cristianesimo sarebbe già scomparso.
Da quando le società civili hanno iniziato a prendere consapevolezza dell’importanza dell’educazione infantile e della psiche, il cristianesimo, nella sua pratica pedofila, che considera una pratica di libertà religiosa, è stato messo sotto accusa.
Da un lato i fatti di pedofilia e dall’altro la potente macchina della “propaganda fide” che pretende l’immunità.

Io per anni ho parlato sollevando il problema della gravità dell’attività di pedofilia dei preti cattolici come nel 1998 nelle trasmissioni di Radio Gamma 5:

http://www.federazionepagana.com/radiopagana/1998-1.htm

Come in altre pagine dell’archivio.




http://www.federazionepagana.com/radiopagana/2004.htm


E così via finché ho trasmesso per radio e i preti pedofili non sono riusciti, con l'inganno, la truffa e la menzogna, ad impedirmi a denunciare i loro crimini e l'ideologia a fondamento dei loro crimini.
Dai microfoni di Radio Gamma 5 da Padova, per anni i Veneti sono stati informati della pedofilia dei preti cattolici. Hanno zittito la mia voce, ma altre voci, ben più potenti, si sono levate.

Ricordo come l'AGCOM con le sue bestemmie ha impedito ai cittadini di diventare consapevoli del problema affiancando e collaborando, di fatto, con Ratzinger nell'attività di violenza ai minori.

Ora, anche i giornali mondiali sollevano il problema, a seconda della loro ideologia, e mettono in luce la gravità del problema della violenza sui minori ad opera dei preti cattolici.

I due articoli che presento affrontano la medesima questione attingendo da punti di vista differenti.


La “religione” cristiana è una struttura ideologica volta al possesso degli Esseri Umani, ma gli Esseri Umani non devono rendersi conto di essere solo oggetti di possesso manipolati dai preti cattolici che rubano loro la vita:

La Santa Sede prepara nuove regole per fermare gli abusi dei sacerdoti
3/7/2010

Il Vaticano: «Negli Usa campagna mediatica disonesta»
GIACOMO GALEAZZI

CITTA' DEL VATICANO Sono pronte le nuove norme contro la pedofilia». La reazione vaticana all’attacco del New York Times è affidata all’annuncio informale delle linee guida anti-abusi che dal Palazzo Apostolico rimbalza nella residenza sul Gianicolo dell’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Miguel Diaz. Ne hanno discusso ieri a Villa Richardson il capo del Sant’Uffizio Levada e i due vice di Bertone, Ballestrero e Wells, poi mercoledì (con il ritorno in Curia del pm d’Oltretevere, Scicluna) il «giro di vite» contro i preti pedofili troverà la sua formulazione definitiva. E cioè: tempestiva rimozione dagli incarichi parrocchiali del sacerdote sospettato, corsia preferenziale per la riduzione allo stato laicale, obbligo per il vescovo locale di denuncia alle autorità civili, stop alla prescrizione nel diritto canonico per i reati contro i minori, invio immediato a Roma della documentazione raccolta in diocesi. Intanto il leader dei riformisti Schoenborn rilancia sull’abolizione del celibato: «Bisogna accettare il fatto che nella Chiesa greco-cattolica ci sono ottimi preti sposati». In attesa che venga ufficializzata la tolleranza-zero di Benedetto XVI, le nuove accuse dagli Stati Uniti ricompattano la Curia attorno al Papa e la replica unanime è che la Santa Sede è competente per i crimini dei preti pedofili solo dal 2001. Prima i processi canonici erano gestiti sul posto e quindi la responsabilità rimaneva a livello diocesano. «Il ruolo di Joseph Ratzinger, da cardinale e da Pontefice, è stato esemplare: ha sempre contrastato insabbiamenti, omertà, coperture», evidenziano in Segreteria di Stato, dove crea «sconcerto» la motivazione dell’affondo. Finora, infatti, si puntava l’indice contro la Santa Sede per aver avocato a sè i procedimenti contro il «clero indegno» al fine di «sopire gli scandali», mentre ora il Nyt critica Roma per non essersi fatta carico dell’intera questione. «In realtà il Vaticano ha solo dal 2001 la possibilità di intervenire direttamente sui processi nelle diocesi», precisano Oltretevere, mentre prende piede la convizione che nel mondo anglosassone sia in corso «un’offensiva mediatica per osteggiare il complesso viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito». «Da profondo conoscitore della storia, Benedetto XVI sa che le esperienze del peccato anche nelle comunità cristiane non sono purtroppo una novità, né oggi sono molto diverse da quelle del passato», commenta il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian. Che aggiunge: «C’è una campagna mediatica insistente che mira a fare di ogni erba un fascio e a presentare la Chiesa cattolica a tinte fortemente oscure. Ma questa non è una rappresentazione onesta della realtà. Quanto sostiene il quotidiano newyorkese semplicemente non è vero, e i primi a saperlo sono proprio i colleghi d’Oltreoceano». Joseph Ratzinger «mira a una lettura attualizzante della Bibbia» evidenzia Vian. Emblematica in questo senso è «la lettera di Benedetto XVI dopo la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani», quando il Papa paragonò la situazione del cattolicesimo odierno a quella descritta nella lettera ai Galati: «Nella Chiesa ci si morde e ci si divora».


Tratto da:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201007articoli/56422girata.asp


Diverso è l’articolo del New York Times che individua Ratzinger in uno dei responsabili che agì attivamente per coprire l’attività di pedofilia nella chiesa cattolica.
IL CASO
L'accusa del New York Times a Benedetto XVI"Così Ratzinger lasciò impuniti i pedofili"
"I vescovi locali denunciavano il problema, ma il Vaticano restò inattivo"
di FEDERICO RAMPINI
(03 luglio 2010)

NEW YORK - Joseph Ratzinger, quando da cardinale dirigeva la Congregazione per la dottrina della fede, fu "parte di una cultura di non-responsabilità, negazionismo, e ostruzionismo della giustizia" di fronte agli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Lo afferma il New York Times sulla base di documenti interni alla Chiesa, interviste a vescovi ed esperti di diritto canonico. Dal reportage emerge una versione molto diversa, sul ruolo di papa Benedetto XVI, rispetto alla descrizione ufficiale fornita dalla Chiesa. Tra le rivelazioni spunta un vertice segreto avvenuto in Vaticano nel 2000 tra Ratzinger e i vescovi delle nazioni anglofone più colpite dagli scandali di pedofilia: Stati Uniti, Irlanda, Australia. Secondo il vescovo Geoffrey Robinson di Sidney, che partecipò all'incontro segreto, Ratzinger "impiegò molto più tempo a riconoscere il problema degli abusi sessuali, rispetto a quel che fecero alcuni vescovi locali". Nell'intervista al New York Times il prelato australiano si chiede: "Perché il Vaticano era così tanti anni indietro?".Il New York Times smonta la linea di difesa che la Santa Sede ha tenuto sull'attuale pontefice. Il Vaticano ha descritto come una svolta la decisione del 2001 di dare alla Congregazione diretta da Ratzinger l'autorità di semplificare le procedure e affrontare direttamente i casi di pedofilia. Dopo quella decisione, annunciata con una lettera apostolica di Giovanni Paolo II, il cardinal Ratzinger sarebbe emerso come uno dei più coraggiosi nel riconoscere la minaccia degli abusi sessuali per la reputazione della Chiesa. Tutto questo viene confutato nella ricostruzione del giornale americano. In realtà la Congregazione aveva già gli stessi poteri dal 1922, secondo diversi esperti di diritto canonico interpellati. La lettera del 2001 non segnò affatto una svolta. Al contrario, la Chiesa si decise ad agire solo in grande ritardo, sotto la pressione di alcuni vescovi anglofoni in prima linea negli scandali. "Per i due decenni in cui ebbe la guida della Congregazione", scrive il New York Times, "il futuro Papa non esercitò mai quell'autorità. Evitò di intervenire anche quando le accuse e i processi stavano minando la credibilità della Chiesa in America, Australia, Irlanda, e altri Paesi". Ancora oggi, prosegue l'articolo, "molti decenni dopo che gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti sono diventati un problema, Benedetto XVI non ha istituito un sistema di regole universali" per affrontarlo. Al contrario permane tuttora "una confusione dilagante tra i vescovi, sul modo di affrontare le accuse".Eppure i segnali d'allarme per il Vaticano vengono da lontano. Nel 1984 il reverendo Gilbert Gauthé di Lafayette, Louisiana, ammise di avere molestato 37 minorenni. Nel 1989 uno scandalo enorme scoppiò in un orfanatrofio cattolico del Canada. Nella prima metà degli anni Novanta 40 fra preti e monaci australiani erano sotto processo per abusi sessuali. Nel 1994 cadde un governo in Irlanda per avere negato l'estradizione di un prete pedofilo. A quel tempo il cardinal Ratzinger aveva consolidato la sua autorità al vertice della Congregazione, dove era stato nominato nel 1981. "È lui", sottolinea il New York Times, "che avrebbe potuto avviare azioni decisive negli anni Novanta, per impedire che gli scandali diventassero una metastasi, diffondendosi da un Paese all'altro". Ma le sue priorità erano altre. Fin dal 1981 Ratzinger aveva identificato "la minaccia fondamentale per la fede della Chiesa": la teologia della liberazione, il movimento dei preti progressisti che si stava affermando in America latina. "Mentre padre Gauthé (il pedofilo, ndr) veniva processato in Louisiana, il cardinal Ratzinger stava sanzionando pubblicamente i preti del Brasile e del Perù per aver sostenuto che la Chiesa doveva impegnarsi a favore dei poveri e degli oppressi. I suoi strali colpirono poi un teologo olandese favorevole a dare funzioni ecclesiali ai laici, e un americano che sosteneva il diritto al dissenso sull'aborto, il controllo delle nascite, il divorzio e l'omosessualità". Per reprimere ogni velleità di autonomia delle Chiese nazionali, Ratzinger usò la sua autorità per affermare che le Conferenze episcopali "non hanno un fondamento teologico, non appartengono alla struttura della Chiesa". Un'offensiva fatale, scatenata proprio nella fase in cui alcune "onferenze episcopali nei Paesi anglofoni avevano cominciato ad affrontare gli scandali in modo aperto, e chiedevano di poter sanzionare i preti pedofili senza aspettare le lungaggini dei processi canonici.


Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/03/news/cos_ratzinger_prese_di_mira_i_progressisti_e_lasci_impuniti_i_pedofili-5352180/


La questione, approdata alla Corte Suprema USA sta aprendo un altro dibattito: la processabilità di Ratzinger e del Vaticano per atti di terrore contro i minori.


Pedofilia, prima causa al Vaticano
Usa, dopo no Corte Suprema a immunità
Dopo il "sì" della Corte Suprema di Washington sul processo al Vaticano in un caso di pedofilia dell'Oregon, l'avvocato Jeff Anderson, difensore di numerose vittime di abusi sessuali da parte di religiosi negli Stati Uniti, è tornato all'attacco con una denuncia contro la Santa Sede in California. L'azione legale è la prima dopo il verdetto dei giudici di Washington contro l'immunità al Vaticano e ai suoi più alti rappresentanti.
La nuova azione legale è stata intentata per conto di un uomo che fu molestato da un prete salesiano di nome Titian Miani: l'avvocato accusa i vertici del Vaticano, i superiori dell'ordine dei salesiani e i vescovi responsabili di una scuola di Bellflower in California di aver insabbiato le molestie sessuali di Miani, ''padre Jim'' per i suoi allievi. Miani ha 83 anni e nel 2003 è stato arrestato per un caso di pedofilia poi caduto in prescrizione. Il religioso aveva altre accuse alle spalle: negli anni Quaranta, quando era seminarista, su un ragazzino di 13 anni durante un ritiro parrocchiale in Italia; poi in un collegio salesiano a Edmonton, in Canada, e successivamente nella diocesi di Stockton, in California, di cui è stato vescovo il cardinale Roger Mahoney, arcivescovo uscente di Los Angeles.Secondo Anderson "il Vaticano era stato avvertito ma il Papa e la Congregazione per la Dottrina della Fede non avevano rimosso il prete pedofilo". Nell'azione legale si afferma anche che l'ordine dei Salesiani era a conoscenza delle tendenze di Miani: ciò nonostante, quando il prete fu trasferito a Bellflower, fu incaricato dei rapporti con gli studenti senza che né i ragazzi né le famiglie fossero avvertiti."Per molti anni gli ordini religiosi con base a Roma hanno trasferito con impunità all'estero i sacerdoti pedofili per evitare di fare i conti con la giustizia - ha detto l'avvocato - L'ordine dei salesiani, il terzo per importanza nella galassia cattolica (vi appartiene fra gli altri il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, ndr), era stato informato che Miani era un pedofilo fin dagli anni Quaranta e tuttavia lo aveva trasferito dall'Italia in Brasile, in California, in Canada e di nuovo in California. Questo prete ha fatto almeno 13 vittime, e malgrado ciò ha continuato a svolgere il suo servizio".Nel 2008 la Società Salesiana di Los Angeles ha accettato di pagare 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 casi di molestie sessuali nell'arcidiocesi. L'accordo era arrivato mentre una giuria si apprestava ad ascoltare accuse secondo le quali i salesiani sapevano che padre Miani aveva molestato ragazzini quando lo avevano assegnato alla St. John Bosco High School di Bellflower. Proprio qui Miani avrebbe commesso abusi su almeno quattro minori, tra cui un ragazzo quindicenne e le sue due sorelline. Miani ha lasciato l'ordine nel 1974 ma ha continuato a esercitare il proprio ministero fino a quando è andato in pensione, nel 1993.

Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo485243.shtml

Siamo di fronte ad un’altra rivoluzione come quella del 1789: allora la gente tagliò la testa al dio padrone dei cristiani (nella figura del re per volontà del dio padrone), oggi processa il dio dei cristiani nella figura di Ratzinger e del Vaticano.
Si tratta di quel processo che porta all’uguaglianza e alla democrazia che attraverso i problemi quotidiani i cittadini stanno costruendo.
I politici fanatici cristiani ci sono sempre, ma le società si stanno avviando verso una trasformazione inevitabile: una società che sottostà alle leggi e non ai deliri del dio padrone dei cristiani o dell’orrore della figa vergine della loro madonna.


Intanto in Belgio:
Pedofilia: chiesa belga annuncia possibile azione legale
Ma decisione magistratura difesa e approvata da media belgio
BRUXELLES - La Chiesa cattolica belga potrebbe decidere di avviare un'azione legale contro le perquisizioni compiute giovedi' dalla polizia. Lo ha detto il portavoce della conferenza episcopale belga, Eric de Buekelaer. Ma intanto, fino a quando la magistratura non ordinera' il dissequestro dei computer, l'attivita' dell'arcivescovado di Machelen-Bruxelles, quartier generale della Chiesa cattolica in Belgio, restera' paralizzata. La magistratura intende prima esaminare con attenzione tutto il materiale acquisito per indagare su chi si e' reso colpevole di abusi sessuali nei confronti di minori. Davanti all'ira del Vaticano, il Paese non si scompone e anzi rilancia.
La giustizia ha finalmente lanciato un ''segnale chiaro: la Chiesa non e' al di sopra della legge'', ha commentato il quotidiano fiammingo 'De Morgen', riassumendo bene la posizione espressa dalla maggior parte degli opinionisti belgi intervenuti sullo scontro tra Vaticano e Belgio innescato dalle modalita' con cui magistratura e polizia hanno condotto le perquisizioni di giovedi' scorso. In un Paese di antica tradizione cattolica, ma dove la laicita' dello Stato e' sacrosanta e inviolabile e la pedofilia e' un incubo, i media - come fa anche l'altra grande testata fiamminga 'Der Standaard' - riconoscono che in alcuni casi le iniziative prese durante le perquisizioni effettuate nell'arcivescovado di Mechel-Bruxelles e nella cripta della cattedrale di Saint-Rombaut sono state ''sproporzionate''. Detto questo, pero', nell'editoriale pubblicato sul principale quotidiano francofono, 'Le Soir' ci si chiede a quale ''gioco stia giocando la Chiesa quando sostiene che nel cercare di identificare i preti che hanno abusato di minori, la giustizia si rende colpevole di una doppia violenza''.
E un altro commento, pubblicato sullo stesso giornale sotto un articolo dal titolo ''i religiosi, una casta superiore'', osserva:''Il Vaticano preferisce le tombe alle vittime''. A essere messo sotto accusa e' soprattutto l'accordo raggiunto da poco, sotto l'egida del ministro della giustizia, con la commissione voluta dalla Chiesa e guidata dal professor Peter Andriaenssen che ha il compito di indagare sugli abusi sessuali compiuti dai preti. Un accordo ''forse lodevole nelle intenzioni'' ma ''sbilenco'' poiche', si sottolinea su 'La Libre Belgique', ''lascia alla Chiesa un curioso margine di manovra''. Esso non tiene conto che la riservatezza delle informazioni raccolte, in caso di gravi reati, passa in secondo piano rispetto alla necessita' di accertamenti giudiziari. E bene ha fatto - conclude l'editoriale - il giudice istruttore De Troy (quello che ha ordinato le perquisizioni, ndr), di cui fortunatamente e' garantita l'indipendenza, a riprendere in mano le redini dell'inchiesta''.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/06/26/visualizza_new.html_1846675202.html


A differenza del Belgio, la magistratura italiana è “cattolico-dipendente”. Fa le sentenze minacciando i morte gli imputati e le parti civili mediante l’esposizione del crocifisso nelle aule riaffermando quell’assolutismo fascista e clericale che la Costituzione della Repubblica voleva bandire dalle norme sociali. Così, personaggi come Angelo Scola, Mattiazzo e, in generale, i vescovi cattolici italiani ricevono dai magistrati quel diritto all’impunità che, al contrario, in altri paesi europei viene negato loro: quanti bambini sono stati violentati perché i magistrati si sono dimessi dai loro obblighi in ottemperanza ai “valori morali di odio e saccheggio” rappresentati dal crocifisso? Quanta droga i magistrati hanno diffuso per essere venuti meno al loro dovere? Quanto bullismo, disagio sociale, violenza in famiglia, è da attribuire a magistrati che si sono dimessi dal loro essere parte integrante della società civile?
Forse non lo sapremo mai, ma il disagio sociale del Veneto, dovuto al venir meno degli obblighi delle Istituzioni, della loro violazione alla legge, dei loro disegni criminosi, è in tutti i fatti di cronaca che il Veneto quotidianamente ci presenta.

05 luglio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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