La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 11 agosto 2010

Vigili Urbani e manganello: il terrore in Veneto!


E' il simbolo del terrore in Veneto: i vigili urbani col manganello. Possono piacchiare chiunque, in qualunque momento. Possono aggredire il bastonato affermando che "ha resistito a pubblico ufficiale". Magistrati compiacenti sono pronti a condannare il malcapitato. Se il malcapitato, bastonato e preso per i fondelli pretende anche di difendersi, deve pagare migliaia di Euro ad avvocati sempre che riesca a trovare un avvocato che, benevolo, accetti la causa contro dei picchiatori di professione?
Nella legge non esistono garanzie contro i Vigili Urbani. Anche se un magistrato dovesse procedere contro eventuali violenze dei vigili urbani (vedi il caso di Parma) impiegherebbe anni per impedire che questi continuassero a perpetrare le violenze.
Questi manganelli sono il terrore dei cittadini in Veneto. Qualche cittadino è contento di veder manganellare gli extracomunitari, si dimentica che poi, ci si prende l'abitudine. Non ci sono telecamere nei posti di polizia o nei luoghi in cui i cittadini vengono picchiati e la divisa è una garanzia di impunità per chi la porta, non per i cittadini che ne subiscono le violenze e che spesso sono costretti a pagare perché il costo della giustizia è troppo alto.
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Come cambia il Veneto per i turisti e per i cittadini?
Ci stiamo sempre più avviando a costruire una società organizzata come un campo di concentramento che anziché liberare i cittadini dai legacci, si costruiscono situazioni di conflittualità il cui scopo è un controllo militare che privi i cittadini dei loro diritti Costituzionali.
Gli stessi comuni stanno cessando di essere “il comune dei cittadini” per diventare dei centri di polizia con decreti che non passano il vaglio della magistratura e sono, spesso, dei veri e propri atti di terrorismo nei confronti del dettato Costituzionale.
Tre episodi di questi giorni testimoniano come la situazione in Veneto, dal punto di vista della vivibilità, sia dei cittadini che dei turisti, stia diventando sempre più drammatica.
Il Veneto si trasforma in una prigione in cui la violenza, mascherata da violenza istituzionale e da esigenze di “sicurezza” sta commettendo atti criminali che i magistrati fingono di non vedere girandosi dall’altra parte quando non si fanno addirittura complici attraverso interpretazioni fantasiose delle leggi.
Dopo aver spinto per anni l’ideologia dell’alcolismo (vedi le adunate ridicole degli alpini) ora il Veneto criminalizza il bere: prima le Istituzioni impongono l’ideologia dell’ubriacone, poi criminalizzano gli idioti che hanno fatto propria tale ideologia.
Riporto l’articolo:

Ai party
Ferragosto, niente superalcolici


«Troppi malori in spiaggia»
Linea dura del Comune di Chioggia: niente bevande al party «7.2» sulla spiaggia di Sottomarina


CHIOGGIA (Venezia) - Superalcolici vietati ai party del «7.2», il festival organizzato sulla spiaggia di Sottomarina. Non si potranno servire nemmeno gli spritz con il bitter, perché superano il ventuno per cento di gradazione alcolica, imposto come limite dall'ordinanza firmata ieri nel Comune di Chioggia. La movida della festa, con diecimila persone sull'arena beach di Sottomarina, dovrà accontentarsi di eventi «alcol-soft». E' una misura decisa per i problemi di pubblica sicurezza per i prossimi due appuntamenti di ferragosto e quello conclusivo del 29 agosto, dopo una riunione tra Comune, Asl e forze di polizia, a seguito delle due serate precedenti nello scorso mese di luglio. In quell’occasione decine di giovani sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso per abuso di alcolici, per malori accusati mentre ballavano sulla sabbia.
«In accordo con la Croce rossa abbiamo deciso che servirà un punto di pronto soccorso sulla spiaggia durante i prossimi due eventi - spiega il comandante della polizia municipale di Chioggia Michele Tiozzo -. La bassa gradazione alcolica serve perché non si ripetano episodi come quelli degli appuntamenti passati, in cui giovani sotto l'effetto di alcol oltre a sentirsi male avevano disturbato i residenti». Dopo l'ultima festa c'erano stati ragazzi che avevano suonato ai campanelli delle case alle due di notte per chiedere di usare il bagno oppure ragazzi ubriachi trovati nel mezzo della strada dai vigili. Il tutto riporta alla memoria il triste evento segnato dalla morte di Thomas Fiorin, 19 anni di Codevigo (Padova), deceduto il settembre dello scorso anno dopo uno schianto con la Porsche dell'amico, che guidava il bolide ubriaco, proprio al ritorno dal «7.2». «Per questo saremo sulle strade con gli etilometri », aggiunge il comandante dei vigili. «Assistiamo in diverse zone d'Italia a diversi metodi - spiega Riccardo Rossi, assessore alla Sicurezza di Chioggia - Questo tipo di evento si svolge sotto il sole con un numero consistente di persone: l'ordinanza cerca di porre dei limiti in modo da dare il buon esempio, sia per la sicurezza dei giovani e dei loro genitori». La festa, con il palco «arena beach» davanti al locale «Cayo Blanco», in collaborazione con la Zed concerti di Padova organizzatrice del «7.2», apre i battenti all'una del pomeriggio e prosegue fino a dopo mezzanotte.
E' un party sulla spiaggia con Dj-set e ballerine, diventato un appuntamento fisso a Sottomarina sullo stile delle «disco- beach» di Ibiza. «Per noi la vendita vietata di superalcolici può essere anche giusta - spiega il titolare del Cayoblanco, Fabio Damian -, non la vediamo come una cosa dannosa, può tutelare la pubblica sicurezza e i giovani: vorrà dire che venderemo spritz a bassa gradazione con Aperol, prosecco e birre. L'alcol a 21 gradi c'è anche a Jesolo con gli eventi al Faro e al Terrazzamare. L'unico problema è che la gente può andare a bere superalcolici nelle strutture adiacenti e poi rientrare, sarà un problema di security. Negli eventi di luglio, su diecimila persone, ci sono stati una decina di casi di persone che sono finite al pronto soccorso. Nei grandi numeri è previsto qualche individuo che esagera, questo non è un rave party però, è una festa in spiaggia».
Martino Galliolo


10 agosto 2010

Come se l’alcol non avesse sempre provocato malori e cirrosi: è come se scoprissero l’acqua calda.
Domani si possono inventare che ci sono dei casi di intossicazione mangiando formaggi e allora, che si fa, si proibiscono i formaggi?


Però, se non sbaglio, Chioggia ha espresso il proprio parere favorevole alla costruzione in loco di una centrale nucleare: malori per bere no, ma far ammalare la gente di cancro sì! Non è che la cosa mi sia molto chiara.

Se la Corte di Cassazione, a proposito degli apparecchi per il controllo della velocità, ha disposto che siano ben visibili e che siano ben segnalati in quanto l’uso di questi apparecchi non può avvenire per rapinare gli automobilisti (far cassa), ma esclusivamente per la sicurezza stradale, lo stesso concetto vale anche per gli agenti in borghese il cui unico scopo non appare quello di reprimere un “reato”, ma quello di ingenerare nei turisti uno stato angoscioso: se così non fosse avrebbero agito prima che la turista acquistasse. Come quando si sono appostati con i binocoli.


Venezia. Turista svizzera compra una


borsa falsa in spiaggia a Jesolo: multata



VENEZIA (9 agosto) - Una turista svizzera è stata multata a Jesolo per aver acquistato una borsa con il marchio contraffatto. La turista, una 48enne residente a Ebikon, è stata sorpresa dagli agenti in borghese mentre stava acquistando da un ambulante africano una borsa riportante il marchio di una nota griffe, contraffatto. L'immigrato è fuggito abbandonando la merce. La turista si è difesa dichiarando che non era a conoscenza del divieto. È la settima multa comminata a Jesolo per acquisto di merce contraffatta dall'inizio dell'estate.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=114070&sez=NORDEST


E finalmente la polizia locale ha ottenuto il suo scopo: costringere gli inquisiti a reagire per poterli perseguirli per reati più gravi.
E, per favore, non si dica che i vigili urbani facevano SOLO il loro lavoro: io ho l’impressione che usassero il loro lavoro come copertura per delitti più gravi, ma questo deve essere accertato dalla magistratura sempre che la magistratura, che dovrebbe intervenire d’ufficio, non si giri dall’altra parte.
Usare la divisa per provocare le reazioni e perseguitare il malcapitato.
Per contro scopriamo che l’attività dei vigili urbani sembra che copra attività criminose dei locali in cui si evade il fisco e attività irregolari (altro che il clandestino che vende un portafoglio) per importi notevoli. Hanno i vigili urbani sequestrato la merce irregolare nelle discoteche?


TENSIONE AL MARE
Jesolo, scontro tra ambulanti e vigiliGli agenti si difendono con lo spray
Blitz nei locali della movida: i controlli fanno aumentare gli incassi del 135%


JESOLO - Sale alle stelle la tensione tra venditori ambulanti e polizia locale, sulla spiaggia di Jesolo. Il bilancio di quest’ultimo weekend di fuoco è infatti di sei agenti feriti con una preoccupante novità: gli ambulanti, in gran parte irregolari, hanno iniziato a reagire ai controlli sempre più serrati della polizia locale. E’ accaduto domenica pomeriggio in via Vittorio Veneto dove, all’ennesimo sequestro, un senegalese di 28 anni ha preteso la restituzione della propria merce poi ha colpito una vigilessa costringendola a ricorrere a cure mediche. Stesso copione anche nel pomeriggio di domenica. Un senegalese di 33 anni, risultato essere clandestino in Italia, ha rincorso i vigili chiedendo la restituzione della propria merce sequestrata. L’immigrato prima si è rifiutato di fornire le generalità poi, trasferito al comando della polizia locale, ha scaturito il caos. Calci e pugni agli agenti che non riuscivano a farlo uscire dall’auto di servizio. L’operazione è riuscita solo dopo aver usato lo spray anti aggressione. In questo caso 5 agenti hanno riportato ferite guaribili in pochi giorni. Un immigrato è stato denunciato l'altro arrestato.

Ma sulle spiagge i controlli sono arrivati anche per chioschi, bar e discoteche. A farli, l'Agenzia delle Entrate del Veneto. Risultato? Un incremento degli incassi del 135% rispetto alla settimana precedente. Il controllo è stato fatto nell’ultimo fine settimana quando è scattata l’operazione «Movida»: 27 funzionari dell’Agenzia delle Entrate e 14 della Siae sono entrati in azione a Bardolino (Verona), Chioggia (Venezia), Bibione (Venezia), Jesolo (Venezia) e nelle vicinanze di Garda (Verona). Dai controlli è emerso un incremento degli incassi del 135% rispetto alla settimana precedente. A Bibione (Venezia) sono stati registrati maggiori introiti per oltre il 50%, a Bardolino ricavi superiori del 90%, mentre a Jesolo del 140%.Il record del maggiore incasso accertato è di Sottomarina, dove sono stati riscontrati incrementi dieci volte superiori ai corrispettivi precedentemente dichiarati. I controlli in materia contributiva hanno, inoltre, evidenziato posizioni irregolari in quasi un terzo delle attività controllate. Anche in questo caso spicca un locale di Sottomarina, dove sono stati individuati 14 lavoratori non in regola con i contributi Enpals. Obiettivo dell’operazione, verificare la regolare emissione di scontrini, ricevute fiscali e titoli di ingresso agli spettacoli, oltre all’acquisizione di elementi utili per l’ applicazione degli studi di settore. Sotto controllo anche l’ eventuale presenza di lavoratori irregolari. I controlli in Veneto proseguiranno per tutta l’estate nelle zone a maggiore densità turistica.

M.Z.


09 agosto 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2010/9-agosto-2010/fisco-controlli-bar-disco-incremento-incassi-135percento--1703547756677.shtml


L’agenzia delle entrate ha evidenziato come siano tollerati dei crimini e siano invece perseguiti altri. Quasi vi fosse la necessità di multare la signora svizzera per far notizia e coprire le attività illegali delle discoteche.
Siamo davanti a situazioni che lasciano sgomenti, anche perché si assiste a decisioni di comuni che rispondono più a necessità di propaganda che a reali esigenze di garantire una vita serena ai cittadini.
E’ un pessimo Veneto che si sta costruendo: fino a quando i turisti ritorneranno in Veneto?

Marghera, 11 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 7 agosto 2010

Continuano i suicidi dei disperati in Veneto anche se, per favorire i suicidi, i giornalisti evitano di dare notizie e rilievi adeguati ai fatti.


Continuano i suicidi in Veneto.
Anche se la cronaca ne nasconde le notizie, una ragazza, sembra originaria di Chioggia e ricoverata all’ospedale di Padova, si è gettata dall’ospedale.
Le notizie, in questo momento sono molto poche. La Procura della Repubblica di Padova ha aperto un fascicolo per verificare se la ragazza aveva bisogno di cure particolari.
Sta di fatto che ormai la cronaca non si degna nemmeno più di dare notizia della mattanza dei disperati in Veneto.
I giornali si sono chiusi a difesa della chiesa cattolica e devono, a tutti i costi, proteggere l’attività della chiesa cattolica di seminare morte e orrore.
La ragazza era una disperata?
E chi l’ha costruita come disperata! Chi, se non la chiesa cattolica!
Noi che siamo sulla riva del fiume della vita, osserviamo i cadaveri galleggiare nelle sue acque anche quando i cadaveri non hanno un volto, un nome e un cognome.
Attorno a noi è scritto quanto succede agli Esseri Umani e solo i codardi e i complici di chi induce al suicidio nascondono i fatti per poter continuare a devastare la società civile.
Se la cronaca nei prossimi giorni darà notizie dell’evento, le caricherò in blog.

08 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 6 agosto 2010

I Turisti vengono in Veneto solo per farsi spennare e derubare: questo sono i Veneti!


Proviamo a fare un quadro della morale ideologica del Veneto?
Prendiamo gli ultimi avvenimenti.
Le notizie che riposto danno uno spaccato della società del Veneto e sono tutte di questi giorni.
Perché i turisti vengono in Veneto?
Forse per vedere i muri, non certo per gli abitanti del Veneto.
Per esempio. Vi ricordate la guerra fatte ai falsi marchi dagli imprenditori?
I falsi marchi o il fatto che fossero altri a vendere il falso?
Non sempre il confine è chiaro e spesso, come avviene a livello nazionale con la mafia, si scambia una “guerra contro i falsi” in una guerra fra chi ha il diritto di spacciare i falsi.

Quando la Guardia di Finanza trova gli imprenditori Veneti a spacciare le cineserie per vetri di murano: ogni sospetto è possibile e legittimo.
Riporto:


Si tratta - informano le Fiamme gialle - della seconda fase dell'operazione "Vetro trasparente", che aveva portato al sequestro di oltre 11 milioni di articoli contraffatti e alla denuncia dei titolari di tre società. Gli ulteriori accertamenti sono stati svolti in 10 negozi del centro storico cittadino e altri quattro dell'isola di Murano. La ditta importatrice di Marcon era già stata denunciata nella precedente fase dell'indagine. Una volta giunta nei magazzini dei rivenditori, la merce veniva spesso trasformata in originale con etichette riportanti il marchio dell'azienda e l'indicazione "Venezia" o "made in Italy".L'operazione contro i falsi d'autore - Una delle societa' coinvolte, di Venezia, era in possesso, presso il punto vendita, di una piccola fornace, ed unitamente al prodotto cinese cedeva anche una quantita' di merce di propria produzione, rendendo ancora piu' difficile l'individuazione della frode e generando nell'acquirente la certezza di avere tra le mani un prodotto dell'artigianato veneziano.E' cosi' che, spiega la Finanza, un inconsapevole acquirente poteva arrivare a spendere ben 500 euro per l'acquisto di un servizio di 6 bicchieri piu' caraffa, di 'autentica' fabbricazione extraeuropea. Ma, continua una nota delle Fiamme Gialle, non e' mancato il caso di un operatore di Murano nel cui show room sono stati rinvenuti in bella vista servizi di bicchieri, coppe, brocche, bottiglie e decanter fabbricati in altre regioni d'Italia ma presentati come autentico frutto dell'arte vetraia di Murano.Presso un esercizio del centro storico di Venezia, infine, dalle evidenti insegne 'Murano Glass' e con un vistoso cartello 'Stop al falso', e' stato accertato che circa il 60% dei prodotti in vetro detenuti era non originale e 12.000 circa sono stati gli articoli sequestrati. Gli undici responsabili delle attivita' commerciali, dieci italiani ed uno extracomunitario, di origine bengalese, sono stati denunciati all'Autorita' Giudiziaria di Venezia e dovranno rispondere del reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

Tratto da:
http://www.lavocedelnordest.it/articoli/2010/08/06/3542/falsi-dautore-a-venezia-vetro-dalla-cina-pagato-500-euro

La depressione è una malattia che attraversa il Veneto. Fra suiidi, tentati omicidi e quant’altro, caratterizza la popolazione del Veneto che costretta, come bestiame obbediente, a mettersi in ginocchio davanti al crocifisso non ha altra alternativa che l’autodistruzione. I più fortunati distruggono altre persone, aggrediscono le loro fonti di sopravvivenza e tentano di soddisfare la loro sete di potere.
Questa è di oggi:


Crisi, anziano depresso tenta rapina all'ufficio postale di Zero Branco
Un uomo di 73 anni di Casier (Treviso) è stato arrestato in flagranza dai carabinieri mentre, impugnando una pistola finta cercava di mettere a segno una rapina all'ufficio postale di Zero Branco (Treviso). L'uomo, dopo l'arresto, avrebbe detto ai militari di essere stato indotto a tentare la rapina per lo stato depressivo in cui era caduto in seguito ad investimenti non andati a buon fine
TREVISO. Un uomo di 73 anni di Casier (Treviso), Gianfranco Gaspari, è stato arrestato oggi in flagranza dai carabinieri mentre, impugnando una pistola finta ma priva di tappo rosso, cercava di mettere a segno una rapina all'ufficio postale di Zero Branco (Treviso). L'anziano, pensionato e incensurato, prima avrebbe tentato di convincere il direttore a consegnargli del denaro contante semplicemente mostrandogli l'arma dalla finestra sul retro dello stabile in cui ha sede l'ufficio e poi, non ottenendo riscontro, si sarebbe deciso ad entrare ponendo la stessa domanda ad un cassiere. Il tutto con il volto coperto solo da un paio di occhiali ed un berrettino. Nel frattempo, però, il personale dell'ufficio aveva allertato i carabinieri che sono giunti sul posto arrestando l'uomo, il quale non ha posto alcuna resistenza. A motivazione del gesto, Gaspari avrebbe detto ai militari di essere stato indotto a tentare la rapina per lo stato depressivo in cui era caduto in seguito ad investimenti non andati a buon fine. Dai primi rilievi, in ogni caso, non sembra che l'uomo e la sua famiglia versino in particolare stato di indigenza.

(06 agosto 2010)



Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/crisi-anziano-depresso-tenta-rapina-allufficio-postale-di-zero-branco/2233722

Il vecchio era stato indotto a tentare la rapina da rapinatori che, a differenza di lui, avevano giacca e cravatta e proponevano investimenti.
Mettendo tasse si possono rapinare i turisti che vengono a passare una giornata. In fondo, dicono i veneti: “loro vengono a casa mia e dunque, che paghino! Che si facciano rapinare e che tacciano!”
Non è solo questo sindaco, ma anche i sindaci dei comuni marini che ormai, nascondendo la loro attività criminale dietro a delle delibere, stanno aggredendo i cittadini. Sono diventati famosi i vigili urbani di Jesolo che si appostano col cannocchiale per rapinare la bagnate che acquista un portamonete.
E subito senti voci agitarsi: “La legge, la legge!” Non si tratta della legge, ma di come la legge viene interpretata e applicata: o la si fa con intelligenza e rispetto della Costituzione o la si applica per scopi di rapina e criminali.

Il sindaco di Calalzo: "Una tassa per chi frequenta le aree picnic"
Luca De Carlo, primo cittadino di Calalzo, contro i danni del turismo mordi e fuggi. Il sindaco di Cortina Andrea Franceschi: "Condivido l'idea di aprire una discussione sul caso perchè ci sono costi e sarebbe corretto venissero assorbiti da chi utilizza le strutture"
Una tassa di pochi euro per i frequentatori occasionali delle aree picnic attrezzate, dette punti fuoco, a protezione dei "disastri" del turismo "mordi e fuggi" sulle Dolomiti. E' quanto propone il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, stanco di quello che chiama "un turismo di rapina di cui la montagna non ha più bisogno". Per De Carlo "l'epoca del tutto gratis deve finire: lascia traffico e rifiuti e non fa differenza in redditività: alle nostre Dolomiti non serve". Alla vigilia di quelle che si prospettano per metà agosto giornate da incubo sulle strade bellunesi e cadorine, con previsioni di code chilometriche provocate soprattutto dai turisti giornalieri, De Carlo parte all'attacco. "Arrivano al mattino e si fermano fino a sera, approfittando dei nostri punti fuoco, trovando tutto gratis e lasciando al territorio solo i loro rifiuti al momento di andarsene. Sulle spiagge venete si spendono decine di euro per ombrelloni e lettini, si pagano parcheggi e bar. Dalla montagna invece si pretende che tutto sia gratuito". Ecco perchè secondo De Carlo "non è più impensabile l'idea che i turisti domenicali corrispondano ai Comuni una tassa di scopo per l'uso dei punti fuoco pubblici. Potrebbe essere un ticket di pochi euro, dai 5 ai 10, gratuito per chi soggiorna negli alberghi e per i residenti, ma indispensabile ai municipi per arricchire ogni anno le aree da picnic di strutture nuove e moderne per famiglie con bambini". Il sindaco di Cortina Andrea Franceschi trova "sicuramente corretto" il tema proposto dal primo cittadino di Calalzo. "Il nostro territorio - dice Franceschi - è preso d'assalto, soprattutto in particolari periodi dell'anno, anche da chi lascia molto poco. Condivido l'idea di aprire una discussione sul caso perchè ci sono costi e sarebbe corretto venissero assorbiti da chi utilizza le strutture. Sull'introduzione di una tassa di scopo - spiega - dev'essere fatto un ragionamento e un approfondimento comune".

(05 agosto 2010)

Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/dettaglio/il-sindaco-di-calalzo:-una-tassa-per-chi-frequenta-le-aree-picnic/2230432


Che sia il sindaco ad inventarsi i modi furbetti per rapinare i villeggianti, i vigili urbani che usano le leggi per coprire i loro crimini, o che sia l’imprenditore evasore fiscale: appartengono tutti all’insieme educativo. L’educazione propria dei veneti appresa dalla chiesa cattolica e da quel criminale in croce davanti al quale violentano la psiche dei loro figli affinché, anche i loro figli, siano dei furbi e si pensino i padroni della società.
Riporto:

Edilizia: denunciato dalla GdF di Vittorio Veneto
IMPRENDITORE EVASORE
Dal 2005 ha frodato il Fisco per oltre 6 milioni di euro
06/08/2010
VITTORIO V. - (nc) 6 milioni di euro di ricavi non dichiarati al fisco tra il 2005 ed il 2009 e circa 600mila euro di Iva mai versata: questa la Taxi evasione portata alla luce dalla Guardia di Finanza di Vittorio veneto che ha denunciato due coniugi titolari di altrettante imprese edili. Entrambe le ditte erano intestate al marito che per quattro anni non aveva presentato nella dichiarazione dei redditi gli introiti delle due attività. A smascherarlo sono state le fiamme gialle che da quasi due anni indagavano sul reale volume d'affari dell'imprenditore: decisiva l'analisi delle movimentazioni bancarie dell'uomo. Del caso ora si occuperà la Procura. Ad oggi l'ammontare complessivo dell'evasione nella Marca ammonta ad oltre 140 milioni di euro, un dato destinato ad aumentare esponenzialmente.
Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/21995/imprenditore-evasore


Come colui che si sente il padrone ed evade le tasse perché nessuno si deve permettere di chiedergli di pagarle, così questo Veneto violenta la ragazza perché nessuno si deve permettergli di impedirgli di farlo: lui è il padrone!
E’ sempre l’educazione cattolica che costringe i Veneti ad identificarsi con quel criminale di Gesù che si considerava il padrone degli uomini perché figlio del dio padrone e in diritto di truffarli e derubarli della loro vita.
Riporto:

l'episodio
Violenta una disabile in strada, giovane vicentino denunciato
Bolzano, l'uomo avrebbe costretto la donna a subire un rapporto orale. Un passante avvisa la polizia
BOLZANO - L'avrebbe costretta a un rapporto orale ai margini di una pista ciclabile a Bolzano. Ad allertare la polizia una passante che ha assistito alla scena mentre stava rincasando. Nei guai con l'accusa di violenza sessuale è finito un vicentino di 24 anni residente a Vicenza, domiciliato per motivi di lavoro a Bolzano, che è stato denunciato alla procura. Al centralino della questura, verso l'una di notte, era arrivata una telefonata: una giovane è molestata da un uomo lungo viale Trento. L'autore della telefonata ha aggiunto che prima l'uomo l'aveva avvicinata, e poi con forza allontanata dalla strada e costretta a subire violenza. La pattuglia della polizia è arrivata in pochi minuti nel luogo indicato senza però trovare nessuno. Gli agenti hanno così deciso di perlustrare la zona e hanno sorpreso il 24enne con i pantaloni abbassati e la ragazza ancora accanto a lui. Alla vista delle divise il vicentino ha cercato, invano, di fuggire in direzione della propria auto. La giovane, che sembra soffrire di alcuni disturbi mentali, è stata prontamente soccorsa e trasportata al Pronto soccorso.
Tommaso Quaggio

06 agosto 2010


http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2010/6-agosto-2010/violenta-disabile-strada-giovane-vicentino-denunciato-1703536181311.shtml


Questo è il Veneto.
Ma perché i turisti vengono in Veneto visto che i veneti hanno solo ed esclusivamente comportamenti criminali e usano le Istituzioni per alimentare comportamenti criminali?
Oltretutto vengono in Veneto per farsi truffare e derubare da imprenditori disonesti, criminali e che solo raramente vengono perseguiti a norma di legge.

06 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 2 agosto 2010

L'infanzia malata in un Veneto di adulti ammalati da disperazione e angoscia.


Indubbiamente c’è qualche cosa che si sta muovendo sul fronte della protezione dei minori in Veneto, ma sempre troppo poco e con risultati discordanti.
Alcune inchieste sembrano organizzate più per proteggere e sminuire le violenze degli indagati che non per proteggere l’infanzia e la crescita dei ragazzi.
Questo stesso articolo che riporto della Tribuna di Treviso sembra quasi voler sminuire gli effetti del terrorismo che la disarticolazione della struttura psicologica dei ragazzi, ragazzi per di più con problemi, è stata messa in atto in queste strutture.
Strutture che sono dei veri e propri lager organizzati come i campi di concentramento e nei quali i soggetti rinchiusi vengono privati dei loro diritti Costituzionali presupponendo, da parte degli inquirenti, che non possano avere dei diritti Costituzionali. Salvo scoprire, sempre tardivamente e sempre dopo denuncia e sempre se gli inquirenti mettono in atto azioni preventive di verifica (collocano microspie o telecamere, altrimenti ai ragazzi viene dato loro dei bugiardi), la violenza che in queste strutture detentive è in atto.
E’ mai stata fatta la stessa azione per i centri di detenzione per il recupero dei tossicodipendenti o per i campi di concentramento di “identificazione e di espulsione”?
Chi è a guardia di reclusi, siano essi detenuti o bambini, ha sempre lo stesso atteggiamento da dio padrone; da quel Gesù che ordina di scannare il recluso o il debole che non si mette in ginocchio davanti a lui.
Riporto l’ultima notizia:


Otto ragazzini insultati e umiliati

Sotto inchiesta la titolare di Opera Pj
Elda Masi, titolare della casa alloggio Opera PJ, è accusata di abuso di mezzi di correzione verso otto ragazzini ospiti della struttura. La donna, che lavora in convenzione con la Usl 9, respinge le accuse. Ma il giudice ha fatto allontanare dalla struttura gli otto adolescenti


«Sei un fallito». Oppure: «Diventerai uno sfaccendato come tuo padre». O ancora: «Non è vero che stai male e che hai bisogno dei medici, stai inventando tutto». Sono alcune delle frasi incriminate che la titolare della casa-famiglia alloggio «Opera Pj» di via Zermanese, Elda Masi, avrebbe rivolto ai giovani ospiti. Frasi che sono costate alla donna, l'iscrizione nel registro degli indagati per abuso di mezzi di correzione e la perdita dell'affidamento di otto minori.L'inchiesta della Procura di Treviso su Opera Pj, struttura specializzata nell'accoglienza di ragazzi-difficili, riguarda presunte violenze psicologiche (escluse invece quelle fisiche) commesse dalla titolare Elda Masi nei confronti dei giovani ospiti. La donna, stando alle testimonianze raccolte in quattro mesi di indagine, avrebbe adottato nei confronti di otto minori in affidamento, i più turbolenti, linguaggi e punizioni umilianti. Una ventina gli episodi ipotizzati dagli inquirenti ai danni di bambini dai 6 ai 15 anni, nel corso del primo semestre 2010. Sotto accusa alcune frasi come «sei un fallito» o «diventerai uno sfaccendato come tuo padre». Contestate anche alcune punizioni, come quella di far stare un bimbo in piedi su una gamba sola per quasi un'ora. C'è poi la registrazione di un vivace scambio di battute tra la direttrice e un ragazzino che si era reso responsabile di una grave violazione del regolamento. A far scattare l'inchiesta della Procura è stata la denuncia di un'adolescente. La quindicenne lamentava problemi fisici e per questo aveva chiesto di essere visitata da un medico. La titolare non le aveva però creduto: «Ti inventi tutto», le avrebbe risposto ritenendo si trattasse di una scusa per tornare a casa dalla madre. In realtà la minore aveva realmente quel problema: quando ha riferito alla mamma l'accaduto, la donna si è subito rivolta ai carabinieri raccontando il comportamento tenuto dalla titolare. A questo punto l'adolescente è stata sentita in Procura e ha elencato una serie di violenze verbali e psicologiche di cui sarebbero stati vittima sia lei che alcuni suoi compagni. Sono scattate le intercettazioni ambientali e le registrazioni avrebbero parzialmente confermato il clima descritto dalla ragazzina. Gli inquirenti hanno interrogato tutte le educatrici che lavorano all'Opera Pj: nessuna di loro però si è mai accorta di alcunché. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati Elda Masi, difesa dall'avvocato Diego Mellioli, per il reato di abuso di mezzi di correzione escludendo l'ipotesi ben più grave dei maltrattamenti. Il magistrato - a tutela dei minori - ha ritenuto comunque di inviare gli atti alla Procura dei Minori di Venezia che, dopo aver esaminato il fascicolo, ha revocato tre giorni fa l'affidamento dei ragazzini all'Opera Pj disponendo il loro spostamento in altre strutture. L'indagine continua, nei prossimi giorni il gip Umberto Donà fisserà la data per sentire gli altri testimoni.

(30 luglio 2010)

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/otto-ragazzini-insultati-e-umiliati-sotto-inchiesta-la-titolare-di-opera-pj/2213378


La costruzione di un’infanzia malata in questo presente, costruisce degli adulti malati nel presente futuro che questa società dovrà vivere. Se il presente sociale è malato è perché trenta o quaranta anni fa la magistratura anziché perseguire il terrorismo lo ha favorito nei confronti di bambini e ragazzi. I magistrati, attraverso il loro dovere di interpretare le leggi, hanno preferito il loro tornaconto personale anziché l’espletamento dei loro doveri all’interno della società civile: hanno preferito mettersi in ginocchio davanti al crocifisso con cui ricattavo gli imputati per i loro interessi, anziché rispettare la Costituzione della Repubblica.
Ci si augura che magistrati più consapevoli oggi, col tempo che passa, possano prendere il posto di magistrati vecchi e rimbecilliti più ammalati da delirio di onnipotenza che non dal rispetto della legge.
Marghera, 02 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera Venezia
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