La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 2 agosto 2010

L'infanzia malata in un Veneto di adulti ammalati da disperazione e angoscia.


Indubbiamente c’è qualche cosa che si sta muovendo sul fronte della protezione dei minori in Veneto, ma sempre troppo poco e con risultati discordanti.
Alcune inchieste sembrano organizzate più per proteggere e sminuire le violenze degli indagati che non per proteggere l’infanzia e la crescita dei ragazzi.
Questo stesso articolo che riporto della Tribuna di Treviso sembra quasi voler sminuire gli effetti del terrorismo che la disarticolazione della struttura psicologica dei ragazzi, ragazzi per di più con problemi, è stata messa in atto in queste strutture.
Strutture che sono dei veri e propri lager organizzati come i campi di concentramento e nei quali i soggetti rinchiusi vengono privati dei loro diritti Costituzionali presupponendo, da parte degli inquirenti, che non possano avere dei diritti Costituzionali. Salvo scoprire, sempre tardivamente e sempre dopo denuncia e sempre se gli inquirenti mettono in atto azioni preventive di verifica (collocano microspie o telecamere, altrimenti ai ragazzi viene dato loro dei bugiardi), la violenza che in queste strutture detentive è in atto.
E’ mai stata fatta la stessa azione per i centri di detenzione per il recupero dei tossicodipendenti o per i campi di concentramento di “identificazione e di espulsione”?
Chi è a guardia di reclusi, siano essi detenuti o bambini, ha sempre lo stesso atteggiamento da dio padrone; da quel Gesù che ordina di scannare il recluso o il debole che non si mette in ginocchio davanti a lui.
Riporto l’ultima notizia:


Otto ragazzini insultati e umiliati

Sotto inchiesta la titolare di Opera Pj
Elda Masi, titolare della casa alloggio Opera PJ, è accusata di abuso di mezzi di correzione verso otto ragazzini ospiti della struttura. La donna, che lavora in convenzione con la Usl 9, respinge le accuse. Ma il giudice ha fatto allontanare dalla struttura gli otto adolescenti


«Sei un fallito». Oppure: «Diventerai uno sfaccendato come tuo padre». O ancora: «Non è vero che stai male e che hai bisogno dei medici, stai inventando tutto». Sono alcune delle frasi incriminate che la titolare della casa-famiglia alloggio «Opera Pj» di via Zermanese, Elda Masi, avrebbe rivolto ai giovani ospiti. Frasi che sono costate alla donna, l'iscrizione nel registro degli indagati per abuso di mezzi di correzione e la perdita dell'affidamento di otto minori.L'inchiesta della Procura di Treviso su Opera Pj, struttura specializzata nell'accoglienza di ragazzi-difficili, riguarda presunte violenze psicologiche (escluse invece quelle fisiche) commesse dalla titolare Elda Masi nei confronti dei giovani ospiti. La donna, stando alle testimonianze raccolte in quattro mesi di indagine, avrebbe adottato nei confronti di otto minori in affidamento, i più turbolenti, linguaggi e punizioni umilianti. Una ventina gli episodi ipotizzati dagli inquirenti ai danni di bambini dai 6 ai 15 anni, nel corso del primo semestre 2010. Sotto accusa alcune frasi come «sei un fallito» o «diventerai uno sfaccendato come tuo padre». Contestate anche alcune punizioni, come quella di far stare un bimbo in piedi su una gamba sola per quasi un'ora. C'è poi la registrazione di un vivace scambio di battute tra la direttrice e un ragazzino che si era reso responsabile di una grave violazione del regolamento. A far scattare l'inchiesta della Procura è stata la denuncia di un'adolescente. La quindicenne lamentava problemi fisici e per questo aveva chiesto di essere visitata da un medico. La titolare non le aveva però creduto: «Ti inventi tutto», le avrebbe risposto ritenendo si trattasse di una scusa per tornare a casa dalla madre. In realtà la minore aveva realmente quel problema: quando ha riferito alla mamma l'accaduto, la donna si è subito rivolta ai carabinieri raccontando il comportamento tenuto dalla titolare. A questo punto l'adolescente è stata sentita in Procura e ha elencato una serie di violenze verbali e psicologiche di cui sarebbero stati vittima sia lei che alcuni suoi compagni. Sono scattate le intercettazioni ambientali e le registrazioni avrebbero parzialmente confermato il clima descritto dalla ragazzina. Gli inquirenti hanno interrogato tutte le educatrici che lavorano all'Opera Pj: nessuna di loro però si è mai accorta di alcunché. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati Elda Masi, difesa dall'avvocato Diego Mellioli, per il reato di abuso di mezzi di correzione escludendo l'ipotesi ben più grave dei maltrattamenti. Il magistrato - a tutela dei minori - ha ritenuto comunque di inviare gli atti alla Procura dei Minori di Venezia che, dopo aver esaminato il fascicolo, ha revocato tre giorni fa l'affidamento dei ragazzini all'Opera Pj disponendo il loro spostamento in altre strutture. L'indagine continua, nei prossimi giorni il gip Umberto Donà fisserà la data per sentire gli altri testimoni.

(30 luglio 2010)

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/otto-ragazzini-insultati-e-umiliati-sotto-inchiesta-la-titolare-di-opera-pj/2213378


La costruzione di un’infanzia malata in questo presente, costruisce degli adulti malati nel presente futuro che questa società dovrà vivere. Se il presente sociale è malato è perché trenta o quaranta anni fa la magistratura anziché perseguire il terrorismo lo ha favorito nei confronti di bambini e ragazzi. I magistrati, attraverso il loro dovere di interpretare le leggi, hanno preferito il loro tornaconto personale anziché l’espletamento dei loro doveri all’interno della società civile: hanno preferito mettersi in ginocchio davanti al crocifisso con cui ricattavo gli imputati per i loro interessi, anziché rispettare la Costituzione della Repubblica.
Ci si augura che magistrati più consapevoli oggi, col tempo che passa, possano prendere il posto di magistrati vecchi e rimbecilliti più ammalati da delirio di onnipotenza che non dal rispetto della legge.
Marghera, 02 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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