La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 17 settembre 2010

Un Veneto di criminali prodotti da un'ideologia che forgia i disperati: Veneto fra crimini e razzismo


E’ il terrorismo in Veneto. Una due giorni nel trevigiano dello sceriffo Gentilini e “prostrato davanti all’extracomunitario Scola” Luca Zaia stanno a dimostrare quanto squallore ci sia nel territorio trevigiano e quanta disperazione serpeggi emergendo, di volta in volta, nei fatti di cronaca.
La feroce guerra messa in atto da Gentilini, Zaia, Bitonci e compagni di partito, contro poveri, extracomunitari, rom e quant’altri, aveva il solo scopo di favorire l’insorgere di una criminalità di origine familiare e imprenditoriale.
Nella vicenda della moglie che fa uccidere il marito per l’eredità sono tutti veneti: come Gobbo!
Ora mi chiedo: perché non si cacciano i trevigiani da Treviso?
Non è la logica di Maroni, Gentilini, Bossi e Zaia?
Secondo la loro logica i criminali non sono solo Marin, Vazzola, Fregona, ma anche Gentilini, Zaia, Gobbo, Bitonci: non sono forse della stessa razza?
Come Bossi vuole aggredire tutti i Rom perché qualche Rom ruba, con lo stesso meccanismo mentale Zaia, Gentilini, Bitoni, vanno cacciati perché sono tutti assassini.
Riporto l’agenzia ANSA:



Anziano ucciso nel trevigiano: la moglie confessa
Ha commissionato omicidio, arrestati anche i suoi complici
17 settembre, 09:41

(ANSA) - TREVISO, 17 SET - Ha confessato ed e' stata arrestata dalla squadra mobile di Treviso per l' omicidio premeditato del marito Laura de Nardo, 61 anni. La donna avrebbe pagato 200 mila euro per far uccidere il marito Eliseo David, 71 anni. In carcere sono finiti anche i suoi complici: Ivan Marin 36 anni, di Vazzola (Treviso), disoccupato; Gennaro Geremia (48), di Visna' di Vazzola, pregiudicato, manutentore presso un hotel di Mestre e Mirko Della Giustina (29), di Fregona (Treviso), idraulico. (ANSA).

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2010/09/17/visualizza_new.html_1762323784.html

E lo stesso non vale forse per i direttori di banca?
Coloro che facevano rapinare le banche con un sodalizio criminoso?
I trevigiani sono dei rapinatori?
Non vale forse lo stesso sistema affermato da Bossi e da Maroni? Siamo alla follia ideologica di nazistelli che giocano con le Istituzioni in una regione malata di disperazione. Una regione malata di disperazione in cui fare l’imprenditore è il modo meno rischioso di fare il criminale.
Riporto la notizia dei direttori di filiale bancaria: che c’è da dire, che i direttori di filiale bancaria sono tutti dei rapinatori e andrebbero allontananti dal Veneto? Se assumessimo la logica di Bossi, Maroni, Gentilini e Bitonci, questa dovrebbe essere. Ma se i direttori di banca dovessero essere deportati lo dovrebbero essere non perché alcuni di loro hanno rapinato delle banche, ma perché molti di loro hanno ridotto alla miseria molti clienti. Riporto la notizia:


RAPINE IN BANCA, ARRESTATI DIRETTORI DI FILIALE
In tutto sono 15 le persone arrestate tra cui due direttori di banca



Autore: Carlo De Bastiani
TREVISO - Un'organizzazione finalizzata alla commissione di rapine nel Nord Italia, che avrebbero fruttato quasi 2 milioni di euro, è stata sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Venezia che, in queste ore, stanno eseguendo una quindicina di provvedimenti cautelari in carcere e una trentina di perquisizioni.
L'operazione, tuttora in corso e con l'utilizzo di elicotteri e unità cinofile, sta interessando alcune aree del Nord Italia e la Sicilia. Secondo quanto è emerso dalle indagine, l'organizzazione criminale sarebbe stata articolata in tre livelli - organizzativo, logistico e operativo - con elementi interni agli istituti bancari. Abitualmente operava con gruppi di due-tre persone alla volta per l'esecuzione delle rapine.
L'indagine, coordinata dalle procure di Venezia, Trento, Treviso e Rovereto (Trento) è durata oltre un anno e ha di fatto impedito l'esecuzione di una nuova rapina, già organizzata nei dettagli e con l'uso delle armi, ai danni di un istituto bancario nel veneziano.
Sono complessivamente 15 le persone, tra cui due direttori di filiali bancarie, tratte in arresto dai carabinieri di Venezia di cui 5 arrestati Treviso.

16-09-2010

Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/5-trevigiani-arrestati-rapina-28616


Poi i trevigiani cadono in basso?
No!
E’ la loro concezione di soggetto debole da rapinare senza, così immaginano, dover subire ritorsioni di giustizia. Speravano che il trans non denunciasse la rapina: si vergognasse e loro potevano godere di impunità. Loro erano TREVIGIANI, non come questo “pezzente” che vive facendo il trans: loro fanno rapine!
E’ la logica di Gentilini, Gobbo, Zaia, Bitonci, logica tesa a criminalizzare le persone socialmente deboli in modo da impedire loro di fruire dei diritti Costituzionali. Una logica che ha portato alla costruzione dei campi di sterminio e che sta portando il Veneto in una china di distruzione sociale.
E’ come per il “bullismo” (che poi è solo aggressione e violenza) che troppi ragazzi Veneti, educati ad essere dei vigliacchi come quello appeso in croce e davanti al quale si mettono in ginocchio, praticano nei confronti di persone fragili che emarginano per riaffermare il loro delirio di onnipotenza come incapacità ad affrontare la loro esistenza.
Riporto la notizia:


16/09/2010
Denunciati due giovani di Paese
RAPINA AL TRANS, INCASTRATI
Viado aveva letto la targa, simulato il furto dell'auto


MONTEBELLUNA - (nc) Nella notte del 4 settembre aveva rapinato con l'aiuto di un complice un trans peruviano, utilizzando l'auto intestata al fratello. Nella fuga però qualcosa era andato storto: l'auto a fatica si era messa in moto permettendo al viado di identificare parte della targa. L'uomo che si era appartato con lui è un 25enne di Paese, Alex Cendron. Il timore che il peruviano avesse riconosciuto l'auto ha spinto il giovane a cercare un alibi ed ha quindi convinto il fratello 21enne a sporgere regolare denuncia di furto dell'auto utilizzata per il colpo. La strana coincidenza dei due fatti, il furto dell'auto e la rapina con un mezzo simile a quello rubato, hanno messo in moto le indagini dei Carabinieri che hanno ritrovato il giorno dopo l'auto in un parcheggio di Spresiano, posteggiata e regolarmente chiusa. Per Alex Cendron è scattata una denuncia per rapina mentre il fratello Christian è stato deferito per simulazione di reato. Le indagini proseguiranno ora per identificare il complice della rapina che fruttò ai malviventi un bottino di appena 80 euro.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/22466/rapina-al-trans-incastrati


E il Veneto finisce come ad Ormelle: la disperazione risolve la contraddizione di un’esistenza di autodistruzione.
Si è passata la vita a pregare e a discriminare finché la disperazione travolge le persone: il vuoto esistenziale le travolge riducendole a mere nullità.
E’ l’effetto del cristianesimo. Una regione come il Veneto che fa del cristianesimo l’ideologia di morte e di distruzione impedendo alle persone di costruire un futuro dignitoso.
Riporto la notizia della disperaione:

SI UCCIDE TAGLIANDOSI LA PANCIA
Si tratta di una 71enne di Ormelle da tempo sofferente di depressione
16-09-2010



ORMELLE – Una donna di 71 anni di Ormelle è stata ritrovata morta all’interno della sua abitazione con una profonda ferita all’addome.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri si tratterebbe di un suicidio: la donna avrebbe deciso di farla finita afferrando un coltello da cucina per poi ferirsi volontariamente al punto da morire.
La donna, sposata e casalinga, sarebbe stata da tempo sofferente di una forte forma di depressione.

Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/si-uccide-tagliandosi-pancia-28631


E poi ci saranno ancora notizie di disperazione: disperazione dopo disperazione. Se non si cambia l’ideologia della Regione Veneto; se non si costruisce un diverso modo di pensare gli Scola continueranno a spacciare il loro dio creatore come se fosse una dose i eroina e i Luca Zaia si prostreranno sempre perché solo nel prostrarsi (il TGR ha mostrato Zaia che si fregava le mani e accennava ad inchini col corpo mentre dalla sala del Consiglio Regionale Veneto chiamava il criminale Scola “eminenza” e, in quell’atteggiamento deferente, violentava e insultava la Costituzione della Repubblica), come se il mondo e la vita fosse creata da un dio padrone pazzo, cretino e deficiente.
Domani, altra disperazione e altri delitti.

17 settembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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