La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 20 ottobre 2010

Altro cacciatore cacciato e sparato dai suoi colleghi: i giornalisti parlano di incidente. Hanno già fatto il processo.


Ciò che fa incazzare sono le ipotesi minimizzatrici dei giornalisti: chi ha accertato che il colpo è partito per errore?
Erano o non erano armati per uccidere?
E dunque hanno ucciso!
Affermare aprioristicamente che il colpo è partito per errore è un’affermazione di puro terrorismo come erano affermazioni di puro terrorismo le affermazioni di politici che incitano al linciaggio per razza, sesso o religione, quando conviene loro incitare all’odio per interessi elettorali.
Sappiamo che era gente abituata ad uccidere!
Massacrare!
Non avevano attenzione per il mondo e per il territorio.
Praticavano il disprezzo per la vita: come ci si può stupire se si sono sparati addosso?

Trovo vergognoso e criminale che gli stessi individui che dicono “basta”, davanti ad incidenti di automobile, siano pronti a fornire i mezzi a persone che girano armate per sparare a ogni cosa che si muove.
Va inquisito anche l’assessore regionale per la caccia in quanto responsabile di fatti di questo tipo.
E’ una vergogna.
E non è il primo assassinio che avviene in regione.



Cacciatore ucciso da un proiettile vagante nel Bellunese
Incidente nel bosco a Santo Stefano di Cadore: il colpo mortale è partito dal fucile di un altro cacciatore



SANTO STEFANO. Tragedia nei boschi del Comelico. Un cacciatore della zona è morto, ucciso da un proiettile partito per errore dal fucile di un altro cacciatore durante una battuta di caccia al camoscio nella zona di Padola. La vittima è Renzo Alfarè Lovo, 50 anni, piccolo imprenditore di Candide di Comelico superiore. L'allarme è scattato poco dopo le 13, quando una telefonata ha avvertito i sanitari del Suem dell'incidente nei pressi del rifugio Sala.Subito è scattata la macchina dei soccorsi, con l'elicottero del Suem che in pochi minuti ha raggiunto la zona del dramma. Il corpo senza vita è stato recuperato dall'elisoccorso tra la vegetazione di mughi, non distante dall'ex rifugio Sala, a circa 2000 metri di quota, nel gruppo del Popera.L'uomo è praticamente morto sul colpo. Delle indagini si stanno occupando gli uomini della Guardia di Finanza di Auronzo,i carabinieri e la polizia provinciale. Dopo il nulla osta del magistrato la salma è stata ricomposta e trasportata fino al rifugio Lunelli, in località Selvapiana a Casamazzagno. Secondo quanto si è appreso, l'uomo, uscito a caccia con il figlio e un amico, si sarebbe trovato sulla traiettoria del secondo colpo sparato da uno dei compagni nella direzione del'animale fatto fuggire dalla prima esplosione.

20 ottobre 2010


Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/10/20/news/cacciatore-ucciso-da-un-proiettile-vagante-nel-bellunese-2564528

Questo tipo di assassini sono destinati ad aumentare: in fondo, si spara a ciò che si muove e molto spesso i carabinieri non tengono nemmeno in conto (anzi dissuadono quando qualcuno protesta) di pallini di caccia che cadono sulle case perché questa banda si diverte a sparare.
Aspettiamo il prossimo morto.
Una nota personale: incidente per incidente, sono contento che a morire sia stato un imprenditore, coloro che hanno saccheggiato la regione Veneto e prodotto migliaia di disoccupati per i loro interessi. Sarei stato più triste se ad essere sparato fosse stato un barbone, o una persona che la ferocia degli imprenditori, in ossequio a quel criminale in croce, spinge all’emarginazione.
Se si vuole fermare questo tipo di omicidi, è necessario togliere i fucili dalle mani dei cacciatori. Se proprio deve succedere perché l’Assessore regionale della Caccia continua a distribuire licenze (anche in deroga) spero che tocchi ad un altro imprenditore.

NOTA del 21 novembre 2010:
Sembra che la cosa non sia finita qui. Dalle prime notizie che mi giungono, che poi andranno verificate, in un altro "incidente" di caccia accaduto fra ieri e oggi, si vedono coinvolti gli stessi personaggi. Dalle prime informazioni, sia lo sparatore che il figlio della vittima.
Cercherò di essere più preciso a mano a mano che le informazioni arriveranno, ma se le cose stessero così, la caccia appare (come troppo spesso) una giustificazione con cui sparare alle persone. Cosa che del resto, la Regione Veneto con i suoi provvedimenti illegali (vedi la caccia in deroga) non solo approva, ma favorisce.
Queste sono le notizie appena giunte:
Belluno: fucilata alla schiena, grave il cacciatore che uccise l'amico per errore
Fabio De Lorenzo Dandola, 44 anni, è stato raggiunto da una fucilata sparata per errore da un compagno di battuta. Un mese fa fu lui, nello stesso modo, a sparare un colpo mortale contro Renzo Alfarè Lovo
21 novembre 2010
COMELICO SUPERIORE. Un colpo di fucile alla schiena sparato da un centinaio di metri: Fabio De Lorenzo Dandola, 44 anni, è rimasto gravemente ferito in un incidente di caccia nella zona di malga Silvella, in località Ombrio, nei boschi del Bellunese.De Lorenzo è diventato bersaglio sbagliato a sua volta: un mese fa, il 20 ottobre, sempre in Comelico e sempre durante una battuta di caccia, era stato lui a sparare per errore una fucilata mortale all'amico Renzo Alfarè Lovo. Davanti agli occhi del figlio Claudio. E l'amaro destino ha voluto che nella comitiva di cinque persone ci fosse lo stesso Claudio. L'incidente verso le 16.30: con De Lorenzo c'era anche un vecchio amico di Alfarè Lovo, che lo accompagnava perchè considerato l'esperto anziano. Poi un terzo cacciatore, Claudio e suo cugino, che non hanno però la licenza. «Lo chiamano sempre, lui sta bene solo nei boschi», dicono le zie del giovane che vide morire suo padre. A caccia erano dunque in tre: almeno dalle prime ricostruzioni dei carabinieri di Padola e della compagnia di Cortina, pare che De Lorenzo stesse seguendo le orme di un animale per stanarlo e farlo scappare verso gli altri due amici cacciatori. I tre avevano fucili a canne lunghe (quelli usati per la caccia a cervi o camosci), che possono colpire una preda anche a 100 metri di distanza.Solo che la preda stavolta era un uomo: pare che il colpo sia partito dal fucile dell'anziano cacciatore che, vedendo muoversi il cespuglio a un centinaio di metri, pensava di sparare a un animale. De Lorenzo è stato raggiunto da un colpo alla schiena che gli è uscito dall'addome: fortunatamente non ha leso organi vitali, ma i medici l'hanno dovuto sottoporre a un intervento chirurgico durato fino alla serata. L'uomo, che non sarebbe in pericolo di vita, ed è sempre stato cosciente, è stato recuperato in elicottero del Suem (il Soccorso alpino era stato inviato verso la zona nel caso in cui il maltempo non avesse permesso il recupero con l'eliambulanza): diverse verricellate per tirarlo su, poi il trasferimento prima all'ospedale di Pieve, poi al San Martino di Belluno. I carabinieri di Padola indagano. Hanno portato tutti in caserma per l'interrogatorio: si accredita l'incidente di caccia (ipotesi di lesioni colpose aggravate, tra l'altro perseguibile con querela di parte), ma non si trascura nulla, neanche un sospetto regolamento di conti. Gli interrogatori sono stati molto lunghi.
Ci si dimentica che gli assassini sono degli assassini. La stampa minimizza, per i propri interessi, alcuni generi di assassini e aggrava, annullandone le ragioni e le giustificazioni, di altri generi di omicidi. Se tutti gli omicidi vanno censurati e condannati, quelli che avvengono per mandato delle o con licenza delle Istituzioni, sono quanto di più squallido e criminale agisca nel paese. Le vittime vengono spesso ignorate e viene insinuata l'idea che "sono state sfortunate" quando non si giunge ad insinuare l'idea che "se la sono voluta".

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

21 ottobre 2010 (modificato il 21 novembre 2010)
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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