La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 27 ottobre 2010

Andrea Zanoni della Lega Abolizione Caccia e gli ambientalisti in sit-in al TAR del Veneto contro la delibera regionale per la caccia in deroga.

Si è tenuto in data 27 ottobre il Sit-in al TAR Veneto per chiedere il rispetto delle Direttive Comunitarie che tutelano gli uccelli insettivori protetti

Le principali associazioni del Veneto, tra le quali la LAC (Lega Abolizione Caccia), ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), la LAV (Lega principali) e molte altre, MERCOLEDI 27 ottobre 2010, dalle 8.45, effettueranno un sit-in davanti la sede del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Veneto a Venezia in occasione della discussione del ricorso della LAC contro la delibera del 5/10/2010 della Giunta Zaia, che consente la caccia in deroga in tutto il Veneto.
Il ricorso (il n.1701/2010) verrà esaminato dai giudici della Prima Sezione: Alessandra Farina (Consigliere Relatore), Vincenzo Antonio Borea (Presidente) e Claudio Rovis (Consigliere).
Il TAR, con decreto n.201000710 del Presidente Vincenzo Antonio Borea, lo scorso 15 settembre aveva rigettato la domanda di misure cautelari urgenti su ricorso della LAC (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%201/2010/201001701/Provvedimenti/201000710_06.XMLione%201/2010/201001701/Provvedimenti/201000710_06.XML).
Andrea Zanoni con una nutrita rappresentanza di ambientalisti del Veneto hanno presidiato per tutta la mattinata il cortile antistante al TAR del Veneto a Canareggio 2277.
Si sono presentati sia giornalisti RAI che altri giornalisti che hanno registrato le interviste fatte ad Andrea Zanoni che ha esposto le ragioni della protesta che si è sostanziata con un ricorso al TAR contro un provvedimento della Regione Veneto che di fatto ha privato i cittadini della fauna dandola ai cacciatori per il loro divertimento.
Il video sulle ragioni del Sit-in su You Tube:
http://www.youtube.com/watch?v=-jfnxg5nyPM
L’azione fatta dalla Regione Veneto è da considerarsi un furto fatto ai cittadini e della loro possibilità di fruizione dell’ambiente selvatico a vantaggio di una categoria minoritaria di individui, i cacciatori, che hanno sempre dimostrato un assoluto disprezzo per la società civile e per i doveri che impongono loro le leggi. Spesso succede (due volte di sicuro nella Regione Veneto in questa stagione) che si sparano fra di loro ammazzandosi data l’assoluta leggerezza e irresponsabilità con cui maneggiano le armi sicuri che il magistrato di turno classificherà la loro azione come un “incidente”.
Ci sono sicuramente varie e diverse sensibilità che intervengono per fermare la caccia. Con diverse motivazioni. C’è una motivazione per fermare la caccia che sta sopra tutte: ci state derubando il patrimonio comune. Ci state derubando la società civile. La fauna è un patrimonio dei cittadini i quali concedono alle Istituzioni di amministrarla, ma non di saccheggiarla o di farne scempio come sta facendo la Regione Veneto.
La protesta, come ogni protesta, della quale presento alcune foto e un filmato caricato su You Tube delle interviste di Andrea Zanoni, aveva il solo scopo di sensibilizzare i cittadini su un problema che riguarda l’intera società anche se, tutto sommato, i problemi economici, in questo momento, stanno monopolizzando l’attenzione sociale. I problemi economici forse, un giorno, riusciremo a superarli, ma una volta che si è distrutto l’ambiente faunistico la sua ricostruzione necessiterà di molti e molti anni. L’ambiente faunistico è come la cultura: una volta che lo hai perso non lo riacquisti più.
Il sit-in di oggi tendeva a questo, anche se si pensa che i giudici Amministrativi applichino le leggi al di là di ogni possibile pressione.
C’è da ricordare che la caccia in deroga è illegittima, specialmente in seguito alla condanna dell’Italia del 15 luglio scorso (Causa C-573/08) per il mancato rispetto della direttiva comunitaria “Uccelli” sulle deroghe. Il che significa che se l’Europa multerà l’Italia, saranno tutti gli italiani, e non solo i cacciatori, a pagare la multa inflitta. Così, non solo i cittadini italiani sono derubati del loro patrimonio faunistico, ma vengono anche beffati dai ladri che rifilano ai derubati la pena per il loro furto.
Da qui l’idea della Lega per l’Abolizione della Caccia di chiedere un risarcimento danni per le peppole, i fringuelli, il frosone, il prispolone, la pispola e lo storno che verranno ammazzati (anche se il censimento degli ammazzati è solo nominale, superficiale e apparente).
NOTA: Il 28 ottobre 2010 il TAR del Veneto respinge il ricorso della Lega per l'Abolizione della Caccia contro la delibera regionale per la caccia in deroga. Pertanto, i cacciatori vengono autorizzati a sottrarre ai cittadini la loro fauna.

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27 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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