La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 14 ottobre 2010

Lega ladrona, con camorristi e mafiosi. la truffa del federalismo. I venetisti e la loro aggressione al popolo Veneto.

La truffa del federalismo giocata a mo’ di propaganda da parte della lega si sta rivelando una truffa per tutti gli italiani. La Lega ha avuto posti di amministratori che ha scambiato per centri di potere per il controllo militare dei cittadini. Ha spinto per trasformare la società civile in un campo di concentramento minando i diritti Costituzionali dei cittadini. E questo lo ha fatto mediante la truffa dell’indipendentismo prima e del federalismo poi.
La Lega è l’emblema di “roma ladrona” che gestisce proprio da ladrona appoggiando persone invischiate nella P3, come Verdini e coprendo i delitti di mafiosi (vedi Micciché) e camorristi (vedi Cosentino) e assumendo il ruolo di protettrice di mafiosi e camorristi.
Un federalismo che è stato bocciato dagli italiani con un referendum e ora agisce per sottrarre soldi agli italiani.
Le cifre dei vari centri studi affermano che Zaia è un truffatore che ha prospettato una diminuzione di tasse col federalismo e nascondendo le sue intenzioni criminali e truffaldine contro i cittadini del Veneto.
Non ha “sbagliato i conti” e nemmeno si può giustificare che non sapeva dove le scelte che proponeva portavano.
Zaia è un truffatore senza dignità morale come quel delinquente in croce che vuole imporre ai Veneti per poter, indisturbato, legittimare la pedofilia, la pederastia e la violenza sui bambini ad opera del terrorismo cattolico.
Riporto i dati:
nuovi conti
Sanità, il buco della Regione è di 750 milioni di euro
Cinque le Usl sotto la lente. Pesano ammortamenti per 250 milioni

VENEZIA — I conti della sanità vanno verso l’assetto definitivo. Il disavanzo «fisiologico» totale delle 24 aziende sanitarie ammonta a 500 milioni di euro, ai quali si devono aggiungere 250 milioni di «buco» dovuto agli ammortamenti. Debito quest’ultimo accumulato per la gran parte dall’Usl 12 veneziana (208 milioni), poi dalla 20 di Verona, dalla 18 di Rovigo e qualcosa dalle altre. La Regione sta però tenendo sotto controllo anche i bilanci dell’Usl 6 di Vicenza e della 16 di Padova, che evidenziano alcune criticità, anche se non gravi come quelle delle tre consorelle. Il punto ora è: come ripianare il «rosso» globale di settore, visto che gli avanzi del bilancio regionale sono già stati utilizzati la scorsa primavera per ripianare i 110 milioni di disavanzo costati il commissariamento della sanità e visto che non si può più contare sui 130 milioni di introito Irpef, tassa abolita dall’ex governatore Giancarlo Galan?
Mentre la giunta Zaia sta pensando se reintrodurla o meno, i tecnici della sanità lavorano insieme al segretario dello Sviluppo economico, Mauro Trapani, per capire come coprire il «buco». Per quanto riguarda il deficit di 500 milioni, si calcola che scenderà a circa 130, grazie ai 100 milioni risparmiati nel 2010 dalle aziende sanitarie su richiesta della Regione, ai 200 che il Veneto avanza da Roma come aggiunta del riparto 2009 e ai ticket. Per ripianare i 250 milioni che invece rappresentano la quota parte del miliardo e 400 milioni di ammortamenti accumulati negli ultimi dieci anni dalle Usl e finora sempre ripianati, bisognerà ricorrere a una manovra di aggiustamento di bilancio. Per metterla in atto l’esecutivo di Palazzo Balbi ha tempo fino al 30 aprile 2011, limite entro il quale dovrà definitivamente chiudere i conti. L’intenzione è di non attingere ai contributi destinati ad altri settori per andare in pareggio con la sanità. L’altro obiettivo è di ridurre la costosità del servizio sanitario a partire proprio dal 2011, che la Regione vorrebbe chiudere contenendo il disavanzo a un massimo di 70/80 milioni. Per poi scendere, l’anno successivo, a 50 e arrivare al pareggio nel 2013. L’ambizione è di rendere la sanità totalmente autosufficiente, nonostante i trasferimenti da Roma siano sempre inadeguati rispetto al fabbisogno. In dicembre dovrebbero arrivare i soldi del riparto 2010, cioè un 2,4% in più rispetto agli 8miliardi e 150milioni percepiti nel 2009. Peccato però che la costosità del sistema sia nel frattempo aumentata del 4%. Problema condiviso con il sociale, che secondo il Pd riceverà 30 milioni in meno dallo Stato e dovrà affrontare maggiori costi per sostenere le nuove esigenze, soprattutto relativamente alla disabilità e alla non autosufficienza. Nuove spese che ammonterebbero a 300 milioni, al momento non nella disponibilità della Regione.
Michela Nicolussi Moro
13 ottobre 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/politica/2010/13-ottobre-2010/sanita-buco-regione-750-milioni-euro-1703940688824.shtml


Solo dei venetisti idioti possono illudersi di derubare altri italiani per i loro interessi di casta e di banda.
Le situazioni sociali sono in aggravamento, come sono in aggravamento tutte le condizioni di vita di cittadini.
Stiamo per perdere la società civile saccheggiata da Silvio Berlusconi, Tremonti, Bossi e Maroni.
Domani sarà troppo tardi.
Riporto i dati di un centro studi:





IL DOSSIER
Federalismo, stangata possibile con la nuova addizionale Irpef
Le Regioni potranno alzarla di 226 euro a testa. Le simulazioni da qui al 2015 in uno studio della Uil. Aumenti fino a 900 euro pro capite
di ROBERTO PETRINI

ROMA - Il federalismo fiscale rischia di risolversi in un aumento delle tasse regionali. Secondo un dettagliato studio della Uil, che ha analizzato i risvolti del recente maxidecreto varato dal governo, alle Regioni viene data la possibilità di aumentare le addizionali Irpef a regime, cioè nel 2015, in media di 226 per ciascun contribuente. Ovvero un rialzo dell'82,8%. L'ultimo decreto sul federalismo dà allo stesso tempo margini di aumento o di diminuzione, ma è ovvio che con la fame di fondi e i tagli imposti dal governo, sarà la prima opzione quella più probabile.La vera sorpresa del nuovo meccanismo che si va profilando è che si creerà un fisco regionale a due fasce. Da una parte ci saranno i lavoratori dipendenti e pensionati che guadagnano fino a 28 mila euro lordi all'anno: questa categoria sarà parzialmente protetta dai possibili aumenti e le Regioni dovranno contenerli entro lo 0,5 per cento. Tutti gli altri, invece - sia lavoratori dipendenti sia autonomi - potranno subire - se le Regioni lo riterranno - aumenti fino al 2,1 per cento (che insieme allo 0,9 per cento base, fa il 3 per cento) nell'anno 2015.Secondo la simulazione della Uil infatti il rincaro per la fascia che sta, ad esempio, tra i 15 mila e i 28 mila euro lordi potrà essere di soli 41 euro per i lavoratori dipendenti, di 39 per i pensionati ma addirittura di 267 per gli autonomi che, sebbene a redditi bassi, non vengono tutelati dalla clausola di salvaguardia che
Secondo la simulazione della Uil infatti il rincaro per la fascia che sta, ad esempio, tra i 15 mila e i 28 mila euro lordi potrà essere di soli 41 euro per i lavoratori dipendenti, di 39 per i pensionati ma addirittura di 267 per gli autonomi che, sebbene a redditi bassi, non vengono tutelati dalla clausola di salvaguardia che potranno usare
la mano pesante, senza distinzione di sorta tra lavoratori dipendenti e autonomi. Infatti potranno elevare le addizionali molto di più, e non solo in conseguenza degli extra deficit sanitari per i quali sarà mantenuta una procedura a se stante. Per questi contribuenti del ceto medio il rincaro possibile sarà di 862 euro anni: una somma che si ricava facendo la differenza tra l'attuale aliquota media dell'addizionale Irpef pari all'1,2 per cento e quella possibile del 3 per cento, una volta giunto al traguardo il federalismo fiscale regionale nell'anno 20
15.Su quale platea andranno ad incidere gli aumenti che il decreto sul federalismo pone nella gamma delle opzioni delle Regioni? La platea è amplissima, spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil,. Nel nostro paese i contribuenti soggetti al versamento dell'addizionale Irpef sono oltre 30,9 milioni . Ma c'è un nucleo del 22,4 per cento che dichiara redditi sopra i 28 mila euro. C'è anche da considerare che visto l'andamento dell'evasione fiscale in Italia di questa "classe medio alta" il 95,3 per cento è rappresentato dai lavoratori dipendenti e solo il 7,9 per cento è costituito da lavoratori autonomi.Dubbi e rilievi giungono anche dal Pd. Secondo l'europarlamentare Gianni Pittella, il federalismo del governo e della Lega getta la maschera. In alcune regioni come Lazio, Molise, Campania e Calabria le addizionali Irpef potrebbero salire enormemente. "In pratica - aggiunge Pittella - è una tassa sulla miseria perché si rifiuta di considerare, oltre ai costi standard, anche le prestazioni standard, che nel Mezzogiorno sono drammaticamente sotto la media nazionale ed europea".

(14 ottobre 2010)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/14/news/federalismo_tasse-8031895/?ref=HREC1-10


E mentre ci sono dei sindacati che agiscono per favorire il commercio di schiavi umani da mandare al macello nelle fabbriche, la società civile sta perdendo la sua anima.
Un futuro, possibile fino a quindici anni fa, oggi è chiuso.
Si può dire che non esiste più un futuro sociale. Non perché non ci sia più un futuro, ma perché quel futuro è morto ed è necessario ricostruire un presente sociale capace di aprire la società a un nuovo e diverso futuro. Ma, in questo momento, non ne vedo le condizioni. Tanta disperazione in un presente che si chiude su sé stesso, ma nessun futuro possibile. In questo momento battere il federalismo è l’unica possibilità per salvaguardare il presente sociale.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

14 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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