La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 31 ottobre 2010

Si impicca il libero professionista, ma non si impicca la "barbona" multata da Gentilini a Treviso perché chiedeva l'elemosina.


E' la nuova bandiera con cui i Veneti stanno sostituendo, finalmente, il simbolo obrobrioso del leone del quel san Marco che descrive un Gesù che stupra bambini ( e dal cui esempio i preti cattolici ricavano legittimazione) sia nella psiche, inducendoli al suicidio e qualche volta anche fisicamente.


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E’ il solito discorso del Veneto disperato a cui non resta che attaccarsi alla corda ed impiccarsi. Politici incapaci, quando non legati a relazioni di tipo mafioso, e Istituzioni la cui attività suona ingiuria per i cittadini.
La depressione viene imposta nell’infanzia. Anche il “lavoro creativo” è un modo per emergere da un insieme sociale che tende all’appiattimento.
Un libero professionista che si è ammazzato.
Per fortuna che non si è ammazzata la “barbona” che Gentilini a Treviso ha multato di 100 euro (con sequestro del piattino per le elemosine e il sequestro dei 30 euro) perché anziché puntare un coltello alla gola delle persone chiedeva l’elemosina!
Chissà se Loris Piantella avrebbe avuto il coraggio di chiedere l’elemosina.
No! Non credo. Dalle parole dell’articolista del Mattino di Padova appare come colui che “vuole far cambiare lo stile di vita”. Ho l’impressione che si sentisse tanto un “pastore di uomini” come facilmente le persone si identificano frequentando le parrocchie avviluppate il terrore dei cattolici che violentano i bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.
Non si tratta di male oscuro, ma degli effetti dell’educazione cattolica che porta le persone a non essere capaci di affrontare la loro vita.
Riporto l’articolo.



Crisi senza uscita, giovane designer si uccide
Lo hanno trovato i familiari ieri all'alba nella rimessa dietro casa. Loris Piantella aveva 31 anni. Si è appeso una corda al collo, all'alba di ieri. Era un designer dinamico e creativo. Inutili tutti i soccorsi
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di Silvia Bergamin


VILLA DEL CONTE. Un altro suicidio. Ancora un giovane, ancora nell'Alta Padovana. Loris Piantella aveva 31 anni. Si è appeso una corda al collo, all'alba di ieri. Era un designer dinamico e creativo. Perché lo ha fatto? C'è un guazzabuglio, un dolore non articolabile, un mistero. Nessuno scritto, nulla di nulla. Ma se qualche parola si può strappare dal silenzio, se una spiegazione si può cercare, pare che il gesto sia riconducibile alla crisi economica: il lavoro che inizia a mancare, le opportunità che si restringono, la sensazione che non ci sia luce in fondo al tunnel. Loris lascia un bimbo di 9 anni, lo aveva avuto giovanissimo, poi con la madre il legame si era rotto; i rapporti rimasero buoni, il figlio è cresciuto un po' con mamma, un po' con papà. Viveva in via Corse 37, a Villa del Conte, con la famiglia: papà Ezio, ora in pensione, dopo una vita a lavorare con un'azienda per conto della Telecom; mamma Daniela Gazzola, casalinga; Loris era il secondo di 3 figli, era arrivato dopo Patrizia, 32 anni, e Federica, 22. Sono stati i familiari a trovarlo ieri mattina. Hanno lanciato l'allarme, i sanitari del 118 hanno tentato l'impossibile, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I carabinieri di San Martino di Lupari sono intervenuti solo per raccogliere testimonianze. Patrizia, la sorella maggiore, ripercorre la mattina d'angoscia e di strazio. «Nostra mamma si è svegliata poco prima delle 7 e ha notato una luce accesa, nell'ufficio di Loris e nella rimessa, dove c'è il garage. La cosa l'ha insospettita, Loris non doveva lavorare ieri mattina. Si è accorta che non era a letto. Ci siamo tutti alzati, a cercarlo». Lo hanno trovato nel garage. Si era impiccato. «Mio fratello era un libero professionista, aveva lo studio in casa; era riuscito a diplomarsi geometra facendo le scuole serali. Ha sempre fatto tante cose, gli piaceva l'arte, proprio pochi giorni fa era stato ad Asolo a scattare alcune foto, la fotografia era una sua passione». Cosa c'era che non andava? «L'ho visto sereno. Lo vedevamo tranquillo. Certo, era alla ricerca di una migliore situazione lavorativa. Ma di questo parlava, non teneva le difficoltà dentro, ce le raccontava». Il sito internet che descrive la sua attività si apre con un collage di ritagli: «Un racconto di passione, l'immaginazione e le parole sono le verità di arte e talento". Si firmava "LP" e si racconta: «Le mie passioni sono il mio lavoro».

Un designer, per la precisione un interior designer con esperienza decennale nella progettazione d'interni. L'attività è stata avviata ad aprile 2009. «Ho scelto di dar vita a questo studio perché credo nelle persone e nella positività, nelle capacità e nella creatività. Le ambizioni che mi hanno spinto in questa direzione sono molte ma più di tutte la voglia di cambiamento». Parole di slancio, di entusiasmo, una grande carica. E poi, ancora: «Noi progettisti, disegnatori creativi abbiamo la responsabilità morale di poter sensibilizzare e modificare gli stili di vita di molte persone, lavoriamo nella direzione delle nuove possibilità e della ricerca». C'era la voglia di andare oltre. Una speranza, quella di fare del proprio lavoro un motore per generare bellezza. Una speranza che forse è stata delusa. Qualcuno dice che nell'ultimo periodo Loris apparisse depresso. Il male oscuro avrebbe intaccato la sua storia. Nonostante gli affetti, una bella famiglia. Ora si trova all'obitorio di Camposampiero, martedì il magistrato dovrebbe dare il nullaosta alla sepoltura. Il funerale sarà celebrato non prima di mercoledì.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/10/31/news/crisi-senza-uscita-giovane-designer-si-uccide-2634746


I parenti disperati che si chiederanno: “Come è potuto succedere!”.
Persone che hanno visuto senza conoscere gli effetti delle loro scelte e delle loro azioni. Che manipolano la psiche di bambini indifesi costruendo degli adulti arroganti, depressi, violenti e onnipotenti. Pronti per essere i fruitori del nuovo simbolo sociale del veneto: la corda con cui impiccarsi.
Noi, che assistiamo alla disperazione seduti sulla riva del fiume della vita, abbiamo cessato di contare i cadaveri della disperazione dei Veneti e, un po’ alla volta, ci stiamo addormentando assuefacendoci ad un’inevitabilità che vediamo costruita giorno dopo giorno.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

31 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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