La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 26 ottobre 2010

Un bambino si è impiccato: riteneva di essere fatto così e invece lo hanno costretto ad essere così!


La condizione psichica vissuta dai bambini nell'educazione cristiana. Foto di un'opera di Binebine presentata alla 53esima biennale di Venezia.

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E’ un caso limite, ma sintomatico del disagio del Veneto: ci si suicida perché i genitori si sono dimenticati di avere delle responsabilità nei confronti dei figli. E’ sintomatico che nella lettere il ragazzino abbia scritto “Sono io che sono fatto così”. Il massimo della perversione: non era in grado di riconoscere il proprio divenuto nel suo abitare il mondo. I genitori lo avevano convinto che “lui era così!”. Non pensava di essere così perché i genitori si erano dimenticati di essere dei genitori e si comportavano da padroni ad imitazione del dio padrone.
E’ un caso limite. Esistono ragazzi che sono un potere prezioso per la società in cui viviamo. La loro sensibilità emotiva ha la capacità di spazzare via tutto il lordume che il cattolicesimo ha imposto nella società. Ma i genitori sono inadeguati, incapaci, di fornire loro gli strumenti con cui affrontare adeguatamente la quotidianità. Così non sono in grado di gestire le loro emozioni che sono gigantesche rispetto a quanto loro sono in grado di sopportare.
Queste persone, anche questo ragazzino, avrebbero potuto essere dei GIGANTI nella società in cui viviamo, ma nessuno gli ha spiegato che le sensazioni che provavano erano la percezione di un immenso che li circonda. Così, anziché usare le loro emozioni per costruire relazioni soddisfacenti, queste emozioni si sono ritorte contro di loro trasformandosi in una sofferenza indicibile.
Una libido potente, incapaci di veicolarla nelle astrazioni del mondo e legata a relazioni personali, individuali, le uniche che l’orrore cristiano concede alle bestie che costringe in ginocchio.
Così non resta che la bandiera dei Veneti: il cappio. Impiccarsi come ultima possibilità per mettere fine alla sofferenza.
Si nasce soli e si muore soli perché il cristianesimo vuole trasformare tutte le persone in pecore del suo gregge, ma qualcuno non accetta la condizione trova nei genitori persone inadeguate. E poi, colpevolizza sé stesso: sono fatto così!
Riporto l’articolo e tutta la mia personale sofferenza per il potere che questo ragazzino portava e che nessuno lo ha aiutato a sostenere nel momento più difficile della sua esistenza: l’adolescenza!


Si toglie la vita a 12 annidopo una delusione
IL DRAMMA. Ha voluto restare a casa da scuola, lo ha trovato la nonna. Lascia una lettera: «Cari genitori, non è colpa vostra. Sono io che sono fatto così. Non ha senso vivere in queste condizioni»
26/10/2010
Diego Neri
Vicenza. «Cara mamma, caro papà, non sentitevi in colpa. La nostra è una famiglia splendida, mi avete sempre voluto bene. Ma quando mi dicevate di tirarmi su, che ero un ragazzo in gamba, e di non fare le cose più grandi di quello che erano, in realtà mi buttavo ancora più giù. Sono io che sono fatto così. Non ha senso vivere in queste condizioni».Può un ragazzino di 12 anni- 13 li avrebbe fatti fra qualche settimana - decidere di farla finita e lasciare un biglietto del genere? È quanto si chiedono i tantissimi che lo hanno amato. L'adolescente, studente delle scuole medie, si è impiccato venerdì mattina nella mansarda di casa, in centro città. Ha salutato tutti con una lettera, che in parte sembra scritta da un uomo, nella quale non cela un dolore profondissimo.Venerdì lo studente ha salutato la mamma, che si è raccomandata, prima di andare al lavoro: «Fa' colazione e corri a scuola». Invece il ragazzo è salito in mansarda, con una corda. Poco dopo, la mamma ha chiamato la nonna del ragazzo, che abita nello stesso palazzo, chiedendole di andare a controllare. Forse, quasi guidata da un sesto senso, aveva avvertito qualcosa. La nonna lo ha trovato che ancora respirava. Si sono precipitati la polizia e il Suem. Il ragazzo è stato ricoverato in condizioni disperate. Ieri a mezzogiorno si è spento. I famigliari hanno dato l'assenso alla donazione degli organi: così continuerà a vivere in altri suoi coetanei.La causa della depressione, che si è trasformata in un tunnel senza via d'uscita, andrebbe ricercata in una delusione d'amore, citata dalla giovanissima vittima nella sua lettera d'addio e dai suoi cari. Ancora parecchi mesi fa, quel ragazzo - descritto come un'adolescente molto intelligente per la sua età, che eccelleva nello studio e nello sport - aveva maturato la prima cotta per una coetanea, non ricambiato. Da allora l'insoddisfazione era diventata la sua cifra distintiva, perchè non era mai contento di nulla, in particolare di se stesso, ritenendosi inferiore ad altri. I genitori l'hanno sostenuto e gli sono stati accanto con l'affetto e le attenzioni. Mai avrebbero immaginato una scelta così estrema, così folle. Dopo tre giorni di agonia l'adolescente si è spento, salutando tutti. «Non è colpa vostra».

Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/195054_si_toglie_la_vita_a_12_annidopo_una_delusione/



Il cappio, l’unica alternativa dei Veneti all’orrore imposto dalla chiesa cattolica.
Noi, che siamo seduti sulla riva del fiume della vita e assistiamo al galleggiare dei cadaveri, sappiamo di chi è la colpa.
Non ci si ammazza perché l’amore non ti corrisponde; ci si ammazza perché non si è in grado di gestire il proprio apparato emotivo nelle relazioni con il mondo e così, anche un amore rifiutato, diventa un macigno che ti travolge perché in quel momento, tutto l’immenso dell’universo che a fatica controllavi, ti si riversa addosso e ti senti perduto.
I responsabili di questa morte sono i genitori e la chiesa cattolica; sono il dio dei cristiani e quel criminale in croce. Il ragazzo non era così perché creato da un dio pazzo e cretino, ma perché i genitori lo hanno costretto ad essere disarmato davanti ai disastri della vita.

NOTA: mi arriveranno altre e-mail indignate di persone che non vogliono essere indicate come responsabili della morte. Tutti sono pronti a dire “Non è colpa mia!”, ma la colpa non consiste nel fare delle azioni, ma anche nel non averle fate quando si poteva farle e, soprattutto, di non aver affrontato lo sconosciuto in cui viviamo per pensare ad azioni prima che i problemi si manifestano. In quest’ultimo caso, la colpa è assoluta perché significa che le persone si sono dimesse dalla società civile!



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26 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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