La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 22 ottobre 2010

Veneto, catastrofi ambientali, crisi economica: è giusto che i Veneti si arrangino per le catastrofi che hanno VOLUTO distruggendo l'ambiente.

In foto. Venezia è attrezzata per l'acqua alta, ma il resto del Veneto è attrezzato per le prossime trombe d'aria o per le prossime esondazioni?

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Se della crisi economica ai Veneti non è mai importato nulla, dalle notizie che arrivano, da oggi in poi, ad ogni catastrofe naturale dovranno arrangiarsi.
Una volta c’era il “partito dei Verdi” la cui ideologia era quella di mettere in armonia le attività umane con un ambiente vivibile.
Questo partito è stato aggredito da diverse parti e a sua volta ha aggredito altri partiti che proponevano altre soluzioni ai problemi sociali. Il risultato di queste contraddizioni e il fatto che i “verdi” inseguivano “sogni di gloria”, anziché obbiettivi ambientali, si è finito per perdere attenzione per l’ambiente in cui si viveva.
Inoltre, i Verdi avevano assunto il metodo di propaganda cattolico, quello legato al catastrofismo imminente e non avevano adottato la visione delle trasformazioni ambientali che, lungi dal manifestare un evento catastrofico visibile, si insinuavano nella vita delle persone distruggendone vari aspetti e varie condizioni esistenziali. I cinquecento malati di cancro che muoiono lentamente oggi, prodotti dalle modificazioni ambientali distruttive, vengono nascosti negli ospedali e i cattolici non vuole che se ne parli per “carità cristiana” e, dunque, ognuno muore solo nella disperazione di essere il responsabile della sua malattia. I cinquecento malati di cancro non sono come i trecento morti del terremoto dell’Aquila che per mesi hanno le prime pagine dei giornali. Ognuno muore solo, in un disastro sociale che rende le persone smarrite e impotenti.

Con la crisi sono venuti a mancare anche i soldi che venivano distribuiti in caso di disastro ambientale e dal momento che le calamità naturali di un certo tipo non possono essere assicurate, ne consegue che i cittadini ad ogni disastro dovranno arrangiarsi. Saranno soli come i malati di cancro prodotti dalla Montedison.
Tenendo presente che i disastri ambientali come smottamenti, trombe d’aria e quant’altro, sono in aumento, viste le modificazioni climatiche, è facile dedurre che i Veneti saranno costretti a rimboccarsi le maniche e a rimetterci per ogni scelta abitativa che hanno fatto: se hai scelto bene paghi di meno, se hai scelto male paghi di più.

Difficoltà si aggiunge a difficoltà. Crisi economica e disastri ambientali in aumento. Un binomio che potrebbe essere gestito soltanto se alla Regione ci fossero persone legate al territorio anziché persone legate al crocifisso e all’ideologia della sofferenza del cattolicesimo. Più saranno i disastri ambientali e più le persone che sono state stuprate affinché si sottomettano al crocifisso, anziché affrontare i problemi, si metteranno in ginocchio a pregare e sperare nella provvidenza. Come quella barzelletta del tizio che si getta dal dodicesimo piano di un palazzo e ad ogni piano dice “Fino ad ora, tutto va bene!”.

La notizia dell’esaurimento dei fondi per le catastrofi naturali in Veneto ce la da il Mattino di Padova:

Tromba d'aria a Montegrotto: neppure un euro di risarcimento dalla Regione
La risposta della giunta all'interrogazione di Stefano Peraro: "Non ci sono fondi per coprire i danni del maltempo del 23 luglio scorso". Il sindaco Luca Claudio infuriato: "Bertolaso non può tradirci"


ABANO. Niente soldi per i danni della tromba d'aria del 23 luglio scorso. La Regione ha esaurito i fondi e pare non ci siano prospettive migliori. L'amara sorpresa giunge da una delibera della Giunta regionale del 28 settembre scorso, nella quale viene fornita una risposta all'interrogazione urgente presentata dal consigliere dell'Udc, Stefano Peraro.

Nella domanda, datata 26 luglio, all'indomani degli eventi calamitosi, il consigliere chiedeva alla Regione quali iniziative intendesse adottare a favore dei comuni colpiti, in modo particolare quelli di Montegrotto, Albignasego, Abano e Pellestrina. Peraro ha evidenziato il fatto che lo stesso governatore Luca Zaia aveva promesso ai sindaci dei territori colpiti la massima solidarietà e disponibilità di intervento.

Nella risposta della Giunta, invece, viene ribadito che nell'ultimo triennio gli eventi calamitosi si sono susseguiti con ritmo incessante, portando il fabbisogno delle richieste a 150 milioni di euro nel solo 2010. Nel biennio 2008-2009 le richieste per i danni dichiarati ammissibili sono state rispettivamente di 35 e 70 milioni di euro. La giunta ha fatto sapere che non ci sono più risorse economiche disponibili e che il capitolo non viene finanziato già dal 2009.

«Ho pronunciato una replica durante il consiglio - esordisce Peraro - nella quale ho chiesto che la Regione dica pubblicamente che per i comuni come Montegrotto non ha un solo euro da spendere. Ho commentato che questo non è il modo migliore per dimostrarsi vicini ai comuni, che hanno già un grosso vincolo per il patto di stabilità».

Letteralmente infuriato il sindaco di Montegrotto, Luca Claudio, che esclama: «Non possono tirarsi indietro adesso, hanno garantito e promesso davanti a tutti il loro interessamento e appoggio. Abbiamo ancora le impalcature nelle scale del municipio, che non è agibile. La Regione deve dare un segnale forte di responsabilità, mettendo del suo e attivandosi con gli istituti bancari affinché anticipino i fondi, o saremo costretti a fare azioni anche eclatanti. Per presentare in tempo le domande di risarcimento dei danni, i cittadini hanno già pagato fior di quattrini ai professionisti per le perizie. Sappiamo dove trovare anche Guido Bertolaso, che non può tradirci».

Meno pessimista il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, che commenta: «A fine settembre sono state presentate le domande alla Regione, che doveva inoltrarle al Ministero. Mi pare inconsueto che sia già arrivata una risposta da Roma. Comunque, si sapeva benissimo che il capitolo di spesa languiva, certo 80 milioni di euro riferiti al 2010 sono veramente tanti. Io preferirei attendere la risposta del ministero - prosegue - prima di allarmarmi».

Il commissario prefettizio di Abano, Marcella Conversano, commenta a sua volta: «Abbiamo attivato entrambi i canali, sia tramite la Regione che il Dipartimento della protezione civile, con l'intervento diretto di Guido Bertolaso - dice - Sappiamo bene che non si possono ricevere fondi da entrambe le fonti. Se non arrivano risarcimenti dalla Regione, speriamo nella protezione civile: Bertolaso ha promesso».
(21/10/2010)
Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/10/21/news/tromba-d-aria-a-montegrotto-neppure-un-euro-di-risarcimento-dalla-regione-2571881

Confidare in Bertolaso, mi sembra alquanto ridicolo.
Bertolaso può solo usare le catastrofi per farsi propaganda e per distruggere. Non è in grado di mettere a punto un piano a medio-lungo termine per risolvere dei problemi.
Lui non è lo scarriolante che, carriola dopo carriola, modifica il territorio in cui vive. Lui è il mago da palcoscenico, l’uomo della bacchetta magica. Dalle imputazioni che gli sono state fatte appare più un personaggio che usa le Istituzioni per farsi gli affari suoi che non per i doveri che il suo ruolo gli impongono (a parte le figuracce che ha fatto fare all’Italia ad Haiti).
Pertanto, i Veneti sappiano che alla prossima acqua alta, al prossimo temporale forte, al prossimo smottamento, dovranno mettere mano al portafoglio.
Così i Veneti possono guardare al cielo non più con passione, ma con folle terrore.



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22 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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