La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 30 novembre 2010

La disoccupazione in Veneto e i reali motivi: Sacconi e Tremonti MENTONO!


Per lavorare ai veneti non resta che entrare in concorrenza con i "vu' Cumpra'". Forse è per questo che Gentilini e gli altri sindaci del Veneto li odiano: hanno ridotto i cittadini a diventare loro concorrenti.
---
C’è gentaglia, come Tremonti o come Sacconi, che quando parlano di disoccupati affermano che ci sono posti di lavoro, ma nessuno li vuole fare.
Sono dei bugiardi: mentono sapendo di mentire al solo fine di ingiuriare gli italiani!

La mia personale esperienza è chiarificatrice.
Da anni sono disoccupato un po’ perché le condizioni poste dal sussidio di disoccupazione mi impedivano di prendere lavori superiori ad una settimana, salvo perdere il sussidio, e un po’ perché la professionalità lavorativa (a meno che io non voglia vendere Stregoneria, Pedagogia, o analisi sociale e comportamentale, cosa che del resto non ho attestati da esibire visto che i magistrati mi hanno rubato anche gli attestati da meccanico di aereo e specialista di elicotteri) entra in concorrenza con lavori a basso contenuto professionale in cui gli extracomunitari si presentano in abbondanza.

Premetto che io non ho problemi di soldi a meno che domani un’alluvione o un terremoto mi abbattano la casa, il che, presumo improbabile. Ho sempre vissuto in maniera spartana e modesta evitando investimenti o “colpi di testa” economicamente distruttivi e in una situazione di crisi economica, come quella attuale, non avere debiti è, tutto sommato, un privilegio.

Pertanto, se io cerco lavoro, cerco lavoro a basso contenuto professionale, come gli ultimi che ho fatto tipo fonderia di graniglia di ferro o fonderia di alluminio per forgiare ruote. Oppure lavori di manutenzione, pulizia, piccoli trasporti, spazzino, lavapiatti o quant’altro.

Fatalità, alla spesa del sabato che faccio in un supermercato ho afferrato il discorso fra due operatrici. Una di queste chiedeva all’altra di indicargli qualcuno che l’aiutasse a caricare bottiglie sugli scaffali del supermercato. In particolare lamentava di non riuscire a trovare personale disponibile per il Carrefour di Marcon in cui doveva fare dei lavori che consistevano nel portar fuori le bottiglie dal magazzino e caricarle sugli scaffali per la vendita, ma non disponeva di personale. Per questo era alla ricerca di persone.

Udita la conversazione, mi sono girato, e ho detto. “Vengo io!”. “Se non ha problema con un uomo di quasi sessanta anni, vengo io a fargli il lavoro.” Da un lato lei chiedeva delle assicurazioni che l’assunzione non entrasse in conflitto con un’eventuale pensione perché era obbligata a mettermi in regola e poi mi chiese, più o meno, quali lavori avevo fatto. Lei mi disse che era necessario arrivare alle cinque della mattina per il lavoro prima dell'apertura del supermercato, e io gli dissi che non c’erano problemi. Avevo anche l’automobile per raggiungere ogni posto indicatomi. Gli ho lasciato il recapito telefonico e i dati personali. Lei mi assicurò che il lunedì mi avrebbe telefonato.

La questione è che io leggo il pensiero e ho una certa esperienza.
Infatti, mentre parlava con me, stava pensando: “Ma questo che cazzo vuole?”. Poi ha continuato: “Allora se lui fa il lavoro di cui ho bisogno, vuol dire che il lavoro che propongo ha un valore!”. “E’ possibile che questo venga solo per mettere le bottiglie sulle scaffalature?”

Inutile precisare che non ha telefonato. Magari un giorno, sotto le feste, presa con l’acqua alla gola si ricorderà di avere il mio numero di telefono.

Capisco che io non mi presento come un pezzente e capisco che non avendo bisogno assoluto di un lavoro, non vado ad elemosinarlo: ma mi sono proposto solo per mettere delle bottiglie sulle scaffalature alle cinque di mattina. Non mi sembra che un tale lavoro comporti un’inchiesta militare sulla persona che lo svolge.
Forse perché non gli ho chiesto: “Quanti soldi mi dai?”
Non ho certo bisogno di quelle dieci ore di lavoro alla settimana per vivere, tante mi sono state proposte. Tutto questo rivela la qualità della situazione in cui stiamo vivendo. Domani magari un extracomunitario sarà a mettere le bottiglie sugli scaffali del supermercato, poco male. Però non si dica che le persone non vogliono fare “certi” lavori: sono gli imprenditori, grandi o piccoli che siano, che con la loro mentalità arrogante, truffaldina e criminale fanno affermazioni irreali.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

30 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Onore a Mario Monicelli (e a Trifilò)


Ci sono dei suicidi davanti ai quali io mi inchino.
Sono più di quanto si pensi.
E’ il caso di Monicelli.
Il suo suicidio non è un atto di disperazione, ma una scelta di mettere fine alla sua vita: terroristi cattolici, voi non mi avrete!
Questo è il suo messaggio.
Ha messo fine alla sua vita per non diventare un oggetto di possesso.

Mi ricordo un altro suicidio: Trifilò!
Un poliziotto che denunciò che i magistrati di Venezia (Ugolini Rita, Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Casson, Dragone, Fojadelli, Pietro Calogero, Palombarini, e altri) stavano torturando persone arrestate (meglio sequestrate) indebitamente. Venivano torturate per mano del criminale La Barbera. Io venivo torturato! Né Sandro Pertini, né sua moglie, né Giorgio Napolitano, né Enzo Biagi, né Walter Tobagi e la sua famiglia, hanno chiesto scusa per gli atti di terrorismo con cui hanno torturato decine di persone che difendevano la Costituzione contro i terroristi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia o la Stazione di Bologna. Abbiamo difeso la Costituzione dal terrorismo dei magistrati e di questo andiamo orgogliosi anche se abbiamo pagato con la nostra vita solo perché non avevamo né i miliardi, né gli appoggi istituzionali per poter rivendicare le nostre ragioni nei processi. Processi criminali e manipolati al fine di proteggere i terroristi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Stazione di Bologna: la famiglia di Walter Tobagi, la famiglia di Biagi, la famiglia Pertini, la famiglia D’Antona, portano su di sé la responsabilità morale di questi delitti!

Qualche anno dopo, Trifilò, sparò ad uno zingaro in Piazza Ferretto a Mestre. Quando si è accorto di aver ucciso quel disgraziato, si è sparato un colpo in testa. Lui, che voleva trasformare la Polizia di Stato in un corpo costituzionalmente orgoglioso, era stato sconfitto dalla volontà della Polizia di Stato di torturare i cittadini.
Ci sono persone che si suicidano per non diventare oggetto di propaganda: a loro va onore e rispetto.
Per questo motivo saluto con affetto Mario Monicelli e rinnovo i ringraziamenti a Trifilò: se non fosse stato per lui e per Ambrosini (forse, dopo tanto tempo sbaglio qualche cosa nel nome) dopo le torture, Casson, Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Rita Ugolini, e gli altri che mi hanno minacciato di morte per oltre dieci anni, mi avrebbero denunciato per “diffamazione” di criminali come La Barbera e il suo complice Albanese (se c’era Albanese tu da qui non saresti uscito vivo, mi disse La Barbera).
Chissà se un giorno avremo una Costituzione applicata in questo paese.
Ricordo che, il Consiglio Superiore della Magistratura, a conoscenza di tutto questo, ha dichiarato che lui: “se ne sbatte altamente i coglioni!”. Dimostrando con questo l’organizzazione dello Stato Mafia.
Onore a Mario Monicelli.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

30 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 28 novembre 2010

Chissà perché questo cacciatore si sarà sparato: mancanza di selvaggina o paura della vita?


Erano inquieti gli Spiriti dei Boschi. Alberi violentati da scarponi armati.
Radici ferite e uccelli abbattuti senza rispetto per la vita.

Da tempo Ninfe e Anguane erano furiose.
Inquiete erano le fonti delle fresche acque mentre l’inverno avanzava a grandi passi.
Da tempo gli Stregoni avevano appeso al chiodo le maschere di Arlecchino mentre i funghi continuavano le battaglie per trasformare la terra.
Solo gli Idioti percorrevano sentieri spargendo piombo come se fossero semi e a fucilate facevano tacere ogni sussurro di vita che attraversava il loro sentiero.

Per questo le assemblee nelle radure dei Boschi furono disertate e si tenne il grande incontro in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto.
La radura del Bosco era silenziosa, ma verdi parole e voci di vento attraversarono Piazza del Popolo. Il popolo verde si era radunato e aveva decretato: MAI PIU’ ASSASSINI CHE SPARGONO PIOMBO FRA RAMI VERDI.

Fu allora che verdi fronde si allungarono verso un chiodo arrugginito e afferrarono una maschera dimenticata dal tempo.
Wotan era sceso a richiamare alla vita coloro che non vedevano nessun futuro.
Un verde Arlecchino si unì a Wotan chiamando le Ninfe delle sorgenti ad alimentare un futuro ignorato.
E il nemico apparve, sopra la sorgente del Meschio.
Armato di fucile percorreva sentieri vietati alla sua anima nera.
Wotan si compiaceva dei freddi venti mentre l’anima di Arlecchino fremeva d’angoscia.
Arlecchino non trattenne più la sua ansia, allungò le sue fronde e accarezzò l’anima nera di R. C..
R. C. si girò di scatto fra fastidi di vento e alberi irritanti. L’orrore di sé stesso lo assalì.
Prese il fucile e se lo puntò contro.
Lo hanno trovato, corpo senza vita in località Forcal. Si chiedono cosa sia successo, ma non sanno ascoltare i sussurri del Bosco né i mormorii del Vento. Non sanno ascoltare le voci delle fonti né le Ninfe dei Boschi: sanno solo ammazzare ogni vita in deliri di onnipotenza.
Intanto, le verdi mani si tolsero la maschera di Alecchino e tornarono ad appenderla al chiodo della vita.

Il giornale La Tribuna riporta la notizia in questo modo:



Trovato morto cacciatore, si è sparato involontariamente
Era sparito da diverse ore. Un colpo fortuito partito dal fucile ha colpito in modo grave la gamba


VITTORIO VENETO. Un anziano cacciatore, R.C., di Vittorio Veneto è stato trovato morto nei boschi sopra la sorgente del Meschio dalle squadre del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco che lo stavano cercando da ieri pomeriggio dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa. L'uomo aveva una ferita ad una gamba provocata pare dal suo stesso fucile da caccia. Sul posto anche i carabinieri che ritengono, sulla base di un primo esame, l'uomo sia morto a causa di un colpo fortuito partito dal suo fucile. Il cacciatore si era allontanato ieri assieme al suo cane per una battuta nella zona delle sorgenti del Meschio che abitualmente frequentava. Lì, infatti, i soccorritori hanno trovato la suaauto. In tarda serata poi la scoperta del corpo senza vita del cacciatore in località Forcal.

28 novembre 2010

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/28/news/trovato-morto-cacciatore-si-e-sparato-involontariamente-2845350


Succede, si chiama “fatalità”, ma solo per chi non sa guardare oltre la forma della ragione.



Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

28 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 25 novembre 2010

Karl Marx, Zaia, Galan, Berlusconi, Bossi, ecc. ragioni e conseguenze della crisi socio-economica in Veneto


Quando quasi tre anni or sono, applicando i parametri di analisi marxiana, avvertivo il Veneto che da questa crisi, che il miliardario Silvio Berlusconi nella sua miopia definiva “un effetto psicologico”, nulla sarebbe più stato come prima, i Veneti se ne fregarono e le banche rubavano.
Anche se l’informazione continuava a proporre la crisi come “crisi di settori”, di questo o quel settore, di volta in volta, le affermazioni di Marx nel Capitale indicavano come non si trattava di una crisi limitata, ma di una trasformazione in toto di un modello sociale sul piano mondiale.
La fine del colonialismo, negli anni ’40 ha comportato una trasformazione delle relazioni internazionali sempre sottovalutate dagli analisti.
La stessa rivoluzione culturale cinese e i progetti di terzomondismo della Cina erano visti con sufficienza. Il terzo mondo presente nei paesi occidentali e le relazioni con l’est Europa durante la guerra fredda, impedivano agli analisti di capire il senso economico della trasformazione sociale in corso a media e lunga scadenza.
Agli analisti sfuggiva la relazione uomo-produzione. Gli analisti “liberali” avevano svincolato la produzione dall’uomo e la produzione, che poi divenne finanza, fu trattato come un oggetto a sé svincolato dall’uomo che della produzione e della finanza aveva fatto uno strumento con cui vivere. La produzione e la finanza vennero trattati come soggetti che usano l’uomo in una visione sociale monarchica in cui la finanza era il re a cui le popolazioni si sottomettevano.
La guerra fredda prima, l’avvento dell’informatica e lo sviluppo della comunicazione poi, hanno annebbiato la capacità di analisi dei politici che dagli analisti economici traevano esclusivamente quello che faceva loro comodo nelle campagne elettorali.
Fra il 1975 e il 2005 assistiamo a due processi economici inversi. Uno nei paesi occidentali in cui si inizia il saccheggio della ricchezza culturale e sociale accumulata e, l’altro, nel paesi del “terzo mondo”, Cina, India e Brasile in testa, in cui alla ricchezza culturale e sociale si sommano in processi sociali di formazione di nuove ricchezze.
Le ricchezze culturali e sociali portano alla nascita di esigenze economiche e alla costruzione di strategie di massa nella ricerca di benessere. Queste strategie, se in Africa passano attraverso la strettoia del massacro e delle guerre civili, dalla Cina e dall’India si genera quella potenza culturale e sociale che traina lo sviluppo mondiale.
Uno sviluppo mondiale che ha come conseguenza la distruzione del capitale finanziario dell’occidente.
La distruzione del capitale finanziario è sempre stato il fine di ogni guerra: si distrugge ciò che è stato costruito per ricominciare a costruire.
La nascita delle potenze economiche asiatiche, africane e dell’America Latina, passa attraverso la distruzione dell’economia finanziaria occidentale.
Solo che l’economia finanziaria dei paesi occidentali non è più uno strumento in funzione dell’uomo, ma è il soggetto in sé che chiede all’uomo di rispettare le regole che l’economia finanziaria ha stabilito per assicurarsi il dominio sull’uomo. Dal momento che Berlusconi non è Solone, capace di distruggere il potere finanziario per permettere alle società di riprendere il proprio sviluppo, ne consegue che la distruzione della struttura finanziaria comporta la distruzione della società nel suo insieme: dei paesi occidentali nel loro complesso.

Scrive Marx nel Capitale:

“Il prodotto complessivo, quindi anche la produzione complessiva, della società si divide in due grandi sezioni:
1 – Mezzi di produzione, mezzi che possiedono una forma in cui devono, o almeno possono, entrare nel consumo produttivo.
2 - Mezzi di consumo, merci che possiedono una forma in cui entrano nel consumo individuale della classe capitalista e della classe operaia.
In ciascuna di queste sezioni tutti i differenti rami di produzione ad essa appartenenti costituiscono un unico grande ramo di produzione, gli uni, quello dei mezzi di produzione, gli altri, quello dei mezzi di consumo. Il capitale complessivo impiegato in ciascuno dei due rami di produzione costituisce una grande sezione particolare del capitale sociale. In ogni sezione il capitolo si suddivide in due parti costitutive:
1 – Capitale variabile. Questo, considerato secondo il valore, è uguale al valore della forza-lavoro sociale impiegata in questo ramo di produzione, cioè uguale alla somma dei salari per essa spesi. Considerato secondo la materia, esso consiste della forza lavoro stessa che si attiva, cioè del lavoro vivente messo in movimento da questo valore-capitale.
2- Capitale costante. Cioè il valore di tutti i mezzi di produzione impiegati in questo ramo per la produzione. Questi a loro volta si suddividono in capitale fisso: macchinari, strumenti di lavoro, fabbricati, bestiame da lavoro, ecc.; e in capitale costante circolante: materiali da produzione come materie prime e ausiliarie, semilavorati, ecc.
Il valore del prodotto complessivo annuo, fabbricato con l’aiuto di questo capitale in ognuna delle due sezioni, si suddivide in una parte di valore che rappresenta il capitale costante e consumato nella produzione e, secondo il suo valore, solamente trasferito sul prodotto, e nella parte di valore aggiunta medainte il lavoro complessivo annuo. Quest’ultima si suddivide a sua volta nella sostituzione del capitale variabile V anticipato e nell’eccedenza rispetto ad esso, che costituisce il plusvalore PV. Come il valore di ogni singola merce, così anche quella del prodotto complessivo annuo di ciascuna sezione si suddivide in C+V+PV.”

Tratto da Il Capitale di Karl Marx cap. XX°

Che sta a significare?
Che se tu tocchi il consumo individuale, modifichi l’intera struttura economica di una nazione.
Se ai tempi di Marx l’informazione circolava lentamente e i consumi individuali cambiavano lentamente dando modo alla società di adattarsi e di mettere in atto nuove strategie, oggi con la televisione, la modifica dei consumi è immediata o quasi. La distruzione della cultura messa in atto dalle esigenze dello Stato mafia, che è la forma dello Stato assunta dal controllo finanziario all’interno di una struttura Stato formalmente democratica, per rispondere alle sue esigenze di controllo dei cittadini porta ad un crollo del valore-capitale della società nel suo insieme.
Crolla sia il valore complessivo del capitale costante che quello del capitale variabile proprio attraverso il crollo delle esigenze culturali di accesso a prodotti che non siano immediatamente fruibili come pura esigenza di sopravvivenza materiale (quelli a basso prezzo te li fornisce la Cina).
Se i salari non vengono aumentati, non c’è l’acquisto di prodotti e c’è una contrazione di capitale costante con l’impoverimento del paese.
Se non si aumenta e si favorisce l’offerta culturale, non c’è la diversificazione della richiesta di prodotti capaci di soddisfare i bisogni culturali, restano solo i culi delle veline che, per quanto piacevoli al momento deprimono, una volta elevati a modello, il capitale variabile abbattendo la qualità della forza lavoro e della capacità produttiva.
Dalla Cina e dall’India arrivano i prodotti di una forza lavoro impiegata nella produzione le cui merci che sono in grado di soddisfare bisogni medi italiani dato l’abbattimento delle possibilità di uso dei capitali da parte della classe media italiana impoverita dalla distruzione della cultura sociale in risposta dai bisogni dello Stato mafia.

I risultati di quest’ignoranza dei principi marxiani sono abbastanza evidenti. Fin dall’inizio del 2008 avevo detto che la crisi della società era tale da introdurre una crisi economica di ristrutturazione socio-economica mondiale che non aveva precedenti. Fino ad allora eravamo abituati a crisi cicliche che venivano riassorbite in qualche anno. Ma questa crisi, a differenza delle altre, cambia tutta la società mondiale ed è quell’assoluto che risponde ai caratteri di analisi marxiana che il capitalismo rimandava nel tempo mediante la soluzioni di contraddizioni locali (come la guerra fredda). Anche questa volta ha tentato di rimandare l’inevitabile cercando di mettere a ferro e fuoco il medio oriente con l’attacco all’Iraq e all’Afganistan, ma l’operazione non gli è riuscita: Russia, Cina, India, Iran e Brasile, si sono chiamati fuori preferendo difendere le loro economie e le loro società piuttosto che l’ideologia dello Stato mafia.
E nel Veneto?
Quali sono gli effetti nel Veneto che ha ignorato l’ABC dell’economia sociale?
E’ sufficiente prendere qualche esempio da articoli di questi giorni per capire la distruzione della società in Veneto:



Barbiero:"Le politiche attuali non aiutano le aziende"
LAVORO: LA CRISI NON PASSA
Nella Marca sono oltre 7000 i licenziati nel 2010
24/11/2010

TREVISO - (st) Sono più di 7 mila i licenziati quest'anno nel territorio della Provincia di Treviso: la crisi occupazionale della Marca non sembra voler passare, questo è quanto emerge dalla ricerca compiuta dall'Ufficio Studi della Cgil di Treviso. Dall'inizio dell'anno sono 4.658 espulsi dal sistema delle piccole imprese, 2.347 provenienti invece dalle medie e grandi aziende. Solo nell'ultimo quadrimestre i licenziati sono stati in totale 2.316, contro i 1.515 dei quattro mesi precedenti: dato sempre più allarmante. Le aziende interessate da cassa integrazione straordinaria per crisi avviata nel corso del 2010 sono, ad oggi, 175 per un totale di 7.801 lavoratori, 69 di queste procedure riguardano la totalità dei dipendenti dell'azienda, un segnale di una fortissima difficoltà che conduce, nella maggioranza dei casi, alla chiusura dell'azienda stessa. I settori più colpiti sono il metalmeccanico, tessile e quello del legno arredo. "La crisi occupazionale - afferma Paolino Barbiero, segretario della Cgil di Treviso - deve essere affrontata con misure straordinarie, che partono dagli ammortizzatori per arrivare a politiche più incisive che consentano di mettere in atto un minimo di ripresa, ma – aggiunge- la direzione che si sta prendendo è un'altra: tagli ai trasferimenti verso i Comuni, Patto di Stabilità che congela gli investimenti pubblici, la contrazione della spesa sono tutti fattori che non permettono alle aziende di uscire dalla crisi, anzi le spingono ancora più in fondo nel baratro”.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/23479/lavoro-la-crisi-non-passa

Per non parlare delle prospettive del polo industriale di Marghera:


Venezia. Crisi Fincantieri: 500 in cassaintegrazione e altre aziende in ginocchio
Marghera, da luglio a casa quasi metà dei dipendenti.

E ledifficoltà si ripercuoteranno su migliaia di lavoratori dell'indotto


di Elisio Trevisan
VENEZIA (24 novembre) - È arrivata la mazzata: dal prossimo luglio starà a casa quasi metà del personale di Fincantieri. 527 lavoratori su un totale di 1200 dipendenti diretti finiranno in cassa integrazione. In effetti l’unica buona notizia, in questo frangente, è che l’Azienda ha ribadito di non voler licenziare nessuno, anzi di essere impegnata per rilanciare i cantieri italiani, non solo quello di Porto Marghera. La comunicazione sul numero dei dipendenti che, a partire da fine febbraio, massimo primi di marzo, a Marghera saranno coinvolti dalla cassa integrazione, è stata data ieri a Roma nel corso di un incontro dell’Azienda con i sindacati sui carichi di lavoro. Complessivamente entro metà 2011, dagli attuali 800 saliranno a 2.200 i lavoratori in cassa integrazione nei vari cantieri italiani, da Castellammare di Stabia e Ancona a Monfalcone, Muggiano, Riva Trigoso e Palermo. Considerando che i cantieri più a rischio sono considerati quello di Castellammare e quello di Ancona (che avranno ciascuno oltre 500 lavoratori in cassa integrazione), la situazione di Porto Marghera non appare rosea.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=127927&sez=NORDEST


Con effetti sociali sempre più legati alla sopravvivenza:


emergenza casa
Scure sui contributi per l’affitto a rischio gli aiuti per metà famiglie
Comuni e Regione in affanno, il governo taglia quasi sette milioni Chioggia e San Donà tra le amministrazioni con maggiori fondi

VENEZIA — Le domande sono state quasi tutte accolte. Ma i soldi per pagare i contributi a tutti non ci sono. In molti comuni le domande di sostegno all’affitto accettate sfiorano infatti l’80 per cento delle richieste totali, ma con i tagli dei finanziamenti in arrivo dal ministero delle infrastrutture la parte di contributo che i Comuni dovranno accollarsi diventa sempre più ampia. In sostanza quasi sempre il 50 per cento, del fabbisogno. Ma anche i Comuni non hanno soldi. In tutto il Veneto sono in arrivo dal ministero quasi sette milioni di euro in meno rispetto a due anni fa. «Il taglio nazionale dei contributi all’affitto è stato secco - spiega Bruno Filippini, assessore alle politiche della residenza di Venezia - i contributi del ministero erano di 20,5 milioni di euro per le domande del 2006, sono scesi a 14,8 per quelle del 2007 e a 13,8 per le domande del 2008. Se i tagli aumenteranno ancora, avremo problemi gravi, i Comuni e la Regione non riusciranno mai a coprire la differenza».
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2010/25-novembre-2010/scure-contributi-l-affitto-rischio-aiuti-meta-famiglie-1804242201847.shtml


Si tratta, in sostanza, della distruzione del capitale sociale.
Si distrugge la ricchezza del paese per preservare, quanto più possibile, lo Stato mafia rappresentato dal capitale accumulato in plusvalore anziché aprire la società ad un nuovo futuro mediante lo sviluppo della cultura e delle relazioni sociali.
La guerra alla società civile fatta da Silvio Berlusconi mediante le sue televisioni che ha aggredito la cultura per garantirsi l’impunità e che ha visto la Lega aggregarsi nel delirio di rapinare, perché questo è il suo concetto di federalismo, gli altri cittadini al fine di garantirsi la sopravvivenza, finisce per distruggere il presente senza una prospettiva per il futuro.
Si licenzia la forza lavoro capace di produrre ricchezza al fine di conservare la ricchezza finanziaria.
Distruggendo questa si distrugge l’apparato produttivo perché non ci sono più consumatori abbastanza ricchi per acquistare prodotti.
Si distrugge la sopravvivenza delle perone più deboli del sistema sociale che sono quelle che maggiormente pagano i prodotti costruendo, di fatto, il capitale finanziario e sociale.
Quelli come Berlusconi o Zaia, o Galan o Bossi, o Maroni, ecc. scambiano Marx per quell’imbecille che farnetica: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli!” finendo per considerare l’economie e la società come la MAFIA: soggetti da distruggere e rapinare.
Come se la società e l’economia l’avesse creata il dio padrone e non il lavoro degli Esseri Umani, dei cittadini, di quella società. Per questo rubano la scuola e la sanità: non è mica roba dei cittadini. Appartiene al dio padrone e loro si considerano i loro rappresentanti.
Alla fine, rimane il deserto!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

25 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 23 novembre 2010

Veneti truffatori che truffano lo Stato che truffa i veneti truffatori con la propaganda e la passerella di Bossi e Berlusconi. Chissà chi la spunta!


Siete sicuri che arriveranno gli “aiuti” dello Stato in Veneto?
Mah!
Se lo dite voi!

Io non ci conterei molto e non ci conterei nemmeno sulla quantità di aiuti previsti per il Veneto.

E’ vero che i danni non sono stati gravi e non hanno, tutto sommato, inciso sulle condizioni di vita delle persone. Qualcuno ha qualche debito in più da pagare, un migliaio di persone saranno licenziate e qualche attività sarà chiusa. Però nulla di grave.
I veneti sono abituati ad urlare al dramma anche quando se ne sbattono dei drammi veri, come quei quindici miliardi di dollari dati ad Haiti e mai giunti a destinazione al fine di sviluppare il colera e aggravare le condizioni della Nazione che mise fine allo schiavismo cristiano.

Propaganda sì, ce ne sarà tanta. Qualche elemosina di qualche imbecille che ha voluto fare qualche versamento sul conto corrente, arriverà: ma quanto denaro arriverà dallo Stato?
E soprattutto, quanto denaro di quello che potrebbe arrivare sarà incamerato dalle varie cricche che, ricordo, qui in Veneto hanno grandi appoggi fra i magistrati?

In sostanza, in Veneto non è successo assolutamente nulla. O , meglio, c’è stata una vetrina per la passerella di un Bossi e un Berlusconi in grandi difficoltà politiche e c’è stato l’ennesima promessa di bugiardi del “Ghe pensi mi!”.

Anche perché, la stima dei danni, è fatta in modo diverso a seconda di chi la fa. Cosa significa “mancato guadagno” per le terre allagate? Non metti in conto la grandinata che ti avrebbe comunque distrutto il raccolto! E che significa “Cominciare da zero per il bar distrutto?” non metti in conto la ristrutturazione del locale che vorresti mettere in conto allo Stato!

Tutti lamentano danni e chiedono soldi, ma i soldi non ci sono: come l’Aquila dimostra.
O meglio, i soldi ci sono per affaristi, ma non per i cittadini i quali si sono dimenticati di analizzare il loro reale ruolo nella propaganda berlusconiana e bossista.

I veneti sono abituati a truffare, come ad esempio:

Incassa le quote delle vacanzee finge di essere stata rapinata
A giudizio la titolare della Ezzelino Viaggi Tour di Padova, truffò 48 anziani che avevano versato mille euro a testa
23.11.2010
ANCONA - Incassa le quote consegnatele da 48 anziani di Padova per un soggiorno estivo a Silvi Marina (Chieti) e finge poi di essere stata rapinata del denaro. Con questa accusa Carla Surian di 58 anni, titolare dell'agenzia di «Ezzelino Viaggi Tour» dell'Arcella, è stata rinviata a giudizio per simulazione di reato. A scoprire il raggiro è stata la polizia stradale di Ancona. La ricostruzione della donna, che sosteneva di essere stata aggredita in un sottopasso che collega due aree di servizio dell’A14 in territorio abruzzese, non aveva convinto gli agenti, che non avevano trovato riscontri alla sua versione. Per colpa della donna, i 48 anziani - che avevano versato mille euro a testa per le loro vacanze - si sono visti respingere dall’albergo che li avrebbe dovuti ospitare, dato che ai titolari della struttura non era arrivato neppure un centesimo. (Ansa)
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/23-novembre-2010/incassa-quote-vacanze-finge-essere-stata-rapinata-1804226095853.shtml


Oppure:

L'INDAGINE
Finti poveri in Bmw chiedono i buoni mensa ma vivono nelle ville
Venezia, uno su tre bara sul reddito Isee
VENEZIA — C’è chi chiede contributi per l’affitto vivendo in case singole a tre piani e chi compila i moduli per la richiesta dei buoni mensa per il figlio salvo presentarsi poi al comando provinciale della Finanza alla guida di una Bmw X3. Sono solo due dei casi eclatanti di dichiarazioni irregolari che le fiamme gialle hanno dovuto sbrogliare nei primi mesi del 2010. False dichiarazioni, su redditi e proprietà, per accedere (truccando l’Isee, l’indicatore della situazione economica e patrimoniale) a tariffe agevolate per mense, asili e in alcuni casi anche ai contributi per l’affitto. E a farlo, quest’anno in provincia di Venezia, è un dichiarante su tre. Una rapida ascesa per i furbetti della dichiarazione, che solo lo scorso anno sempre in provincia erano 1 su 5, con 28 casi di irregolarità rilevati dalla Guardia di finanza per il 2009 a fronte di 156 controlli. Nell’anno in corso invece in undici mesi le posizioni irregolari sono già 49, su 135 controlli effettuati.
«Circa il 36% e quindi più di una dichiarazione su tre è irregolare— spiegano dal Comando provinciale della Guardia di finanza — ma non tutte le irregolarità sono dello stesso tipo, in alcuni casi si tratta anche solo di errori formali, in altri di dichiarazioni irregolari al di sotto della soglia dei 4 mila euro (e quindi con pena soltanto amministrativa). I casi di denuncia penale vera e propria sono al massimo una decina». Nove i comparti controllati: il Lido di Venezia (4 posizioni irregolari su 11), il centro storico (4 posizioni irregolari su 11), Mestre (10 posizioni irregolari su 10), Mirano (1 irregolare su 17), Caorle (nessun irregolare su 29), Jesolo (1 irregolare su 14), Portogruaro (14 irregolari su 14), San Donà di Piave, (13 irregolari su 16) e Chioggia (2 irregolari su 13). E nel panorama dei redditi ritoccati, però, nel 2010, gli uomini del comandante provinciale delle fiamme gialle, Walter Manzon, hanno eseguito nuovi controlli, attivati su richiesta diretta dei Comuni.
«Abbiamo all’attivo 25 protocolli d’intesa aperti con altrettanti Comuni della provincia — spiega Manzon —. Oltre a quelli richiesti espressamente dalle amministrazioni, però, facciamo sempre dei controlli random tra chi richiede agevolazioni. E se ne vedono spesso delle belle, i casi eclatanti sono molti. Anche il fenomeno degli evasori totali, però, in provincia, è ancora troppo diffuso». E infatti il dato delle dichiarazioni «false» sembra peggiore quest’anno anche nei controlli effettuati tra chi non richiede agevolazioni. «Il numero degli evasori totali rimane molto alto, anche se il contrasto all’evasione funziona in modo sempre più attivo e con metodi sempre più efficaci — aggiunge Manzon —. Recentemente abbiamo migliorato il sistema del controllo, affinando le possibilità di incroci tra le banche dati. Purtroppo però il fenomeno sembra rigenerarsi di continuo». E proprio nell’ottica dei controlli a tappeto, per evitare che falsi non abbienti prendano il posto, negli aiuti comunali, di famiglie realmente bisognose, sono sempre più numerosi i protocolli d’intesa siglati dalle amministrazioni comunali con le fiamme gialle. Venticinque nel 2010 in provincia di Venezia (erano 21 nel 2009) e molti altri sono partiti ex novo anche a livello regionale (nel 2009 avevano firmato 38 Comuni del Padovano, 29 del Vicentino, 10 del Rodigino, 3 del Trevigiano, 3 del Veronese e 1 del Bellunese).
Alice D’Este

22 novembre 2010

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2010/22-novembre-2010/finti-poveri-bmw-chiedono-buoni-mensa-ma-vivono-ville-1804218366491.shtml

Possono solo attendersi una truffa come è probabile che molte dichiarazioni di alluvionati (specie le autodichiarazioni) siano solo delle truffe orchestrate per attingere ad un’aspettata (e improbabile) fonte di guadagno.
E vorreste che arrivino degli “aiuti”?
Semmai del denaro dovesse arrivare, saranno i truffatori o gli amici degli amici, ad incamerare i soldi, non certo i “propagandati di Bossi” che credono in babbo natale, il Gesù in croce, la provvidenza divina e che trasformano in regalo di Gesù o della provvidenza i guadagni dei loro imbrogli e delle loro truffe.
Molto di quel denaro sarà inglobato dalla chiesa cattolica che come un caimano vorace in Regione Veneto ha i suoi rapporti di amici degli amici: compreso quello che chiama Scola “sua eminenza” e nemmeno se ne vergogna!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

23 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Ennesimo omicidio della sétta dei cattolici nel trevigiano: quando smetteranno di violentare i bambini e spingerli, da adulti, al suicidio?


Continua il massacro dei cittadini delle sétte cristiane.
L’attività dei vescovi di violentare i bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso e sottraendoli alla consapevolezza di essere dei cittadini con diritti, li porta alla disperazione, una volta adulti, in quanto incapaci di affrontare le contraddizioni della loro vita.
I sacrifici umani dei cristiani vengono silenziati e quasi mai se ne ha notizia.
Spesso le vittime dell’odio cristiano sono persone senza un nome: numeri nel coacervo dello stragismo cristiano che manipolando le persone pone le basi per la disperazione psichica.
Riporto la notizia, non della persona che si è uccisa, ma di un numero del coacervo delle stragi della setta dei cattolici capitanata, oggi, da Gardin.


SI GETTA DAL QUARTO PIANO
Si tratta di una 65enne di Castelfranco. A ritrovarla priva di vita il genero

22-11-2010

CASTELFRANCO – Si è avvicinata alla finestra della propria camera da letto al quarto piano del palazzo in cui vive lasciandosi cadere nel vuoto.
La donna, una 65enne nativa di Villorba ma residente in borgo Treviso a Castelfranco, è morta sul colpo.
A ritrovare il corpo privo di vita è stato il genero della donna, un 43enne. L’anziana era finita nel piazzale interno del palazzo, nel punto che fa accedere ai garage. Il genero ha dato l’allarme, ma la donna era morta praticamente sul colpo.
Non è rimasto altro da fare che portare la salma in obitorio.
L’anziana, secondo quanto appurato dai carabinieri intervenuti sul posto nei minuti successivi al ritrovamento del cadavere, soffriva di una grave depressione.
Matteo Ceron
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/si-getta-dalla-camera-da-letto-al-quarto-piano-30587

E’ il terrorismo sessista cristiano.
La feroce guerra che i cristiani hanno messo in atto contro il sesso e la sessualità delle persone li rende responsabili di genocidio.
La feroce guerra che i cristiani hanno messo in atto contro i corpi e il diritto di aborto e di gestione del proprio corpo, li rende responsabili di genocidio.

E’ la setta criminale dei cattolici che separa le persone dalla società civile, le priva dei diritti sociali, ne saccheggia la sanità e l’istruzione pubblica e costruisce la miseria nel paese.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

23 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 19 novembre 2010

I veneti che si sentono i padroni delle persone: come il Gesù dei cristiani!


I veneti sono superstiziosi e sono fra i maggiori fruitori della superstizione cattolica: terrorizzati davanti al padrone, violenti con i più deboli!
---
L’episodio di oggi a Treviso chiarisce che i Veneti, tendenzialmente, sono dei vigliacchi: prepotenti con i più deboli e piagnoni e leccaculi con i più forti.
Come insegna loro il criminale in croce che imitano.
Un libro scolastico gli ha definiti “imbranati”? Però quel libro sbaglia. Diciamo che per gli interessi sociali i veneti sono dei “mona”, ma dal punto di vista delle relazioni umane sono dei vigliacchi.
Gentilini non è un individuo a sé che incita all’odio sociale, ma Gentilini è il prodotto di un ambiente: quello dei vigliacchi!
Se questa donna lo ha rivelato candidamente, in realtà i veneti hanno imparato a velare la loro vigliaccheria con parole di circostanza, salvo a mettere scritte pseudo-naziste, come quella de “il volo rende liberi” o invocare la fucilazione per dei “reati” ridicoli rispetto a quelli che commettono violentando bambini e costringendoli in ginocchio davanti al criminale in croce per trasformarli in tanti nazistelli.
Riporto la notizia:



Treviso, cane ferisce bambina macedoneLa padrona: "Credete ad una straniera?"
"Credete ad una straniera e non a me che sono trevigiana?". Queste le incredibili parole rivolte ali agenti di una volante dalla proprietaria di un labrador che poco prima, mentre giocava con una bimba macedone di 4 anni, aveva fatto cadere a terra la piccola. Nulla di grave per la bambina che si è procurata solo un piccolo ematoma alla testa come verificato dai medici del Pronto soccorso che l'hanno subito dimesso


TREVISO. "Volete credere ad una straniera bugiarda e non dar retta a me che sono trevigiana?" Gli agenti di una volante si sono sentiti apostrofare così dalla proprietaria di un cane, un cucciolo di labrador che poco prima, mentre giocava con una bimba macedone di 4 anni incrociata per strada insieme alla madre, aveva fatto cadere a terra la piccola procurandole un ematoma al volto. Nulla di grave per i medici del Pronto soccorso, che hanno subito dimesso la bambina. Ma i genitori, indispettiti dall'indifferenza della proprietaria del cane, hanno rintracciato la sua residenza e hanno chiamato la polizia reclamando anche i danni per il giubbotto rovinato della piccola. In un primo momento la signora trevigiana ha cercato di negare l'accaduto, poi di fronte alle contestazioni degli agenti ha protestato con tono 'scandalizzato' perchè i poliziotti attribuivano alle parole di immigrati la stessa credibilità delle sue affermazioni. Ora spetterà ai genitori della piccola macedone decidere se se sporgere querela nei confronti della signora trevigiana.

19 novembre 2010

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/19/news/treviso-cane-ferisce-bambina-macedone-la-padrona-credete-ad-una-straniera-2776584


Dal punto di vista morale i veneti hanno atteggiamenti squallidi e vili. Ovviamente questo non riguarda tutti i veneti come persone, riguarda l’ambiente educativo e morale in cui i veneti crescono e al quale i veneti non si ribellano, ma riproducono nei loro figli.
Proprio perché io sono veneto riesco a riconoscere la vigliaccheria dei comportamenti dei miei corregionari. Se io non fossi Veneto mi farei ingannare dalle apparenza, ma so perfettamente che quando parlo di morale e di etica con un Veneto, la prima cosa che mi chiedo: dove sta tentando di fregarmi? Il veneto o si toglie il cappello e si sottomette o pretende di essere il vostro padrone: come ha preteso questa signora, davanti a dei poliziotti, di essere la padrona della bambina.
Come adoratori del criminale in croce i veneti non ritengono né di avere dei doveri né di dover rispettare gli altri.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

19 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 18 novembre 2010

Perché condivido il fucilare di Leonardo Muraro; perché mi fa schifo quello che ha detto Leonardo Muraro!


Sono idealmente d’accordo con Leonardo Muraro della Provincia di Treviso: certi personaggi andrebbero fucilati per il loro odio sociale e per gli attentati alla Costituzione della Repubblica. Come Gobbo e Gentilini che incitano all’odio sociale o Angelo Scola che violenta bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso o magistrati torturatori come Fojadelli o Mastelloni Ugolini Rita, Pietro Calogero, Palombarini, Casson, Pisani, Ferrari, o come Zaia che chiama “eminenza” Angelo Scola umiliando ed offendendo i Veneti.
Sono d’accordo con Leonardo Muraro che i Questori che non rispettano la legge, ma impongono sopra la legge la loro personale interpretazione che viola la Costituzione, andrebbero fucilati.
E se continuassi di sto passo, le persone che fucilerei occuperebbero un elenco di centinaia e centinaia di pagine scritte fitte fitte.
Chi è lo sciacallo?
Quello che ruba due oggetti di scarso valore o quello che ruba milioni di euro ai risparmiatori?
Forse, al di là delle mie predilezioni, data dalla mia esperienza, ciò che fa vomitare è l’attività di Muraro che mette in atto la violenza nei confronti dei bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso e sottratti dal diritti Costituzionali per sottometterli ad un dio padrone.
Forse l’unico da fucilare è Muraro e qualche decina di esponenti del suo partito, qualificabili come dei vigliacchi che violano le leggi e la Costituzione con l’aiuto della Polizia di Stato e dei Magistrati. Ma forse anche questa non sarebbe una soluzione visto che dei delinquenti sarebbero trasformati in martiri. Gente come Muraro e compagni che aggrediscono il barbone che vuole dormire sotto il ponte o la questuante che chiede elemosina, possono solo essere indicati ad oggetto di disprezzo: ma questa è l’ideologia delle Lega: aggredire la popolazione in difficoltà per assicurarsi voti.
L’ideologia di Muraro è ben nota e ha la sua origine negli insegnamenti di Gesù nei vangeli. Il suo disprezzo per le persone è ben noto e i bambini vengono violentati e costretti a recitare continuamente il disprezzo per le persone e per la vita:

http://www.federazionepagana.it/padrenostrosantificatotuonomevangeloluca.html

Era una pratica conosciuta nel medioevo che si pensava bandita con le società moderne, ma i vigliacchi la rispolverano continuamente perché solo in quel modo possono riaffermare sé stessi.
Riporto l’articolo:

LA DICHIARAZIONE AD ANTENNATRE
Muraro: gli sciacalli del maltemposono da fucilare sul posto
Treviso, il presidente della Provincia di Treviso: «Bisognerebbe ripristinare la legge marziale». Tre serbi denunciati dopo aver razziato case alluvionate
TREVISO - Il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro (Lega Nord) ha parlato di «fucilazione» e «legge marziale» commentando il caso dei tre serbi denunciati dalla polizia con refurtiva razziata nelle case alluvionate del Padovano. Ospite della trasmissione «La Voce del Mattino» di Antennatre Nordest, Muraro, riguardo ai tre, esprimendo esasperazione ha detto: «Andrebbero lasciati ai padovani! In questi casi sarei per la fucilazione. Darei alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto dei colpevoli». L’esponente leghista, al conduttore Fabio Fioravanzi che lo ha invitato a riflettere sulle sue affermazioni, ha ribadito: «Sì, sono in questi casi per la pena di morte. In altri luoghi, in circostanze di analoga gravità, si applica la legge marziale. Si potrebbe fare anche qui». (Ansa)
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/politica/2010/18-novembre-2010/muraro-sciacalli-maltempo-sono-fucilare-posto-1804197459968.shtml

Il problema è che quando si comincia a fucilare si sa quando si comincia, ma non si sa quando si finisce.
Per queste affermazioni criminali di Muraro è necessario ringraziare Fojadelli, il Questore di Treviso e il Prefetto di Treviso che si sono dimenticati del loro ruolo Istituzionale per ingiuriare e insultare tutti i cittadini. Non sono loro, forse, che hanno aiutato Gentilini, sia direttamente che indirettamente ad aggredire chi è di religione musulmana spargendo odio religioso? Non sono loro che hanno aiutato in quell’attività vantata da Gentilini di macellare le persone nei campi Rom?
Hanno insultato gli italiani disonorando l’Istituto che ricoprono.
E' più importante mettere le premesse per costruire un futuro fra tre generazioni che non togliersi la soddisfazione di veder morti questi criminali. Tanto: fra qualche anno saranno tutti morti e non tutti faranno una bella morte. L'ictus, il cancro, la demenza, si possono anche "non augurare", ma sono nell'ordine delle cose. E' come per il mio torturatore, La Barbera, uno dei macellai di Genova. Da vigliacco ha vissuto e da demente è morto.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 16 novembre 2010

Continua la saga dei suicidi in Veneto, a Portobuffolé si è impiccato con una sciarpa.


Se ancora una volta, anche oggi, qualcuno si ammazza, è possibile che i giornalisti continuano lo sporco gioco di rendere i casi di suicidio come dei casi isolati o personali?
I drammi sono personali, ma la spinta che spinge le persone al suicidio è una spinta sociale, educativa. Si tratta di un dramma nella Regione Veneto.
Aveva 41 anni e si è ucciso per amore?
A 41 anni?
Depresso, disperato, incapace di affrontare la sua vita costretto con la violenza a non appropriarsi degli strumenti etici, morali, giuridici, con cui affrontare la quotidianità tanto da ammazzarsi?
La malattia è sociale ed è la malattia del Veneto che viene indotta nei ragazzi dalla chiesa cattolica. La chiesa cattolica con la sua violenza impone ai ragazzi di rinunciare al loro senso critico della realtà in cui vive e imitare quel cristo che impone loro costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

Ammettiamo, solo per un attimo, che questa persona di Portobuffolé si sia comportato con la donna per la quale sembrerebbe, per ora, come ipotesi (anche se la malattia psichiatrica da delirio di onnipotenza che spinge alla depressione è più probabile e sempre che qualcuno non lo abbia ucciso), i contorni sono ancora oscuri e stanno indagando i Carabinieri.
Anche se le notizie dicono che si sia ucciso nella notte all'interno della ditta Torniveneta di Portobuffolè in cui lavorava.
Si sia comportato come Gesù insegna a comportarsi nel vangelo di Luca e che, come bambino, non abbia avuto la capacità critica di mettere in discussione quel comportamento:

http://www.federazionepagana.it/satanapiccolimillantarevangeloluca.html

Va da sé che fare lo “sborone” può certamente aiutare a rompere timidezza e imbarazzo, ma quando l’imitazione di Gesù diventa adesione comportamentale senza avere la capacità critica dello Stregone il fallimento delle relazioni è assicurato.
A questo punto è facile ipotizzare che a quarantuno anni si siano accumulati parecchi fallimenti esistenziali dal momento che la violenza dei cattolici avviene sui bambini, quando non hanno nessuna capacità critica e vengono abbandonati dai genitori che, cattolici loro stessi, aiutano il prete cattolico ad annientare il futuro del loro figlio.
Riporto la notizia del suicidio di Portobuffolé:


PORTOBUFFOLÈ, 41ENNE SI UCCIDE PER AMORE
Forse una delusione amorosa alla base del gesto.


16-11-2010
PORTOBUFFOLE' - Sono ancora poco chiari i contorni di una vicenda accaduta qualche ora fa a Portobuffolé. Un 41enne del luogo, R.D.M., si sarebbe tolto la vita in un'azienda di levigatura e verniciatura in zona industriale.
I particolari della vicenda sono ancora pochissimi; l'allarme è scattato stamane: sul luogo ovviamente ambulanza e forze dell'ordine. Il corpo dell'uomo sarebbe stato trovato senza vita.
Pare che il decesso sia sopravvenuto per impiccagione avvenuta con una sciarpa, anche se il particolare non è stato ancora confermato. Si tratta di una vicenda ancora con parecchi lati oscuri: non si sa ancora il motivo dell'estremo gesto. Si ipotizzia una storia d'amore finita male alla base del tragico gesto.
Pare che l'uomo avesse vissuto anche a Oderzo, per poi tornare nel pordenonese.
Sul posto si sta cercando di ricostruire l'episodio.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/portobuffole-42enne-si-suicida-30401


Noi che siamo seduti sulla riva del fiume della vita sappiamo che oltre a questo altri cadaveri continueranno a galleggiare su quelle acque. E’ inevitabile. La disperazione è fortemente voluta dalle Istituzioni che sperano, compiacendo la chiesa cattolica, di avere in questo modo, un pacchetto di voti: e poi, per favore, non si faccia finta di non vedere dove sta la mafia in Veneto o, se preferite, le relazioni mafiose che saccheggiano la società civile.
Da Il gazzettino apprendiamo come questa persona che si è ammazzata apprendiamo come vivesse in un vuoto esistenziale assoluto:

“frequentano il Bar Ristorante Battistella, situato di fronte alla provinciale, dove l'uomo pranzava ogni giorno. Aveva trascorso la serata di lunedì giocando a carte in un’enoteca di Ghirano assieme al suo titolare.”
Aveva come amico il titolare, era dunque, uno schiavo perfetto.
Apprendiamo, sempre da Il Gazzettino come fosse vuoto di impegno sociale e civile che non fosse un asservimento all’omologazione imposto dalla chiesa cattolica:

“Rudi De Marchi era molto conosciuto. «Da ragazzi - ricorda il sindaco Diego De Marchi - abbiamo giocato assieme a pallone. Aveva un carattere solare, vivace. Sono addolorato, non avrei mai immaginato un gesto del genere». «Non abbiamo parole - dicono alla P.M.C. - era un dipendente di fiducia, il responsabile della verniciatura. Aveva le chiavi, ecco perché è potuto entrare. Una persona vivace, socievole, a noi non aveva manifestato segnali di depressione o preoccupazione». «Non ho parole - dice il titolare del ristorante Battistella - Veniva a pranzo da noi tutti i giorni».”

Un asservimento che se da un lato lo inseriva nella logica del paese Veneto legato al controllo militare del cattolicesimo, dall’altro lo spingeva verso il vuoto esistenziale che lo costringeva a cercare delle valvole di sfogo emotivo che il paese stesso non era in grado di fornirgli.
Apprendiamo da Il Gazzettino che:

“Sposato e padre di una bambina di 10 anni, De Marchi si era separato molto tempo fa. Dal 2004 al 2006 aveva abitato a Oderzo, in via Martini. Pare che negli ultimi tempi vivesse sempre ad Oderzo, in un appartamento in calle del Toresin. Ma la sua vita, le sue giornate le trascorreva tra il lavoro a Portobuffolè e il tempo libero speso soprattutto nel Pordenonese.”

Era dunque uno schiavo totale senza una propria vita e quando aveva provato a farsela era fallita. Il suo comportamento delinea il classico “sborone” Veneto. Forte e violento perché ha un lavoro, sprezzante contro chi tenta di costruirsi qualcosa fra le difficoltà, ma incapace di costruire una relazione alla pari con l’altro per un cammino comune. E’ l’imitazione del Gesù appreso nella parrocchia sia direttamente che indirettamente in quanto veicolato dai comportamenti dei Veneti che si sono dimenticati di essere dei cittadini per trovare la loro collocazione nella dimensione relazionale dello schiavo-padrone. Quella relazione in cui era chiuso è diventata la prigione del suo inesistente futuro.
(notizie specifiche prese da Il Gazzettino in web)

Da qualche giorno sembra che i suicidi siano aumentati, anche se sono convinto che la stampa ha invece deciso di dare qualche notizia in più.
17 novembre 2010

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 15 novembre 2010

Continua la saga dei suicidi in Veneto: è già il secondo al Lido di Venezia in pochi giorni


E’ già il secondo che si suicida in pochi giorni al Lido.
E cosa diranno di questo? La ragazza lo ha lasciato?
Ha perso il lavoro?
La stampa ha smesso da molto tempo di cercare le cause degli eventi.
Questa malattia che serpeggia per il Veneto è quanto di più atroce si possa immaginare.
Si chiama crocifisso; si chiama educazione cattolica; si chiama terrore imposto a ragazzi indifesi e costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso; ragazzi costretti a rinunciare ai loro diritti Costituzionali perché qualcuno glieli vuole vende. Ragazzi che sono stati disarmati davanti alla vita anche se si tratta di un trentanovenne e, parlare di ragazzo, mi sembra ridicolo.
Fabio Valdo è volato nel vuoto. Qualcuno si impicca, qualcun altro si spara, qualcun altro ancora va a schiantarsi con l’automobile.
La responsabilità è tutta dei preti cattolici che pur di trasformare le persone nel gregge che segue loro che si identificano col “buon” pastore, distruggono la vita delle persone seminando odio e angoscia.
Riporto la notizia:

L'addio su Facebook, poi il salto nel vuoto


VENEZIA. L'ultimo messaggio su Facebook lo ha postato sabato sera. Diceva: "alla prossima..." e linkava una canzone, Kaos. Voleva dire, "alla prossima vita". Fabio Valdo, 39 anni, musicista rap del Lido, anima di gruppi musicali, si è ucciso lanciandosi dalla finestra del suo appartamento, al settimo piano di un condominio frontemare.Portiere d'albergo a Venezia, la scorsa settimana si era licenziato all'improvviso e senza dare spiegazioni. I datori di lavoro avevano cercato di capire, ma Fabio non aveva voluto dire nulla. Pare che da qualche tempo soffrisse di depressione. Alcuni giorni fa, sempre su Facebook, aveva scritto: "al mio funerale voglio tanti amici, tanta musica e birra per tutti".Valdo aveva fatto parte del gruppo Minoranza Rumorosa, e poi aveva fondato il duo Gustavo e Paina. Per un periodo aveva gestito un negozio di dischi in centro al Lido, il MareMusica; ma i conti non tornavano e aveva dovuto chiudere.Decine di messaggi di addio di Facebook. Molti si chiedono il perché del gesto, un amico scrive: "che la tua musica rimbombi tra le stelle".

15 novembre 2010

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/11/15/news/l-addio-su-facebook-poi-il-salto-nel-vuoto-2746972

Quando qualcuno si rifugia su Facebook e in Facebook cerca amicizia, è già un disperato della vita.
Ed è sempre il solito discorso, noi che siamo sulle rive de fiume della vita guardiamo passare i cadaveri che il dio dei cristiani produce per la propria gloria.
Lui è la “verità angosciante di un’esistenza fallita.
Vi invito a leggere un diverso catechismo, quello della Religione Pagana come la pagina:

http://www.religionepagana.it/catechismoreligionepagana09.html

Perché se non riuscite ad intuire che la vita non è “il mondo descritto dalla ragione”, ma è il mondo delle emozioni che regola le relazioni fra le persone, allora siete fermi alla pazzia di un criminale che va farneticando: “In verità, in verità vi dico...” e, con questo, state preparando i vostri figli al fallimento della loro esistenza.


16 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 14 novembre 2010

Si suicida il poliziotto; si suicida l'imprenditore; drammi individuali prodotti da condizioni sociali. Ma a nessuno frega niente.


Stando sulla riva del fiume se ne vedono di cadaveri.
Alcuni afferrano la compassione del veggente perché muoiono con passione o hanno vissuto in com-passione della loro società.
Altri li vedi scorrere come cadaveri di persone vittime di forze oscure, il cristianesimo, che li ha travolti rendendo inevitabile il loro suicidio.
Altri li vedi scorrere come degli “sboroni” che si suicidano dopo il fallimento del loro delirio di onnipotenza.
Tutti sono malati.
Tutti sono incapaci di vedere il loro futuro.
Mi è capitato di andare in un ospizio di persone anziane e di vedere come la vita si spegne un po’ alla volta. Mi è capitato di vedere vecchi che si consumano nel nulla e alcuni corpi luminosi che fluttuavano in corpi di vecchi, muti e assenti, che costruiti nel corso della vita attendevano di nascere.
Ed è la morte, la morte che temono gli arroganti, gli sboroni, gli onnipotenti, criminali che si sono separati dalla società e che si ergono a predatori della stessa, sia quando fanno gli imprenditori, i poliziotti, i magistrati, gli amministratori pubblici o occupano qualche ruolo sociale dal quale si ergono al di sopra della società, sputando sul bisogno di giustizia dei cittadini che i cittadini stessi invocano nei loro confronti.
Seduti sulla riva del fiume passano i cadaveri del fallimento esistenziale e noi assistiamo all’evento. Non possiamo far altro. Potremmo dire alle persone come costruire il loro corpo luminoso, ma alle persone non interessa. Loro sono create ad immagine e somiglianza del loro dio, vivono la loro onnipotenza ora e si sentono forti, immortali. Solo che ignorano che il mondo è fatto di soggetti consapevoli che progettano a loro volta. Ignorano che oggi si costruiscono i dopo-sci, ma fra venti anni la gente non li compra più nella stessa misura. Ignorano che oggi si chiedono i parchi per i bambini, ma fra venti anni, quando la Polizia di Stato ha diffuso l’uso dell’eroina per controllare i giovani, i parchi saranno pieni di tossici disperati e allora sarà la mafia, grande o piccola, a continuare il lavoro della Polizia. E cosa si è ottenuto? Persone disperate.
Imprenditori, poliziotti, tossicomani, sono tutti aspetti del medesimo problema sociale.
Ognuno nasce solo e muore solo, ma vive e semina nella società in cui nasce.
Intanto leggiamo:




Imprenditore suicida per la crisiIl figlio: colpa dei cinesi
Un altro piccolo imprenditore trevigiano ha pagato con la vita il peso della crisi. Santo Sergio Merlo, 71 anni, fondatore del calzaturificio "Emmevi" di Caerano, si è gettato nel canale Brentella. Nel giugno scorso aveva dichiarato fallimento.


Santo Sergio Merlo aveva fondato il suo calzaturificio nel 1972. Si era specializzato in dopo-sci, che esportava in tutto il mondo. Ma gli ultimi anni di crisi, che hanno flagellato il distretto dello sport system trevigiano, gli sono stati fatali. In giugno è stato costretto a portare i libri in tribunale e a licenziare gli ultimi dieci dipendenti. Un colpo che non ha saputo sopportare. "L'azienda era tutta la sua vita - dice il figlio - lo hanno stroncato la concorrenza cinese e il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti".


Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/13/news/imprenditore-suicida-per-la-crisi-il-figlio-colpa-dei-cinesi-2733299


Le notizie sono scarse, la Polizia di Stato si vergogna dei comportamenti dei Poliziotti stessi. Preferisce nascondere i propri problemi per meglio aggredire i cittadini. Così i drammi restano confinati nell’individuale, ma il problema che li genera è sociale e la Polizia di Stato, come sempre accade, scappa davanti ai problemi per pura vigliaccheria. Non sto parlando del problema del “rapinatore”, sto parlando dei problemi veri, quelli che i pistoleros del sabato sera, senza la colt fumante, non sono in gradi di affrontare e quando li esponi ti minacciano dicendo: “Guarda come parli....”
Intanto riposto:


Gorizia: poliziotto suicida con arma d’ordinanza
13 novembre 2010
Il corpo di un poliziotto di 43 anni, in servizio a Gorizia, è stato ritrovato nel primo pomeriggio di oggi nelle campagne di Lucinico, frazione alla periferia del capoluogo isontino. Accanto al corpo, riverso a terra, gli investigatori hanno rinvenuto l’arma d’ordinanza con la quale l’uomo si è tolto la vita.
(fonte Ansa)


Domani, seduti sulla riva del fiume della vita, assistiamo al passaggio di nuovi cadaveri. Lo sappiamo. Questa è la società nella quale viviamo ed è inevitabile che il fiume si riempia di cadaveri. E per favore, per l’imprenditore morto, Sergio Merlo, non diamo la colpa ai cinesi, diamo la colpa al delirio di onnipotenza che la chiesa cattolica gli ha imposto fin dal giorno in cui è nato. I cinesi lavoravano anche nel 1972, il fatto che lui non fosse in grado di prevedere lo sviluppo della Cina e l’impatto della Cina sul suo lavoro, derivava dal delirio di onnipotenza che la chiesa cattolica gli aveva imposto e che annebbiava la sua capacità di giudizio.
Avanti con i cadaveri: il fiume della vita è grande e ci contiene tutti!

Dal momento che non c’è due senza tre, dal Mattino di Padova riporto anche questo suicidio:



Suicida per amore nel suo bar
Gianluca Zaghetto, 36 anni, non dava notizie di sé da due giorni. Ritrovato impiccato a L'isola del Caffè in via Regia

di Enrico Ferro

VIGONZA. Ha scelto di farla finita impiccandosi nel magazzino del suo bar, L'isola del Caffè. Gianluca Zaghetto, 36 anni, residente a Stra in via Fiessetto 3, mancava da casa da due giorni. La tragica scoperta è stata fatta ieri sera proprio dai genitori. Non avendo più notizie si sono messi alla ricerca del figlio, tra Stra e Vigonza. Fuori dal locale di via Regia 68 c'era la sua auto ma la porta del bar era chiusa a chiave dall'interno. Sono entrati comunque, sono scesi al piano interrato, trovandolo esanime nel magazzino. Gianluca Zaghetto si è stretto il filo dell'antenna del televisore intorno al collo, issando l'atro capo del cavo ad una trave in legno. Poi si è lasciato cadere dalla sedia in cui era salito. Non ha lasciato biglietti, né messaggi, anche se chi lo conosce sospetta che il gesto estremo sia stato compiuto per una delusione amorosa. Circa un anno fa infatti il rapporto con la fidanzata era finito. Il trentaseienne non era mai riuscito a superare lo choc e con il passare del tempo era finito nel tunnel della depressione. I genitori lo sapevano e cercavano di stargli vicino. Ma non hanno mai sospettato neanche lontanamente che potesse arrivare a tanto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Pionca, con il comandante Massimo Andreozzi. Secondo quanto accertato dai carabinieri e dal medico legale il ragazzo si trovava lì almeno da un giorno e mezzo. Il barista potrebbe essersi tolto la vita sabato mattina. Il locale era rimasto chiuso sia venerdì che sabato, ma i fratelli hanno detto di non aver visto la sua auto lì davanti. Circostanza che restringe la finestra oraria.Grande lo choc tra gli amici e soprattutto tra gli abituali frequentatori del locale che solo ieri in serata hanno compreso il motivo per cui da due giorni il bar era chiuso, senza alcun avviso. Nel corso degli accertamenti i militari dell'Arma hanno controllato anche il telefono cellulare, alla ricerca degli ultimi messaggi e delle ultime telefonate. Esaminando il registro delle chiamate però sembra che Gianluca non abbia avvisato nessuno dell'intenzione di farla finita. Ha fatto tutto da solo. Ha chiuso le porte del suo bar, dicendo per sempre addio alla vita e a quel mal di vivere che l'aveva assalito da dentro in modo irreversibile. Nei prossimi giorni la salma sarà sottoposta all'esame autoptico nel tentativo di avere ulteriori risposte. Del fatto è stata informato anche il pm di turno della procura di Padova.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/15/news/suicida-per-amore-nel-suo-bar-2740263

Il fiume della vita continua a portarci i cadaveri dei fallimenti dell’esistenza umana.

Purtroppo, l’umana esistenza qualche volta è più squallida di quanto appare. Il suicida per “amore” a Vigonza, qualche giorno fa’ si arricchisce di un nuovo episodio.

Vigonza, trovata morta l'ex fidanzata del barista suicida: è giallo
Gianluca Zaghetto, 36 anni, si era tolto la vita cinque giorni fa impiccandosi nel magazzino del suo bar. Poco prima di mezzogiorno hanno trovato senza vita anche la sua ex fidanzata rumena
18 novembre 2010

Poco prima di mezzogiorno i carabinieri hanno trovato l'ex fidanzata del barista di Busa senza vita all'interno della sua abitazione. La ragazza, 35 anni, rumena, doveva partire per tornare nel suo paese proprio oggi. Un'amica ha suonato al suo campanello senza ricevere risposta, così ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine. Ma una volta all'interno hanno trovato il suo corpo esanime.Domenica sera il suo ex fidanzato, Gianluca Zaghetto, 36 anni, di Stra, è stato trovato senza vita nel magazzino del suo bar, l'Isola del Caffé di via Regia. Ora è giallo. I militari dell'Arma, coordinati dal maresciallo Massimo Andreozzi, stanno cercando di capire cos'è successo.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/11/18/news/vigonza-trovata-morta-l-ex-fidanzata-del-barista-suicida-e-giallo-2768474
E ora provate a dirmi che non sono storie di un Veneto disperato la cui disperazione viene sfruttata da Muraro a Zaia, da Gentilini a Gobbo, da Bitonci a Tosi, per alimentare la spirale della paura.

C’è da chiedersi (e non proprio per burla, ma per Costituzione), perché i carabinieri di Pionca o del Veneziano o del Padovano, non hanno arrestato quelle persone che, pur avendo dei doveri di educazione e costruzione delle persone (genitori, insegnati e quant’altro) hanno omesso i loro doveri e non hanno fornito a questa persona i mezzi adeguati per affrontare la sua vita?
Perché, del futuro delle persone e della società, non frega nulla a nessuno e a noi non resta che rimanere sulla riva del fiume della vita e assistere al passaggio dei cadaveri della disperazione umana che una società corrotta e vile, prostrata davanti ad un criminale in croce, produce continuamente.
NOTA: Modifica 15.11.2010 e modiche successive dal momento che la storia di Vigonza si sta un po’ ingarbugliando data la disperazione che caraterizza i protagonisti.
14 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 12 novembre 2010

Continua la disperazione fra i Veneti grazie alla Democrazia Cristiana ieri e alla Lega e al Popolo delle Libertà (libertà di suicidarsi) oggi.


Suicidi senza età fra i disperati nel Veneto.
Non si tratta solo di casi individuali, ma di espressione di un disagio sociale che viene volutamente ignorato perché la soluzione di quei problemi non è in grado di portare voti a Zaia e ai soci dei partiti che lo sostengono. E gli altri partiti? In fondo stanno al gioco.
Ci si ammazza per una sola ragione: non si percepisce più un futuro possibile.
E’ l’educazione cristiana imposta con al violenza di Istituzioni infingarde e criminali, più tese a preservare il loro potere che non ad essere al servizio dei cittadini.
Il ragazzo e la settantaquattrenne di cui riporto queste brevi note di cronaca: avrebbero manifestato in piazza contro i poliziotti picchiatori? Avrebbero manifestato contro un Fojadelli che si fa gli affari suoi contro i doveri che il suo ufficio impone? Avrebbero protestato contro l’odio sociale di Angelo Scola? No! Non l’avrebbero mai fatto. Non c’erano delle possibilità di un diverso futuro nel loro presente, né avevano nessuna possibilità di aprirsi alle relazioni emotive con il mondo in cui vivevano. L’anziana era già morta quando si è lanciata dalla finestra e il ragazzo aveva già ucciso la sua percezione emotiva.
Il punto è che non sono così perché creati da un dio pazzo e cretino, ma sono stati costruiti così. Sono stati costruiti per chiudersi in sé stessi e ignorare le trasformazioni del mondo in cui vivono senza essere in grado di trarre piacere dalle trasformazioni possibili.
Si tratta di trafiletti di giornale. A chi importa un extracomunitario Moldavo che si impicca?
A nessuno!
Maroni direbbe, un extracomunitario in meno.
Riporto l’articolo:


Ragazzo di 21 anni si suicida davanti all'ex fidanzatina
Dramma a Lido di Venezia: il ragazzo era stato lasciato da qualche giorno e ha deciso di farla finita, dopo il rifiuto a tornare insieme

12 novembre 2010
LIDO. Dramma a Lido giovedì sera, poco dopo le 21. Un ragazzo di 21 anni, moldavo, si è impiccato con la cintura alla terrazza del Blue Moon. Il giovane, qualche giorno prima, era stato lasciato dalla fidanzatina di 15 anni, moldava anche lei, dopo un amore durato cinque mesi. L'altra sera, in compagnia di un'altra amica, ha cercato di far cambiare idea alla ragazzina, senza riuscirci. A quel punto il ragazzo è salito sulla terrazza del Blue Moon, si è stretto la cintura al collo, l'ha legata alla struttura e si è lanciato nel vuoto. Inutili i soccorsi

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/11/12/news/ragazzo-di-21-anni-si-suicida-davanti-all-ex-fidanzatina-2726086


E l’anziana?
Anziana a 74 anni? Non diciamo fesserie. Disperata sì, ma anziana no!
Quali piaceri della vita gli erano rimasti?
Chiusa in sé stessa con rapporti familiari chiusi nell’orrore che gli ha imposto il cattolicesimo. Una vita fra orrore del dovere e negazione del piacere.
Negazione dei rapporti col mondo e solitudine che ha prima distrutto la sua capacità di aprirsi al mondo e poi l’ha divorata in un’inutilità di un’esistenza costretta nel servilismo e nell’obbedienza.
Le persone muoiono perché la morte è l’inevitabile fine della vita. Ma come muoiono è responsabilità di una società sottomessa, obbediente e deformata dall’odio imposto dal crocifisso davanti al quale viene stuprata la vita delle persone.
Riporto il trafiletto della notizia:


Treviso. La solitudine uccide: anziana

prende barbiturici e si butta dalla finestra
Alla periferia della città una 74enne ha deciso di farla finita

La sorella era in casa di riposo, i contatti con i vicini molto rari

di Bruno De Donà

TREVISO (8 novembre) - Depressa, sola, con l’unico aiuto di una quantità di pillole di barbiturici. Ha aperto la finestra e s’è buttata. L’ha fatta così finita. Un cupo dramma della solitudine, quello consumatosi ieri alle 12 in viale Italia, in quartiere Santa Bona a Treviso. Ne è stata protagonista la settantaquattrenne A.V., deceduta nel primo pomeriggio all’ospedale di Ca’ Foncello per le ferite riportate nella caduta.A quanto si sa la donna, dopo l’entrata in casa di riposo della sorella, non aveva più un riferimento familiare. Tutt’al più, per sfuggire alla morsa dell’isolamento che l’aveva ormai stretta, qualche volta era ospitata a pranzo dai vicini. Finchè non ce l’ha più fatta ed ha deciso di chiudere con un quotidiano divenuto insopportabile. Quando l’ambulanza e la polizia sono arrivati il corpo giaceva riverso sull’asfalto. Un volo di vari metri dal secondo piano.Per entrare nell’appartamento gli agenti son dovuti passare dalla finestra. Lì appresso stava la sedia sulla quale l’anziana era salita per accingersi al gesto estremo. Ma qualche dubbio sull’accaduto alla polizia rimaneva ancora. Non si poteva infatti escludere che qualcuno si fosse introdotto in casa spaventando la donna e inducendola a cercare una via di scampo. Ma la porta era chiusa dall’interno. Quando è stata trovata la chiave tutto è apparso chiaro. L’anziana aveva voluto davvero farla finita.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=125857&sez=NORDEST

Si tratta del Veneto disperato che produce disperazione e chiude le persone nella disperazione. Di questo sono responsabili le Istituzioni che preferiscono l’aggressione alle persone che non obbedire alla Costituzione della Repubblica. Preferiscono violentare le persone che non obbedire ai loro doveri.
Come ho già detto fino alla nausea, noi che ascoltiamo la disperazione dei veneti in un ambiente costruito sull’odio del criminale in croce, sulla riva del fiume della vita assistiamo allo scorrere dei cadaveri che l’odio sociale ha prodotto.

12 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 11 novembre 2010

Caccia in deroga e l'illegalità del TAR del Veneto: l'Europa condanna l'Italia. Una sentenza che dimostra l'illegalità dei provvedimenti in Veneto.


Le foto sono quelle della manifestazione al TAR di Venezia in occasione della richiesta di rigettare la delibera della Regione Veneto sulla Caccia in Deroga. Come è noto il TAR del Veneto legittimò la rapina che la Regione Veneto fa nei confronti del patrimonio collettivo dei volatili. Oggi l'Europa ha detto che anche questi magistrati hanno sbagliato non rispettando le leggi.
---
Che la Regione Veneto legiferasse in maniera illegale e più attenta agli interessi di gruppi pseudomafiosi sul territorio che non alla legge e alla legalità, era risaputo. Ora, anche grazie agli atti criminali di Lombardia e Veneto che cercano di accontentare gli elettori di amministratori incapaci e incompetenti, gli italiani saranno costretti a sborsare molti soldi di multa.

Così veniamo a sapere che l’11 novembre 2010:

«Caccia: oggi l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea». Lo comunica Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, appresa la notizia della sentenza odierna. Secondo quanto stabilito dai giudici, riuniti a Lussemburgo, la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare la direttiva 79/409/Cee.


E mentre questo avveniva, il TAR del Veneto appoggiava le decisioni, anche se illegali e criminali, della Regione Veneto consentendo la caccia indiscriminata in deroga anche se la caccia in deroga è consentita solo per:

“E la possibilità di autorizzare campagne di abbattimento straordinarie, in deroga, appunto? «Il regolamento europeo prevede che i Paesi membri possano vararle nell'interesse della salute e della sicurezza pubblica nonché della sicurezza aerea; per prevenire gravi danni all'agricoltura, per la protezione della flora e della fauna e, in secondo luogo, ai fini della ricerca e dell'insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione. Ma si parla sempre di interventi rigidamente controllati e di piccole quantità».Invece? «Lo Stato italiano, nell'articolo 19 bis della legge sulla caccia, la 157 del '92, ha istituito un procedimento di controllo di legittimità delle deroghe a livello regionale sostanzialmente inefficace e intempestivo.”

(Tratto da Brescia oggi)

Le proteste in Veneto per una legge illegale fatta da Zaia al fine di saccheggiare il territorio si erano fatte sentire davanti al tribunale del TAR che ha preferito, con la sua sentenza, offendere i cittadini che chiedevano giustizia per i loro interessi offesi.
Riporto l’articolo dell’Arena di Verona:


La Corte europea condannala caccia in deroga in Veneto
La Corte europea di giustizia ha condannato l’Italia per la legge della Regione Veneto sulla caccia. Poichè la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici, senza rispettare le condizioni stabilite dalla direttiva 79/409/Cee, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana, si legge nella sentenza, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti.


La Corte europea di giustizia ha condannato l’Italia per la legge della Regione Veneto sulla caccia. Poichè la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici, senza rispettare le condizioni stabilite dalla direttiva 79/409/Cee, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana, si legge nella sentenza, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti. Secondo i giudici europei, la quantità di uccelli delle specie che possono essere cacciate in base alla legge regionale 13/2005 «sono comunque nettamente superiori al limite indicato dalla direttiva». La determinazione delle quantità «effettuata sulla base di un dato aleatorio», cioè il fatto che non tutti i cacciatori cacceranno le specie oggetto della deroga, «non risponde alle esigenze scientifiche e non rispetta il principio di certezza del diritto», rilevano i giudici Ue. Alla Corte del Lussemburgo aveva fatto ricorso la Commissione. Per l’esecutivo Ue, la legge della Regione Veneto non era conforme alla direttiva sotto vari aspetti. Anzitutto, rilevava l’eurogoverno, indicherebbe esplicitamente le specie di uccelli che possono costituire indifferentemente oggetto di una deroga (passero, passera mattugia, cormorano, fringuello, peppola, storno e tortora dal collare orientale). Ma, osservava la Commissione, le prime cinque specie menzionate non sarebbero elencate nella direttiva, mentre le ultime due, sebbene indicate, non potrebbero essere cacciate in Italia. Le specie di cui è autorizzata la caccia sarebbero inoltre identificate «in via generale ed astratta e senza limiti temporali». Oggi la Corte ha sostanzialmente dato ragione alla Commissione. Nel luglio scorso i giudici Ue avevano condannato l’Italia anche per la legge applicata in Lombardia che autorizzava, in deroga, l’attività venatoria a quattro specie protette: fringuello, peppola, pispola e frosone.
Tratto da:

http://www.larena.it/stories/Home/200023_la_corte_europea_condannala_caccia_in_deroga_in_veneto/


Riporto parte della sentenza della Corte Europea:


SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
15 luglio 2010 (
*)
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 79/409/CEE – Conservazione degli uccelli selvatici – Provvedimenti di trasposizione»
Nella causa C‑573/08,
avente ad oggetto il ricorso per inadempimento, ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 22 dicembre 2008,
Commissione europea, rappresentata dalla sig.ra D. Recchia, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo,
ricorrente,
contro
Repubblica italiana, rappresentata dalla sig.ra G. Palmieri, in qualità di agente, assistita dal sig. G. Fiengo, avvocato dello Stato,
convenuta,
LA CORTE (Terza Sezione),
composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. G. Arestis, J. Malenovský e D. Šváby (relatore), giudici,
avvocato generale: sig.ra E. Sharpston
cancelliere: sig.ra R. Şereş, amministratore
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 25 marzo 2010,
vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
1 Con il presente ricorso, la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che, poiché la normativa di trasposizione nell’ordinamento italiano della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103, pag. 1), non è completamente conforme a tale direttiva e il sistema di recepimento dell’art. 9 di quest’ultima non garantisce che le deroghe adottate dalle autorità italiane competenti rispettino le condizioni e i requisiti previsti da tale articolo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2‑7, 9‑11, 13 e 18 della citata direttiva.

[....]


80 Alla luce del complesso delle considerazioni sin qui svolte si deve dichiarare che, poiché la normativa di trasposizione nell’ordinamento italiano della direttiva 79/409 non è completamente conforme a tale direttiva e il sistema di recepimento dell’art. 9 di quest’ultima non garantisce che le deroghe adottate dalle autorità italiane competenti rispettino le condizioni e i requisiti previsti da tale articolo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2‑7, 9‑11, 13 e 18 della citata direttiva.
Sulle spese
81 A norma dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, la Repubblica italiana, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario.
Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara e statuisce:
1) Poiché la normativa di trasposizione nell’ordinamento italiano della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, non è completamente conforme a tale direttiva e il sistema di recepimento dell’art. 9 di quest’ultima non garantisce che le deroghe adottate dalle autorità italiane competenti rispettino le condizioni e i requisiti previsti da tale articolo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2‑7, 9‑11, 13 e 18 della citata direttiva.
2) La Repubblica italiana è condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario.
Firme
-----

Va da se che i magistrati del TAR del Veneto sono degli incompetenti e incapaci a difendere gli interessi dei cittadini contro le norme di carattere terrorista delle amministrazioni. Quasi volessero affiancare le amministrazioni nell’attività di distruzione della Democrazia e della Costituzione della Repubblica a favore di un ritorno all’assolutismo nazi-fascista.
Sarebbe da chiedere le dimissioni per incapacità, incompetenza o criminalità dei magistrati amministrativi del Veneto: intanto i cacciatori in Veneto praticano il saccheggio del bene comune usando dei provvedimenti che la Corte Europea ritiene illegali!
E ora, i danni e la multa dell’Europa la pagano i Giudici del TAR del Veneto?
Tutti vorremmo giudici attenti alle leggi, alla Costituzione e alle necessità dei cittadini, ma purtroppo i magistrati hanno troppe frequentazioni con i centri di potere che vedono la loro forza nella violenza che mettono in atto contro i diritti dei cittadini.

Troppi magistrati si mettono in ginocchio davanti al crocifisso identificandosi col dio padrone piuttosto che considerarsi cittadini all'interno della Costituzione della Repubblica.
Sarebbe da addebitargliela!

11 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it