La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 28 novembre 2010

Chissà perché questo cacciatore si sarà sparato: mancanza di selvaggina o paura della vita?


Erano inquieti gli Spiriti dei Boschi. Alberi violentati da scarponi armati.
Radici ferite e uccelli abbattuti senza rispetto per la vita.

Da tempo Ninfe e Anguane erano furiose.
Inquiete erano le fonti delle fresche acque mentre l’inverno avanzava a grandi passi.
Da tempo gli Stregoni avevano appeso al chiodo le maschere di Arlecchino mentre i funghi continuavano le battaglie per trasformare la terra.
Solo gli Idioti percorrevano sentieri spargendo piombo come se fossero semi e a fucilate facevano tacere ogni sussurro di vita che attraversava il loro sentiero.

Per questo le assemblee nelle radure dei Boschi furono disertate e si tenne il grande incontro in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto.
La radura del Bosco era silenziosa, ma verdi parole e voci di vento attraversarono Piazza del Popolo. Il popolo verde si era radunato e aveva decretato: MAI PIU’ ASSASSINI CHE SPARGONO PIOMBO FRA RAMI VERDI.

Fu allora che verdi fronde si allungarono verso un chiodo arrugginito e afferrarono una maschera dimenticata dal tempo.
Wotan era sceso a richiamare alla vita coloro che non vedevano nessun futuro.
Un verde Arlecchino si unì a Wotan chiamando le Ninfe delle sorgenti ad alimentare un futuro ignorato.
E il nemico apparve, sopra la sorgente del Meschio.
Armato di fucile percorreva sentieri vietati alla sua anima nera.
Wotan si compiaceva dei freddi venti mentre l’anima di Arlecchino fremeva d’angoscia.
Arlecchino non trattenne più la sua ansia, allungò le sue fronde e accarezzò l’anima nera di R. C..
R. C. si girò di scatto fra fastidi di vento e alberi irritanti. L’orrore di sé stesso lo assalì.
Prese il fucile e se lo puntò contro.
Lo hanno trovato, corpo senza vita in località Forcal. Si chiedono cosa sia successo, ma non sanno ascoltare i sussurri del Bosco né i mormorii del Vento. Non sanno ascoltare le voci delle fonti né le Ninfe dei Boschi: sanno solo ammazzare ogni vita in deliri di onnipotenza.
Intanto, le verdi mani si tolsero la maschera di Alecchino e tornarono ad appenderla al chiodo della vita.

Il giornale La Tribuna riporta la notizia in questo modo:



Trovato morto cacciatore, si è sparato involontariamente
Era sparito da diverse ore. Un colpo fortuito partito dal fucile ha colpito in modo grave la gamba


VITTORIO VENETO. Un anziano cacciatore, R.C., di Vittorio Veneto è stato trovato morto nei boschi sopra la sorgente del Meschio dalle squadre del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco che lo stavano cercando da ieri pomeriggio dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa. L'uomo aveva una ferita ad una gamba provocata pare dal suo stesso fucile da caccia. Sul posto anche i carabinieri che ritengono, sulla base di un primo esame, l'uomo sia morto a causa di un colpo fortuito partito dal suo fucile. Il cacciatore si era allontanato ieri assieme al suo cane per una battuta nella zona delle sorgenti del Meschio che abitualmente frequentava. Lì, infatti, i soccorritori hanno trovato la suaauto. In tarda serata poi la scoperta del corpo senza vita del cacciatore in località Forcal.

28 novembre 2010

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/28/news/trovato-morto-cacciatore-si-e-sparato-involontariamente-2845350


Succede, si chiama “fatalità”, ma solo per chi non sa guardare oltre la forma della ragione.



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28 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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