La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 16 novembre 2010

Continua la saga dei suicidi in Veneto, a Portobuffolé si è impiccato con una sciarpa.


Se ancora una volta, anche oggi, qualcuno si ammazza, è possibile che i giornalisti continuano lo sporco gioco di rendere i casi di suicidio come dei casi isolati o personali?
I drammi sono personali, ma la spinta che spinge le persone al suicidio è una spinta sociale, educativa. Si tratta di un dramma nella Regione Veneto.
Aveva 41 anni e si è ucciso per amore?
A 41 anni?
Depresso, disperato, incapace di affrontare la sua vita costretto con la violenza a non appropriarsi degli strumenti etici, morali, giuridici, con cui affrontare la quotidianità tanto da ammazzarsi?
La malattia è sociale ed è la malattia del Veneto che viene indotta nei ragazzi dalla chiesa cattolica. La chiesa cattolica con la sua violenza impone ai ragazzi di rinunciare al loro senso critico della realtà in cui vive e imitare quel cristo che impone loro costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

Ammettiamo, solo per un attimo, che questa persona di Portobuffolé si sia comportato con la donna per la quale sembrerebbe, per ora, come ipotesi (anche se la malattia psichiatrica da delirio di onnipotenza che spinge alla depressione è più probabile e sempre che qualcuno non lo abbia ucciso), i contorni sono ancora oscuri e stanno indagando i Carabinieri.
Anche se le notizie dicono che si sia ucciso nella notte all'interno della ditta Torniveneta di Portobuffolè in cui lavorava.
Si sia comportato come Gesù insegna a comportarsi nel vangelo di Luca e che, come bambino, non abbia avuto la capacità critica di mettere in discussione quel comportamento:

http://www.federazionepagana.it/satanapiccolimillantarevangeloluca.html

Va da sé che fare lo “sborone” può certamente aiutare a rompere timidezza e imbarazzo, ma quando l’imitazione di Gesù diventa adesione comportamentale senza avere la capacità critica dello Stregone il fallimento delle relazioni è assicurato.
A questo punto è facile ipotizzare che a quarantuno anni si siano accumulati parecchi fallimenti esistenziali dal momento che la violenza dei cattolici avviene sui bambini, quando non hanno nessuna capacità critica e vengono abbandonati dai genitori che, cattolici loro stessi, aiutano il prete cattolico ad annientare il futuro del loro figlio.
Riporto la notizia del suicidio di Portobuffolé:


PORTOBUFFOLÈ, 41ENNE SI UCCIDE PER AMORE
Forse una delusione amorosa alla base del gesto.


16-11-2010
PORTOBUFFOLE' - Sono ancora poco chiari i contorni di una vicenda accaduta qualche ora fa a Portobuffolé. Un 41enne del luogo, R.D.M., si sarebbe tolto la vita in un'azienda di levigatura e verniciatura in zona industriale.
I particolari della vicenda sono ancora pochissimi; l'allarme è scattato stamane: sul luogo ovviamente ambulanza e forze dell'ordine. Il corpo dell'uomo sarebbe stato trovato senza vita.
Pare che il decesso sia sopravvenuto per impiccagione avvenuta con una sciarpa, anche se il particolare non è stato ancora confermato. Si tratta di una vicenda ancora con parecchi lati oscuri: non si sa ancora il motivo dell'estremo gesto. Si ipotizzia una storia d'amore finita male alla base del tragico gesto.
Pare che l'uomo avesse vissuto anche a Oderzo, per poi tornare nel pordenonese.
Sul posto si sta cercando di ricostruire l'episodio.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/portobuffole-42enne-si-suicida-30401


Noi che siamo seduti sulla riva del fiume della vita sappiamo che oltre a questo altri cadaveri continueranno a galleggiare su quelle acque. E’ inevitabile. La disperazione è fortemente voluta dalle Istituzioni che sperano, compiacendo la chiesa cattolica, di avere in questo modo, un pacchetto di voti: e poi, per favore, non si faccia finta di non vedere dove sta la mafia in Veneto o, se preferite, le relazioni mafiose che saccheggiano la società civile.
Da Il gazzettino apprendiamo come questa persona che si è ammazzata apprendiamo come vivesse in un vuoto esistenziale assoluto:

“frequentano il Bar Ristorante Battistella, situato di fronte alla provinciale, dove l'uomo pranzava ogni giorno. Aveva trascorso la serata di lunedì giocando a carte in un’enoteca di Ghirano assieme al suo titolare.”
Aveva come amico il titolare, era dunque, uno schiavo perfetto.
Apprendiamo, sempre da Il Gazzettino come fosse vuoto di impegno sociale e civile che non fosse un asservimento all’omologazione imposto dalla chiesa cattolica:

“Rudi De Marchi era molto conosciuto. «Da ragazzi - ricorda il sindaco Diego De Marchi - abbiamo giocato assieme a pallone. Aveva un carattere solare, vivace. Sono addolorato, non avrei mai immaginato un gesto del genere». «Non abbiamo parole - dicono alla P.M.C. - era un dipendente di fiducia, il responsabile della verniciatura. Aveva le chiavi, ecco perché è potuto entrare. Una persona vivace, socievole, a noi non aveva manifestato segnali di depressione o preoccupazione». «Non ho parole - dice il titolare del ristorante Battistella - Veniva a pranzo da noi tutti i giorni».”

Un asservimento che se da un lato lo inseriva nella logica del paese Veneto legato al controllo militare del cattolicesimo, dall’altro lo spingeva verso il vuoto esistenziale che lo costringeva a cercare delle valvole di sfogo emotivo che il paese stesso non era in grado di fornirgli.
Apprendiamo da Il Gazzettino che:

“Sposato e padre di una bambina di 10 anni, De Marchi si era separato molto tempo fa. Dal 2004 al 2006 aveva abitato a Oderzo, in via Martini. Pare che negli ultimi tempi vivesse sempre ad Oderzo, in un appartamento in calle del Toresin. Ma la sua vita, le sue giornate le trascorreva tra il lavoro a Portobuffolè e il tempo libero speso soprattutto nel Pordenonese.”

Era dunque uno schiavo totale senza una propria vita e quando aveva provato a farsela era fallita. Il suo comportamento delinea il classico “sborone” Veneto. Forte e violento perché ha un lavoro, sprezzante contro chi tenta di costruirsi qualcosa fra le difficoltà, ma incapace di costruire una relazione alla pari con l’altro per un cammino comune. E’ l’imitazione del Gesù appreso nella parrocchia sia direttamente che indirettamente in quanto veicolato dai comportamenti dei Veneti che si sono dimenticati di essere dei cittadini per trovare la loro collocazione nella dimensione relazionale dello schiavo-padrone. Quella relazione in cui era chiuso è diventata la prigione del suo inesistente futuro.
(notizie specifiche prese da Il Gazzettino in web)

Da qualche giorno sembra che i suicidi siano aumentati, anche se sono convinto che la stampa ha invece deciso di dare qualche notizia in più.
17 novembre 2010

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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