La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 8 novembre 2010

Lega Ladrona, il ricatto degli industriali ai Veneti e la miseria che gli industriali hanno costruito in Veneto con l'aiuto di Galan e Zaia

Nella foto Zaia che sta caricando di tasse e di balzelli i veneti utilizzando le scuse più diverse dopo aver fatto una campagna elettorale all'insegna della diminuzione delle tasse.
Farneticano gli industriali del Veneto che dopo aver derubato i veneti costruendo miseria e crisi economica oggi sfruttano l’alluvione per ricattare lo Stato centrale. Gli industriali non hanno mai dato nulla all’Italia, ma hanno sempre preso derubando i lavoratori e la società civile tutta. Si sono fatti gli affari loro delocalizzando e alimentando la miseria nella regione e ora sfruttano l’alluvione per chiedere soldi forti della presenza di un Zaia che continua quella politica di odio sociale messa in atto da Galan, Gentilini, Muraro, Bitonci, il cui unico scopo era l’immiserimento della Regione Veneto.
Abbiamo dimenticato quanto hanno rubato gli industriali della valle del Chiampo?
Gli industriali rapinano, rubano, affamano, provocano delitti nei luoghi di lavoro, trafficano in lavoro nero, usano extracomunitari in alternativa alla mano d’opera locale solo perché possono ricattare gli extracomunitari e violare più facilmente le norme sul lavoro.
Basta questo dato per ricordare quanta miseria l’Associazione Industriale ha provocato in Veneto:


Cig a 111 milioni di ore: per gli operai veneti paghe sempre più basse
In 10 mesi cassintegrazione raddoppiata a Padova, Treviso e Venezia: 111 milioni di ore

VENEZIA. La cassa integrazione prosegue la sua escalation. Le ore autorizzate in Veneto nel mese di ottobre hanno segnato un calo rispetto al settembre record: dai 15,3 milioni di ore (record assoluto nella storia regionale) si è scesi a poco meno 11 milioni di ore. Complessivamente, però, nell'arco di dieci mesi in regione risultano autorizzate (dati Inps) oltre 111 milioni di ore (50,7 milioni nell'analogo periodo 2009).Le province che hanno avuto il balzo in avanti più consistente (primi 10 mesi 2010 su eguale periodo 2009) sono Rovigo e Verona che triplicano le ore autorizzate. Intorno al raddoppio invece Padova (da 10 a 23 milioni), Venezia, Vicenza e Treviso. In controtendenza Belluno.Per quanto riguarda i settori quello metalmeccanico rimane il più colpito (59 milioni di ore, il 53% di tutte le ore), seguito dal sistema moda che assorbe il 15% delle richieste e dalle costruzioni. «Gli effetti della crisi sul lavoro non si stanno mitigando - commenta Franca Porto, segretaria regionale della Cisl -. Anzi, il progressivo allargamento delle richieste di Cig straordinaria, anche se non in senso assoluto (in questa gestione rientrano i Contratti di Solidarietà il cui utilizzo si sta estendendo), è un brutto segnale. Finita poi la disponibilità della straordinaria, se non c'è una ripresa del lavoro, si aprono le porte a licenziamenti e mobilità. Bene però che Tremonti anticipi le norme per il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga per il 2011. Al tavolo regionale stiamo discutendo di come utilizzarli. Va allargata la Cig in deroga alla causale alluvione».La perdita del potere d'acquisto degli operai non è legata, però, solo all'erogazione dei sussidi al posto dell'intero stipendio. Gli operai veneti, infatti, risultano avere una busta paga più leggera della media nazionale. Circa 103 euro in meno all'anno di media, ma il gap tra Veneto e Italia si allarga man mano che si amplia la dimensione d'azienda. Le maestranze di una media azienda si trovano in busta paga 425 euro in meno rispetto al dato nazionale, che diventano 662 euro se si tratta di un'azienda grande. Mentre sul versante settoriale sono messi peggio gli operai dell'industria, con -325 euro in busta paga rispetto alla media nazionale.
I dati fanno parte di un'indagine sulle retribuzioni curata da OD&M in collaborazione con Aidp e presentata nel corso di un workshop nella sede di Banca Ifis. La sorpresa è che con la crisi a pagare di più sono proprio i due opposti della piramide aziendale. Anche i manager, infatti, di media non se la passano meglio in Veneto rispetto alla quotazione media nazionale, visto che in busta paga si ritrovano di norma 576 euro in meno all'anno, che salgono a 1.800 euro se l'azienda è media. Le imprese venete, però, più sono grandi e meglio trattano il proprio management, più 3mila euro all'anno rispetto alla media nazionale.«Il problema - prosegue la Porto -, che diventa dramma per gli operai, è che la perdita di produttività pesa fortemente sulle buste paga. Per questo noi crediamo che la contrattazione di secondo livello sia quella che possa contrastare salari bassi. Dopodichè il territorio deve aiutare le imprese a recuperare in produttività, spingendo su decontribuzione e defiscalizzazione, in servizi per le imprese meno cari».Il Veneto paga infatti lo scotto più alto della crisi. Come emerge dallo studio le retribuzioni medie lorde annue sono molto inferiori di altre regioni economicamente dinamiche, come Lombardia e Emilia Romagna. Gli operai veneti guadagnano mille euro in meno rispetto ai colleghi lombardi e oltre 1.170 euro in meno rispetto a quelli dell'Emilia Romagna.

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/07/news/cig-a-111-milioni-di-ore-per-gli-operai-veneti-paghe-sempre-piu-basse-2690474



La Lega aiuta il saccheggio della Regione.
Una tassa abolita, quella dei Consorzi di bonifica viene reintrodotta per aumentare le tasse dei Veneti. La propaganda di “non aumentare le tasse” era solo una menzogna e una porcata fatta da amministratori il cui unico scopo era quello di truffare i cittadini. Ora con l’alluvione tentano di giustificare l’introduzione della tassa, ma questa introduzione era già stata programmata prima dell’arrivo dell’alluvione. Zaia oggi, e Galan prima, operava per il saccheggio economico della Regione Veneto in combutta con industriali ai quali veniva concesso il saccheggio della regione sia in termini di territorio che in termini di società civile. La violenza che Galan prima e Zaia oggi, mette in atto contro i bambini tanto da costringerli in ginocchio davanti al crocifisso è un modo con cui giustificare il saccheggio economico dei cittadini del Veneto. Prodi aveva sistemato la tassa dell’ICI in modo tale da essere adeguata senza, tuttavia, gravare sulle finanze delle famiglie, ma il governo Berlusconi, per gli interessi personali di Silvio Berlusconi appoggiato da Bossi l’hanno abolita contribuendo a costruire il buco finanziario che ha portato al saccheggio della Sanità pubblica e del sistema scolastico.

In foto: Pettenò ha tentato di bloccare la tassa imposta dalla Lega sui consorzi di bonifica. Non c'è riuscito, ma almeno ha provato visto che tale tassa era stata abrogata. Ma, tanto, Pettenò non conta, lui è comunista.

Bonifica, sì alle bollette anche per gli "urbani" «Escluso chi è sott'acqua»
05/11/2010


VENEZIA - Per quest'anno anche chi abita in territorio "urbano" pagherà ancora la bolletta ai consorzi di bonifica, ma la Regione non vuole che il rinnovato "balzello" sia applicato a chi invece ha immobili che sono stati colpiti dalla furia dell'alluvione di lunedì. Alla fine ieri sera alle 19 il Consiglio regionale è riuscito ad approvare la "leggina" varata dalla Giunta Zaia per far fronte soprattutto ai buchi di bilancio che si prospettavano in alcuni dei dieci consorzi di bonifica del Veneto, rimasti senza gli introiti dei canoni che incassa- vano da chi abita in città e paga già la bolletta all'azienda di acquedotto-fognatura. L'opposizione ha perfino dato una mano allo sblocco, evitando che venisse a mancare il numero legale perché la maggioranza Lega-Pdl non è più riuscita nel pomeriggio a garantire il numero minimo di consiglieri (27, in quel momento) necessario da solo a rendere comunque valida la seduta. Come noto, la questione "consorzi di bonifica" si trascinava da varie sedute ormai, per l'ostruzionismo di Pietrangelo Pettenò (Sinistra veneta) che aveva presentato 150-200 emendamenti.Ma ieri la situazione è in parte cambiata. L'assessore Maurizio Conte (Lega), sostenuto da Lega e Pdl, ha presentato un maxi-emendamento che di fatto riscriveva la "leggina" accogliendo una proposta che era stata avanzata dal Pd. In pratica, per quest'anno i consorzi di bonifica potranno mandare a casa anche in città i bollettini (sempre al di sopra di 16,54 euro, però, se no scatta l'esenzione). Ma la Giunta varerà presto i criteri per stabilire quali sono le zone "urbane", cioè servite da fognatura, che nel 2011 saran- no completamente esentate. Poi entro quattro mesi i consorzi dovranno approvare le "mappe" (i cosiddetti "piani di classifica"), tenendo conto anche di chi deve versare un contributo per la difesa idraulica del suo immobile, argo- mento estremamente di attualità in queste ore. Se non approveranno i piani i consorzi saranno commissariati dalla Regione. Con la presentazione dell'emenda- mento il consigliere Pettenò ha deciso di non continuare l'ostruzionismo, «per dare un segnale a Pdl-Lega che non serve modificare le regole del consiglio». Pettenò e Foggiato (Nordest) hanno poi notato che proprio la presenza in aula delle altre minoranze (Pd, Udc, Idv) ha impedito che non ci fosse più numero legale, ma evidentemente era maturato un accordo per cui, con l'emenda- mento che accoglieva anche una richiesta del Pd, si è rinunciato all'ostruzionismo. Dai banchi dell'opposizione Pd, Udc, Idv, Sinistra e Nordest hanno peraltro continuato a ribadire il loro no al provvedimento - astenendosi sull'esenzione decisa invece per gli "alluvionati" fatta inserire sempre da un altro emendamento Lega-Pdl - accusando il Carroccio e gli azzurri di aver fatto la loro campagna elettorale sull'eliminazione dei "balzelli", salvo reimmetterlo (e le minoranze lo considerano anche illegittimo) subito dopo.P.E.
Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/198016__bonifica_s_alle_bollette_anche_per_gli_urbani_escluso_chi__sottacqua/



Così i costi del federalismo, dannoso ed inutile, voluto da Bossi per pura questione di propaganda elettorale, va ad aggravare le tasse degli italiani di 15 miliardi tanto per garantire un apparato burocratico che non migliorerà la sanità, né migliorerà la scuola italiana.




Bossi esulta perché può arraffare denaro ai cittadini. Esulta perché può caricare i cittadini di tasse. Tanto, i veneti costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso non si ricordano chi impone loro le tasse dal momento che sono stati costretti a rinunciare alla loro capacità critica.
Riporto l’articolo:


Federalismo fiscale, sì senza numeri




Arriva una tassa unica per i comuni


Via libera del Cdm alla relazione di Tremonti, le cifre solo a luglio."La prima casa non sarà toccata". Bossi esulta: "Passo importante"
ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla relazione del Tesoro sull’impatto del federalismo fiscale. Un «passo importante», esulta il ministro delle Riforme Umberto Bossi, sottolineando che ora si apre la fase del federalismo municipale che porterà i Comuni ad avere tributi propri per finanziare i servizi. Bossi presiede la riunione dei ministri alla quale il premier Silvio Berlusconi non partecipa perchè impegnato in una missione internazionale. E, alla fine della conferenza stampa dopo il Cdm, la foto di gruppo dei ministri Bossi, Tremonti, Calderoli e Fitto, dà l’immagine di una riforma, che, come sottolinea il ministro della Semplificazione «non costerà», darà più diritti ai cittadini su tutto il territorio e produrrà risparmi perchè, sottolinea Tremonti, «il federalismo costa se non si fa». Risparmi sui quali, però, nonostante nei giorni scorsi si fosse ipotizzato un impatto, mai smentito, di 10 miliardi, il ministro dell’Economia non si sbilancia e spiega che qui si è messo in campo «un metodo», mentre le cifre dei risparmi ci saranno «tra luglio e settembre».Intanto la portata dell’intervento sui Comuni sarà di 15 miliardi, che, spiega Tremonti, verranno tagliati come trasferimenti ma «diventeranno 15 miliardi di titoli di finanziamento proprio». L’opposizione, però, va all’attacco. Mancano i numeri, dice il Pd che alla fine sottolinea come questo dimostri il bluff. «L’entusiasmo di Bossi - dice Francesco Boccia - è pittoresco ma è l’unica cosa uscita dal Consiglio dei Ministri. Oltre all’euforia leghista, a questo punto, peraltro, del tutto ingiustificata, non c’è proprio nulla, tantomeno quel fondo unico per il federalismo sbandierato come un tesoretto». Il riferimento è anche all’audizione della Copaff di oggi nella bicamerale per il federalismo fiscale che per il Pd dimostra che «pagheranno tutto le regioni» e ci saranno «nuove tasse». Dopo la trasmissione della relazione del Tesoro alle Camere, comunque, la strada è spianata per i prossimi decreti attuativi sui quali il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli sta lavorando da tempo. E, come spiegato sia da Bossi che da Tremonti, il primo passo sarà il federalismo comunale, che dovrebbe portare a una tassa unica municipale su base territoriale e immobiliare sulla quale decideranno comunque le autonomie anche dopo un referendum, come si spiega nella relazione, che fa riferimento a un ok «previa verifica di un consenso popolare». Insieme a quella che Calderoli ha già definito una service tax comunale che Tremonti, spiega, non riguarderà la prima casa, arriverà anche la cedolare secca sugli affitti ai Comuni. Questa, dice Tremonti, «è nel nostro programma e questo è il posto giusto per farla». Insieme al "federalismo municipale" arriverà anche il decreto sui costi e fabbisogni standard. Nella relazione del Tesoro si conferma che i livelli e i costi dei servizi verranno fatti coinvolgendo la Sose, la Società per gli studi di settore e, secondo il ministro del Tesoro sarà proprio da qui che arriveranno i risparmi. «È fondamentale - ha sottolineato il ministro - passare dai costi storici ai costi standard e questo verrà fatto senza penalizzare nessuno perchè gli standard verranno definiti in base alle pratiche migliori delle regioni». A luglio, assicura Tremonti, arriveranno poi i numeri sulla «fiscalità propria delle regioni».
Tratto da:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201006articoli/56339girata.asp



Ora i Veneti sono come i terremotati d’Abruzzo, verranno usati come scusa per aggravare le condizioni di vita a tutta l’Italia. Aumento delle tasse e peggioramento delle condizioni di vita. Bertolaso assicura fondi. Fondi che Zaia sa benissimo che non potranno arrivare e non gli resta che usare l’organizzazione criminale degli industriali con cui minacciare lo Stato di non versare le tasse dovute. Come Zaia ha derubato gli Italiani non facendo pagare le multe ai produttori illegali di latte che partecipavano all’organizzazione mafiosa legata alla Lega, così oggi vuole ripetere questo giochino. Zaia è come Silvio Berlusconi: Benetton lo ha fatto eleggere mettendo a punto un’organizzazione di propaganda, ma non sa che cosa significhi amministrare una regione. Sa solo proporre aggressioni al fine di distruggere la società civile del Veneto.



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08 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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