La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 30 novembre 2010

Onore a Mario Monicelli (e a Trifilò)


Ci sono dei suicidi davanti ai quali io mi inchino.
Sono più di quanto si pensi.
E’ il caso di Monicelli.
Il suo suicidio non è un atto di disperazione, ma una scelta di mettere fine alla sua vita: terroristi cattolici, voi non mi avrete!
Questo è il suo messaggio.
Ha messo fine alla sua vita per non diventare un oggetto di possesso.

Mi ricordo un altro suicidio: Trifilò!
Un poliziotto che denunciò che i magistrati di Venezia (Ugolini Rita, Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Casson, Dragone, Fojadelli, Pietro Calogero, Palombarini, e altri) stavano torturando persone arrestate (meglio sequestrate) indebitamente. Venivano torturate per mano del criminale La Barbera. Io venivo torturato! Né Sandro Pertini, né sua moglie, né Giorgio Napolitano, né Enzo Biagi, né Walter Tobagi e la sua famiglia, hanno chiesto scusa per gli atti di terrorismo con cui hanno torturato decine di persone che difendevano la Costituzione contro i terroristi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia o la Stazione di Bologna. Abbiamo difeso la Costituzione dal terrorismo dei magistrati e di questo andiamo orgogliosi anche se abbiamo pagato con la nostra vita solo perché non avevamo né i miliardi, né gli appoggi istituzionali per poter rivendicare le nostre ragioni nei processi. Processi criminali e manipolati al fine di proteggere i terroristi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Stazione di Bologna: la famiglia di Walter Tobagi, la famiglia di Biagi, la famiglia Pertini, la famiglia D’Antona, portano su di sé la responsabilità morale di questi delitti!

Qualche anno dopo, Trifilò, sparò ad uno zingaro in Piazza Ferretto a Mestre. Quando si è accorto di aver ucciso quel disgraziato, si è sparato un colpo in testa. Lui, che voleva trasformare la Polizia di Stato in un corpo costituzionalmente orgoglioso, era stato sconfitto dalla volontà della Polizia di Stato di torturare i cittadini.
Ci sono persone che si suicidano per non diventare oggetto di propaganda: a loro va onore e rispetto.
Per questo motivo saluto con affetto Mario Monicelli e rinnovo i ringraziamenti a Trifilò: se non fosse stato per lui e per Ambrosini (forse, dopo tanto tempo sbaglio qualche cosa nel nome) dopo le torture, Casson, Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Rita Ugolini, e gli altri che mi hanno minacciato di morte per oltre dieci anni, mi avrebbero denunciato per “diffamazione” di criminali come La Barbera e il suo complice Albanese (se c’era Albanese tu da qui non saresti uscito vivo, mi disse La Barbera).
Chissà se un giorno avremo una Costituzione applicata in questo paese.
Ricordo che, il Consiglio Superiore della Magistratura, a conoscenza di tutto questo, ha dichiarato che lui: “se ne sbatte altamente i coglioni!”. Dimostrando con questo l’organizzazione dello Stato Mafia.
Onore a Mario Monicelli.


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30 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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