La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 novembre 2010

Un Veneto fatto di pecore in ginocchio davanti ad un crocifisso che chiedono la carità al padrone di turno!


Di che cosa parliamo quando parliamo dell’alluvione in Veneto?
I Veneti, abituati a piangersi addosso e ad essere violenti e prepotenti con i più deboli, si sono dimenticati della lezione della Grecia. Eppure Antenore è considerato, a torto o a ragione, il fondatore di Padova.
Si sono dimenticati della lezione della tragedia greca: si parla di tutto, ma non del dramma in sé stesso. Non ci si ciba, come fanno i preti cattolici, del dolore di chi sta affrontando situazioni di disagio (e nemmeno lo si nasconde dietro un pietismo ipocrita e criminale il sui scopo è quello di poter costruire altro dolore), ma, al contrario, si cercano le cause, le imputazioni; ci si chiede il perché della tragedia, del dramma e ci si chiede come e perché non si è evitata la tragedia.

Questo i veneti se lo sono dimenticato e le trasmissioni delle televisioni locali si riempiono di trasmissioni pietistiche con cui afferrar le emozioni delle persone e costringerle a vivere e a rivivere quel dramma. I delinquenti, coloro che avrebbero dovuto provvedere e che non hanno provveduto seguendo i loro personali interessi: come Zaia, Galan, Muraro, Gentilini, e tutti quelli che hanno gestito il territorio o che hanno gestito il territorio e che si sono dimenticati di essere Istituzione per mettersi al servizio di strutture delinquenziali o interessi di parte, vengono nascosti dalla pratica e dalla ricerca delle cause.

Un territorio cementificato?
Certo, ma faceva tanto figo il capanno del vicino che il proprio era più bello!

La costruzione di case in aree di sfogo dei fiumi?
Ma faceva tanto figo avere la villa contro sti barboni che vivono negli appartamenti!

Le auto lungo le strade?
E dove vuoi che le mettiamo?

Questo disastro economico, comporta un costo di circa 70-80 milioni di euro ripartiti per chi ha subito l’alluvione. Comporta la perdita di circa 1000-1500 posti di lavoro. Comporta la perdita di produzione agricola e artigianale e la conseguente perdita del circuito clienti.
Comporta una spesa di circa 300-400 milioni di euro per la ricostruzione delle case che per giorni sono state nell’acqua e il riacquisto di merce e suppellettili andate perdute. Comporta la distruzione della vita o di gran parte dell’esistenza di circa 10.000 persone.

Ma tutto questo ha un vantaggio. Zaia ha già chiesto la rottura del patto di stabilità e l’esenzione delle tasse. Il che significa che alcune centinaia di migliaia di persone, che non hanno subito dei danni per l’alluvione, saranno esentati dalle tasse e i camuni potranno finanziare il danneggiamento delle popolazioni civili e potranno finanziare l’acquisto dei crocifissi davanti ai quali costringeranno in ginocchio chi ha subito danni dall’alluvione.

In altre parole subentra la tecnica cristiana: si danneggiano le persone per riuscire ad avere qualche vantaggio.
Zaia è un individuo squallido, quanto di più vomitevole abbia prodotto la regione Veneto, eppure è il modello degli abitanti del Veneto: quello che distrugge la vita delle persone per assicurarsi un qualche vantaggio, sia in termini personali che politici.

Come un cancro la depressione e la crisi economica si sono trasferite in crisi politica di una regione che ha vissuto di delirio di onnipotenza e si trova a fare quello che non ha mai fatto: dover lavorare. Già perché i Veneti non hanno mai lavorato, ma solo rubato il lavoro di altri. Quando si parla di “veneti che lavorano” non si parla dello scarriolante o dell’operaio o del barbone, ma dei Zaia, dei Benetton, dei Carraro, e di alcune migliaia di persone che hanno vissuto di furto, truffe, aggravamento delle condizioni di vita delle persone più deboli per arricchire sé stesse. Questi arricchiti, che magistrati corrotti non hanno mai voluto controllare perché complici di aggressione alla società civile, si spacciano per “gente che lavora” rubando l’immagine dello scarriolante dietro la quale nascondere le proprie attività in stile mafioso.
Ci si augurerebbe che l’alluvione scuoti le coscienze delle persone. Ma non è così. Abituati ad essere pecore, i veneti pregano il dio padrone o il padrone di turno per sopravvivere nell’attesa del prossimo disastro che vedono nelle onde di un fiumiciattolo, ma che non scorgono nella crisi economica, nelle difficoltà sociali del vicino, nella vecchiaia che avanza, nella depressione dei loro stessi figli che finiscono per impiccarsi.
Ha buon gioco Bertolaso, sostenuto dai media locali, a spacciare la sua eroina che addormenta l’attenzione delle persone. Persone che si trovano case distrutte, qualcuno mutui ancora da pagare e problemi che si accavallano ad altri problemi.
Perché non bisogna dimenticare che l’indotto dell’alluvione coinvolge da 100.000 ai 400.000 persone con un crollo ulteriore dell’economia del Veneto.
Inoltre, al di là delle farneticazioni su aiuti o stato di calamità, è necessario ricordare che le casse della Regione Veneto, come quelle dello Stato, sono vuote (le hanno svuotate i Berlusconi, i Zaia, i Galan, i Bossi, i Brunetta, i Calderoli e i Maroni): chissà se gli alluvionati del Veneto saranno risarciti con i 100 euro di multa che i vigili urbani di Treviso hanno dato alla mendicante sequestrandole il piattino delle elemosine per ordine di Gentilini (quello dei “culattoni”).
Nota: Siete andati tutti a sciare? Le TV di Berlusconi parlavano di quanto era bella la neve e di quanto erano contenti i gestori degli impianti sciistici per il lungo pontedi fine ottobre e primi di novembre. Vi siete divertiti?

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

03 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. ma non tutti i veneti sono cosi, c'è anche chi non ha votato quella gente li e che si fa il culo dalla mattina alla sera...

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  2. Mi accontenterei che i veneti sapessero alzare lo sguardo e guardare il tempo che viene loro incontro. Solo che farlo comporta lavoro e non porta voti né poltrone da amministratore...

    Per contro, quando le persone vivono una crisi da emergenza distruttiva colgono aspetti di comportamento formale e lo interpretano come sostanziale; credono nelle promesse immaginandole risolutive dei loro desideri: "mari de tocio e montagne de polenta".

    Sarebbe bastato completare l'idrovia progettata cinquanta anni or sono e sacrificata agli artigiani padroncini di camion per evitare l'alluvione....

    Ma gli imprenditori, che sono responsabili di gran parte dell'alluvione, ora chiedono aiuti...

    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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