La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 21 dicembre 2010

Continuano i suicidi in Veneto: l'imprenditore di Spinea e l'operaia denunciata per furto. Mejo ti che ea!


In foto: il volto della disperazione del veneto.
---
I volti della disperazione in Veneto sono diversi, ma uguale la disperazione che ne sta in fondo.
L’imprenditore fallito che non è in grado di vivere senza sentirsi “el paron” e l’operaia senza lavoro che per mantenere la figlia di nove mesi preferisce andare a sottrarre qualche prodotto pur di sopravvivere.
Sono due fatti di oggi: due situazioni diverse.
Un Veneto disperato dove la sopravivenza dei suoi figli è sempre delegata ai più poveri.
Riporto la notizia del suicidio a Spinea:


L'azienda è in crisi, imprenditore suicida a 39 anni
Riccardo Rangan, amministratore delegato della Pura Plastic di Spinea, si è ucciso nella sua ditta. Ha lasciato il proprio «testamento» in cinque cartelle scritte al computer
21-12-2010


SPINEA. La sua azienda che lavora nel settore delle materie plastiche non navigava in buone acque. Riccardo Rangan, 39 anni, amministratore delegato della Pura Plastic srl in via Ferraris a Spinea si è tolto la vita. Il suo corpo è stato trovato lunedì mattina, ormai esanime, appeso a un carrello elevatore. «Aveva difficoltà finanziarie, anche se forse per orgoglio a me non confidava questi problemi -trova la forza di raccontare il padre Roberto, che nel 1981 aveva fondato la ditta e qualche anno dopo aveva ceduto l'attività all'unico figlio- Forse non vedendo prospettive ha ceduto a un attimo di debolezza».L'imprenditore ha lasciato il proprio «testamento» in 5 cartelle scritte al computer. Un memoriale attraverso il quale ha comunicato ai propri famigliari anche la propria intenzione di essere cremato. Il magistrato di turno ha già messo a disposizione dei famigliari la salma dell'imprenditore.

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/12/21/news/l-azienda-e-in-crisi-imprenditore-suicida-a-39-anni-3014904


Con una bambina di nove mesi hai poco da ridere di questi tempi.
Con il compagno licenziato e una disperazione che nel Veneto si diffonde a macchia d’olio grazie alla Lega di Zaia che sa solo farsi i propri affari contro i bisogni dei Veneti.
Riporto la notizia:

ALLA CANNA DEL GAS: «HO RUBATO PER UN NATALE IN FAMIGLIA»
Una ventenne senza lavoro e con il convivente licenziato pizzicata al Panorama si è giustificata così
21-12-2010
TREVISO – La polizia è intervenuta al supermercato Panorama di viale della Repubblica, in quanto una ragazza era stata sorpresa dall’addetto alla vigilanza a nascondere alcuni prodotti e generi alimentari all’interno della propria borsa.
La donna, identificata per B.D., ventenne, residente in provincia di Treviso, ha riferito ai poliziotti di essere disperata perché senza lavoro, con una figlia di 9 mesi e che il proprio convivente era stato licenziato da qualche giorno.
La stessa si è giustificata dicendo che il cibo e gli oggetti rubati sarebbero serviti per festeggiare il giorno di Natale. B.D. è stata denunciata per furto.

Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/alla-canna-del-gas-%C2%ABho-rubato-un-natale-famiglia%C2%BB-31478


E’ la disperazione.
L’unica cosa che mi fa piacere è che, seduto sulla riva del fiume della vita, non vedo galleggiare il cadavere di questa donna che ha avuto il coraggio di prendersi quello che gli serviva per la propria bambina.
Alla faccia dei venetisti, non si è attaccata alla canna del gas.
Poi, guardando l’imprenditore che galleggia suicida, posso dire: “Mejo ti che ea”. “Mejo nessun?” “Co’ sta disperasion, cavateo da la testa”.
E, intanto, aspetto il prossimo cadavere che la disperazione farà galleggiare.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

22 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 20 dicembre 2010

Suicidi in Veneto e i presepi cattolici per legittimare le cause che inducono al suicidio dei ragazzi.



Un esempio della famiglia che induce i ragazzi al suicidio. Rappresenta il principio di "onora il padre e la madre" in contrasto con la Costituzione della Repubblica. Mentre la Costituzione della Repubblica impone dei doveri ai geniori nei confronti dei figli, i cattolici, con questa rappresentazione, pensano che i figli siano creati ad immagine e somiglianza del loro dio padrone e che la loro inadeguatezza non è il risultato delle azioni inadeguate dei loro genitori e della società in cui vivono, ma della volontà di creazione del loro dio padrone. Così i loro figli vengono violentati nella loro struttura emotiva e spesso mettono in atto azioni distruttive perché non sanno affrontare emotivamente le sfide che la vita mette davanti a loro. In fondo, l'ultima questione che li porta al fallimento esistenziale, non è altro che l'ultimo anello di una catena di fallimenti esistenziali in cui i ragazzi sono stati costretti a recitare il Magnificat ad ogni "padrone" incontrato.
---

In molte case dei veneti ci sono i presepi: rappresentano il diritto dei genitori “la sacra famiglia” di alimentare le condizioni affinché i loro figli si suicidino. Il loro figlio lo ha creato dio, non sono loro che lo hanno fatto crescere: non sono le loro azioni che hanno agito sui neuroni-specchio del loro figlio. I genitori sono coloro che il loro figlio deve onorare, proprio come la “sacra famiglia” dei cattolici. Se poi il loro figlio si spara o si ammazza con un’overdose, è colpa di dio che lo ha creato male.
E’ la logica infingarda dei veneti!
Mentre Zaia gioca con gli spiccioli e si riempie la bocca di “aiuti”, il Veneto macella i suoi figli.
Un disastro sociale che viene continuamente presentato in cronaca ma che non si vuole vedere perché costringere in ginocchio i ragazzi davanti al crocifisso, qui in Veneto, fa molto figo e rende i voti di vescovi cattolici corrotti e socialmente vigliacchi.
Si sente figo Zaia quando chiama Scola “sua eminenza” dimenticandosi il ruolo Istituzionale che ricopre e offendendo tutti i cittadini del Veneto. Fa figo spingere le persone al suicidio perché private degli strumenti per essere dei cittadini consapevoli.
Fa figo, per Zaia, spingere, come prima di lui Forza Italia e la Democrazia Cristiana (di cui lui è la continuità ideologica) i ragazzi al suicidio.
Sulla riva del fiume della vita, continuiamo a contare i cadaveri dell’umana esistenza e contiamo anche questi due costretti a morire perché chi ha loro imposto il crocifisso, famiglia, parrocchia, scuola, continuano a seminare terrore e odio sociale:


Conegliano, per una delusione d'amoresedicenne si spara con la pistola del padre
Tragedia in centro città, inutili i soccorsi dei famigliari accorsi nella stanza da bagno


Un ragazzo di sedici anni si è ucciso nella sua abitazione di Conegliano, sparandosi alla testa con la pistola del padre. L'arma era regolarmente detenuta dal genitore della vittima. Secondo le prime informazioni, il tragico gesto potrebbe essere stato innescato da una delusione sentimentale vissuta recentemente dall'adolescente. Gli agenti del commissariato di polizia di Conegliano stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica della tragedia.

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/12/19/news/conegliano-per-una-delusione-d-amore-sedicenne-si-spara-con-la-pistola-del-padre-3002399

Vi diranno: era tanto un bravo ragazzo. Chissà cosa gli ha preso?
E chi doveva curarne l’educazione emotiva se né sbattuto le palle: non gli fregava niente. Era un intoppo. Un foruncolo nell’umana esistenza e un colpo di pistola ha fatto uscire il pus togliendo l’ingombro della sua presenza sul pianeta. Non era una ricchezza sociale. Non era un cittadino a cui si fornivano strumenti adeguati per affrontare la vita. Era un fardello che “la società manteneva”.
O come l’altro che si è ammazzato con un’overdose:

28ENNE TROVATO MORTO, SI SOSPETTA OVERDOSE DA METADONE
Christian De Vecchi era senza vita sul letto di camera sua


NERVESA – Ieri mattina i genitori, non vedendolo uscire dalla camera da letto, sono entrati per svegliarlo, ma l’hanno trovato morto.
Si sospetta che ad uccidere Christian De Vecchi, 28enne di Nervesa residente in via Frati, sia stata un’overdose da metadone.
Il giovane, infatti, aveva alle spalle dei trascorsi di tossicodipendenza da cui stava tentando di uscire: da tempo era seguito dal Sert dell’Ulss 8.
I genitori, quando si sono resi conto che il ragazzo non dava segni di vita, hanno chiamato l’ambulanza, ma all’arrivo dei sanitari del Suem 118 non c’era già più nulla da fare.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/28enne-trovato-morto-si-sospetta-overdose-da-metadone-31416

Il terrorismo cattolico impedisce alle persone di diventare consapevoli che avere dei figli è un duro lavoro. L’organizzazione cattolica impedisce alle persone di diventare consapevoli che un figlio è un soggetto che cresce giorno dopo giorno e apprende mediante imitazione (dovreste aver sentito parlare dei neuroni-specchio, o pensate che sia qualche cosa che si mangia) dei comportamenti genitoriali come risposte alle sollecitazioni sociali e più i genitori si mettono in ginocchio davanti al crocifisso e più sono responsabili della distruzione psico-emotiva dei loro figli.
L’uomo non è creato da un dio pazzo cretino e deficiente ammalato da delirio di onnipotenza; l’uomo diviene come risposta psico-emotiva all’ambiente. E’ solo un personaggio squallido come Zaia che per assicurarsi un pugno di voti e la benevolenza di “sua eminenza” preferisce praticare il sacrificio umano dei cittadini del Veneto imponendo loro, dopo aver sputato sui principi Costituzionali, il crocifisso con tutti i principi di odio, morte e sottomissione che comportano. Tanto, chi imputerà a Zaia l’effetto delle sue azioni fra venti anni quando i ragazzi di allora si suicideranno? Oggi vediamo gli effetti delle azioni di Rumor, e chi è in grado di imputarglieli? Non esiste nemmeno l’idea nel sistema giuridico di “causa di distruzione umana dovuta alla manipolazione delle condizioni sociali in cui la vita diviene e si sviluppa”.
Un genitore è irresponsabile se un figlio si suicida: siamo ancora in un sistema giuridico basato su un deficiente che millanta di aver creato il cielo e la terra. Così il figlio è creato “marcio” e “inadeguato” dal dio padrone, non è l’effetto di un comportamento insano e socialmente inadeguato dei genitori
Un sistema giuridico che deresponsabilizza i genitori in nome della loro onnipotenza, “onora il padre e la madre”, e violenta i figli in nome della sottomissione al padrone in croce e a chi si identifica in lui.
In questa attività di terrorismo i veneti sono degli esperti!
Noi, sulla riva del fiume della vita non possiamo far altro che contare i cadaveri che il dolore emotivo, dovuto all’incapacità di affrontare la vita, produce.
I veneti faranno i “presepi” cattolici per legittimare il loro diritto al delirio di onnipotenza. Con quel presepe legittimeranno la loro attività che spinge i loro figli al suicidio e inadeguatezza davanti alla vita.
Ci vorrà molto tempo perché i veneti riprendano le Antiche Tradizioni del Veneto e facciano un presepe in cui significare un diverso modo di affrontare la vita. Fino ad allora conteremo i cadaveri dei loro figli (dovrei dire nostri se fossi un nazista e pensassi ad una “discendenza di sangue” come troppi venetisti fanno in questa regione, ma non lo sono e mi separo da chi coltiva sottomissione, odio e inadeguatezza emotiva)

Ci vorrà molto tempo per rappresentare un presepio come questo e attrezzare i propri figli di armi emotive adeguate con cui affrontare la propria vita.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

20 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 19 dicembre 2010

L'ideologia del blog di Informazione Veneta: riflessioni su truffe fatte dai carabinieri e da dei sinti.



C’è un modo di ragionare di Informazione Veneta che appartiene ai Veneti che vivono con onore e dignità, consapevoli di essere dei cittadini che rivendicano il loro ruolo di cittadini e di persone. Questo modo di ragionare, Informazione Veneta, lo rivendica contro ogni partito politico e contro ogni ideologia perché è a sua volta ideologia. Ideologia nel senso di complesso di idee e di essere nel mondo dell’individuo da cui si fa discendere il proprio modo di guardare e costruire le proprie opinioni sul mondo.

Gli articoli di cronaca, che riporto, ci danno la notizia di persone truffate da “sinti” e di persone truffate da carabinieri.
Lasciando alla magistratura l’accertamento dei fatti, che a noi poco interessano, ad Informazione Veneta interessa usare i due episodi, per la loro affinità, al fine di chiarire perché Informazione Veneta è “furiosa” per il comportamento dei carabinieri, mentre è più tollerante o comprensiva nei confronti dei truffatori indicati come “sinti”.
Riporto i due articoli prelevati, uno dal Corriere della Sera Veneto e l’altro da Il Gazzettino di Rovigo (c’è l’indicazione specifica della pagina da cui è prelevato e l’autore dell’articolo):


Serie di anziani truffati e rapinati
Smascherata una banda di sinti
I tre nomadi pregiudicati entravano in casa con una scusa. Ora sono in carcere a Parma. In quattro colpi, rubati denaro e preziosi per settemila euro


Antonio Andreotti
17 dicembre 2010
ROVIGO — Quattro colpi, di cui uno tentato, compiuti tra il 9 e il 21 aprile scorso ai danni di altrettanti anziani rodigini. Sempre truffe, in una caso sfociate in rapina, per un bottino complessivo di settemila euro sottratti alle loro vittime tra denaro e gioielli. Dopo mesi di indagine, la squadra mobile di Rovigo coordinata da Bruno Zito ha scoperto chi li ha messi a segno. Si tratta di tre fratelli di etnia sinta, tra i 38 e i 29 anni, residenti in provincia di Torino che sono stati denunciati. Due di loro sono in carcere a Parma, dov’erano stati arrestati lo scorso maggio in flagranza di reato. A mettere la mobile sulle tracce dei tre pregiudicati, che dal Torinese erano calati come predoni per un paio di settimane a Rovigo, sono stati diversi aspetti. Intanto il «modus operandi», caratteristico della gang sinta. Uno dei due fratelli bussava alla porta della vittima, sempre una villetta con giardino, fingendosi come dipendente comunale incaricato di misurare la metratura della casa per la tariffa rifiuti, oppure come addetto Enel, o dell’acquedotto.
Un altro fratello, intanto, entrava di soppiatto nell’appartamento dal retro. Poi rubava qualcosa e tornava all’entrata, spacciandosi a sua volta per carabiniere, poliziotto, finanziere o anche vigile urbano e ponendo all’anziano la domanda: «È sua questa refurtiva che abbiamo ritrovato? », mostrandogli quanto appena sottratto. Una volta ottenuta la sua fiducia, entrava assieme al finto dipendente e teneva occupata la preda mentre l’altro si allontanava per rubare. Poi se ne andavano e fuggivano a bordo di un’auto grigia, guidata dal terzo fratello. Un meccanismo che si è ripetuto costantemente tutte e quattro le volte ai danni una donna di 76 anni residente in via Buozzi, rapinata di circa 3.500 euro, perché minacciata dal duo; di un 78enne di via Degan razziato di preziosi per circa duemila euro; di una 91enne di via Sanzio alla quale hanno portato via 1.500 euro dal portafogli.
Unico colpo andato a vuoto, quello ai danni di un 68enne in via Porta Po, che non ha abboccato. Le modalità coi quali i quattro colpi sono stati tentati e consumati hanno dato lo spunto investigativo alla Mobile, che poi ha anche lavorato sulle testimonianze degli anziani. Tutti i truffati hanno parlato di forte somiglianza tra i due malviventi e della presenza costante di un’auto grigia nella vicinanze. Le ricerche si sono così indirizzate verso i tre sinti residenti nel Torinese, due dei quali nel frattempo catturati a Parma. Si tratta di pregiudicati con precedenti specifici, noti anche alle forze dell’ordine friulane.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2010/17-dicembre-2010/serie-anziani-truffati-rapinati-smascherata-banda-sinti-18196292806.shtml



E poi:


Rovigo. Arrestati due carabinieri: accusati
di aver rubato 50mila euro a una donna
Complici di due giovani che avevano alleggerito le vittime
prospettando affari nel settore immobiliare e dei preziosi

di Cristina Fortunati
18 dicembre 2010
ROVIGO (18 dicembre) - Sono stati arrestati, con l'accusa di furto aggravato da mezzo fraudolento, due marescialli dei carabinieri in servizio al Nucleo operativo della Compagnia di Rovigo. All'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip Carlo Negri, affidata alla squadra mobile rodigina, hanno assistito anche militari del comando provinciale dell'Arma. Dell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Sabrina Duò, era stato informato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giovanni Baudo, che aveva offerto la massima collaborazione agli inquirenti.Uno dei due sottoufficiali è stato arrestato in mattinata, l'altro nel pomeriggio, al rientro da una missione all'estero. Essendo militari, sono stati portati in un carcere fuori provincia. Secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero avuto un ruolo nel furto di 50 mila euro perpetrato la scorsa primavera ai danni di una rodigina. Questa la vicenda al centro delle ordinanze eseguite, ma gli episodi su cui indagano Mobile e Procura sarebbero più d'uno.I copioni sono simili: due giovani avvicinano le vittime e prospettano guadagni strabilianti. A detta loro c'è modo di incrementare i risparmi comprando immobili, diamanti o entrando nel giro del riciclaggio. Anche nel caso della donna, i due, che gli inquirenti ritengono il polesano Alessandro Chinaglia, 27 anni, e il padovano Rade Radulovic, prospettano investimenti redditizi. Una messinscena ben orchestrata, con finte consegne di denaro da parte di complici per dimostrare la convenienza dell'affare. Alla fine lei accetta di investire 50 mila euro. L'appuntamento è in un parcheggio di Rovigo: Chinaglia, Radulovic e la vittima sono in auto, la valigetta coi soldi sta per passare di mano, quando entrano in scena i due carabinieri. Scesi da una Punto, in borghese, paletta in mano, chiedono ragione di tutto quel denaro, fermano i due uomini e li caricano in auto con la valigetta e le banconote. Impaurite, spesso nella convinzione di aver partecipato a un'operazione poco pulita, le vittime tacevano. Altrimenti ci pensava Chinaglia, un paio di giorni dopo, a telefonare al derubato di turno dicendo: «Stai zitto, se no prendono anche te».Ma la donna denuncia l'accaduto. Partono gli accertamenti e la polizia identifica Chinaglia e Radulovic. Per il primo scatta l'arresto, mentre il secondo è tuttora ricercato. Le indagini continuano e gli investigatori scoprono che i carabinieri descritti dalla donna possono essere effettivamente in servizio e non semplici millantatori. A portare alla caserma di via Silvestri sarebbero i tabulati telefonici che testimonierebbero contatti tra i truffatori e utenze intestate ai due marescialli. E anche la donna li avrebbe riconosciuti dalle foto.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=131308&sez=NORDEST


I Sinti, sono un gruppo etnico all’interno della popolazione italiana, ma anche di altri paesi, comunque sempre di un gruppo etnico si tratta. I carabinieri sono un’Istituzione dello Stato.
I Sinti, spesso vivono ai margini della società civile. Si arrangiano per sopravvivere occupando quel segmento della società che sta fra l’integrazione e l’emarginazione vissuto sempre con sospetto e con timore dalla società “integrata”.
Dal momento che il diritto alla sopravvivenza, sia fisica che economica, è un diritto sacro e non viene garantito dalle Istituzioni è inevitabile che queste persone commettano reati, più o meno gravi, nei confronti di settori della società civile che, pur essendo integrata e relativamente benestante, è tuttavia più esposta alla loro azione. Diciamo che difficilmente si farebbero passare per dei direttori di banca e difficilmente ruberebbero centinaia di milioni di euro. Più facile che rubino una pensione o truffino l’anziano. I colpi che questi “sinti” arrestati mettevano a segno erano nell’ordine di 1000-5000 euro. Importanti e vitali per la singola persona, ma non gravi nel complesso della delinquenza nazionale.
E’ fuori discussione che i loro crimini vanno perseguiti a norma di legge e ci irritano se uno di noi li subisce, ma rimangono tuttavia nell’ambito della società occupando quella posizione di marginalità dalla cui miseria e illegalità la società civile trae la sua ricchezza.
Se queste persone, anziché “sinti” fossero stati ebrei e qualcuno avesse scritto “Smascherata una banda di ebrei” ci sarebbero state persone che avrebbero gridato al razzismo in quanto essere ebreo non implica essere un ladro. Ma nemmeno essere un sinto è sinonimo di ladro. Un ebreo povero può rubare (o non rubare); un sinto povero può rubare (o non rubare); un cattolico povero può rubare (o non rubare).
Dal momento che i giornalisti si vergognano di dire che “i poveri fanno schifo” perché possono rubare, preferiscono fare del razzismo indicando un’appartenenza etnica che separi il “malfattore” da un contesto sociale che appare onesto. In questo modo i giornalisti fanno un’azione criminale: nascondono le cause che inducono a commettere reati criminalizzano un insieme etnico come causa del reato.
Da qui: l’Ordine dei Giornalisti è un’organizzazione criminale che sparge odio razzista in Italia! L’Ordine dei Giornalisti, non intervenendo su questo modo di fare notizia e perciò si assume tutta la responsabilità morali derivanti dal fatto trasformandosi in un’organizzazione terroristica, criminale e delinquenziale, anche se la magistratura, nell’ottica per cui i “poveri fanno schifo” non si disturba a contestarne il reato.

Diverso è il discorso per quanto riguarda i carabinieri arrestati.
Intanto osserviamo come le cifre sottratte si stiano alzando. Stiamo passando da qualche migliaia di euro ai 50000 euro sottratti dai carabinieri. E questi carabinieri eseguivano il loro crimine proprio usando l’Istituzione Carabinieri. In quanto Carabinieri, addestrati come Carabinieri, potevano mettere in atto la loro azione delittuosa. L’essere Carabinieri permetteva loro di delinquere. La notizia, riportata dalla stampa ci dice che veniva esercitata una minaccia sulle vittime proprio attraverso delle azioni che potevano essere messe in atto attraverso l’uso dell’Istituzione Carabinieri.
Ci domandiamo a questo punto: quante migliaia di atti criminali i carabinieri hanno messo in atto usando come copertura il loro ruolo Istituzionale?
Perché non è stata messa una sorveglianza e un controllo sulle attività di inchiesta, indagine, intervento, dei Carabinieri?
Perché non si parte dal presupposto che gli atti dei Carabinieri sono oggettivamente e aprioristicamente degli atti delittuosi e disonorevoli di aggressione alla popolazione civile e solo in un second’ordine, dopo attenta analisi del magistrato, si possono ascrivere ad una “correttezza” corrispondente al loro dovere Istituzionale?
Mentre i sinti, dell’articolo citato, agiscono nell’ambito di un’emarginazione loro imposta (ricordiamo i tentativi da parte della Lega di impedire la fruizione del villaggio a Mestre), i Carabinieri dell’articolo, agiscono come Carabinieri, usando l’Istituzione Carabinieri per poter delinquere.
Se dobbiamo rispettare la legge per ciò che la legge è: da un lato questi tre “sinti” vanno perseguiti per il loro reato, ma dall’altro lato, non solo i due Carabinieri vanno perseguiti, ma tutta l’arma dei Carabinieri è responsabile, sociale e morale, di quei delitti.
Quando un’Istituzione viene usata per delinquere, l’intera Istituzione è responsabile di quel delinquere e tutti i suoi membri vanno perseguiti a norma di legge.

Purtroppo le persone che vengono violentate dai Carabinieri e costrette in ginocchio davanti ad un crocifisso, vengono costrette a soggettivare il crocifisso come il padrone che identificano nel Carabiniere, e vengono costrette a rinunciare alla loro consapevolezza dell’essere dei soggetti di diritto Costituzionale. Vengono costrette, anche dai carabinieri, a considerarsi degli oggetti di possesso e come tali, privati del diritto di rivendicare giustizia nei confronti di Istituzioni che troppo spesso servono per coprire azioni criminali.

Questo è il modo di pensare di Informazione Veneta: la propaganda di chi delinque nascosto dietro alle Istituzioni ci interessa poco.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

19 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 18 dicembre 2010

I rimborsi dello Stato per gli alluvionati del Veneto distribuiti da Zaia


Zaia ha istribuito 100 milioni di risarcimento danni provenienti dallo Stato (e pagati con decurtazioni su altre voci alla Regione per, vado a memoria, 350 milioni) dei 300 definitivi.


Penso che sia interessante sapere quanti soldi avranno a disposizione i comuni da dividere fra i loro cittadini che hanno subito danni per l'alluvione.

Riporto le tabelle di come Zaia ha distribuito il denaro.

Si presume che distribuirà anche gli altri 200 milioni a meno che non li trattenga per la messa in sicurezza del territorio o per altri scopi.

Ma vediamo le tabelle sugli aiuti agli alluvionati è necessario capire la quantità e la qualità degli aiuti dello Stato (sarebbe bene sapere quanti fondi sono stati decurtati alla Regione Veneto, ma per ora limitiamoci a questo).





















Mi piacerebbe sapere come verranno impiegati i 407 euro di Cadoneghe in provincia di Padova o come intende Barbarano Vicentino. Oppure i 500 euro di Volpago del Montello.
Penso che tutti siano soddisfatti dei rimborsi di Zaia e finalmente i paesi alluvionati tireranno un sospiro di sollievo specialmente sapendo che quei soldi sono stati sottrati ai cittadini del Veneto diminuendo una serie di altri contributi: una coperta stretta da tirare?

Forse la coperta è stretta, ma se anziché farsi diminuire i fondi Zaia si fosse limitato a dirottarli per l'occasione, almeno i veneti non sarebbero stati presi per i fondelli. Ogni partito ha gli adepti della setta che si merita!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 17 dicembre 2010

I suicidi imposti dall'educazione cattolica sono la malattia della Regione Veneto che impone i crocifissi per violentare la Costituzione


In foto: Un Presepe Pagano (vedi anche su You Tube) che, a differenza del presepe cristiano, indica principi morali attinenti alla Costituzione della Repubblica Italiana.
Finché i cristiani imporranno l'idea che i bambini sono "bestiame da allevare " (e spesso da stuprare) i suicidi per disperazione e depressione (e gli altri comportamenti distruttivi) saranno la norma nella società in cui viviamo e nella Regione Veneto in particolare.
---
E’ necessario rubare la vita ai figli perché questi decidano, qualunque ne sia il motivo apparente, di spararsi un colpo di pistola alla testa.
La depressione non è una malattia che si prende come un raffreddore.
La depressione viene costruita dai sistemi educativi propri della società e imposta ai figli dai genitori che, educati a loro volta dalla chiesa cattolica, pensano ai loro figli come bestiame creato ad immagine e somiglianza del loro dio padrone e pensano di non avere dei doveri nei confronti dei loro figli. Pensano di aver fatto del loro meglio, ma si sono dimenticati che fare del loro meglio significa vivere nelle contraddizioni della società, significa partecipare alla costruzione di un futuro sociale, non significa chiudere il figlio in un campo di concentramento chiamato famiglia, separarlo dalla società affinché cresca ad immagine e somiglianza di un “sé stesso” che si pensa onnipotente come il dio padrone onnipotente. Gira e rigira, le cause che inducono al suicidio nella Regione Veneto sono da attribuire al criminale in croce, al dio assassino dei cristiani e alla loro identificazione col delirio di onnipotenza imposto dal crocifisso.
La Tragedia, presso i greci, aveva la funzione di analizzare le cause prime che portano all’evento tragico; nel cattolicesimo le persone si vergognano di parlare delle cause della tragedia: fuggono consapevoli della loro responsabilità nel provocare la tragedia. Fuggono consapevoli della loro codardia. E’ l’insegnamento del crocifisso che costringe le persone a non provare Pietas, per l’evento tragico, ma commiserazione. Una commiserazione che ha lo scopo di allontanare la ricerca delle cause affinché i cristiani possano continuare a seminare disperazione.
Come in questo caso:


Padova, si uccide a 19 anni con la pistola nel giorno del compleanno
Si è sparato nel bagno di casa, nel quartiere della Madonna Pellegrina. Non è ancora chiaro come si fosse procurato l'arma, che non è del padre, pasticcere in provincia. Lo ha trovato un familiare. Sembra non abbia lasciato messaggi


17 dicembre 2010
PADOVA. Un colpo di pistola nel giorno del diciannovesimo compleanno. Giovanni D. si è tolto la vita ieri, nella sua camera. Si è steso a letto, si è adagiato su un fianco e ha fatto fuoco. Non ha lasciato biglietti, non ha lasciato messaggi. L’ha trovato un familiare, poco prima delle 19, scoprendo così il dramma che ha distrutto un’intera famiglia. In tutta questa situazione c’è un mistero da chiarire: non si sa a chi appartenga la pistola usata.IL FATTO. Il dramma si è materializzato nel quartiere Tre Garofani. Giovanni da circa un anno era sprofondato nel tunnel della depressione, sembra a causa della separazione dei genitori. Aveva lasciato la scuola per aiutare il papà nell’attività commerciale, gestita fuori città. Era un ragazzo chiuso, dai lunghi silenzi. Ieri era tornato a casa nel primo pomeriggio. Era solo e così si è chiuso in camera.L’INDAGINE. Dopo il primo intervento di una Volante della polizia, i rilievi sono stati affidati alla Squadra mobile. L’unico giallo ancora da chiarire è la provenienza della pistola. Il padre del ragazzo ha giurato di non aver mai posseduto alcuna arma. Il sospetto è che il diciannovenne se la sia procurata in qualche modo, magari via Internet o forse addirittura in città. Peraltro si tratta di una pistola atipica, di fabbricazione straniera, probabilmente calibro 9. Ora i poliziotti stanno cercando di rintracciare gli amici, per provare a ricomporre un drammatico mosaico. La stanza della tragedia è stata esaminata da cima a fondo e, almeno fino a tarda sera, non erano stati trovati biglietti o lettere d’addio.CHOC DEI PARENTI. Il padre è stato avvisato di quel che era successo sul posto di lavoro. Si è precipitato a casa, dopo aver ricevuto la telefonata disperata dei parenti. Sotto choc anche la madre, colta da malore.IL COMPLEANNO. Quello di ieri per lui doveva essere un giorno di festa, da trascorrere anche in famiglia, la famiglia che però lui sentiva di avere completamente perduto. Così, al termine del suo turno di lavoro, ha salutato tutti e ha osservato per l’ultima volta la camera, quella in cui aveva giocato come fanno tutti i bambini. In quello stesso luogo Giovanni ha detto addio alla vita.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/12/17/news/padova-si-uccide-a-19-anni-con-la-pistola-nel-giorno-del-compleanno-2980862


Un eterno bambino che i genitori hanno dimenticato di trasformare in un adulto consapevole attrezzato per affrontare le contraddizioni della vita. Un bambino, come dice questo articolo, che guardava la sua “cameretta in cui giocava”; un desiderio di “ritorno nell’utero” instillato da genitori che ossequiosi del principio orribile del cattolicesimo “onora il padre e la madre”, si sono dimenticati che la nostra Costituzione imponeva loro di “E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.” Cost. Rep. Art. 30 comma 1.
Si sono dimenticati dei doveri e hanno usato il termine “diritti” per imporre al ragazzo di “onorare il padre e la madre”.

A quell’età io avevo un altro problema: impedire a Giulio Andreotti e alla sua banda terrorista di usare gli elicotteri dell’aviazione leggera dell’esercito di Viterbo per fare un colpo di Stato. E’ uno dei motivi per i quali la Polizia di Stato mi ha torturato. Questi ragazzi invece, costretti in ginocchio davanti al crocifisso, non hanno nemmeno la consapevolezza della relazione fra sé e il mondo in cui vivono.

E’ la violenza del cristianesimo che impone la sua morale di sottomissione e rinuncia contro la morale della Costituzione della Repubblica. Obbliga i cittadini a non essere adatti ad affrontare le contraddizioni della vita. A non abitare consapevolmente il mondo in cui vivono.
Noi, che stiamo sulla riva del fiume della vita, guardiamo i cadaveri che galleggiano. Cadaveri di una società devastata dal cristianesimo in una Repubblica che non riesce a trasferire i principi morali dalla Carta Costituzionale alla vita pratica delle persone.



Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 15 dicembre 2010

Minacce dell'Arma dei Carabinieri ai clienti dei negozi di Treviso: evitate acquisti a Treviso se non volete passare per delinquenti.


Terrore a Treviso negli esercizi commerciali: i carabinieri minacciano i clienti chiamandoli “delinquenti” e mettendoli sull’avviso che carabinieri in borghese si agiranno negli esercizi commerciali.
In altre parole, il cliente viene visto come il delinquente da aggredire in nome di una sicurezza che interessa esclusivamente il commerciante che spenna il cliente.
Le minacce arrivano dall’Arma dei Carabinieri di Treviso.
La questione non è la repressione dei reati, ma come i carabinieri intendono la prevenzione che consiste nello spargere terrore nei confronti dei cittadini.
Le minacce fatte da un carabiniere in una TV locale non lasciano dubbi ad equivoci: i cittadini sono innanzitutto considerati dei delinquenti e solo in subordine dei clienti dei negozi.
E’ il capovolgimento dei termini Costituzionali che in nome della sicurezza, più immaginata che reale, si mettono in atto azioni preventivamente di terrore e di minaccia nei confronti della sicurezza dei cittadini ad opera dell’Arma dei Carabinieri.
Ogni cittadini deve sapere che se va a fare la spesa in un negozio di Treviso viene osservato da carabinieri in borghese come un potenziale delinquente, qualunque siano le sue intenzioni.
Siamo tornati all’epoca in cui i carabinieri aggredivano chiunque portasse un eskimo perché sicuramente era un criminale terrorista.
“Segnalateci le situazioni sospette...” dicono i carabinieri, dove tutto genera sospetto, basta interpretarlo come tale.
E’ una vergogna!
Riporto la notizia anche se l’intervista nella TV locale del carabiniere appariva infinitamente più minacciosa che non la notizia scritta:

Contro l'aumento di furti e rapine sotto le feste
NATALE SICURO NEI NEGOZI
"Alleanza" Carabinieri- commercianti

TREVISO - (mz) Corsa ai regali, tredicesime immolate allo shopping, incassi più corposi nei negozi: il maggior giro di denaro durante le feste natalizie, tradizionalmente, rischia di fomentare l'intraprendenza dei malintenzionati. I Carabinieri sono pronti a prevenire un aumento di furti e rapine nel periodo di fine anno, grazie anche alla collaborazione dei commercianti trevigiani. L'operazione “Natale sicuro”, presentata dal comandante provinciale dei Carabinieri Gianfranco Lusito e dal presidente della Confcommercio nostrana Guido Pomini, mira a scongiurare reati ai danni delle imprese commerciali, ma anche a garantire maggiore sicurezza a tutta la popolazione. I dati dei primi undici mesi del 2010 segnalano già una tendenza alla riduzione dei crimini rispetto all'anno prima: le rapine sono scese da 25 a 16, i furti da 733 a 649, di contro gli arresti per il primo reato sono saliti da 8 a 14, per il secondo da 80 a 101. In questi giorni i militari dell'Arma rafforzeranno i controlli, di giorno e di notte, anche in borghese. “Segnalateci le situazioni sospette, dentro e fuori i negozi”: è l'invito rivolto agli esercenti trevigiani per poter così intervenire in modo più tempestivo ed efficace. I Carabinieri hanno anche predisposto una sorta di vademecum per aiutare i commercianti a non trovarsi in situazioni “spiacevoli”: evitare di uscire dalla bottega con ingenti quantitativi di denaro o, se costretti a farlo, farsi accompagnare; non sostare in zone isolate o poco illuminate; non percorrere sempre lo stesso tragitto per tornare a casa.
Ai nostri microfoni, illustra il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Gianfranco Lusito e il presidente della Confcommercio, Guido Pomini.
Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/23727/natale-sicuro-nei-negozi

Ancora una volta l’arma dei carabinieri si presta ad azioni di terrorismo nei confronti dei cittadini.
Forse che l’arma dei carabinieri non deve reprimere i reati?
E’ suo compito reprimere i reati!
Ma non è di questo che stiamo parlando. Stiamo parlando della prerogativa della repressione del reato dei carabinieri usata come minaccia nei confronti dei cittadini: e questo è un atto di terrorismo nei confronti dei cittadini.
Costituisce una minaccia terroristica nei confronti dei cittadini e l’Arma dei Carabinieri non se lo può permettere. Non si può permettere di spargere terrore presupponendo che i cittadini siano dei delinquenti perché, nel farlo, commette un reato dimostrando come l’arma dei carabinieri, lungi dal rispettare i propri doveri, usa la proprie prerogative per commettere dei delitti: cioè sono dei delinquenti!

Mi sembra un motivo sufficiente per non andare nei negozi di Treviso a fare acquisti: specialmente quelli di Treviso città!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

16 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Myair arresti per fallimento, gli alluvionati in Veneto e la morale sociale.


L’alluvione in Veneto ha provocato danni per un miliardo di euro. Lo Stato ne ha promessi, ma solo promessi, 300 milioni. Il fallimento della Myamar di Vicenza ha fatto un dissesto di 200 milioni di euro che i veneti si sono intascati facendo fallire la società aerea.
Oggi ci sono stati 10 arresti e varie perquisizioni in Italia.
I Veneti si sono bruciati 200 milioni di euro occultati con falsi in bilancio per circa 700 milioni di euro.
E i veneti vorrebbero il risarcimento per l’alluvione?
Se noi defalchiamo ai 300 milioni di euro promessi dal governo Berlusconi e da Bossi i 200 milioni che solo in questo caso gli imprenditori del Veneto hanno sottratto ai cittadini italiani, verrebbero dati agli alluvionati 100 milioni di euro. 200 milioni li hanno già avuti come benefici per la Myair.
Nei prossimi notiziari stampa avremo anche il nome degli indagati e degli arrestati, ma non sarebbe opportuno che quel sindaco che vorrebbe tagliare le mani allo zingaro che gli ha fatto qualche decina di euro di danni le tagliasse agli amministratori della Myair che hanno sottratto centinaia di milioni di euro?
Evidentemente quel sindaco ha schifo dei miserabili, mentre ammira i grandi ladri e i grandi truffatori. Ammira quelli che lasciano a casa centinaia di persone e distruggono l’economia della società civile: è una questione di predilezioni soggettive,
Riporto la notizia da Tevideo Rai:


Vicenza,bancarotta e truffa: 10 arresti
15/12/2010 09:04
9.04 La Guardia di Finanza di Vicenza ha eseguito 10 arresti e numerose perquisizioni in tutta Italia in relazione al fallimento della compagnia aerea low cost, Myair.com Spa. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta e truffa. Un dissesto di oltre 200 milioni di euro,occultato con falsi in bilancio per circa 700 milioni di euro,con danno occupazionale di più di 600 posti di lavoro. Le Fiamme Gialle hanno accertato anche l'indebita percezione di contributi pubblici per 50 milioni e sequestrato beni per 19 milioni di euro.
Tratto da:
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=101&id=800


E riporto la notizia come lanciata dall’Agi


CRAC MY AIR: GDF ESEGUE UNA DECINA DI ARRESTI, 35 INDAGATI

(AGI) - Vicenza, 15 dic. - Arrestati in queste ore i responsabili del crac della compagnia aerea veneta My Air e della spagnola Lte che aveva messo sulla strada oltre 600 dipendenti. I reati ipotizzati sono bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello stato. Altre 8 persone sono state colpite da provvedimenti restrittivi. All'alba di questa mattina i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza hanno dato esecuzione a 10 provvedimenti emessi dal gip ed a numerose perquisizioni in tutta Italia a conclusione delle indagini, coordinate dalla locale Procura, legate al fallimento della societa' aerea di Torri di Quartesolo (Vicenza). Sono 35 ad oggi gli indagati, per un dissesto quantificato in oltre 215 milioni di euro. Falsi in bilancio accertati per circa 700 milioni di euro, contributi pubblici indebitamente percepiti per 48 milioni di euro. Le indagini sono estese anche all'estero.
Tratto da:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201012150925-ipp-rt10028-crac_my_air_gdf_esegue_una_decina_di_arresti_35_indagati


Ricordo che le difficoltà della My Air avevano già portato a grandi difficoltà con molti cittadini truffati:



Fallimento Myair, addio ai rimborsi«Beffato chi aveva comprato i biglietti»
27/11/2010
C’è chi si è ritrovato senza aereo prima di partire e chi addirittura ha dovuto fare i salti mortali per tornare dal luogo di villeggiatura. Eppure per i viaggiatori che lo scorso anno si sono ritrovati con il biglietto di una compagnia aerea fallita, la vicentina Myair, quasi di sicuro non otterranno alcun rimborso. Ad annunciarlo è l’Adico, l'Associazione difesa consumatori, che ha preso in carico una cinquantina di cittadini rimasti spiazzati dal crac del vettore low cost. «Per dare le dimensioni del tracollo finanziario del gruppo – spiega Carlo Garofolini, presidente Adico – il buco complessivo è stimato dalla polizia tributaria in 215 milioni. Il quadro economico è inequivocabile dalla scorsa estate e ogni alternativa alla dichiarazione di insolvenza col fallimento è una perdita di tempo». Alla fine la posizione debitoria è più ampia delle disponibilità patrimoniali. «Così – continua Garofolini – troveranno soddisfazione solo i principali creditori, mentre resteranno tagliati fuori tutti gli utenti che avevano acquistato un biglietto e che non hanno potuto utilizzarlo. Come sempre i consumatori sono quelli che pagano il prezzo più alto: così è per Myair, per il Ventaglio, per Todomondo». L’Adico segnala ai cittadini coinvolti nella vicenda il sito ufficiale attraverso il quale Giovanni Sandrini, curatore fallimentare del caso Myair, pubblica le comunicazioni ufficiali: su www.fallcoweb.it/myair c’è un’area riservata ai soli curatori e creditori registrati.
Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/204960_fallimento_myair_addio_ai_rimborsibeffato_chi_aveva_comprato_i_biglietti/


Storie di un Veneto in cui si educano le persone a truffare, ingannare, rubare.
Non è strano che queste indagini vengano fatte alla Procura di Vicenza e non a quella di Venezia o i Treviso.
Per parafrasare qualcuno: c’è del marcio in “danimarca”; fosse solo in Danimarca!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

15 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 13 dicembre 2010

Il sistema mafioso che vige in Veneto nelle inchieste della Guardia di Finanza


Quando si parla di mafia, o se preferite, di sistema mafioso del Veneto, ci si riferisce a commistione di malavita incuneata nelle Istituzioni che, usando le Istituzioni, aggredisce i cittadini con vere e proprie azioni di terrorismo.
E’ il sistema malavitoso del Popolo delle Libertà e della Lega di Bossi ereditato dalla Democrazia cristiana.
Non stiamo parlando dello zingaro che fa un furto. Stiamo parlando di un’organizzazione che ha privato di denaro e di giustizia i cittadini del Veneto: parliamo di terrorismo sociale e finanziario. Questi sono i criminali che, alla faccia di Zaia, dovrebbero essere arrestati e buttata via la chiave. Questi sono i criminali ai quali andrebbero tagliate le mani. E’ vergognoso che la parte politica che ha favorito questi crimini contro la società continua a far propaganda aggredendo Rom o extracomunitari: è la vigliaccheria dei Veneti. Violenti con i deboli e leccaculi con i padroni o con chi li mette in ginocchio! E’ l’insegnamento del crocifisso che veneti codardi impongono con la violenza a bambini indifesi.
Riporto l’articolo sull’inchiesta dei magistrati ricordando come ciò che emerge è solo un’infima parte degli atti di terrorismo che i Veneti subiscono attraverso criminali che usano le Istituzioni per sparare nei loro diritti Costituzionali:


Mazzette in cambio di favori

Dieci arresti e un centinaio di denunce
Operazione anti-corruzione nel Vicentino, giro di 2,3 milioni di euro. Nel mirino imprenditori, dirigenti e funzionari dell'Agenzia delle Entrate

VICENZA - Un’operazione anti-corruzione è stata compiuta dalla Guardia di Finanza di Vicenza che, a conclusione di un anno di indagini, ha portato ad indagare 107 persone di cui 14 destinatarie di misure cautelari. Le Fiamme Gialle del nucleo della polizia tributaria vicentina hanno scoperto circa un centinaio di «mazzette», per complessivi 2,3 milioni di euro, che sarebbero state pagate da una settantina di contribuenti, soprattutto imprenditori, per cercare di ammorbidire i controlli del fisco o farsi ridurre imposte o sanzioni da versare allo Stato. Soldi che sarebbero stati versati, in sostanza, per ottenere favori attraverso la mediazione di una dozzina di professionisti, tra fiscalisti e dipendenti dell’Agenzia delle Entrate. L’ipotesi di reato nei confronti di questi ultimi è di associazione per delinquere.
Presunte tangenti per 2,3 milioni di euro, dieci arresti e un centinaio di denunce: sono i dati finali dell’operazione della Guardia di Finanza di Vicenza che ha portato alla luce un sistema diffuso di illeciti fiscali in cui sono rimasti coinvolti, secondo quanto accertato, dirigenti e funzionari dell«Agenzia delle Entrate, militari delle Fiamme Gialle, professionisti e contribuenti, specie imprenditori dell’area vicentina. Le indagini - avviate nel marzo del 2009 come appendice di un’inchiesta relativa a un sistema di frode dell’Iva nel distretto conciario della valle di Chiampo che aveva coinvolto 200 società per operazioni inesistenti pari a 1,4 mld di euro - hanno permesso di scoprire una «rete» di episodi di corruzione, circa un centinaio, al fine di rendere meno pesanti gli esiti di controlli del fisco o abbattere imposte o sanzioni da pagare allo Stato. Le ipotesi d’accusa sono associazione per delinquere, concussione, corruzione, istigazione alla corruzione, rilevazione di segreti d’ufficio, tentata estorsione, riciclaggio, truffa aggravata e ingiurie. Tra le persone segnalate all’autorità giudiziaria, cinque marescialli della Guardia di Finanza, nove dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, 21 professionisti con studi a Vicenza e in altre località della provincia e 72 contribuenti, di cui 68 titolari di imprese. È stata segnalata anche la responsabilità amministrativa di 28 società di capitali.
Nelle indagini delle fiamme gialle sono coinvolte 73 imprese, in gran parte operanti nel settore della concia di pelli; circa il 70% del denaro che sarebbe stato consegnato illecitamente a funzionari dell’amministrazione finanziaria proviene da questo settore. Gran parte delle presunte «mazzette» sarebbero state pagate con banconote anche da 500 euro. Su istanze della procura vicentina i Gip hanno disposto il sequestro di 22 immobili, sette auto, denaro o investimenti per un valore complessivo di 1,7 milioni di euro. Per i funzionari pubblici che avrebbero intascato denaro o altri beni sono state avviate le procedure relative alla contestazione della mancata dichiarazione delle presunte ’tangentì considerate al pari degli altri redditi. Sono state seguite anche 109 perquisizioni. Sul fronte del danno erariale, la Guardia di Finanza ha calcolato mancate entrate per circa 8,5 milioni di euro.
La Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto in merito alla vicenda ha precisato che rispetto ai casi già emersi e affrontati dalla stessa Agenzia delle Entrate, non ci sono stati ulteriori sviluppi né sono stati interessati dalle indagini altri dipendenti dell’amministrazione finanziaria. La Direzione Regionale del Veneto - si scrive in una nota - ha attivamente collaborato con gli inquirenti nel corso dei controlli che hanno portato all’arresto dei dipendenti coinvolti nell’inchiesta e ha già provveduto al licenziamento per giusta causa e senza preavviso due funzionari accusati di corruzione. (Ansa)
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2010/13-dicembre-2010/mazzette-cambio-favori-finanza-indaga-107-persone-18161731301.shtml

Altri fatti del genere arriveranno da Vicenza e dalle altre città del Veneto qualora la magistratura decida, una volta tanto, di fare il proprio dovere anziché continuare ad aiutare il sindaco di turno a violentare bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.
Ricordo come i responsabili di tutto questo siano sempre la Lega di Zaia e di Bossi e il Popolo delle Libertà di Berlusconi e di Galan.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

13 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 12 dicembre 2010

Lo squallore di Zaia e il suo incitamento all'odio sociale: lo squallore infame della razza piave!



La destabilizzazione criminale delle Istituzioni sta solo nelle attività di odio sociale di Zaia.
Ora, che la situazione si è chiarita, restano le parole di odio della Lega e di Zaia.
Un uomo senza nessuna dignità morale, avvezzo a scappare come un topo di fogna davanti ai cittadini per poter difendere interessi di parte che sanno più da interessi che si esprimono in legami mafiosi che non Istituzionali, come i Veneti che violentano i bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso. Un individuo pronto a colpire alle spalle le persone, i più deboli e li emarginati, con incitamenti all’odio di tipo razzista e nazista.
Un uomo che non ha nessuna politica se non progetti di rapina e di devastazione delle Istituzioni. Un uomo che offende i veneti come Hitler ha offeso i tedeschi. Come le farneticazioni di Hitler hanno condotto la Germania alla condanna del mondo per crimini nazisti, così Zaia sta conducendo i Veneti alla condanna mondiale per un genocidio che Zaia invoca con quella sua squallida speranza: “Se malauguratamente venissero fuori le responsabilità di questo signore, si apre uno scenario destabilizzante”. E’ l’odio di Zaia. Un individuo incapace, incompetente che porta le responsabilità di aggressione di stampo terroristico (usare le Istituzioni per violare la Costituzione è un atto di terrorismo) sia ai Rom che agli schiavi dei Veneti che Zaia chiama extracomunitari.
Zaia ci sperava di incentrare la sua campagna elettorale sull’odio razzista. Uno squallido individuo responsabile di migliaia di licenziamenti e di migliaia di negozi che chiudono per mancanza di denaro e che si diverte a violentare i bambini nei loro diritti Costituzionali costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso in offesa e ingiuria nei confronti della Costituzione della Repubblica.
La vigliaccheria dei veneti che hanno assistito, compiacendosi, alla distruzione dei campi Rom ad opera di Gentilini al fine di costringerli alla criminalità, si meritano un uomo immorale e vile come Zaia.
E domani, su che cosa baserà i suoi inganni e le sue truffe Zaia?
Riporto l’articolo dell’odio di Zaia e della Lega per la società civile e per il suo benessere:



Zaia: «Galera e buttare via le chiavi»
Le reazioni della politica locale infiammano la vigilia elettorale
06 dicembre 2010

MONTEBELLUNA. Luca Zaia è basito. Mette la cautela avanti a tutto: «Doveroso rispetto per il lavoro di investigatori e magistrati» e pietas per «la famiglia della piccola Yara, che sta vivendo momenti drammatici».Poi il governatore del Veneto ragiona politicamente: «Se malauguratamente venissero fuori le responsabilità di questo signore, si apre uno scenario destabilizzante: per reati del genere, si chiudano le celle e si buttino via le chiavi. E' una vicenda che rischia di allargare ancora di più il solco tra coloro che rispettano le regole e coloro che vivono una situazione di illegalità. E' un delitto raccapricciante, va usato un trattamento pesante e la tolleranza zero».Va giù duro anche il segretario della sezione della Lega di Montebelluna, Flavio Baratto: «Bisognerebbe applicare la loro legge - spiega - ossia occhio per occhio e dente per dente. Non si può avere pietà per gente di questo genere. Noi qui abbiamo bisogno di gente che lavora e che si comporti secondo le regole, tutti gli altri via, immediatamente. Tutti quelli che non hanno lavoro e non rispettano le regole vanno cacciati, rimandati al loro paese con biglietto di sola andata. Non ho parole per un fatto del genere. Chi compie cose del genere nei confronti di una bambina di 13 anni non merita nessuna pietà».Più cauto l'onorevole leghista Gianpaolo Dozzo: «In questo momento occorre rispettare il silenzio della famiglia - spiega -. E' prematuro esprimere giudizi. Penso che sia un caso che avesse la residenza a Montebelluna. Poteva averla da qualsiasi parte. Io continuo a sperare che la ragazzina, anche se purtroppo le notizie che circolano vanno in tutt'altra direzione, sia ancora viva e ho piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e delle forze dell'ordine».La vicenda di Mohamed certamente attizzerà l'appuntamento elettorale di Montebelluna, previsto per la prossima primavera a causa delle dimissioni del sindaco, eletto in consiglio regionale. La Lega montebellunese sta ragionando su quale tipo di iniziative intraprendere nei prossimi per alzare i toni rispetto a questa vicenda, in attesa di conoscere i particolari dagli inquirenti di Bergamo che stanno indagando sul caso. Le ricerche del corpo di Yara continueranno nella giornata di oggi.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/12/06/news/zaia-galera-e-buttare-via-le-chiavi-2907022


Ha fatto bene il Presidente Napolitano ad inviare un messaggio al sindaco di Brembate. Non tanto perché quel sindaco si meriti il messaggio, ma se non altro non ha gridato al linciaggio mentre altri, del partito di Zaia, già lo facevano per interessi elettorali, per mascherare i licenziamenti e la distruzione del tessuto sociale che Zaia e il suo partito stanno facendo.
Questi comportamenti di Zaia e del suo partito, sono comportamenti terroristici!
Fino a quando i veneti riusciranno a nascondersi dietro al terrorismo razzista e criminale per non guardare la realtà del disastro della propria economia?
L’economia veneto si sta contraendo e Zaia è il suo boia. Più impegnato ad usare le Istituzione come un’ “arma di distruzione Costituzionale”, che non a far fronte i problemi del Veneto.
Così domani altre persone saranno licenziate. Altre attività chiuderanno. Ed è una miseria della quale Zaia si fregherà le mani perché la costruzione della miseria fra i cittadini del Veneto è il reale obbiettivo del progetto della politica di Zaia. Quando Zaia sparla contro i musulmani, offendendo la Costituzione; quando Zaia sparla contro i Rom; quando Zaia sparla contro gli extracomunitari; in realtà aggredisce i Veneti e le loro condizioni di vita riducendoli alla miseria!
La Procura della Repubblica di Verona ha fatto bene a censurare l’odio del sindaco di Verona Tosi e il diritto dei senzacasa di sdraiarsi sulle panchine: la vergogna è che la Lega deruba di miliardi di euro i cittadini italiani e si nasconde, come un ladro nella notte, derubando il diritto al sonno di coloro che la Lega ha cacciato di casa dopo aver rubato loro il lavoro.
La ferocia di Zaia e del suo partito recuperano tutte quelle categorie di giudizio medioevali contro la povertà, gli ebrei, i giocolieri, gli zoppi, i gobbi, i monchi, e li riversa con tutto l’odio possibile contro i “diversi” dalla sua squallida ed infame razza piave, istigando all’odio più feroce contro ciò che appartiene alla comunità e alla società civile.
Riporto la cronaca fotografica del tentativo del partito di Zaia di scatenare il linciaggio mediante l’incitamento all’odio al fine di nascondere le miglia di persone che sta facendo licenziare in Veneto e le persone che sta portando alla disperazione istigando, di fatto, al suicidio.
Davanti a queste immagini e alle affermazioni di Zaia c’è solo da indignarsi.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

12 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 6 dicembre 2010

Incontro mensile del Pagus Veneto. Il tema dell'incontro è "Wikileaks e l'informazione"


Incontro mensile del Pagus Veneto.
Che cos’è un Pagus?
E’ un incontro-confronto fra pensieri diversi relativi ad un tema di attualità legato alle tematiche civili con un grande impatto dal punto di vista religioso.
La differenza sostanziale fra essere cittadini in Veneto ed essere individui paurosi che omologano il loro modo di pensare e vivere la realtà come avessero paura di pensarsi il proprio essere soggetti portatori di diritti Costituzionali nella società civile. Il cittadino discute della società e della realtà in cui vive; il suddito obbedisce agli obblighi morali che il più forte gli impone.

Ogni Pagus ha un tema come oggetto della discussione. Tale tema viene approfondito e discusso in base alla visione del mondo e della vita dei partecipanti. La caratteristica del Pagus è quella di invitare le persone a discutere di un tema sociale importante, ma di non stabilire ordini o priorità nella discussione. Esiste la volontà di berci una birra e di mangiarsi, se si vuole un piatto di patatine fritte, una salciccia o una pizza.

L’incontro del Pagus si terrà a Padova giovedì sera, 09 dicembre, dalle 20.45 in poi. La puntualità non è necessaria . Basta, eventualmente, telefonare al numero: 3277862784.


Il tema del Pagus di giovedì sarà “Wikileaks e il diritto di sapere e di esprimersi senza essere aggrediti”. Si cercherà di discutere sulle aggressioni che arrivano dalle Istituzioni su chi tenta di manifestare opinioni o certezze che censurano comportamenti Istituzionali illegali o, comunque, riprovevoli. Tale diritto, che la Costituzione ritiene sacro ed è stato sancito più volte dalla Corte di Cassazione, viene spesso ignorato in un delirio di onnipotenza dalle Istituzioni che si ritengono al di fuori della legge. A questo diritto negato corrispondono progetti di disinformazione messi in atto dalle Istituzioni il cui scopo è quello di orientare l’opinione pubblica in giudizi che sono deleteri sia per chi esprime l’opinione, sia per la società civile. Spesso le Istituzioni incitano al linciaggio per nascondere il reale responsabile di accadimenti che sfuggono al controllo dell’elettore e della sua consapevolezza come cittadino.


I Pagus trattano di problemi di attualità visti dal punto di vista del Pagano. Il Pagano è il cittadino che provvede al futuro sociale, a differenza del cristiano che non deve preoccuparsi “di che cosa mangerà o di che cosa si vestirà” perché tanto, a lui, provvede il dio padrone (e poi non stupitevi se in Veneto qualcuno usa il coltello per appropriarsi di quello che gli necessita).

Chi vuole partecipare alla discussione il luogo di ritrovo è in Via Tiziano Aspetti a Padova davanti al Bingo alle 20.45.
Capisco che i partiti politici sono tesi a conquistare più voti possibile in vista dell’occupazione di ruoli Istituzionali, ma chi partecipa al Pagus non è attratto da interessi per l’occupazione di cariche Istituzionali, è interessato ad una birra e un piatto di patatine oltre che riflettere sul futuro della società in cui viviamo.

INFORMAZIONE VENETA
Per gli Organizzatori del Pagus Veneto

Prossime alluvioni in Veneto. I Veneti, il dio padrone cristiano e le previsioni meteorologiche.


Immagine delle previsioni per giovedì 09 dicembre presa dal sito dell'Aeronautica Militare.
---
Vorrei far osservare, timidamente, a tutti coloro che credono nella provvidenza divina, che ci sono buone probabilità che nei prossimi giorni, partendo da oggi, si verifichino le stesse concause che portarono all’alluvione in Veneto.
Molta neve in montagna e molta pioggia con probabilità di scioglimento veloci delle nevi o di parte di esse.

Ogni previsione è azzardata. Quando parliamo di Padre Zeus, nulla procede in senso lineare, ma tutto si esprime mediante la soluzione di contraddizioni come concause che producono un evento.
Se Galan, Zaia, Gentilini, Bitonci e banda, avessero sistemato gli argini dei fiumi (o costruito quell’idrovia che da trent’anni le associazioni artigiani e gli industriali del trasporto su gomma boicottano), la concausa di sistemazione avrebbe concorso nel determinare una condizione favorevole all’interno di una situazione oggettiva catastrofica. Questo vale anche per le zone nelle quali ultimamente si sono sentite delle avvisaglie di terremoto: costruire le case antisismiche non ferma il tremore di Padre Poseidone, tuttavia ne impedisce gli effetti catastrofici.

Tornando a noi in Veneto, è prevista una settimana di piogge continue ed è sufficiente qualche grado di aumento della temperatura determinata dallo scirocco per far si che le nevicate si trasformino in pioggia, le nevi si sciolgano e una massa d’acqua si abbatta sulla pianura.
Tutto è appeso ad un filo di precari equilibri.
In quei precari equilibri si esprimono i politici veneti che, anziché provvedere ed intervenire nelle eventualità, vanno in chiesa a pregare il loro dio padrone per non essere costretti ad intervenire nelle eventualità.
Politici che contano sulla fortuna, sulla provvidenza divina, anziché affrontare i problemi, non solo per come si esprimono in questo momento, ma per le possibilità che i problemi si possono presentare.
Politici bravi a vendere lo scavare fra le macerie per estrarre corpi morti, ma incapaci di agire prima che l’eventualità si presenti.
In ultima analisi, i politici del Veneto sono i responsabili dei morti sotto le macerie e si nascondono dietro alla solidarietà per poter commettere altri disastri.

Io non posso chiedere a Padre Zeus di non agire per i suoi adattamenti soggettivi nella realtà in cui vive, ma posso sollevare le merci del magazzino affinché anche se Padre Zeus o Padre Poseidone aprono le cateratte del cielo o sollevano il mare, come a Venezia, la loro azione non sia per me distruttiva.
Qualunque progetto di vita io faccia devo sempre tener presente che un infinito numero di soggetti divini, nei quali progetto la mia vita, agiscono. Non sempre la loro azione mi è favorevole e il DIO che costruisco dentro di me deve agire di conseguenza.
I veneti, invece, si mettono a pregare il loro dio padrone e praticano il sacrificio umano dei loro figli costringendoli a pregare anziché fornire loro gli strumenti per agire in maniera consapevole nella loro vita.
Intanto la pioggia sta aumentando e la temperatura è salita di due gradi.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

06 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 5 dicembre 2010

Le prospettive economiche di sviluppo dell'economia in Veneto


Le prospettive economiche del Veneto si stanno sempre più aggravando (e anche quelle della Lombardia).
Dopo aver spinto gli extracomunitari che lavoravano regolarmente nella clandestinità e nelle braccia dello spaccio di droga, da qualche mese i commercianti del Veneto stanno pagando il prezzo delle loro scelte.
Premettiamo che se in Veneto ci sono 1000 miliardari, sono comunque 1000 persone che spendono presso i negozi per vivere. Sempre 1000 case abitano, sempre 20.000 automobili (tanto per fare un numero) hanno. In sostanza, l’economia di massa si articola su 1000 persone al di là di quanti soldi possono avere in banca.
Se il Veneto fa 100.000 disoccupati e altri 200.000 li mette in sofferenza, sono trecentomila auto in meno e saranno trecentomila persone che non vanno nei negozi a comperare. Se a queste 300.000 persone sono tolte 1000 euro al mese, sono 300 milioni di euro che non entrano nei negozi del territorio, se questi 300 milioni li togli ai 1000 miliardari, non diminuisci la quantità di denaro che viene ripartita fra i negozi e distribuita sul territorio. Togliere mille euro ai pezzenti danneggia la società civile, togliere trecento milioni ai miliardari non danneggia la società civile.
So benissimo che molte imprese che sembravano fallite, non hanno chiuso. Però è vero che ad ogni annuncio di chiusura ha corrisposto, sempre e comunque, una diminuzione di personale e una diminuzione di circolazione dei denaro sul territorio.

La cosa è destinata a farsi ancora più grave nei prossimi mesi in cui si annuncia il licenziamento di altre migliaia di persone e non esiste una prospettiva di nuove assunzioni o l’apertura di imprese produttive. Quando si dice che le vendite FIAT sono crollate del 30%, si dice che migliaia di lavoratori (interinali, imprese esterne, precari e lavoratori che vengono messi in cassa integrazione) hanno decurtazioni di stipendio che non verrà distribuito sul territorio e finirà per creare un effetto a valanga di chiusura delle attività commerciali.
Dice la CGIA di Mestre:

Natale: Cgia; solo 1 su 4 fuori casa, la crisi riduce viaggi
Mediamente le famiglie spenderanno 560 euro, 42 in meno del 2009

(ANSA) - VENEZIA, 4 DIC - Meno di un italiano su quattro trascorrera' quest'anno qualche giorno fuori casa nel periodo natalizio.Lo rileva la Cgia di Mestre precisando che se nel 2009 la percentuale era del 29,4%, quest'anno e' del 23,3% con una contrazione di sei punti percentuali. Per Cgia e' la crisi e' l'artefice di questo risultato. Infatti, il 41% non andra' in vacanza a seguito delle ristrettezze economiche, mentre poco meno di un terzo non potra' lasciare per qualche giorno le mura domestiche perche' non ha ferie o per motivi di lavoro. (ANSA).

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2010/12/04/visualizza_new.html_1673552123.html

E questo è l’effetto Galan, Zaia e Berlusconi.
Pensate davvero che nelle condizioni in cui lo Stato, per mano di Tremonti, impedisce l’arrivo di 400 milioni di euro al volontariato, verranno dati 300 milioni di euro per gli alluvionati dle Veneto?
Davvero pensate che l’aver fatto una guerra di emarginazione agli extracomunitari (e coperta da questa una feroce guerra ai cittadini veneti) non abbia danneggiato irrimediabilmente il tessuto economico di città come Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Belluno?
Pensate davvero che la guerra ai “Vu’ Cumpra’” a Venezia abbia giovato al turismo?
Altre attività commerciali stanno per chiudere in massa subito dopo le festività di dicembre.
Ai veneti manca il senso di essere dei cittadini, si sentono una comunità di ladri che rapinano il vicino di casa salvo fargli le “moine” e gli “elogi” per impedirgli di difendersi. Goldoni lo ha rappresentato e i Veneti, anziché prendere i difetti rappresentati da Goldoni ed eliminarli, ne hanno fatto dei vanti accentuando il loro aspetto distruttivo nella società.



Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

05 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Cortina d'Ampezzo e il buon nome di politici e industriali puttanieri in Veneto


L’ipocrisia dei veneti non ha confine, ma quella del sindaco di Cortina d’Ampezzo rappresenta quanto di più squallido il mercato sia in grado di offrire.
Cortina d’Ampezzo ha sempre vissuto sulle “prostitute d’alto bordo” e sulla discrezione di un paese composto da “magnaccia” e da “sfruttatori della prostituzione”.
Non si tratta delle donne che in strada si offrono. Queste vengono aggredite e censurate perché la morale impone che “si faccia, ma non si veda”, “si sappia, ma non si dimostri”, “ci si vanti, ma non si possa accusare”.
Cortina d’Ampezzo è la patria del puttanismo nazionale. Un puttanismo nazionale riservato ai Silvio Berlusconi, ma sottratto, censurato e condannato, quando una pratica, infinitamente più nobile e legale dal punto di vista Costituzionale, è messa in atto dai cittadini. Allora si invia la polizia di Stato (quella che scende in piazza per aumenti di stipendio) ad aggredire le donne lungo le strade solo perché sono povere. Si mandano i vigili urbani ad aggredire forti di ordinanze che Prefetti moralmente corrotti non hanno censurato: la nostra città deve avere un’apparenza di pulizia, dice il sindaco di Cortina d’Ampezzo, quello che può essere marcio va nascosto e deve essere appannaggio di milionari che salvano la faccia.
Il puttanismo di industriali e politici a Cortina d’Ampezzo deve essere nascosto dalla luminarie di Natale; come se le luminarie del natale cristiano non fossero indice di puttanismo culturale (qualcuno fa cultura partendo dalla truffa “storica” del 25 dicembre..., si chiama puttanismo, non cultura).

Non esiste nessun nome da salvaguardare per Cortina d’Ampezzo se non quello della città di puttanieri ignoranti e bifolchi arricchiti che praticano razzismo e nazismo.
Un paese di abitanti prostituti che si vendono al miglior offerente perché hanno rinunciato ad ogni forma di partecipazione alla vita nazionale che non sia il favorire quel puttanismo municipale che consente loro di attrarre i “polli da spennare”.
Solo che i polli da spennare, le puttane politiche e industriali, le hanno solo se ci sono donne o “succubi” che si offrono. Altrimenti, le puttane, sia i politici che gli industriali, corrono verso altri lidi dove la loro domanda viene soddisfatta più compiutamente.
Il “circo” di Lele Mora ha portato miliardi a Cortina d’Ampezzo. Cortina d’Ampezzo sapeva chi era Lele Mora e ne ha sfruttato conoscenze e carne da offrire a politici e industriali.
Ora Lele Mora è indagato per sfruttamento della prostituzione: è mia convinzione che tutti sapevano tutto.
Altri Lele Mora arriveranno a Cortina d’Ampezzo. Altri Lele Mora non indagati perché senza i “magnaccia” Cortina non affitta camere, non riempie gli alberghi, non ha attrattive se non come contorno al puttanismo milionario.
Presentarsi con la faccia pulita e il culo sporco, per Cortina d’Ampezzo è importante, E’ importante per i benpensanti, ma alla fine a Cortina d’Ampezzo non rimarrà che il culo sporco di chi ha spalato merda e liquame contro la società civile e ora, che i magistrati forniscono le “pezze d’appoggio” di quanto si sapeva, cerca di nascondere un po’ di liquame sotto il tappeto.
Riporto l’articolo che rivela appieno l’ipocrisia dei Veneti e lo squallore del loro modo di vivere: macellare il più debole per garantire l’impunità al miliardario (e cercare di compiacere al miliardario per poter leccare qualche briciola da sotto il tavolo)!
Riporto l’articolo:


Lele Mora "bandito" dalla Perla delle Dolomiti, il sindaco:

«Tuteleremo il nome di Cortina»
Il noto manager "e il suo circo" _ così dice il primo cittadino Andrea Franceschi _ non sono più graditi nella conca ampezzana. Fronte compatto contro la festa di Capodanno che Mora starebbe organizzando all'hotel Savoia di San Vito


CORTINA. Lele Mora a Cortina non lo vogliono. La notizia pubblicata sul Corriere delle Alpi ha fatto il giro d'Italia: su internet si rincorrono i commenti. Oggetto del contendere, la presunta festa di Capodanno che il noto manager dovrebbe organizzare nella conca ampezzana, per la quale è già partito il tam tam su Facebook.

Il primo a ribadire che il manager non è ben accetto è il sindaco Andrea Franceschi che sta pensando di intraprendere azioni legali per tutelare il nome di Cortina. Una giornata intensa per Franceschi che ha ricevuto telefonate da giornalisti di tutte le testate che lo hanno intervistato sulla sua scelta di opporsi al manager.

Ma Franceschi non si lascia intimorire. Il sindaco rincara la dose e sottolinea che Mora, a Cortina è meglio non si faccia più vedere. A maggior ragione considerando che 12 mesi fa, Mora era stato multato e allontanato per l'abuso edilizio realizzato in pieno centro.

Per prima cosa, Franceschi ha scritto personalmente una lettera al Commendator Galbiati, gestore dell'Hotel Savoia di San Vito, con la quale ha chiesto chiarimenti sulla collaborazione tra il Savoia e Mora che viene pubblicizzata via internet. «Se fosse vero», scrive Franceschi a Galbiati, «che all'hotel Savoia si terrà la cena con Lele Mora stigmatizzo la scelta che ritengo dannosa per l'hotel Savoia e per Cortina».

E' difficile per il sindaco capire come all'interno dello stesso albergo si possano svolgere a distanza di pochi giorni un evento con personaggi che definisce «trash» e una serata elegante come quella organizzata dal Festival Dino Ciani.

«Cortina deve puntare ad un turismo di qualità», dice Franceschi, «e gli imprenditori locali e non, devono capire che non ci si può svendere a chi rovina l'immagine della nostra comunità». Ma dalla sua la direttrice dell'albergo Rosanna Conti smentisce: «Non abbiamo nessuna prenotazione a nome Lele Mora». Intanto nella prossima seduta di giunta, il sindaco proporrà di intraprendere un'azione legale «per l'utilizzo improprio del marchio di Cortina associato ad un evento che si svolgerà in buona parte fuori dai confini comunali e con

personaggi distanti dal nostro target».

Infine Franceschi «chiederà alle forze dell'ordine una forte azione di controllo e repressione di ogni comportamento strano e non in linea con quello che il sistema Cortina sta cercando di offrire alla propria clientela».

Una conclusione che dice tutto: «Mora e il suo circo», ribadisce Franceschi, «che frequentano la nostra zona da oramai 10 anni, a Cortina sono persone non più gradite. Dovrei usare un'espressione più colorita, ma il rispetto per la carica che ricopro mi impone di mordermi la lingua».

E per la prima volta sono tutti d'accordo, maggioranza e minoranza: nessuno gradisce che Mora usi il nome di Cortina per propagandare le sue feste e che venga pure a farle. Ora è da vedere se Mora cambierà idea e magari andrà altrove.

Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/05/news/lele-mora-bandito-dalla-perla-delle-dolomiti-il-sindaco-tuteleremo-il-nome-di-cortina-2892139

Cortina d’Ampezzo non ha nessun buon nome da tutelare: una località che vive sul turismo e ha rinunciato ad ogni forma di cultura che nons ia quella di rassicurare i miliardari di poter continuare a saccheggiare la società civile. Tutti hanno il diritto di sopravvivere come possono, sia nella vita che nella crisi economica, ma tutti hanno il diritto di censurare i comportamenti di un sindaco di Cortina che offende l’intelligenza dei cittadini italiani.
Ed è superfluo chiedersi il perché di queste affermazioni: la frequentazione turistica della località sta calando e sta creando nuovi problemi a chi viveva di carne fresca da offrire alle puttane politiche e industriali.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

05 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 3 dicembre 2010

Il rapporto del Censis e le previsioni avverate di Informazione Veneta.



Come sto dicendo da anni, non si tratta semplicemente di crisi economica, ma della perdita di quella tensione morale ed etica nella società che porta al disfacimento.
I magistrati si fanno i cazzi loro con le più disparate e fantasiose motivazioni. Agiscono in sintonia con gli organi di stampa decidendo loro cosa perseguire e cosa non perseguire purché sia oggetto di propaganda politica e sociale.
Le istituzioni violentano i cittadini costringendoli in ginocchio davanti al criminale in croce e ne violentano i loro desideri e le loro pulsioni vitali.
Le Istituzioni comunali con la “sicurezza” hanno contribuito a riempire i cittadini di alcool e droga e li hanno perseguiti, ingiuriati, offesi ed aggrediti, ogni volta che qualche cosa di positivo dal punto di vista sociale poteva nascere solo perché quel positivo minacciava il loro delirio di onnipotenza e dominio.

Una società che è stata condotta alla forma dello schiavismo tanto amato dal criminale in croce dove truffatori e ladri rivendicano il loro “diritto” ad essere truffatori e ladri, mentre alle persone emarginate viene negato sia il diritto alla sopravvivenza che il diritto a mettere in atto tutte le strategie per ricostruire un minimo di domani.

Sono anni che lo scrivo, come scrivo che sul fiume della vita guardo galleggiare i cadaveri di coloro che la chiesa cattolica, per riaffermare il proprio dominio contro le leggi, spinge al suicidio dopo aver rubato loro il futuro: anche il futuro di poter sperare di morire scegliendo!

Il risultato dell’azione sociale e politica è stata la destutturazione del sistema psichico della nazione. Un qualche cosa che le persone non percepiscono se non quando manca. Il Censis nel suo rapporto altro non fa che rilevare la situazione che da anni sto profetizzando:



Il Censis: "Italia appiattita, senza più legge né desiderio"

03-12-2010
Il rapporto sulla situazione sociale del Paese: più vigoreper affrontare le nuove sfide
ROMAUn'Italia «appiattita» che stenta a ripartire, un inconscio collettivo senza più legge nè desiderio: è l'analisi impietosa del Censis, contenuta nel 44esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010, presentato oggi a Roma dal presidente del centro studi, Giuseppe de Rita e dal direttore generale, Giuseppe Roma. Abbiamo resistito ai mesi più drammatici della crisi, dice il Censis, seppure con una «evidente fatica del vivere e dolorose emarginazioni occupazionali». Ma ora sorge il dubbio che, anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, la nostra società non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide che dovremo affrontare. Il Censis registra un «declino parallelo» della legge e del desiderio. E siccome, dicono, non esistono attualmente in Italia sedi di auctoritas che potrebbero ridare forza alla «legge», la «virtù civile» necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita è quella di «tornare a desiderare». Spiega il Censis che i nostri riferimenti alti e nobili (l'eredità risorgimentale, il laico primato dello Stato, la cultura del riformismo) si sono appiattiti, soppiantati dalla delusione. Non riusciamo più a individuare un dispositivo di fondo che disciplini comportamenti, atteggiamenti, valori. Si afferma così una «diffusa e inquietante sregolazione pulsionale»: negli episodi di violenza familiare, nel bullismo, nel gusto apatico di compiere delitti comuni, nella tendenza a facili godimenti sessuali, nella ricerca di un eccesso di stimolazione esterna che supplisca al vuoto interiore, nel ricambio febbrile degli oggetti da acquisire e godere, nella ricerca demenziale di esperienze che sfidano la morte (come il balconing). «Siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto, visto che ad un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti sociali, si va sostituendo un ciclo segnato dall'annullamento degli interessi e dei conflitti» dice il Censis. Ogni giorno di più, secondo il centro studi, il desiderio diventa esangue, indebolito dall'appagamento derivante dalla soddisfazione di desideri covati per decenni (dalla casa di proprietà alle vacanze) o indebolito dal primato dell'offerta di oggetti in realtà mai desiderati (con bambini obbligati a godere di giocattoli mai chiesti e adulti al sesto tipo di telefono cellulare). Così, all'inconscio manca oggi la materia prima su cui lavorare, ciò il desiderio. Per vincere il nichilismo dell'indifferenza generalizzata, dunque, per il Censis occorre tornare a desiderare. E attualmente tre sono i processi in cui sono ravvisabili germi di desiderio: la crescita di comportamenti «apolidi» legati al primato della competitività internazionale (gli imprenditori e i giovani che lavorano e studiano all'estero), i nuovi reticoli di rappresentanza nel mondo delle imprese e il lento formarsi di un tessuto federalista, la propensione a fare comunità in luoghi a misura d'uomo (borghi, paesi o piccole città).
Tratto da:
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/378537/


In questa distruzione sociale c’è la sopravvivenza in un presente distrutto.
Quando invitavo la magistratura a fermare l’odio di Gentilini, Bitonci, Tosi, Zaia, e non lo fecero perché a loro o non importava o lo condividevano. Hanno permesso la destrutturazione della società civile: hanno fatto un atto di TERRORISMO.

Si scopre che nella società mancano le pulsioni di vita.
Si scopre che la pulsione psichica del Genio del Luogo della popolazione italiana è in grande sofferenza. Si scopre che siamo in piena epoca fascista e che i furbi viaggiano con le valigie di soldi come se i soldi avessero un valore al di fuori della società e del mezzo con cui la società misura la sua ricchezza: una società povera trasforma le valigie di soldi in carta straccia.
Il rapporto del Censis sbaglia sulla propensione a cercare “luoghi a misura d’uomo”: questi sono luoghi di fuga. Eremi nascosti alla vista e agli impegni che la società richiede. Come i giovani che fuggono all’estero perché Silvio Berlusconi ha tolto loro ogni possibilità di vita: è una fuga, non un luogo. Come il formarsi di desideri federalisti è il sintomo di disgregazione sociale in cui la speranza di un’ulteriore disgregazione sociale, di un ulteriore impoverimento delle condizioni di vita, alimenta la speranza di una “fine di un mondo” dopo il quale poter ricostruire. Il desiderio federalista è il segnale della disperazione assoluta.
Il Censis parla di “RICOMINICARE A DESIDERARE” ma se i cittadini cominciano a desiderare, ci sono i manganelli della polizia pronti a macellare per impedire ai cittadini di costruire un futuro diverso dal presente disastroso che percepiscono.
Per questo motivo, da parecchi messaggi, sto dicendo che la corda per impiccarsi è il nuovo simbolo dei Veneti: perché, per molti di loro, è l’unico sbocco futuro che questa società permette.
La crisi economica non può essere superata perché nessuno ha messo in moto fattori con cui superare la crisi culturale, sociale, morale, da cui la crisi economica dipende per un suo superamento.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

03 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it