La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 5 dicembre 2010

Cortina d'Ampezzo e il buon nome di politici e industriali puttanieri in Veneto


L’ipocrisia dei veneti non ha confine, ma quella del sindaco di Cortina d’Ampezzo rappresenta quanto di più squallido il mercato sia in grado di offrire.
Cortina d’Ampezzo ha sempre vissuto sulle “prostitute d’alto bordo” e sulla discrezione di un paese composto da “magnaccia” e da “sfruttatori della prostituzione”.
Non si tratta delle donne che in strada si offrono. Queste vengono aggredite e censurate perché la morale impone che “si faccia, ma non si veda”, “si sappia, ma non si dimostri”, “ci si vanti, ma non si possa accusare”.
Cortina d’Ampezzo è la patria del puttanismo nazionale. Un puttanismo nazionale riservato ai Silvio Berlusconi, ma sottratto, censurato e condannato, quando una pratica, infinitamente più nobile e legale dal punto di vista Costituzionale, è messa in atto dai cittadini. Allora si invia la polizia di Stato (quella che scende in piazza per aumenti di stipendio) ad aggredire le donne lungo le strade solo perché sono povere. Si mandano i vigili urbani ad aggredire forti di ordinanze che Prefetti moralmente corrotti non hanno censurato: la nostra città deve avere un’apparenza di pulizia, dice il sindaco di Cortina d’Ampezzo, quello che può essere marcio va nascosto e deve essere appannaggio di milionari che salvano la faccia.
Il puttanismo di industriali e politici a Cortina d’Ampezzo deve essere nascosto dalla luminarie di Natale; come se le luminarie del natale cristiano non fossero indice di puttanismo culturale (qualcuno fa cultura partendo dalla truffa “storica” del 25 dicembre..., si chiama puttanismo, non cultura).

Non esiste nessun nome da salvaguardare per Cortina d’Ampezzo se non quello della città di puttanieri ignoranti e bifolchi arricchiti che praticano razzismo e nazismo.
Un paese di abitanti prostituti che si vendono al miglior offerente perché hanno rinunciato ad ogni forma di partecipazione alla vita nazionale che non sia il favorire quel puttanismo municipale che consente loro di attrarre i “polli da spennare”.
Solo che i polli da spennare, le puttane politiche e industriali, le hanno solo se ci sono donne o “succubi” che si offrono. Altrimenti, le puttane, sia i politici che gli industriali, corrono verso altri lidi dove la loro domanda viene soddisfatta più compiutamente.
Il “circo” di Lele Mora ha portato miliardi a Cortina d’Ampezzo. Cortina d’Ampezzo sapeva chi era Lele Mora e ne ha sfruttato conoscenze e carne da offrire a politici e industriali.
Ora Lele Mora è indagato per sfruttamento della prostituzione: è mia convinzione che tutti sapevano tutto.
Altri Lele Mora arriveranno a Cortina d’Ampezzo. Altri Lele Mora non indagati perché senza i “magnaccia” Cortina non affitta camere, non riempie gli alberghi, non ha attrattive se non come contorno al puttanismo milionario.
Presentarsi con la faccia pulita e il culo sporco, per Cortina d’Ampezzo è importante, E’ importante per i benpensanti, ma alla fine a Cortina d’Ampezzo non rimarrà che il culo sporco di chi ha spalato merda e liquame contro la società civile e ora, che i magistrati forniscono le “pezze d’appoggio” di quanto si sapeva, cerca di nascondere un po’ di liquame sotto il tappeto.
Riporto l’articolo che rivela appieno l’ipocrisia dei Veneti e lo squallore del loro modo di vivere: macellare il più debole per garantire l’impunità al miliardario (e cercare di compiacere al miliardario per poter leccare qualche briciola da sotto il tavolo)!
Riporto l’articolo:


Lele Mora "bandito" dalla Perla delle Dolomiti, il sindaco:

«Tuteleremo il nome di Cortina»
Il noto manager "e il suo circo" _ così dice il primo cittadino Andrea Franceschi _ non sono più graditi nella conca ampezzana. Fronte compatto contro la festa di Capodanno che Mora starebbe organizzando all'hotel Savoia di San Vito


CORTINA. Lele Mora a Cortina non lo vogliono. La notizia pubblicata sul Corriere delle Alpi ha fatto il giro d'Italia: su internet si rincorrono i commenti. Oggetto del contendere, la presunta festa di Capodanno che il noto manager dovrebbe organizzare nella conca ampezzana, per la quale è già partito il tam tam su Facebook.

Il primo a ribadire che il manager non è ben accetto è il sindaco Andrea Franceschi che sta pensando di intraprendere azioni legali per tutelare il nome di Cortina. Una giornata intensa per Franceschi che ha ricevuto telefonate da giornalisti di tutte le testate che lo hanno intervistato sulla sua scelta di opporsi al manager.

Ma Franceschi non si lascia intimorire. Il sindaco rincara la dose e sottolinea che Mora, a Cortina è meglio non si faccia più vedere. A maggior ragione considerando che 12 mesi fa, Mora era stato multato e allontanato per l'abuso edilizio realizzato in pieno centro.

Per prima cosa, Franceschi ha scritto personalmente una lettera al Commendator Galbiati, gestore dell'Hotel Savoia di San Vito, con la quale ha chiesto chiarimenti sulla collaborazione tra il Savoia e Mora che viene pubblicizzata via internet. «Se fosse vero», scrive Franceschi a Galbiati, «che all'hotel Savoia si terrà la cena con Lele Mora stigmatizzo la scelta che ritengo dannosa per l'hotel Savoia e per Cortina».

E' difficile per il sindaco capire come all'interno dello stesso albergo si possano svolgere a distanza di pochi giorni un evento con personaggi che definisce «trash» e una serata elegante come quella organizzata dal Festival Dino Ciani.

«Cortina deve puntare ad un turismo di qualità», dice Franceschi, «e gli imprenditori locali e non, devono capire che non ci si può svendere a chi rovina l'immagine della nostra comunità». Ma dalla sua la direttrice dell'albergo Rosanna Conti smentisce: «Non abbiamo nessuna prenotazione a nome Lele Mora». Intanto nella prossima seduta di giunta, il sindaco proporrà di intraprendere un'azione legale «per l'utilizzo improprio del marchio di Cortina associato ad un evento che si svolgerà in buona parte fuori dai confini comunali e con

personaggi distanti dal nostro target».

Infine Franceschi «chiederà alle forze dell'ordine una forte azione di controllo e repressione di ogni comportamento strano e non in linea con quello che il sistema Cortina sta cercando di offrire alla propria clientela».

Una conclusione che dice tutto: «Mora e il suo circo», ribadisce Franceschi, «che frequentano la nostra zona da oramai 10 anni, a Cortina sono persone non più gradite. Dovrei usare un'espressione più colorita, ma il rispetto per la carica che ricopro mi impone di mordermi la lingua».

E per la prima volta sono tutti d'accordo, maggioranza e minoranza: nessuno gradisce che Mora usi il nome di Cortina per propagandare le sue feste e che venga pure a farle. Ora è da vedere se Mora cambierà idea e magari andrà altrove.

Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/05/news/lele-mora-bandito-dalla-perla-delle-dolomiti-il-sindaco-tuteleremo-il-nome-di-cortina-2892139

Cortina d’Ampezzo non ha nessun buon nome da tutelare: una località che vive sul turismo e ha rinunciato ad ogni forma di cultura che nons ia quella di rassicurare i miliardari di poter continuare a saccheggiare la società civile. Tutti hanno il diritto di sopravvivere come possono, sia nella vita che nella crisi economica, ma tutti hanno il diritto di censurare i comportamenti di un sindaco di Cortina che offende l’intelligenza dei cittadini italiani.
Ed è superfluo chiedersi il perché di queste affermazioni: la frequentazione turistica della località sta calando e sta creando nuovi problemi a chi viveva di carne fresca da offrire alle puttane politiche e industriali.


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05 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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