La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 17 dicembre 2010

I suicidi imposti dall'educazione cattolica sono la malattia della Regione Veneto che impone i crocifissi per violentare la Costituzione


In foto: Un Presepe Pagano (vedi anche su You Tube) che, a differenza del presepe cristiano, indica principi morali attinenti alla Costituzione della Repubblica Italiana.
Finché i cristiani imporranno l'idea che i bambini sono "bestiame da allevare " (e spesso da stuprare) i suicidi per disperazione e depressione (e gli altri comportamenti distruttivi) saranno la norma nella società in cui viviamo e nella Regione Veneto in particolare.
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E’ necessario rubare la vita ai figli perché questi decidano, qualunque ne sia il motivo apparente, di spararsi un colpo di pistola alla testa.
La depressione non è una malattia che si prende come un raffreddore.
La depressione viene costruita dai sistemi educativi propri della società e imposta ai figli dai genitori che, educati a loro volta dalla chiesa cattolica, pensano ai loro figli come bestiame creato ad immagine e somiglianza del loro dio padrone e pensano di non avere dei doveri nei confronti dei loro figli. Pensano di aver fatto del loro meglio, ma si sono dimenticati che fare del loro meglio significa vivere nelle contraddizioni della società, significa partecipare alla costruzione di un futuro sociale, non significa chiudere il figlio in un campo di concentramento chiamato famiglia, separarlo dalla società affinché cresca ad immagine e somiglianza di un “sé stesso” che si pensa onnipotente come il dio padrone onnipotente. Gira e rigira, le cause che inducono al suicidio nella Regione Veneto sono da attribuire al criminale in croce, al dio assassino dei cristiani e alla loro identificazione col delirio di onnipotenza imposto dal crocifisso.
La Tragedia, presso i greci, aveva la funzione di analizzare le cause prime che portano all’evento tragico; nel cattolicesimo le persone si vergognano di parlare delle cause della tragedia: fuggono consapevoli della loro responsabilità nel provocare la tragedia. Fuggono consapevoli della loro codardia. E’ l’insegnamento del crocifisso che costringe le persone a non provare Pietas, per l’evento tragico, ma commiserazione. Una commiserazione che ha lo scopo di allontanare la ricerca delle cause affinché i cristiani possano continuare a seminare disperazione.
Come in questo caso:


Padova, si uccide a 19 anni con la pistola nel giorno del compleanno
Si è sparato nel bagno di casa, nel quartiere della Madonna Pellegrina. Non è ancora chiaro come si fosse procurato l'arma, che non è del padre, pasticcere in provincia. Lo ha trovato un familiare. Sembra non abbia lasciato messaggi


17 dicembre 2010
PADOVA. Un colpo di pistola nel giorno del diciannovesimo compleanno. Giovanni D. si è tolto la vita ieri, nella sua camera. Si è steso a letto, si è adagiato su un fianco e ha fatto fuoco. Non ha lasciato biglietti, non ha lasciato messaggi. L’ha trovato un familiare, poco prima delle 19, scoprendo così il dramma che ha distrutto un’intera famiglia. In tutta questa situazione c’è un mistero da chiarire: non si sa a chi appartenga la pistola usata.IL FATTO. Il dramma si è materializzato nel quartiere Tre Garofani. Giovanni da circa un anno era sprofondato nel tunnel della depressione, sembra a causa della separazione dei genitori. Aveva lasciato la scuola per aiutare il papà nell’attività commerciale, gestita fuori città. Era un ragazzo chiuso, dai lunghi silenzi. Ieri era tornato a casa nel primo pomeriggio. Era solo e così si è chiuso in camera.L’INDAGINE. Dopo il primo intervento di una Volante della polizia, i rilievi sono stati affidati alla Squadra mobile. L’unico giallo ancora da chiarire è la provenienza della pistola. Il padre del ragazzo ha giurato di non aver mai posseduto alcuna arma. Il sospetto è che il diciannovenne se la sia procurata in qualche modo, magari via Internet o forse addirittura in città. Peraltro si tratta di una pistola atipica, di fabbricazione straniera, probabilmente calibro 9. Ora i poliziotti stanno cercando di rintracciare gli amici, per provare a ricomporre un drammatico mosaico. La stanza della tragedia è stata esaminata da cima a fondo e, almeno fino a tarda sera, non erano stati trovati biglietti o lettere d’addio.CHOC DEI PARENTI. Il padre è stato avvisato di quel che era successo sul posto di lavoro. Si è precipitato a casa, dopo aver ricevuto la telefonata disperata dei parenti. Sotto choc anche la madre, colta da malore.IL COMPLEANNO. Quello di ieri per lui doveva essere un giorno di festa, da trascorrere anche in famiglia, la famiglia che però lui sentiva di avere completamente perduto. Così, al termine del suo turno di lavoro, ha salutato tutti e ha osservato per l’ultima volta la camera, quella in cui aveva giocato come fanno tutti i bambini. In quello stesso luogo Giovanni ha detto addio alla vita.

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/12/17/news/padova-si-uccide-a-19-anni-con-la-pistola-nel-giorno-del-compleanno-2980862


Un eterno bambino che i genitori hanno dimenticato di trasformare in un adulto consapevole attrezzato per affrontare le contraddizioni della vita. Un bambino, come dice questo articolo, che guardava la sua “cameretta in cui giocava”; un desiderio di “ritorno nell’utero” instillato da genitori che ossequiosi del principio orribile del cattolicesimo “onora il padre e la madre”, si sono dimenticati che la nostra Costituzione imponeva loro di “E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.” Cost. Rep. Art. 30 comma 1.
Si sono dimenticati dei doveri e hanno usato il termine “diritti” per imporre al ragazzo di “onorare il padre e la madre”.

A quell’età io avevo un altro problema: impedire a Giulio Andreotti e alla sua banda terrorista di usare gli elicotteri dell’aviazione leggera dell’esercito di Viterbo per fare un colpo di Stato. E’ uno dei motivi per i quali la Polizia di Stato mi ha torturato. Questi ragazzi invece, costretti in ginocchio davanti al crocifisso, non hanno nemmeno la consapevolezza della relazione fra sé e il mondo in cui vivono.

E’ la violenza del cristianesimo che impone la sua morale di sottomissione e rinuncia contro la morale della Costituzione della Repubblica. Obbliga i cittadini a non essere adatti ad affrontare le contraddizioni della vita. A non abitare consapevolmente il mondo in cui vivono.
Noi, che stiamo sulla riva del fiume della vita, guardiamo i cadaveri che galleggiano. Cadaveri di una società devastata dal cristianesimo in una Repubblica che non riesce a trasferire i principi morali dalla Carta Costituzionale alla vita pratica delle persone.



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17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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