La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 3 dicembre 2010

Il rapporto del Censis e le previsioni avverate di Informazione Veneta.



Come sto dicendo da anni, non si tratta semplicemente di crisi economica, ma della perdita di quella tensione morale ed etica nella società che porta al disfacimento.
I magistrati si fanno i cazzi loro con le più disparate e fantasiose motivazioni. Agiscono in sintonia con gli organi di stampa decidendo loro cosa perseguire e cosa non perseguire purché sia oggetto di propaganda politica e sociale.
Le istituzioni violentano i cittadini costringendoli in ginocchio davanti al criminale in croce e ne violentano i loro desideri e le loro pulsioni vitali.
Le Istituzioni comunali con la “sicurezza” hanno contribuito a riempire i cittadini di alcool e droga e li hanno perseguiti, ingiuriati, offesi ed aggrediti, ogni volta che qualche cosa di positivo dal punto di vista sociale poteva nascere solo perché quel positivo minacciava il loro delirio di onnipotenza e dominio.

Una società che è stata condotta alla forma dello schiavismo tanto amato dal criminale in croce dove truffatori e ladri rivendicano il loro “diritto” ad essere truffatori e ladri, mentre alle persone emarginate viene negato sia il diritto alla sopravvivenza che il diritto a mettere in atto tutte le strategie per ricostruire un minimo di domani.

Sono anni che lo scrivo, come scrivo che sul fiume della vita guardo galleggiare i cadaveri di coloro che la chiesa cattolica, per riaffermare il proprio dominio contro le leggi, spinge al suicidio dopo aver rubato loro il futuro: anche il futuro di poter sperare di morire scegliendo!

Il risultato dell’azione sociale e politica è stata la destutturazione del sistema psichico della nazione. Un qualche cosa che le persone non percepiscono se non quando manca. Il Censis nel suo rapporto altro non fa che rilevare la situazione che da anni sto profetizzando:



Il Censis: "Italia appiattita, senza più legge né desiderio"

03-12-2010
Il rapporto sulla situazione sociale del Paese: più vigoreper affrontare le nuove sfide
ROMAUn'Italia «appiattita» che stenta a ripartire, un inconscio collettivo senza più legge nè desiderio: è l'analisi impietosa del Censis, contenuta nel 44esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010, presentato oggi a Roma dal presidente del centro studi, Giuseppe de Rita e dal direttore generale, Giuseppe Roma. Abbiamo resistito ai mesi più drammatici della crisi, dice il Censis, seppure con una «evidente fatica del vivere e dolorose emarginazioni occupazionali». Ma ora sorge il dubbio che, anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, la nostra società non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide che dovremo affrontare. Il Censis registra un «declino parallelo» della legge e del desiderio. E siccome, dicono, non esistono attualmente in Italia sedi di auctoritas che potrebbero ridare forza alla «legge», la «virtù civile» necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita è quella di «tornare a desiderare». Spiega il Censis che i nostri riferimenti alti e nobili (l'eredità risorgimentale, il laico primato dello Stato, la cultura del riformismo) si sono appiattiti, soppiantati dalla delusione. Non riusciamo più a individuare un dispositivo di fondo che disciplini comportamenti, atteggiamenti, valori. Si afferma così una «diffusa e inquietante sregolazione pulsionale»: negli episodi di violenza familiare, nel bullismo, nel gusto apatico di compiere delitti comuni, nella tendenza a facili godimenti sessuali, nella ricerca di un eccesso di stimolazione esterna che supplisca al vuoto interiore, nel ricambio febbrile degli oggetti da acquisire e godere, nella ricerca demenziale di esperienze che sfidano la morte (come il balconing). «Siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto, visto che ad un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti sociali, si va sostituendo un ciclo segnato dall'annullamento degli interessi e dei conflitti» dice il Censis. Ogni giorno di più, secondo il centro studi, il desiderio diventa esangue, indebolito dall'appagamento derivante dalla soddisfazione di desideri covati per decenni (dalla casa di proprietà alle vacanze) o indebolito dal primato dell'offerta di oggetti in realtà mai desiderati (con bambini obbligati a godere di giocattoli mai chiesti e adulti al sesto tipo di telefono cellulare). Così, all'inconscio manca oggi la materia prima su cui lavorare, ciò il desiderio. Per vincere il nichilismo dell'indifferenza generalizzata, dunque, per il Censis occorre tornare a desiderare. E attualmente tre sono i processi in cui sono ravvisabili germi di desiderio: la crescita di comportamenti «apolidi» legati al primato della competitività internazionale (gli imprenditori e i giovani che lavorano e studiano all'estero), i nuovi reticoli di rappresentanza nel mondo delle imprese e il lento formarsi di un tessuto federalista, la propensione a fare comunità in luoghi a misura d'uomo (borghi, paesi o piccole città).
Tratto da:
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/378537/


In questa distruzione sociale c’è la sopravvivenza in un presente distrutto.
Quando invitavo la magistratura a fermare l’odio di Gentilini, Bitonci, Tosi, Zaia, e non lo fecero perché a loro o non importava o lo condividevano. Hanno permesso la destrutturazione della società civile: hanno fatto un atto di TERRORISMO.

Si scopre che nella società mancano le pulsioni di vita.
Si scopre che la pulsione psichica del Genio del Luogo della popolazione italiana è in grande sofferenza. Si scopre che siamo in piena epoca fascista e che i furbi viaggiano con le valigie di soldi come se i soldi avessero un valore al di fuori della società e del mezzo con cui la società misura la sua ricchezza: una società povera trasforma le valigie di soldi in carta straccia.
Il rapporto del Censis sbaglia sulla propensione a cercare “luoghi a misura d’uomo”: questi sono luoghi di fuga. Eremi nascosti alla vista e agli impegni che la società richiede. Come i giovani che fuggono all’estero perché Silvio Berlusconi ha tolto loro ogni possibilità di vita: è una fuga, non un luogo. Come il formarsi di desideri federalisti è il sintomo di disgregazione sociale in cui la speranza di un’ulteriore disgregazione sociale, di un ulteriore impoverimento delle condizioni di vita, alimenta la speranza di una “fine di un mondo” dopo il quale poter ricostruire. Il desiderio federalista è il segnale della disperazione assoluta.
Il Censis parla di “RICOMINICARE A DESIDERARE” ma se i cittadini cominciano a desiderare, ci sono i manganelli della polizia pronti a macellare per impedire ai cittadini di costruire un futuro diverso dal presente disastroso che percepiscono.
Per questo motivo, da parecchi messaggi, sto dicendo che la corda per impiccarsi è il nuovo simbolo dei Veneti: perché, per molti di loro, è l’unico sbocco futuro che questa società permette.
La crisi economica non può essere superata perché nessuno ha messo in moto fattori con cui superare la crisi culturale, sociale, morale, da cui la crisi economica dipende per un suo superamento.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

03 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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