La Boje

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Il ragazzo con la rana

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Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 4 gennaio 2011

Antonio Di Pietro, alle prossime elezioni vada a farsi dare i voti da La Russa o dalla Santanché!


Mi sembra chiaro che la vicenda Cesare Battisti abbia messo in evidenza l’ideologia di Antonio Di Pietro: difendere a tutti i costi chi ha tentato i colpi di Stato in Italia, da Borghese ad Andreotti e violentare la necessità di giustizia dei cittadini oltre che sputare addosso ai cittadini che hanno difeso questa democrazia.
La magistratura ha garantito loro l'impunità assoluta che fa sorgere l'idea che la magistratura, o una gran parte di essa, aveva con loro una complicità assoluta.
Appaiono concordi Di Pietro, con La Russa, nella necessità di torturare i cittadini.
Impedire ai cittadini di difendere la Costituzione e il diritto Costituzionale.
Appaiono concordi La Russa, Di Pietro e la Santanché sulla legittimità delle torture messe in atto dai magistrati, purché tali torture siano fatte a chi ha difeso la Costituzione della Repubblica.
Ognuno col loro stile, ma ognuno col medesimo intento.

Chi manifesta contro la decisione del Brasile, sono gli stessi che manifestano contro i barboni, contro i ladruncoli, contro le donne lungo le strade, contro i Rom, contro il diritto di pregare dei musulmani. Sono gli stessi che non manifestano contro Ratzinger e le sue pretese di violentare i bambini per imporre la sua fede.

Manifestare a loro favore o per i loro diritti, non porta voti. Manifestare contro Ratzinger, non porta voti; meglio lasciarlo a violentare i bambini consnetendogli di privare i futuri cittadini italiani della loro consapevolezza Istituzionale.
Manifestare a favore del loro massacro, a favore delle torture cui fu sottoposto Cesare Battisti per impedirgli di rivendicare i diritti Costituzionali, manifestare per il diritto di macellare i musulmani (vedi il massacro del cristiano rinato Bush e dei cattolici fondamentalisti Blair e Berlusconi), manifestare per il diritto di cacciare e violentare i Rom o le donne che tentano di sopravvivere lungo le strade, ti dà voti e visibilità.
Fa vedere un La Russa cazzuto, un Di Pietro deciso, una Santanché “macia”. Questo “macismo” viene propagandato dalle televisioni e venduto agli elettori come una sorta di sicurezza del loro futuro.
In realtà è il peggiore dei fascismi. E’ quell’atteggiamento che violenta l’articolo 3 della Costituzione sostituendolo col principio di uguaglianza propagandato dal crocifisso o, se preferite, dal criminale Gesù (al quale tutti questi personaggi fanno riferimento): siete tutti uguali in ginocchio davanti a me! Naturalmente, ognuno di loro si identifica con colui che mete in ginocchio tutti i cittadini.

E così eccoli gli atteggiamenti maci di Antonio Di Pietro, della Santanché, di La Russa, di Gasparri: il torturato Cesare Battisti non può rivendicare il diritto di non essere torturato e la possibilità di difendersi in un giusto processo: “Sei stato torturato, ma che cazz...o pretendi?”.
Chi viene torturato, come fa Di Pietro, La Russa o Santanché, non può mai subire un “giusto processo”.
Io stesso fui torturato e ad un certo punto dissi tutto quello che volevano che gli dicessi: gli firmai anche che avevo ammazzato Tagliercio, anche se non sono mai stato delle Brigate Rosse e non avevo mai partecipato a nessun reato. Poi, il collega di Di Pietro, quel Michele Dalla Costa, legato a Ghedini, fece sparire quel documento e tentò di ammazzarmi in galera: quale giusto processo puoi avere quando per dieci anni vieni minacciato di morte perché La Barbera, Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Ugolini Rita, ecc. formano un sodalizio criminale all’interno della magistratura?

Aggredire Cesare Battisti, il torturato che chiede giustizia, dimostra quanto sono cazzuti Di Pietro, Santanché, La Russa e altri.

E poi?

Poi saranno cazzuti contro i Rom: e si accenderanno nuove forme di campi di sterminio!
Poi saranno cazzuti contro gli studenti che protestano. E no! Là ci si può anche dividere, in fondo gli studenti sono elettori o futuri elettori, non come i Rom e nemmeno come gli extracomunitari che possono essere rinchiusi nei campi di concentramento (quelli che, secondo Berlusconi, si può uscire quando si vuole).

Poi saranno cazzuti contro gli operai della Fiom: bisogna pur appoggiare Marchionne, non vorrai mica che porti via il lavoro dall’Italia? Peccato che Marchionne abbia già deciso di distruggere le fabbriche auto in Italia per pagare i debiti che ha contratto nell’acquisizione Crayslers. Marchionne sta cercando la via per ammazzare la classe operaia fiat senza dover pagare un presso per la sua operazione. Per questo aggredisce la FIOM sperando che la Fiom reagisca in modo tale da dargli delle opportunità di scelta in quel senso.

Il tentativo di colpo di Stato in cui era inserito l’attentato a Piazza Fontana fu favorito, protetto, se non compartecipato, dalla magistratura milanese. Fu la magistratura milanese che alimentò, anche con dei falsi, la pista anarchica pur sapendo che i mandanti si chiamavano Cossiga, Andreotti, Aldo Moro, Fanfani, ecc. Ora è tardi per accertare le loro responsabilità, ma l’attività omissiva e le aggressioni che la popolazione ha subito, aggressioni di stampo terrorista, avallate dalla complicità giuridica della magistratura li rendono, agli occhi dei cittadini che hanno subito violenza, i primi responsabili e sospettabili. E’ vero che Borghese, Andreotti, Cossiga, Aldo Moro, non sono riusciti a fare in Italia ciò che i colonnelli fecero in Grecia, ma non per merito della magistratura che ha sempre protetto sia i golpisti che i terroristi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia o stazione di Bologna imbastendo processi ridicoli e sempre tardivi.

La scelta di Di Pietro dimostra la sua affinità con La Russa o la Santanché!

Avrebbe potuto fare scelte diverse?
Se fosse stato un uomo onesto sì!
Cosa avrebbe potuto fare?
Quella che la Corte di Cassazione ha più volte invitato a fare a magistrati che usano le leggi per soddisfare il loro delirio di onnipotenza: ascoltare le persone, prendere atto di quanto dicono, controllare la veridicità dei fatti e quante ragioni hanno quelle persone nel denunciare i fatti!
Se Antonio Di Pietro fosse stato un “non-fascista” avrebbe censurato quei magistrati che torturano o manipolano i processi a proprio uso e consumo. Avrebbe censurato quei magistrati che mettono in atto azioni per ammazzare le persone che sono scomode. Avrebbe condannato l’attività di terrorismo messa in essere dai magistrati attraverso il “teorema Calogero”.
Se Antonio Di Pietro fosse stato una persona onesta avrebbe manifestato indignazione per i processi ingiusti o per le camere di tortura.

I Rom, le donne di strada, gli operai licenziati, i barboni, non portano voti. Solo che la distruzione della società civile inizia quando queste persone anziché essere persone soggette di diritti e di doveri, diventano merce di scambio.
E quando si parla di: “Bisogna rispettare la legge!”, non lo si dice al barbone, all’individuo che subisce ingiustizie, alla donna di strada o all’extracomunitario, ma ai magistrati, ai poliziotti, agli amministratori, agli industriali e agli artigiani: sono loro che devono rispettare la legge affinché la legge sia da tutti rispettata.
Non si applicano le leggi che fanno comodo o solo quelle che fanno comodo come sta facendo Antonio di Pietro.

Che garanzie dà un politico che considera solo le leggi che gli consentono di aggredire le persone indifese? Non c’è differenza fra lui, Berlusconi, Frattini, Maroni o Bossi.

Ora, Antonio di Pietro vada a manifestare contro le pretese di Cesare Battisti di non essere torturato.
Riporto da Il Corriere della Sera:

LA PIAZZA - Un centinaio di persone in tutto, tra cui molti esponenti del Pdl, del Movimento per l'Italia, dell'Udc e una delegazione Idv, si è riunito in Piazza Navona a Roma, davanti all'ambasciata del Brasile, per ribadire, senza bandiere di partito, il «no» alla decisione di Lula di non estradare Battisti. Diversi gli striscioni esposti dai manifestanti, che chiedono a gran voce «giustizia e non vendetta» e definiscono Lula e Battisti «vigliacchi». «Siamo qui perché il governo farà tutto quello che può fare per estradare Cesare Battisti che è un criminale» ha detto Daniela Santanchè. La deputata del Pdl ed altri esponenti di maggioranza hanno anche chiamato in causa Carla Bruni. Secondo Bruno Berardi, presidente dell'associazione «Domus civitas - vittime del terrorismo e mafia», la moglie del presidente francese sarebbe intervenuta personalmente presso Lula perché Battisti non fosse estradato.«Se Carla Bruni ha fatto questo, si vergogni» è stato il commento della Santanchè. «Siamo qui col tricolore, non per dividere la piazza - ha spiegato Antonio Di Pietro -, ma tutti uniti con una sola voce contro un terrorista vigliacco». Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, è stato interrotto durante il suo intervento al sit-in di protesta sul caso Cesare Battisti a Roma davanti all'ambasciata del Brasile da un piccolo gruppo di manifestanti che gli hanno urlato: «Terrorista sei te».

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_04/battisti-tensioni-premier-berlusconi_18b0850c-1801-11e0-9e84-00144f02aabc.shtml


E poi, i voti, alle prossime elezioni Antonio Di Pietro, li andrà a chiedere alla Santanché o da La Russa.
Io non sono più disposto a simpatizzare con un individuo che manifesta per il diritto di torturare chi non si può difendere. Questo appartiene all’ideologia della Santanché che muove guerra ai musulmani per incitare all’odio religioso. Ora scopro che la pretesa di torturare è anche in Antonio Di Pietro. Ne prendo atto!

Non basta affermare che “La legge è uguale per tutti” se poi si applicano leggi o interpretazioni delle stesse per i propri interessi, come sta facendo Antonio di Pietro e Silvio Berlusconi.
Entrambi appaiono come quel criminale in croce che pretende che tutti, in ginocchio davanti a lui, rispettano le leggi che a lui fanno comodo pretendendo di essere al di fuori e al di là della legge.
Oggi Antonio di Pietro può apparire populista e opportunista appoggiando la Fiom e tentando di farsi dare i voti; domani, con lo stesso populismo e lo stesso impegno può ammazzare gli operai legittimando le pretese di Marchionne.
Quando le norme di legge non le si applicano a sé stessi, allora si insegue ogni “opportunità”: si è contro o a favore dei campi di sterminio a secondo della convenienza del momento!
Questo porta Antonio di Pietro a braccetto con La Russa e la Santanché.
Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

04 gennaio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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