La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 24 febbraio 2011

Il rito del Giorno Pagano Europeo della Memoria in ricordo dei martiri della ferocia del dio padrone degli ebrei e dei cristiani



Rito religioso del Giorno Pagano Europeo della Memoria

Per ricordare i martiri Pagani martirizzati dall’odio cristiano e per ricordare tutti quegli eroi che nel corso dei secoli agirono per portarci fuori dall’orrore della società cristiana.
Il 26 febbraio 2011 presso il Bosco Sacro in Jesolo – Venezia alle ore 17.00 la Federazione Pagana celebra il rito religioso in memoria dei martiri Pagani il cui sangue fu sparso da ebrei e cristiani.
Accenderemo due fuochi. Uno è il fuoco di Prometeo e l’altro è il fuoco della libertà emotiva che divampa nella società in cui il fuoco di Prometeo ha fatto da stimolo.

Macellare chi non si mette in ginocchio davanti al dio dei cristiani non è una scelta degli individui di religione ebrea o di religione cristiana, ma è l’ordine del dio degli ebrei e dei cristiani che ha insanguinato la storia dell’umanità con tutte le guerre di religioni che ha scatenato. Gli individui ebrei e cristiani si sono dimessi dalla loro società preferendo macellarne i cittadini a maggior gloria del loro dio.

Prima che gli ebrei si inventassero il loro dio creatore e padrone, mai, in tutta la storia dell’umanità, ci fu una sola guerra scatenata per imporre una divinità.
Il dio degli ebrei e dei cristiani fece del genocidio il suo modo di essere.
E’ il dio dei cristiani e degli ebrei che ordina:

“Chi sacrifica ad altri DEI fuorché al dio padrone degli ebrei e dei cristiani, sia punito con la morte” Esodo 22,19

Iniziarono gli ebrei, in nome del loro dio, solo per odio religioso a macellare i sacerdoti di Baal:

“Allora Elia ordinò loro: “Prendete i profeti di Baal: non ne scampi nemmeno uno!” ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il torrente Cison, dove li sgozzò.” I Re 18, 40

Macellare chi non si metteva in ginocchio davanti al dio degli ebrei e dei cristiani fu l’unica attività di ebrei e cristiani.
Così il dio criminale nella bibbia si esalta macellando chi non si mette in ginocchio davanti a lui:


“Quando il signore, iddio tuo, ti avrà introdotto nel paese, al quale sei diretto per prenderne il possesso, numerosi popoli cadranno davanti a te [...]. Or, quando il Signore, iddio tuo, te li avrà dati in potere e tu li avrai sconfitti, votali all’anatema e non venire a patti con loro, né conceder loro grazia. Non imparentarti con essi, non dare le tue figlie ai loro figli, né prendere le loro figlie per i tuoi figli perché distoglierebbero i tuoi figli dal seguire me, per darli servire a Dèi stranieri. L’ira del signore si accenderebbe contro di voi, ed egli non tarderebbe a distruggervi. Ma trattali così: demolite i loro altari, spezzate i loro cippi, abbattete i tronchi raffiguranti Ascera, date alle fiamme i loro idoli. Poiché tu sei un popolo sacro al signore, iddio tuo. Egli ti ha scelto, perché tu sia il suo popolo prediletto fra tutti quelli che sono sulla faccia della terra.” Deuteronomio 7, 1-6

E ancora:


“Poi radunò il popolo e proclamò davanti a loro: “Acab ha onorato poco Baal! Io l'onorerò molto di più. Fate dunque venire da me tutti i profeti di Baal, tutti i suoi adoratori e tutti i suoi sacerdoti: nessuno manchi, poiché io voglio offrire un grande sacrificio a Baal: chiunque mancherà non rimarrà in vita”. Jeu agiva con astuzia in tutto questo, per sterminare gli adoratori di Baal. Anzi egli dette loro quest'ordine: “Indite una solenne assemblea in onore di Baal”. Ed essi la bandirono. Poi Jeu inviò ancora messi in ogni parte d'Israele, e convennero tutti gli adoratori di Baal: non ne mancò neppure uno. Si radunarono dunque nel tempio di Baal: ed erano così numerosi che fu gremito da un capo all'altro. Jeu ordinò allora al guardarobiere: “Metti fuori tutte le vesti per gli adoratori di Baal”. Ed egli le tirò fuori. Poi Jeu, entrato nel tempio di Baal insieme con Jonadab, figlio di Recab, disse agli adoratori di Baal. “Cercate bene e badate che fra di voi non ci sia qualche adoratore del signore, ma soltanto adoratori di Baal”. Questi allora entrarono per offrire sacrifici ed olocausti. Or, Jeu aveva fatto disporre fuori ottanta armati, ai quali dette quest'ordine: “Chi lascerà fuggire uno qualunque di questi uomini che vi metto nelle mani, pagherà con la propria vita quella del fuggitivo”. Terminato che fu l'olocausto, Jeu ordinò ai soldati e agli ufficiali: “Entrate e uccideteli: non ne scampi neppure uno”. I soldati e gli ufficiali li passarono a fil di spada, poi penetrarono fin nel santuario del tempio di Baal, gettandovi dei cadaveri, ne trassero fuori le statue e le bruciarono. Fecero a pezzi la stele di Baal, ne distrussero il tempio e lo trasformarono in luogo immondo, come ancora oggi.” Tratto da la bibbia dei cattolici e degli ebrei, II Re 10, 18-27


Nel secondo secolo, fra il 114 e il 117 d.c., quelli che poi si chiamarono i cristiani, gli apocalittici (o messianici) che attendevano la fine del mondo e la venuta del loro dio padrone sulle nubi con grande potenza, macellarono 200000 persone nella città di Cirene (ancor oggi, 23 febbraio 2011 un cattolico del Veneto, uno di quelli che violenta bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso, ha detto che bisogna mitragliare gli eventuali profughi dalla Libia; Cirene, appunto) e altre 240000 nella città di Salamina a Cipro.
Da allora i cristiani procedettero genocidio dopo genocidio. Fu distruzione dei templi. Fu massacro dopo massacro al fine di imporre la sottomissione al dio padrone dei cristiani.
Ricordiamo come Gesù ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui. Le sue erano farneticazioni sono come quelle di Hitler in birreria. Come per Hitler le farneticazioni del superuomo Gesù cessarono di essere farneticazioni quando le sue parole divennero la soluzione finale. Il 27 gennaio del 380 il criminale Teodosio promulgò l’editto di Tessalonica e poi, legge dopo legge, violentò l’antico e tollerante impero di Roma. L’editto più noto fu quello del 24 febbraio 391 dopo Cristo, che sanciva il divieto di ingresso nei templi pagani, proibiva l’atto di avvicinarsi ai loro santuari e l’adorazione di statue o manufatti.
Terrorismo: questo è il cristianesimo e, come dice la nostra Corte di Cassazione: “I delitti contro l’umanità non cadono MAI in prescrizione!”. Fu il Gesù dei cristiani ad istigare all’odio razzista per motivi religiosi mediante le sue aggressioni gratuite ai Farisei: un criminale e un codardo che seminava odio contro l’umanità.

La fede dei cristiani gronda di sangue di centinaia di popoli macellati come bestiame e milioni di bambini stuprati al fine di imporre loro la fede nel dio padrone e nel criminale in croce.
Noi oggi conosciamo gli editti di Teodosio che macellando i Pagani, distruggendo i templi, saccheggiando la cultura medica, favorendo le invasioni barbariche nello scontro fra cristiani (Alarico era cristiano) che misero a ferro e fuoco l’Europa al fine di costruire una miseria sociale talmente grande da poter diventare preda della carità di un padrone che si compiaceva della sofferenza. Lo stesso santo cattolico, Carlo Magno si divertiva a macellare donne, uomini e bambini, per costringerli alla fede nel criminale in croce. Popoli come Sassoni, Lituani, russi, prussiani, furono macellati e costretti col sangue ad adorare un dio assassino.
Conosciamo elenchi di centinaia di migliaia di bambini rinchiusi nelle galere e affidati agli aguzzini preti e suore solo perché ci sono gli elenchi dei battesimi, ma quasi nessuno di loro uscì da quei lager per vivere la vita da adulto.
Conosciamo le stragi dei missionari cattolici nell’Africa. Conosciamo il traffico di schiavi messo in atto dai Gesuiti. Conosciamo le stragi dei cappuccini del Francesco d’Assisi e i massacri del criminale Antonio da Padova. Conosciamo le stragi fatte dai missionari nelle Americhe latine, e conosciamo il traffico dell’oppio a cui si dedicavano i cristiani per distruggere la Cina. Conosciamo l’infinito dolore dell’umanità costretta in ginocchio davanti al crocifisso e conosciamo il dolore delle donne nelle camere di tortura del dio cristiano e del Gesù dei cristiani attivate dagli inquisitori.
Conosciamo il dolore degli “eretici” torturati e ancora nelle nostre narici c’è l’odore della loro carne bruciata sui roghi.
Conosciamo il dolore dell’ultimo Hierophante di Eleusi che vide l’ombra nera della peste cristiana saccheggiare la terra, come conosciamo il dolore della donna morta per parto o della donna lapidata perché suo figlio, nato con problemi fisici, veniva attribuito ai suoi peccati.

Conosciamo il dolore e il rumore dei Templi distrutti e le statue degli Dèi fuse come conosciamo il piacere epicureo che lasciava il corpo degli uomini per far posto al piacere della sofferenza spacciato e imposto come una dose di eroina dal Gesù dei cristiani.

Conosciamo i gesti eroici di chi ci portò fuori dall’orrore della città di dio che i cristiani imposero all’umanità.
Qualche nome ci suona nella testa da Fra Dolcino ai ribelli del Libero Pensiero, dai Libertini al dolore della lingua di Giulio Cesare Vanini, dagli illuministi al diritto napoleonico, dalle guerre di liberazione alla nascita del laicismo e delle nazioni d’Europa. Conosciamo il nome dell’eroe Paolo Sarpi e conosciamo il nome di Galileo. Conosciamo il nome di Giordano Bruno e il nome di Francesco Bacone.ma conosciamo soprattutto il dolore di quei popoli che ci hanno donato un frammento di libertà finché nel 1948, finalmente, le Costituzioni occidentali misero fine all’ignominia del dio padrone degli ebrei e dei cristiani quando nelle loro CARTE SACRE, nelle loro COSTITUZIONI, scrissero a gran lettere, condannando il dio dei cristiani:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
art. 3 Cost. Rep.

Uguali a chi?
Al dio padrone dei cristiani e a quel criminale in croce che deve essere chiamato, con i suoi rappresentanti, a rispondere dei delitti commessi (o vantati) contro l’umanità!


E poi, contro l’odio del dio dei cristiani, i costituenti italiani hanno proclamato:

“Tutti hanno il diritto di proclamare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato e in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buoncostume.” art. 19 Cost. Rep.

E proprio per l’azione dei Costituenti la Repubblica Italiana e agli estensori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che noi possiamo onorare i martiri delle Antiche religioni macellati dai cristiani il cui sangue, ancor oggi, gronda dalle mani di individui come Ratzinger, Scola, Mattiazzo e quant’altri violentano bambini in nome di un dio assassino per imporre loro la fede cattolica con l’aiuto di politici corrotti e costituzionalmente, vigliacchi!
Appuntamento al Fuoco di Jesolo per Sabato 26 febbraio 2011 alle ore 17.00 per ricordare i martiri che hanno costruito le libertà di oggi e per poter aggiungere libertà a libertà per i nostri figli.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

24 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 18 febbraio 2011

Le due facce del leghismo in Veneto.


Le due facce della Lega in Veneto: ladri e affamatori.
Zaia è un incapace, un incompetente, un giocoliere da strapazzo che non affronta i problemi della regione Veneto, ma gioca con le illusioni.
Rubare agli italiani è la vera parola d’ordine della Lega.
Un partito politico potrebbe avere altri obbiettivi. Magari il rubare può essere fatto da qualche militante che poi può essere scaricato dal partito. Solo che n realtà la Lega ha come obbiettivo quel Federalismo che nella sua testa è la “madre di tutte le rapine”. Portare via i soldi delle tasse con la “scusa” che devono restare sul territorio e, nel contempo, aumentare le tasse sul territorio col ricatto dei servizi dimezzati.
“Roma ladrona!”, “Roma ladrona!” urla colui che ha saccheggiato la società civile non pagando le tasse dovute, ma fruendo, contemporaneamente della ricchezza sociale costruita con i soldi di coloro che hanno pagato le tasse. Va a farsi curare nell’ospedale costruito da chi ha pagato le tasse; chiede protezione alla Polizia che viene pagata con chi ha pagato le tasse.


Arzignano, indagato Signorin«Evasi 500 mila euro al fisco»
Vicenza. Il vicesindaco leghista di Arzignano Massimo Signorin è indagato per evasione fiscale e distruzione di documenti contabili. L'indagine, curata dalla Guardia di finanza, riguarda la gestione della Palladio Pelli, l'azienda di lavorazione pelli per conto terzi di Signorin che ha cessato l'attività nel 2008. I finanzieri avrebbero rilevato la totale mancanza della presentazione delle dichiarazioni dei redditi per almeno 4 anni. Visto poi che lo stesso esponente leghista ha consegnato solo pochissime fatture, è stata calcolata un'evasione di 500 mila euro in base alle attività che la Palladio Pelli intratteneva con altre società per le sue lavorazioni.Signorin era già finito sotto i riflettori qualche mese fa, dopo la puntata del programma tv Presa diretta di Rai3 dedicato allo scandalo dell'evasione fiscale nel distretto della concia, con alcune dichiarazioni del vicesindaco ritenute imbarazzanti. Con tanto di richiesta di dimissioni da parte delle minoranze in consiglio per la "pessima figura" che aveva fatto fare, dicevano, ad Arzignano.

Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/227904_arzignano_indagato_signorinevasi_500_mila_euro_al_fisco/

L’altro aspetto del leghismo Veneto è l’assoluto disprezzo per la ricchezza. I leghisti certamente non hanno letto Marx ed ignorano che le merci si trasformano in prodotti atti a soddisfare i bisogni umani solo nella misura in cui le “masse salariate” sono messe nelle condizioni di acquistare quelle merci e soddisfare i propri bisogni. Se la gente ti muore di fame, non acquista un’automobile.
Il leghismo è attraversato da quella voglia di saccheggiare un presente, ridurlo in miseria, per poi appropriarsene. Solo che i leghisti non sanno che non esiste il ritorno all’utero. Per questo, ciò che hai distrutto non lo recuperi più.
Come per questi lavoratori della Roni che stanno scoprendo gli svantaggi di ammortizzatori sociali che non servono per ammortizzare, ma per saccheggiare i loro risparmi:


Sedico: i lavoratori della Roni sul lastrico
«Roma non firma: da luglio 2010 senza cassa integrazione»


SEDICO. Senza cassa integrazione da luglio 2010 e con le banche sanguisuga che chiedono indietro i soldi anticipati. Per circa 47 dipendenti della Roni di Sedico il problema del giorno è trovare di che mangiare: sono ridotti praticamente sul lastrico. «Da luglio del 2010 non percepiamo più la Cig straordinaria perchè a Roma non hanno ancora firmato» denunciano due lavoratori. Ma la drammatica situazione è di quanti risultano ancora dipendenti dell'azienda edile fallita: «Non si può continuare così: dobbiamo pagare l'affitto, sfamare le famiglie e ora le banche ci chiedono i soldi anticipati per la Cig. C'è chi deve pagare il mutuo o chi va alla Caritas perchè non ha altro posto dove trovare quel che serve ai suoi bambini». Sono incavolati neri i dipendenti che l'anno scorso hanno perso il posto di lavoro. Per loro ad aprile 2010 è scattata la Cig straordinaria: ad anticiparla, le banche che hanno firmato un accordo con la Provincia, in attesa della firma da Roma. Dopo il giallo di Unicredit che con i fondi della cassa versati lì erroneamente (è l'unica banca a non aver partecipato all'accordo) ha coperto i pagamenti arretrati di alcuni lavoratori, lasciandoli praticamente al verde, ora un'altra beffa c'è per i dipendenti Roni. Percepiti intorno a ottobre o novembre 2010 gli «anticipi» di Cig per il periodo da aprile a luglio 2010, poi non hanno visto più nulla perchè «da luglio non è stata più firmata altra Cassa a Roma. E ora abbiamo le banche da pagare perchè chiedono indietro i 600 euro al mese che hanno anticipato». Totale: 3000 euro da sborsare. «Come facciamo? La Cig non arriva e lavoro non ce n'è, qui è tutto morto e di liquidazione non abbiamo preso nulla, l'impresa Roni è fallita e non sappiamo come fare a campare. Io debbo pagare l'affitto ormai da cinque o sei mesi e ho due bambini piccoli: che cosa devo fare?». Le cose non cambiano neanche per chi vive nella casa avuta dai genitori: «Non ci si può neanche mettere nelle liste di collocamento perchè siamo ancora dipendenti Roni, almeno fino ad agosto del 2011. Ma non possiamo neanche starcene zitti così. L'affitto? Io non pago più niente, c'è gente che va alla Caritas a Feltre,
per i bambini che vanno a scuola, c'è chi ha il mutuo da pagare» spiega un altro lavoratore. In questa situazione, circa 47 persone che aspettano la cassa integrazione. «Si muovano, i politici: potrebbero fare qualcosa visto che il problema è Roma». «Hanno ragione: mi risulta che le pratiche al ministero siano ancora in fase di elaborazione ma non si può continuare così. Anche perchè la Cig di aprile i dipendenti l'hanno avuta a novembre» dice Valerio Costa, segretario Fillea Cgil, che invita i politici a «spingere» per snellire la burocrazia. «Il problema è la lunghezza dei tempi di approvazione della Cig straordinaria. Decreti e approvazioni dovrebbero essere più veloci: andrebbe sveltita tutta la procedura, i lavoratori l'aspettano per poter mangiare. Chiedo quindi un impegno non fittizio ai parlamentari bellunesi: questo deve essere l'impegno».
17 febbraio 2011


Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/02/17/news/sedico-i-lavoratori-della-roni-sul-lastrico-3458029

E’ la miseria che avanza nella Regione Veneto fra uno Zaia incapace, menefreghista e incompetente e cittadini ridotti alla sopravvivenza.
Il puttanismo di Silvio Berlusconi è il modello politico di questo governo. La fi.ga come metodo di selezione della classe politica.
E, intanto, i giorni passano e la miseria in regione aumenta.


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18 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì 8 febbraio 2011

Muoia Sansone con tutti i Filistei e crepi la società del Veneto!


Al di là delle indagini, la notizia è una di quelle che qualificano i veneti, il Veneto e la morale che sta imperando in questa regione.
Sempre ci auguriamo e speriamo che ci sia qualche attenuante, ma sta di fatto che è un sintomo dell’imbarbarimento che la Lega di Zaia ha imposto al Veneto sedimentando un odio che già con Galan stava imponendosi sui cittadini Veneti.
I reati sono sempre reati. Ma ci sono dei reati che sono particolarmente squallidi e che devono suscitare una particolare indignazione come la ferocia di una banda di teppisti nei confronti di chi tenta di guadagnarsi qualche spicciolo consegnando le pizze a domicilio.
E’ l’ideologia della Lega, quella che piace tanto a personaggi come Carlo Mastelloni o Pietro Calogero, costringere i più deboli a strisciare e criminalizzarli quando chiedono giustizia.
Gentaglia come Carlo Mastelloni e Pietro Calogero, con le loro torture e con le loro interpretazioni personalistiche delle leggi, hanno costruito questo clima in Veneto: e spesso se ne vantano!
Riporto la notizia:



Porta pizze a domicilio Via Murri, picchiato e rapinato da 10 giovani
di Carlo Mion
08 febbraio 2011


Pestato a sangue e rapinato di pizze e denaro. È successo l'altra sera in via Augusto Murri. Vittima un giovane pakistano che lavora in una pizzeria da asporto. Ad aggredirlo sono stati una decina di ragazzi, molto probabilmente mestrini. Sull'accaduto indagano gli agenti delle volanti, intervenuti sul posto, e del commissariato di via Ca' Rossa. A chiamare il 113 sono stati alcuni passanti che hanno visto un giovane di colore sanguinante all'angolo tra via Murri e via Verdi. Sono circa le 23 di domenica quando la centrale della polizia invia sul posto una volante. Chi avverte l'operatore del 113 spiega che, molto probabilmente, il giovane è stato vittima di un'aggressione. Gli agenti delle volanti trovano lo straniero sanguinante. Si tratta di un pakistano di 34 anni, dipendente della pizzeria da asporto «Alì Babà» di via Bissuola 40. Lo straniero spiega ai poliziotti che lavora come ragazzo delle consegne a domicilio. Poco prima era stato inviato in via Murri per recapitare 10 pizze in un appartamento di una palazzina della via. Non ha fatto in tempo a salire, perchè chi aveva ordinato le pizze lo aspettava in strada: appena lo hanno visto dieci giovani gli hanno preso le pizze e hanno cominciato a colpirlo con schiaffi e pugni. Quindi, oltre a prendergli le pizze senza pagare, si sono fatti consegnare anche il denaro che aveva con sè. Se ne sono andati con circa cinquecento euro. Sul posto è arrivata anche un'ambulanza del Suem. Portato in ospedale, lo straniero è stato medicato per ferite e contusioni varie al viso e al corpo. I medici lo hanno giudicato guaribile in due settimane. I poliziotti hanno subito controllato la palazzina a cui corrispondeva il numero civico, fornito alla pizzeria da chi aveva ordinato il servizio a domicilio. Ma di giovani e di ordini alla pizzeria, i proprietari della casa non sapevano nulla. Sono in corso indagini da parte degli agenti delle Volanti e del commissariato di Mestre.


Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/02/08/news/porta-pizze-a-domicilio-via-murri-picchiato-e-rapinato-da-10-giovani-3381610


(c'è già chi spera che questa persona si sia inventato tutto e che possa essere criminalizzata per essersi inventata un'aggressione)

Cosa assisteremo domani?
Questa “gioventù” un giorno sarà gli adulti.
Un giorno saranno quelli che avranno responsabilità delle Istituzioni o della società civile: che squallido destino si lascia ai nostri figli, anche se, a quanto mi risulta, né Carlo Mastelloni, né Pietro Calogero hanno figli, ma non per questo hanno diritto di praticare il principio cristiano: “Muoia Sansone con tutti i filistei!”


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08 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 6 febbraio 2011

Santeria e buffoneria cattolica: i cattolici producono i polli da spennare e odiano la concorrenza


Nelle foto: esempi di altari della Santeria, con Gesù e madonne che alimentano la speranza dei disperati. Esattamente come i preti cattolici!
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Si tratta di mercato: come vendere un prodotto capace di soddisfare un target di bisogni imposti fin dall’infanzia.
Molto banalmente, dal momento che i “miracoli” li fa il crocifisso e la madonna, se vuoi che le persone ti paghino nella speranza di un miracolo, devi offrire qualcosa di suggestivo che abbia al suo centro il crocefisso e la madonna presentati in forma tali da suscitare aspettative.
Se non presenti crocifisso, madonna, padre pio o quant’altro, e persone non ti pagano nella speranza di avere il miracolo perché fin da bambini sono stati costretti e violentati a pensare che i miracoli avvengono solo coinvolgendo tali oggetti. Non è importante se l’oggetto madonna o l’oggetto crocifisso viene presentato nella forma del prete devoto, del Penna di Treviso o in forma di sacrificio animale. Il target di persone che può pagare per il miracolo è lo stesso che va a Lourdes, Madjugore a Compostela, o a Padova. Si tratta di rottami umani, strutture psico-emotive che vivono di grande sofferenza perché inadeguate a veicolare le loro pulsioni nella quotidianità. Le vittime della violenza cattolica che vivono la disperazione emotiva. Loro sono pronti a pagare per uscire dal loro dolore; il prete cattolico alimenta la speranza per mantenerle in uno stato di dolore: per loro, anche un pollo morto porta sollievo.
E’ ridicolo il sindaco di Pianiga che manda i vigili urbani perché qualcuno ha tirato il collo ad un pollo o ad un piccione in un modo un po’ strano, come se non si tirasse colli a polli o a piccioni tutti i giorni nelle varie case di campagna per mangiarseli.
Il vero problema è la violenza sui bambini che viene messa in atto dalla chiesa cattolica e che il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara, come tutti i sindaci del Veneto, tollerano e quasi sempre favoriscono, distruggendo la struttura psichica delle persone trasformandoli in disperati alla ricerca del miracolo che risolve la loro vita.
Queste persone diventano le vittime di un vero e proprio business economico che alimenta i viaggi “della speranza” e riproduce la sottomissione psicologica in contrapposizione alle esigenze sociali imposte dalla Costituzione della Repubblica (in sostanza le Istituzioni, come quella del sindaco Calzavara, vengono meno ai doveri loro imposti dall’articolo 2 della Costituzione).
Ora faranno a pezzi Lucia Tummolo a Mellaredo. Però sia chiaro che, al di là della buffoneria finalizzata al guadagno con cui presentava la sua forma di “santeria”, il vero motivo per cui verrà “perseguita” è quello di aver osato mettersi in concorrenza col prete cattolico del paese e dei suoi esorcisti.
Doveva essere fermata prima. Non tanto per il pollo morto, ma per spacciare speranza ai disperati. Come va fermato il prete cattolico che truffa le persone col suo crocifisso o affermando che il mondo è creato da un dio pazzo, cretino e deficiente: qualcuno ci crede pure! Come per distruggere la vita delle persone si spaccia l’imminenza della fine del mondo quant’altro può dare sollievo a psiche malate. Mi sembra come la pubblicità televisiva: “Ti piace vincere facile!”. Così il sindaco Calzavara continuerà a costringere bambini in ginocchio davanti al crocifisso, ma metterà in campo tutte le forze possibili per distruggere Lucia Tummolo che ha tentato di approfittarsi delle vittime sacrificate dalla chiesa cattolica al suo dio padrone: a lui piace vincere facile. Contro il Vaticano non ci si mette!


Pianiga, riti magici con sacrifici animali
Pianiga. «Santera» smascherata da Striscia, il Comune manda i vigili per un'ispezione


MELLAREDO. Polli e colombe sgozzati, clienti invitati a pagare centinaia di euro per farsi aiutare dall'aldilà con riti di santeria e, al centro di tutto, la «santera» Lucia Tummolo, che ha il suo «Centro studi Amanthea» al civico 43 di via Noalese nord a Mellaredo di Pianiga. A far scoppiare il caso, qualche giorno fa, era stato l'inviato di «Striscia la Notizia» Moreno Morello che aveva anche acquisito da alcuni clienti della donna i video in cui si documentano le torture agli animali. Il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara appena è venuto a sapere della vicenda, ha spedito sul posto la polizia municipale, ed annuncia di essere pronto ad ordinare la cessazione dell'attività di Lucia Tummolo. Qualche giorno fa Moreno Morello, dopo aver contattato alcuni clienti (ed avendone infiltrato anche un collaboratore) della santera aveva verificato come i collaboratori della donna fossero soliti, nel corso dei riti, uccidere e sgozzare polli e colombe. La santeria è una forma di magia afro cubana che prevede il sacrificio di animali vivi dopo riti cruenti. Morello dopo aver acquisito «le prove» ha compiuto una incursione negli studi televisivi dove Lucia Tummolo, nel corso di una sua trasmissione, stava dando i suoi consigli «magici» ai telespettatori. La donna facendo buon viso a cattivo gioco ha cercato di evitare «i danni» dell'incursione di Morello dicendo che nella sua casa non si erano mai verificati quei riti di santeria cubana. Riti che però erano certificati proprio dai video dei «clienti». Dopo la trasmissione di Canale 5 anche il comune si è mosso. «Appena ho saputo che questi fatti avvenivano nel territorio di Pianiga - spiega il sindaco Massimo Calzavara - ho attivato la polizia Municipale che si è recata sul posto. Ora bisognerà capire quale attività realmente svolga Lucia Tummolo a Mellaredo visto che come «maga», non risulta sia registrata nelle attività professionali o commerciali in comune». Da alcune verifiche all'ufficio commercio nell'abitazione in cui si trova «il centro studi Amanthea» è registrata olo una attività di vendita di bigiotteria». Se si è trattato di un esercizio abusivo di attività - dice il sindaco - farò un'ordinanza di cessazione dell'attività abusiva. Segnalerò inoltre a Guardia di Finanza e Procura della Repubblica ogni comportamento che prefiguri reati, o irregolarità anche di tipo fiscale» Infine la maga è finita anche nel mirino dell'Associazione animalisti 100%. «Nella notte tra il 3 e 4 febbraio, i nostri militanti hanno affisso uno striscione di protesta diretto alla veggente - spiegano - i e manifesti di liberazione animale davanti all'ingresso della sua abitazione».

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/02/05/news/pianiga-riti-magici-con-sacrifici-animali-3369828



D’altro canto, io pratico Stregoneria ormai da oltre 30 anni e la Stregoneria non può essere nemmeno lontanamente concepita come pratica da chi non rimuove almeno una parte del condizionamento educazionale cristiano.
Sotto molti aspetti, vale anche per le pratiche della Santeria. I buffoni ne riproducono la medesima forma apparente (o la ritualità, più o meno cruenta), a cui assistono come turisti a Cuba e non ne colgono il senso religioso. Per questo finiscono per riprodurne le forme apparenti, ma non il senso che, a differenza del senso della religione cristiana e cattolica in particolare in cui il senso è immediatamente individuabile come sottomissione assoluta, sfugge al loro modo di pensare il mondo. Chi è educato dal punto di vista cristiano cerca la sottomissione in ogni altra forma di religione (legame) del mondo perché tutto il resto sfuggendo alla sua comprensione sia psichica che intellettuale è come se non esistesse.
Cos’ì Lucia Tummolo riproduce le pratiche magiche dei miracoli del prete cattolico (e i risultati sono uguali) in una forma diversa, ma sempre all’interno della concezione della magia (in particolare l’aspetto cruento) che può rientrare nell’idea cristiana di magia. Come Abramo sacrifica suo figlio per far piacere al suo dio padrone, così Lucia Tummolo sacrifica la gallina per far piacere alla forma che assume il suo dio padrone. La sottomissione psico-emotiva di dipendenza dall’idea di un dio padrone è quella che hanno in comune sia il sindaco massimo Calzavara, sia Lucia Tummolo che il prete cattolico di Pianiga.
Indubbiamente sono più facili da vedere, per i vigili urbani di Pianiga, delle ossa di pollo che non le ferite psichiche imposte ai bambini dalla chiesa cattolica perché, feriti essi stessi, ritengono tali ferite, troppo spesso, “tratti del carattere”.
La Stregoneria è una cosa seria!


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06 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 4 febbraio 2011

Sventato il tentativo di imporre tasse patrimoniali in modo illegale da Umberto Bossi, Silvio Berlusconi, Luca Zaia e Tremonti


Ancora una volta Bossi e Berlusconi tentano dei colpi di mano con i quali aggredire la Costituzione della Repubblica e i cittadini italiani.
Che Bossi e Berlusconi vogliano rapinare i cittadini italiani imponendo tasse patrimoniali e reintroducendo tasse anche sulla prima casa, non c’è dubbio, ma che lo facciano violando le norme sociali, rappresenta un atto criminale.
Giustamente Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, ha respinto al mittente un atto così grave da configurarsi, qualora avesse avuto seguito, in un atto di terrorismo.
Bossi e Berlusconi, sputando addosso alle decisioni della bicamerale, hanno voluto ignorare le prerogative del Parlamento che, anche se menomato dalle varie iniziative di Silvio Berlusconi a tutela dei suoi interessi particolari, rappresenta, pur sempre, uno dei tre poteri fondamentali dello Stato.
Ricordo che il progetto federalista di Bosi non è il progetto federalista della distribuzione della ricchezza nazionale, ma è un vero e proprio atto di rapina il cui scopo è immiserire le condizioni di vita dei cittadini e favorire cricche di miliardari che vanno dal Vaticano, alla Mafia, alla Camorra, e ad altri soggetti che nulla hanno a che vedere con le Istituzioni del paese.
Riporto la decisione di respingere il decreto illegale di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi:


Colle: irricevibile
04 febbraio, 13:58
ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva ''che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione'' del decreto legislativo sul federalismo. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge nella nota del Quirinale - in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall'art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto - conclude il Colle - il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.


Appena prima Bossi, nel tentativo di raggirare il Presidente Giorgio Napolitano, aveva telefonato al presidente affermando di voler “andarlo a trovare”: come se il Presidente della Repubblica fosse un povero vecchio deficiente che non sa distinguere ciò che è legale da ciò che è personale.
Anche a me non piace il Sig. Giorgio Napolitano per i suoi atti che spesso leggo in chiave criminale, tuttavia bisogna dargli atto che, sia pur a modo suo, sta tentando di garantire la legalità in molti ambiti, primo fra tutti nell’equilibrio di poteri fra organi dello Stato anche se qualche volta gli sfugge il significato dell’articolo 3 (e di qualche altro articolo) della Costituzione che non vede violato nei comportamenti di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.


Bossi a Napolitano: "Riferiremo a Camere". Leader Lega al Quirinale la prossima settimana

BOSSI A NAPOLITANO,RIFERIREMO A CAMERE SU FEDERALISMO - Si è svolta poco fa una lunga e cordiale telefonata tra il Ministro per le Riforme per il Federalismo Umberto Bossi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Ministro Bossi - si legge in una nota- ha preso il duplice impegno di andarlo a trovare al Quirinale, la prossima settimana e, come preannunciato dal Ministro Calderoli, in conferenza stampa, si recheranno nelle aule parlamentari a dare comunicazioni sul decreto sul federalismo fiscale municipale.


Per questo è inutile che Calderoli vada a circuire i deputati per costringerli a mettere la patrimoniale sulle prime case a favore di comuni che non solo non sanno amministrare, ma che hanno consentito a Tremonti di fare il maggior debito nella storia della Repubblica. Debito che dovrà essere pagato dai cittadini. mentre Zaia e Tosi farneticano sulle attività illegali per imporre un federalismo fiscale in aperto contrasto con le regole della società civile (vedi le dichiarazioni offensive di entrambi il 04 febbraio 2011 prima che arrivasse la notizia della bocciatura di Napolitano). Intanto, i Veneti dovrebbero essere soddisfatti del rimborso per i danni dell’alluvione.
Infine, assistiamo al comportamento criminale di Silvio Berlusconi che dopo essere sistematicamente scappato ad ogni giudizio non solo attacca i suoi magistrati ( è quanto meno sospetto l’ultima entrata in campo di magistrati che si sono macchiati di delitti di terrorismo come Pietro Calogero, Carlo Mastelloni, Fojadelli e altri in questo momento e che stanno tentando di darsi una pattina di legalità sposando le tesi dell’UE sugli immigrati clandestini; non si sa a quali atti criminali ciò preclude, conoscendoli, visto che tale Nordio si è prestato ad inchiesta fasulle per mettere sotto scacco la sinistra e controbilanciare propagandisticamente le ruberie della gente che oggi fa capo a Silvio Berlusconi).

E intanto Silvio Berlusconi, anziché rispettare le regole, si crogiola nel suo delirio di onnipotenza.

BERLUSCONI: E' UNA REPUBBLICA GIUDIZIARIA - "Assistiamo a questa vergogna", "ormai siamo una Repubblica giudiziaria, commissariata dalle Procure". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al suo arrivo al vertice europeo ha risposto ai cronisti che gli chiedevano dei processi.
Sul federalismo il premier ha risposto a chi gli chiedeva se temesse problemi con il Quirinale dopo il varo del decreto: "Penso e spero di no".
Tratto tutto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/01/14/visualizza_new.html_1640390210.html


Era meglio che pensasse di sì. L’arroganza di chi sta tentando di trasformare l’Italia in uno stato nazista, sembra non abbia limiti.


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14 gennaio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì 3 febbraio 2011

La famiglia come determinata dalla Costituzione vede nella sacra famiglia dei cattolici il suo peggior nemico


E’ guerra contro la Costituzione della Repubblica.
Il divorzio è un diritto proprio perché la qualità delle relazioni interpersonali sul territorio anziché essere veicolate all’interno delle norme della Costituzione, sono veicolate negli interessi della famiglia dei ruoli (la sacra famiglia cattolica) che nulla ha a che vedere con le norme della società civile e tanto meno con le norme Costituzionali.
La violenza con cui i cattolici costringono le persone a praticare il modello di sacra famiglia, porta gli individui a cozzare contro le loro pulsioni di vita che si veicolano in una società le cui norme sono quelle della Costituzione. Lo stridere fra le norme giuridiche costituzionali e la violenza che hanno subito i cittadini per sottomettersi al modello di sacra famiglia cristiana, porta le coppie a scoppiare non appena uno dei componenti chiede all’altro di adeguarsi al ruolo imposto.
Anziché modificare la comunicazione sulle relazioni interpersonali per adeguarle al dettato Costituzionale, si preferisce mettere in campo vere e proprie “bande di esperti” assolutamente inadeguati che finiranno solo col minacciare e ricattare i cittadini.
Ordine degli avvocati, consultori, servizi sociali, uniti nel medesimo disegno criminoso!
Non è un disegno criminoso? E come lo chiamate il tentativo di imporre il modello della sacra famiglia cattolico ai cittadini per spingerli alla depressione, suicidio, a fuggire da una vera e propria prigione che pretende di incasellarli in ruoli definiti sottraendoli alla libertà personale garantita dalla Costituzione?
Sarebbe sufficiente modificare il modello di educazione dando lo sfratto a quel criminale in croce i cui principi, i cui valori sociali, sono in aperto contrasto con quelli della Costituzione; o davvero pensate che un povero pazzo che pretende di essere il padrone delle persone sia un valore ammesso dalla Costituzione?
O per che cosa pensate che la Corte di Cassazione continui a richiamare i doveri dei genitori nei confronti dei figli in aperto contrasto con il principio cristiano secondo cui è dovere (pena la morte) “onorare il padre e la madre”?
Riporto l’articolo:


Oltre duemila separazioni all'anno, record a Belluno
La provincia prima in Veneto.


A tutela dei figli c'è la mediazione familiare


3 febbraio 2011
BELLUNO. Belluno è la provincia veneta dove ci si separa di più. Sono oltre 2000 all'anno le separazioni legali che vengono gestite dal tribunale bellunese. Una cifra che in percentuale supera la media del Veneto, mentre a sua volta la media veneta supera quella italiana. A presentarsi ai giudici e prima ancora agli avvocati sono sempre più coppie giovani con bimbi molto piccoli, arrivate al limite della sopportazione reciproca. Situazioni molto spesso pesanti e difficili, che scaturiscono da un clima teso e acceso dove sempre di più i figli diventano lo strumento di ripicche tra coniugi. Questo quadro di profondo scontento e litigiosità di coppia è emerso ieri durante la firma del protocollo di intesa per la promozione e la gestione degli interventi di mediazione familiare in provincia, sottoscritto dalle due Usl, dal presidente del tribunale di Belluno, Sergio Trentanovi, da quello dell'ordine degli avvocati Annarosa Bianchi Bridda, dal presidente del Consultorio Ucipem, avvocato Rosalisa Sartorel e della referente Aiaf sezione di Belluno, avvocato Rita Mondolo. Una task force unita dall'intento di sostenere i compiti dei genitori, aiutandoli a ritrovare uno spazio di confronto e di dialogo perchè anche se si finisce di fare i coniugi, non si finisce mai di essere genitori. I mali della famiglia. Un quadro che parla di una famiglia in crisi e in evoluzione, dove i conflitti sono in aumento come le situazioni difficili, dove avviare un dialogo costruttivo tra i due coniugi non sempre è così semplice. Ma secondo quanto stabilito dalla Regione Veneto, la seconda in Italia, la mediazione familiare è diventata un servizio che rientra nei Lea, nei servizi essenziali di assistenza «perchè la famiglia rappresenta il fulcro della società civile, e questo servizio ha un valore culturale, civile e sociale», ha precisato il dg dell'Usl n. 1, Antonio Compostella. Una presa di posizione della Regione che, come ha ribadito anche il direttore dei servizi sociali, Angelo Tanzarella, «parte dall'assunto che i problemi di una famiglia hanno un impatto sulla salute: ecco perchè il servizio rientra nei Lea sanitari». La mediazione familiare. Lo scopo della mediazione, che è totalmente gratuita, è di proteggere l'anello debole della catena, cioè i figli, come ha sottolineato Maria Arrigoni, dirigente dell'unità operativa Infanzia, adolescenza e famiglia dell'Usl 1: «Questa iniziativa non mira a rimettere insieme la coppia, ma è incentrata a rispondere ai bisogni dei ragazzi. Un dialogo equilibrato tra genitori separati è garanzia di rapporto adeguato e corretto coi figli». Come funziona. Caratteristiche della mediazione familiare è la volontarietà dei coniugi di intraprendere questo percorso che può avvenire direttamente, cioè rappresenta la prima scelta della coppia, oppure viene consigliato loro o in sede di confronto con i legali o davanti al magistrato in sede di udienza presidenziale. «Se ad oggi sono circa 4-5 le famiglie che vediamo in un anno, segno che questa formula non è conosciuta», ha precisato Arrigoni, lo scopo è di allargare la platea anche se, «non tutti i casi sono risolvibili con la mediazione». Ad oggi sono due i mediatori familiari che operano nell'Usl n. 1, mentre 3 quelli nell'Usl 2. A cui si aggiungono i quattro che operano nel Consultorio privato. L'accordo sarà sottoposto a verifica annuale per monitorare l'efficacia e, se del caso, apportare le modifiche necessarie.


Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/02/03/news/oltre-duemila-separazioni-all-anno-record-a-belluno-3335871

Non è che la formula non è conosciuta. Ma la formula, al di là delle intenzioni manifestate, è un tentativo di riaffermare i ruoli della sacra famiglia cristiana in opposizione ai principi della Costituzione della Repubblica che, ad una famiglia di ruoli, oppone una famiglia di persone. Soggetti di diritto che agiscono senza venir meno alla fruizione dei propri diritti e doveri.
E’ necessario allontanare il crocifisso e i principi di morte che rappresenta dalla società civile anziché fare violenza ai cittadini perché si adeguino alle norme imposte dal crocifisso in opposizione ala Costituzione.
Va da sé che le persone giovani, ingannate dall’educazione cristiana, possono pensare che la famiglia dei ruoli cristiana sia il modello di famiglia; ma quest’inganno viene svelato nel corso della vita, del vivere, che svela, mediante gli ostacoli che crea alla veicolazione delle pulsioni nella società, tutto il suo orrore e tutto il suo squallore.


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03 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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mercoledì 2 febbraio 2011

Pagus Veneto, incontro giovedì 10 febbraio a Padova


Foto: la scelta è sempre fra essere cittadini o servi e schiavi di un gregge.

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Febbraio 2011 incontro mensile del Pagus Veneto.
Che cos’è un Pagus?
Il Pagus è un momento d’incontro fra persone che si ritengono dei cittadini e che discutono di varie problematiche anche se tutte le tematiche ruotano attorno all’essere dei soggetti religioni in una società civile democratica.
Cittadini, servi, schiavi, non sono solo categorie sociali, ma sono anche categorie psichiche in cui l’uomo pensa sé stesso e proietta quel sé stesso nella società.
Pensare sé stessi come cittadini del Veneto, è una cosa diversa che pensarsi dei servi del Veneto o degli schiavi del Veneto.
Le idee e i punti di vista che ne scaturiscono sono oggettivamente diverse.
Mentre fra chi si considera schiavo o servo, c’è la tendenza all’omologazione sotto una verità che determina il loro modo di pensare; quando si pensa a sé stessi come dei cittadini c’è diversità di idee e di punti di vista che possono entrare anche in conflitto, ma che non negano né condannano la persona che li esprime. Il servo e lo schiavo, al contrario del cittadino, tendono ad aggredire chi non si sottomette alla sua stessa verità, alla loro stessa omologazione.


Ogni Pagus ha un tema come oggetto della discussione. Tale tema viene approfondito e discusso in base alla visione del mondo e della vita dei partecipanti. La caratteristica del Pagus è quella di invitare le persone a discutere di un tema sociale importante, ma di non stabilire ordini o priorità nella discussione. Esiste la volontà di berci una birra e di mangiarsi, se si vuole un piatto di patatine fritte, una salciccia o una pizza.

L’incontro del Pagus si terrà a Padova giovedì sera, 10 febbraio 2011 dalle ore 20.45 in poi presso il Pub Mc Gregor in Via Tiziano Aspetti all’angolo con Via Zanchi, di fronte al Bingo. La puntualità non è necessaria .



Basta, eventualmente, telefonare al numero: 3277862784.




Il tema del Pagus di giovedì sarà “Magistrati e cittadini: uguali avvenimenti suscitano punti di vista diversi e reazioni psico-emotive diverse. Perché?”.
Il ruolo del magistrato e del poliziotto è un ruolo necessariamente diverso da quello del cittadino. Solo che nella società democratica il punto di vista del cittadino è il punto di vista centrale mentre, il punto di vista del poliziotto o della magistratura è circoscritto all’ambito giuridico. Le categorie giuridiche non possono dettare le norme sociali, ma debbono trasformare in norma giuridica le indicazioni sociali; nel contempo, e per altri versi, devono impedire aggressioni in antitesi alle norme Costituzionali.

I Pagus trattano di problemi di attualità visti dal punto di vista del Pagano. Il Pagano è il cittadino che provvede al futuro sociale, a differenza del cristiano che non deve preoccuparsi “di che cosa mangerà o di che cosa si vestirà” perché tanto, a lui, provvede il dio padrone (e poi non stupitevi se in Veneto qualcuno usa il coltello per appropriarsi di quello che gli necessita).

Capisco che i partiti politici sono tesi a conquistare più voti possibile in vista dell’occupazione di ruoli Istituzionali, ma chi partecipa al Pagus non è attratto da interessi per l’occupazione di cariche Istituzionali, è interessato ad una birra e un piatto di patatine oltre che riflettere sul futuro della società in cui viviamo.

INFORMAZIONE VENETA
Per gli Organizzatori del Pagus Veneto

martedì 1 febbraio 2011

Aspetti del terrore mafioso in Veneto: chiesa cattolica, terrorismo e mafia nel Veneto


Capisco che nella situazione economica attuale i fedeli cattolici vedono nelle donne, che si offrono lungo la strada, delle concorrenti alle donne vicentine tanto da organizzare delle vere e proprie squadre di picchiatori fascisti al comando di un delinquente che vive facendo violenza ai bambini che costringe in ginocchio davanti ad un dio criminale per privarli della loro consapevolezza Costituzionale.
Siamo in pieno terrorismo.
Dove i principi Costituzionali vengono aggrediti per imporre i principi morali di un criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.
Con lo stesso principio criminale un prete cattolico, tale Pino Arcaro, organizza bande criminali per aggredire i diritti Costituzionali delle donne lungo le strade.
E’ vergognoso che questo personaggio ingiuri la Costituzione pretendendo di incarcerare e chiudere le donne in campi di concentramento come quello dell’associazioni Giovanni XXIII che fa dell’illegalità e del terrorismo la sua azione di intervento sul territorio. Non ho dimenticato quando il criminale Benzi portò una donna, malata di AIDS, come “bestiame” da Wojtyla per dimostrare com’era bravo a violentare i diritti Costituzionali. La scena disgustosa è ancora reperibile negli archivi televisivi. E tutto questo forte dell’omissione di atti d’ufficio messi in atto dalla Polizia di Stato.
Questo miserabile che costringe i bambini a pregare come degli ossessi al fine di privarli dei diritti Costituzionali, non censura i comportamenti di Silvio Berlusconi, ma i comportamenti di quelle persone che la sua organizzazione ha fatto ammalare di sessualità, e che trova sfogo nei rapporti occasionali. Con la chiara ed evidente intenzione di costringere quelle stesse persone che ha fatto ammalare rendendo difficoltosa la costruzione di relazioni sessuali con la moralità criminale cattolica per spingerle a delinquere. Spingere le persone che hanno difficoltà a veicolare le loro pulsioni sessuali a commettere delitti di violenza sessuale. Già, perché questo è l’effetto delle sue perverse azioni, al di là delle finte intenzioni con cui giustifica il suo operare criminoso.
Solo la Polizia di Stato o chi è con essa connessa, è delegata a perseguire, eventualmente, il reato, in base alle norme Costituzionali, non criminali cattolici che con la loro violenza si sostituiscono alle Istituzioni!
Tanto meno bande di squadristi al soldo del criminale in croce.
Riporto la notizia:


Vicenza. La ronda del parroco controla prostituzione: in strada con i fedeli
Il sacerdote lancia l'iniziativa e dà appuntamento a sabato:
dalle 22 sul marciapiede con le squillo per dare un segnale

VICENZA - Un sacerdote della città scende in strada per lottare contro la prostituzione. Protagonista è il 63enne don Pino Arcaro, della parrocchia di San Lazzaro che sabato prossimo dalle 22 percorrerà insieme ai suoi fedeli i marciapiedi del quartiere, ogni sera affollati di lucciole di ogni età e provenienza. Una ronda che, assicura il sacerdote, non ha niente a che fare con quelle leghiste e non vuole contrapporsi al lavoro delle forze dell'ordine.

Il parroco ha invitato tutti i cittadini a partecipare, un'iniziativa già segnalata alla Questura che vuole essere d'esempio e portare alla luce un problema che, come sottolinea il sacerdote, non riguarda solo un quartiere ma molte strade cittadine. Infine don Pino parla delle lucciole, delle "sorelle prostitute", che vanno aiutate, indirizzate alle associazioni, come la Papa Giovanni XXIII , che le tolgono dalla strada, alle quali è necessario trovare una casa e un lavoro. Insomma, tendere la mano a chi è sfruttato, questo l'atteggiamento del parroco che invece si mostra severo con "i lazzaroni" che comprano con i soldi il corpo delle donne, con i clienti che ocni sera affiancano le squillo e le fanno salire in auto.

Martedì 01 Febbraio 2011 -


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=136976&sez=NORDEST


L’attività criminale dei preti cattolici ha lo scopo di impedire agli indigenti di praticare la questua come nel loro diritto.
I preti cattolici vogliono privare queste persone dei loro diritti Costituzionali per trasformarli in bestiame di manovra e di potere nella società. Queste persone, private dei diritti Costituzionali, verrebbero, per i cattolici, trasformati nei supplici della Caritas e privati del loro status di persone. Quella stessa Caritas che acquistò e pagò 8000 machete con cui fu organizzato il genocidio del Ruanda.
Chiedere l’elemosina è un diritto Costituzionale che i cattolici, per fini di terrorismo, con le relazioni mafiose che intrattengono nei comuni e nelle amministrazioni locali, negano, per salvaguardare i propri interessi di organizzazione nemica della Costituzione.
Chiedere l’elemosina è un diritto Costituzionale; sancito da sentenze della Corte di Cassazione che, semmai, discrimina sul modo con cui si chiede l’elemosina, ma non sul diritto di chiedere.
L'accattonaggio non è vietato dalla legge. E' un'attività legittima se fatta in modo legittimo: vietata dalla legge è la violenza sui minori fatta dai preti cattolici per imporre la loro fede ai bambini indifesi!

Padova. Il parroco mette al bando i poveri:
«Fuori dalla chiesa, vadano alla Caritas»
Il prete ricorda anche che l'accattonaggio è vietato dalla leggema c'è ancora chi «piagnucola e riesce a ingannare qualcuno»


di Lorena Levorato
PADOVA - «Non favorite l'accattonaggio! Non è cosa degna!». E il prete tuonò contro i mendicanti. Don Cornelio Bosso, parroco di Vigonza (centro alle porte di Padova), mette in guardia i fedeli esortandoli a non favorire l'accattonaggio fuori della chiesa. «Non diamo questo tipo di elemosina!». Un invito che il sacerdote ha rivolto dall'altare ai fedeli in chiusura delle celebrazioni di domenica scorsa e che è stato riportato anche nelle pagine del fogliettino parrocchiale che contiene gli avvisi e gli orari delle celebrazioni della settimana.

A preoccupare il parroco, la continua presenza di persone, soprattutto donne accompagnate da bambini, che aspettano sul sagrato della chiesa l'uscita dei fedeli. Una tecnica ormai nota per avvicinarli e chiedere denaro, una sorta di rituale che si ripete soprattutto nel pomeriggio del sabato o la domenica mattina quando l'affluenza dei parrocchiani alle celebrazioni è maggiore.

E così il prete della parrocchia dedicata a Santa Margherita ha esortato i fedeli a limitare i gesti di generosità perché «i poveri veramente tali sono assistiti dalla Caritas in varie forme, come ho illustrato anche nell'ultimo bollettino parrocchiale - spiega don Cornelio -. I poveri sono quelli che si danno da fare e non ce la fanno, quelli che chiedono aiuto. Io sono il primo ad aiutare chi ha bisogno, chi chiede cibo, vestiti, o altra assistenza. Ma non chi chiede soldi. Va ricordato poi che l'accattonaggio non è ammesso dalle legge e quindi è passibile di punizione sia chi mendica, sia chi i soldi li dà».

«Nel caso concreto - osserva il sacerdote - la persona che da alcune domeniche si è messa a mendicare davanti alle porte della chiesa è già conosciuta e aiutata dai volontari della Caritas ed è stata invitata a più riprese a ritirarsi. Se continua a rimanere è perché piagnucola e riesce ad ingannare qualcuno». Don Cornelio, dal luglio 2002 parroco a Vigonza dopo l'improvvisa morte del suo predecessore don Vittorio De Fanti nel dicembre 2001, ha alle spalle una lunga esperienza come missionario. E di poveri e di difficoltà ne sa qualcosa. La sua quindi non è una condanna contro i poveri o chi è in difficoltà, ma contro chi si piazza davanti alla chiesa per impietosire, magari servendosi di bambini.

E che a Vigonza siano sempre di più le persone in difficoltà economica e sociale che si rivolgono ai volontari della Caritas è confermato dai numeri. Nel corso del 2010 sono state 1.600 le persone che hanno chiesto un aiuto, soprattutto economico, e sono state distribuite 1.100 borse alimentari. «Le porte della Caritas sono sempre aperte verso chi ha bisogno di aiuto e chiede un sostegno - afferma don Cornelio Boesso - grazie al lavoro e all'impegno dei volontari che dedicano il loro tempo per aiutare gli altri. Un servizio che spesso rimane in ombra ma che è di fondamentale importanza sia per la società civile che religiosa».

Giovedì 27 Gennaio 2011

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=136275


Per il criminale in croce, i poveri sono "roba" a cui voi potete, quando ne avete voglia, far loro "del bene" (e dunque anche torturarli, vessarli, ingiuriarli, offenderli, ecc.) ogni volta che ne avete voglia: per il criminale in croce, non sono dei soggetti di diritto Costituzionale!
Se ci sono dei reati lo decide la Polizia di Stato, non il prete cattolico che fa dell’elemosina uno dei suoi modi con cui rastrellare denaro.
Il prete cattolico è un individuo che chiede l’elemosina e vede nelle persone che la chiedono a loro volta, dei concorrenti da eliminare e distruggere in nome di quell’assassino che sta in croce.
Proprio in nome del crocifisso e dei suoi principi di morte incostituzionali, il prete cattolico pretende l’esclusiva nell’attività di questua.
Come per il disastro ad Haiti dove le Associazioni che avrebbero dovuto assistere le vittime si sono intascate 20 miliardi di dollari e stanno trafficando in bambini. Il prete cattolico è terrorizzato dal cittadino che preferisce dare qualcosa al questuante anziché essere lui, il prete cattolico, ad intascare.
E’ una vergogna sociale.
D’altro canto la Polizia di Stato non ritiene che fare violenza ad un questuante sia un atto criminale. Preferisce girarsi dall’altra parte. Cosa che non ha fatto la Corte Costituzionale quando ha dichiarato che non si può procedere contro i “clandestini” che in difficoltà economiche persistono sul territorio italiano: e secondo questo prete cattolico, come dovrebbero vivere? Puntando un coltello alla gola ai cittadini italiani? Non è forse preferibile mettere qualche cosa dentro ad una mano tesa? Piuttosto, non date soldi ai preti cattolici che tanto denaro derubano ai cittadini Italiani. Ricordo che la Regione Veneto ha tolto 20 milioni di euro ai cittadini del Veneto per finanziare, illegalmente dal punto di vista Costituzionale, le scuole private quasi tute in mano ai cattolici.
20 milioni sottratti ai cittadini del Veneto in aperta offesa all’articolo 33 comma 3 della Costituzione della Repubblica.
E, infine, lo spaccio di droga di cui spesso le chiese sono il teatro se non il primo veicolo.
Riporto l’articolo:



Padova, spaccio anche dentro la chiesa della Pace: la Polfer arresta tre giovani
Nascondevano la droga nelle aiuole davanti al tempio, che è anche un ossario della prima guerra mondiale. Gli agenti mettono le manette tre giovani, uno dei quali preso dopo un lungo inseguimento


PADOVA. Si spaccio anche nella chiesa della Pace: il mercato della droga non si ferma neppure davanti ai luoghi sacri. E così la Polfer è intervenuta ieri pomeriggio con tre arresti per stroncare un fenomeno che ormai interessa tutta l'area della stazione ferroviaria.

Il primo arresto da parte del personale in borghese della Polfer ha riguardato il clandestino tunisino Monji Amri (34 anni). In via Tommaseo, l'uomo, già pregiudicato per fatti di droga, è stato visto cedere una dose di eroina a un tossicodipendente di Trento.

Sempre ieri pomeriggio, gli agenti si sono spostati davanti alla chiesa della Pace. Gli agenti hanno osservato i movimenti di un tossicodipendente trevigiano: entrato nel tempio ha fatto una telefonata, dopo poco sono arrivati l'algerino Rachid Zairi (24 anni) e il marocchino Foued Hagi (21 anni), entrambi con precedenti per spaccio, hanno prelevato gli stupefacenti nascosti fra le piante di una aiuola e, nel presbiterio della chiesa, gli hanno venduto una dose di eroina.

A quel punto gli agenti sono usciti allo scoperto: lo Zairi veniva catturato subito, Hagi invece, è stato aiutato da un connazionale (poi denunciato per favoreggiamento) che passando lo caricava sulla bicicletta. E' così riuscito a fuggire fino in via Scrovegni, dove però gli agenti lo hanno immobilizzato sebbene abbia opposto una violenta resistenza.

Nell'aiuola davanti alla chiesa della Pace sono state rinvenute altre cinque dosi di eroina e un bilancino di precisione.

Nelle navate della chiesa, lungo tutto il perimetro, sono tumulati 5.401 caduti nella Grande Guerra in maggioranza di Padova e provincia
25 gennaio 2011

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/01/25/news/padova-spaccio-anche-dentro-la-chiesa-della-pace-la-polfer-arresta-tre-giovani-3265589


Io preferisco sempre chi allunga una mano e cerca una moneta, oppure la donna che si offre lungo la strada, che non chi spaccia droga. Le prime due attività sono legali anche se fonte di grande sofferenza in chi le pratica; la terza è illegale e non a caso preferita dai preti cattolici (come nella parabola del Fariseo e il pubblicano) che criminalizzando le persone scoperte le costringono ai sensi di colpa a maggior gloria del loro dio padrone. Non è un caso che gli spacciatori, anche extracomunitari, trovano nei luoghi cattolici un appoggio.
La chiesa cattolica è nemica della società civile.
Aggredisce i principi Costituzionali per sostituirli con i principi di morte del crocifisso: quei principi da cui nasce il razzismo, i campi di sterminio, il possesso delle persone, il delirio di onnipotenza.
E’ un Veneto costretto a subire la mafia della chiesa cattolica. Una mafia sempre più arrogante ed aggressiva che spesso non viene nemmeno perseguita dalle Istituzioni che preferiscono girarsi dall’altra parte.


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01 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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