La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 1 febbraio 2011

Aspetti del terrore mafioso in Veneto: chiesa cattolica, terrorismo e mafia nel Veneto


Capisco che nella situazione economica attuale i fedeli cattolici vedono nelle donne, che si offrono lungo la strada, delle concorrenti alle donne vicentine tanto da organizzare delle vere e proprie squadre di picchiatori fascisti al comando di un delinquente che vive facendo violenza ai bambini che costringe in ginocchio davanti ad un dio criminale per privarli della loro consapevolezza Costituzionale.
Siamo in pieno terrorismo.
Dove i principi Costituzionali vengono aggrediti per imporre i principi morali di un criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.
Con lo stesso principio criminale un prete cattolico, tale Pino Arcaro, organizza bande criminali per aggredire i diritti Costituzionali delle donne lungo le strade.
E’ vergognoso che questo personaggio ingiuri la Costituzione pretendendo di incarcerare e chiudere le donne in campi di concentramento come quello dell’associazioni Giovanni XXIII che fa dell’illegalità e del terrorismo la sua azione di intervento sul territorio. Non ho dimenticato quando il criminale Benzi portò una donna, malata di AIDS, come “bestiame” da Wojtyla per dimostrare com’era bravo a violentare i diritti Costituzionali. La scena disgustosa è ancora reperibile negli archivi televisivi. E tutto questo forte dell’omissione di atti d’ufficio messi in atto dalla Polizia di Stato.
Questo miserabile che costringe i bambini a pregare come degli ossessi al fine di privarli dei diritti Costituzionali, non censura i comportamenti di Silvio Berlusconi, ma i comportamenti di quelle persone che la sua organizzazione ha fatto ammalare di sessualità, e che trova sfogo nei rapporti occasionali. Con la chiara ed evidente intenzione di costringere quelle stesse persone che ha fatto ammalare rendendo difficoltosa la costruzione di relazioni sessuali con la moralità criminale cattolica per spingerle a delinquere. Spingere le persone che hanno difficoltà a veicolare le loro pulsioni sessuali a commettere delitti di violenza sessuale. Già, perché questo è l’effetto delle sue perverse azioni, al di là delle finte intenzioni con cui giustifica il suo operare criminoso.
Solo la Polizia di Stato o chi è con essa connessa, è delegata a perseguire, eventualmente, il reato, in base alle norme Costituzionali, non criminali cattolici che con la loro violenza si sostituiscono alle Istituzioni!
Tanto meno bande di squadristi al soldo del criminale in croce.
Riporto la notizia:


Vicenza. La ronda del parroco controla prostituzione: in strada con i fedeli
Il sacerdote lancia l'iniziativa e dà appuntamento a sabato:
dalle 22 sul marciapiede con le squillo per dare un segnale

VICENZA - Un sacerdote della città scende in strada per lottare contro la prostituzione. Protagonista è il 63enne don Pino Arcaro, della parrocchia di San Lazzaro che sabato prossimo dalle 22 percorrerà insieme ai suoi fedeli i marciapiedi del quartiere, ogni sera affollati di lucciole di ogni età e provenienza. Una ronda che, assicura il sacerdote, non ha niente a che fare con quelle leghiste e non vuole contrapporsi al lavoro delle forze dell'ordine.

Il parroco ha invitato tutti i cittadini a partecipare, un'iniziativa già segnalata alla Questura che vuole essere d'esempio e portare alla luce un problema che, come sottolinea il sacerdote, non riguarda solo un quartiere ma molte strade cittadine. Infine don Pino parla delle lucciole, delle "sorelle prostitute", che vanno aiutate, indirizzate alle associazioni, come la Papa Giovanni XXIII , che le tolgono dalla strada, alle quali è necessario trovare una casa e un lavoro. Insomma, tendere la mano a chi è sfruttato, questo l'atteggiamento del parroco che invece si mostra severo con "i lazzaroni" che comprano con i soldi il corpo delle donne, con i clienti che ocni sera affiancano le squillo e le fanno salire in auto.

Martedì 01 Febbraio 2011 -


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=136976&sez=NORDEST


L’attività criminale dei preti cattolici ha lo scopo di impedire agli indigenti di praticare la questua come nel loro diritto.
I preti cattolici vogliono privare queste persone dei loro diritti Costituzionali per trasformarli in bestiame di manovra e di potere nella società. Queste persone, private dei diritti Costituzionali, verrebbero, per i cattolici, trasformati nei supplici della Caritas e privati del loro status di persone. Quella stessa Caritas che acquistò e pagò 8000 machete con cui fu organizzato il genocidio del Ruanda.
Chiedere l’elemosina è un diritto Costituzionale che i cattolici, per fini di terrorismo, con le relazioni mafiose che intrattengono nei comuni e nelle amministrazioni locali, negano, per salvaguardare i propri interessi di organizzazione nemica della Costituzione.
Chiedere l’elemosina è un diritto Costituzionale; sancito da sentenze della Corte di Cassazione che, semmai, discrimina sul modo con cui si chiede l’elemosina, ma non sul diritto di chiedere.
L'accattonaggio non è vietato dalla legge. E' un'attività legittima se fatta in modo legittimo: vietata dalla legge è la violenza sui minori fatta dai preti cattolici per imporre la loro fede ai bambini indifesi!

Padova. Il parroco mette al bando i poveri:
«Fuori dalla chiesa, vadano alla Caritas»
Il prete ricorda anche che l'accattonaggio è vietato dalla leggema c'è ancora chi «piagnucola e riesce a ingannare qualcuno»


di Lorena Levorato
PADOVA - «Non favorite l'accattonaggio! Non è cosa degna!». E il prete tuonò contro i mendicanti. Don Cornelio Bosso, parroco di Vigonza (centro alle porte di Padova), mette in guardia i fedeli esortandoli a non favorire l'accattonaggio fuori della chiesa. «Non diamo questo tipo di elemosina!». Un invito che il sacerdote ha rivolto dall'altare ai fedeli in chiusura delle celebrazioni di domenica scorsa e che è stato riportato anche nelle pagine del fogliettino parrocchiale che contiene gli avvisi e gli orari delle celebrazioni della settimana.

A preoccupare il parroco, la continua presenza di persone, soprattutto donne accompagnate da bambini, che aspettano sul sagrato della chiesa l'uscita dei fedeli. Una tecnica ormai nota per avvicinarli e chiedere denaro, una sorta di rituale che si ripete soprattutto nel pomeriggio del sabato o la domenica mattina quando l'affluenza dei parrocchiani alle celebrazioni è maggiore.

E così il prete della parrocchia dedicata a Santa Margherita ha esortato i fedeli a limitare i gesti di generosità perché «i poveri veramente tali sono assistiti dalla Caritas in varie forme, come ho illustrato anche nell'ultimo bollettino parrocchiale - spiega don Cornelio -. I poveri sono quelli che si danno da fare e non ce la fanno, quelli che chiedono aiuto. Io sono il primo ad aiutare chi ha bisogno, chi chiede cibo, vestiti, o altra assistenza. Ma non chi chiede soldi. Va ricordato poi che l'accattonaggio non è ammesso dalle legge e quindi è passibile di punizione sia chi mendica, sia chi i soldi li dà».

«Nel caso concreto - osserva il sacerdote - la persona che da alcune domeniche si è messa a mendicare davanti alle porte della chiesa è già conosciuta e aiutata dai volontari della Caritas ed è stata invitata a più riprese a ritirarsi. Se continua a rimanere è perché piagnucola e riesce ad ingannare qualcuno». Don Cornelio, dal luglio 2002 parroco a Vigonza dopo l'improvvisa morte del suo predecessore don Vittorio De Fanti nel dicembre 2001, ha alle spalle una lunga esperienza come missionario. E di poveri e di difficoltà ne sa qualcosa. La sua quindi non è una condanna contro i poveri o chi è in difficoltà, ma contro chi si piazza davanti alla chiesa per impietosire, magari servendosi di bambini.

E che a Vigonza siano sempre di più le persone in difficoltà economica e sociale che si rivolgono ai volontari della Caritas è confermato dai numeri. Nel corso del 2010 sono state 1.600 le persone che hanno chiesto un aiuto, soprattutto economico, e sono state distribuite 1.100 borse alimentari. «Le porte della Caritas sono sempre aperte verso chi ha bisogno di aiuto e chiede un sostegno - afferma don Cornelio Boesso - grazie al lavoro e all'impegno dei volontari che dedicano il loro tempo per aiutare gli altri. Un servizio che spesso rimane in ombra ma che è di fondamentale importanza sia per la società civile che religiosa».

Giovedì 27 Gennaio 2011

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=136275


Per il criminale in croce, i poveri sono "roba" a cui voi potete, quando ne avete voglia, far loro "del bene" (e dunque anche torturarli, vessarli, ingiuriarli, offenderli, ecc.) ogni volta che ne avete voglia: per il criminale in croce, non sono dei soggetti di diritto Costituzionale!
Se ci sono dei reati lo decide la Polizia di Stato, non il prete cattolico che fa dell’elemosina uno dei suoi modi con cui rastrellare denaro.
Il prete cattolico è un individuo che chiede l’elemosina e vede nelle persone che la chiedono a loro volta, dei concorrenti da eliminare e distruggere in nome di quell’assassino che sta in croce.
Proprio in nome del crocifisso e dei suoi principi di morte incostituzionali, il prete cattolico pretende l’esclusiva nell’attività di questua.
Come per il disastro ad Haiti dove le Associazioni che avrebbero dovuto assistere le vittime si sono intascate 20 miliardi di dollari e stanno trafficando in bambini. Il prete cattolico è terrorizzato dal cittadino che preferisce dare qualcosa al questuante anziché essere lui, il prete cattolico, ad intascare.
E’ una vergogna sociale.
D’altro canto la Polizia di Stato non ritiene che fare violenza ad un questuante sia un atto criminale. Preferisce girarsi dall’altra parte. Cosa che non ha fatto la Corte Costituzionale quando ha dichiarato che non si può procedere contro i “clandestini” che in difficoltà economiche persistono sul territorio italiano: e secondo questo prete cattolico, come dovrebbero vivere? Puntando un coltello alla gola ai cittadini italiani? Non è forse preferibile mettere qualche cosa dentro ad una mano tesa? Piuttosto, non date soldi ai preti cattolici che tanto denaro derubano ai cittadini Italiani. Ricordo che la Regione Veneto ha tolto 20 milioni di euro ai cittadini del Veneto per finanziare, illegalmente dal punto di vista Costituzionale, le scuole private quasi tute in mano ai cattolici.
20 milioni sottratti ai cittadini del Veneto in aperta offesa all’articolo 33 comma 3 della Costituzione della Repubblica.
E, infine, lo spaccio di droga di cui spesso le chiese sono il teatro se non il primo veicolo.
Riporto l’articolo:



Padova, spaccio anche dentro la chiesa della Pace: la Polfer arresta tre giovani
Nascondevano la droga nelle aiuole davanti al tempio, che è anche un ossario della prima guerra mondiale. Gli agenti mettono le manette tre giovani, uno dei quali preso dopo un lungo inseguimento


PADOVA. Si spaccio anche nella chiesa della Pace: il mercato della droga non si ferma neppure davanti ai luoghi sacri. E così la Polfer è intervenuta ieri pomeriggio con tre arresti per stroncare un fenomeno che ormai interessa tutta l'area della stazione ferroviaria.

Il primo arresto da parte del personale in borghese della Polfer ha riguardato il clandestino tunisino Monji Amri (34 anni). In via Tommaseo, l'uomo, già pregiudicato per fatti di droga, è stato visto cedere una dose di eroina a un tossicodipendente di Trento.

Sempre ieri pomeriggio, gli agenti si sono spostati davanti alla chiesa della Pace. Gli agenti hanno osservato i movimenti di un tossicodipendente trevigiano: entrato nel tempio ha fatto una telefonata, dopo poco sono arrivati l'algerino Rachid Zairi (24 anni) e il marocchino Foued Hagi (21 anni), entrambi con precedenti per spaccio, hanno prelevato gli stupefacenti nascosti fra le piante di una aiuola e, nel presbiterio della chiesa, gli hanno venduto una dose di eroina.

A quel punto gli agenti sono usciti allo scoperto: lo Zairi veniva catturato subito, Hagi invece, è stato aiutato da un connazionale (poi denunciato per favoreggiamento) che passando lo caricava sulla bicicletta. E' così riuscito a fuggire fino in via Scrovegni, dove però gli agenti lo hanno immobilizzato sebbene abbia opposto una violenta resistenza.

Nell'aiuola davanti alla chiesa della Pace sono state rinvenute altre cinque dosi di eroina e un bilancino di precisione.

Nelle navate della chiesa, lungo tutto il perimetro, sono tumulati 5.401 caduti nella Grande Guerra in maggioranza di Padova e provincia
25 gennaio 2011

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/01/25/news/padova-spaccio-anche-dentro-la-chiesa-della-pace-la-polfer-arresta-tre-giovani-3265589


Io preferisco sempre chi allunga una mano e cerca una moneta, oppure la donna che si offre lungo la strada, che non chi spaccia droga. Le prime due attività sono legali anche se fonte di grande sofferenza in chi le pratica; la terza è illegale e non a caso preferita dai preti cattolici (come nella parabola del Fariseo e il pubblicano) che criminalizzando le persone scoperte le costringono ai sensi di colpa a maggior gloria del loro dio padrone. Non è un caso che gli spacciatori, anche extracomunitari, trovano nei luoghi cattolici un appoggio.
La chiesa cattolica è nemica della società civile.
Aggredisce i principi Costituzionali per sostituirli con i principi di morte del crocifisso: quei principi da cui nasce il razzismo, i campi di sterminio, il possesso delle persone, il delirio di onnipotenza.
E’ un Veneto costretto a subire la mafia della chiesa cattolica. Una mafia sempre più arrogante ed aggressiva che spesso non viene nemmeno perseguita dalle Istituzioni che preferiscono girarsi dall’altra parte.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

01 febbraio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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