La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 4 febbraio 2011

Sventato il tentativo di imporre tasse patrimoniali in modo illegale da Umberto Bossi, Silvio Berlusconi, Luca Zaia e Tremonti


Ancora una volta Bossi e Berlusconi tentano dei colpi di mano con i quali aggredire la Costituzione della Repubblica e i cittadini italiani.
Che Bossi e Berlusconi vogliano rapinare i cittadini italiani imponendo tasse patrimoniali e reintroducendo tasse anche sulla prima casa, non c’è dubbio, ma che lo facciano violando le norme sociali, rappresenta un atto criminale.
Giustamente Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, ha respinto al mittente un atto così grave da configurarsi, qualora avesse avuto seguito, in un atto di terrorismo.
Bossi e Berlusconi, sputando addosso alle decisioni della bicamerale, hanno voluto ignorare le prerogative del Parlamento che, anche se menomato dalle varie iniziative di Silvio Berlusconi a tutela dei suoi interessi particolari, rappresenta, pur sempre, uno dei tre poteri fondamentali dello Stato.
Ricordo che il progetto federalista di Bosi non è il progetto federalista della distribuzione della ricchezza nazionale, ma è un vero e proprio atto di rapina il cui scopo è immiserire le condizioni di vita dei cittadini e favorire cricche di miliardari che vanno dal Vaticano, alla Mafia, alla Camorra, e ad altri soggetti che nulla hanno a che vedere con le Istituzioni del paese.
Riporto la decisione di respingere il decreto illegale di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi:


Colle: irricevibile
04 febbraio, 13:58
ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva ''che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione'' del decreto legislativo sul federalismo. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge nella nota del Quirinale - in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall'art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto - conclude il Colle - il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.


Appena prima Bossi, nel tentativo di raggirare il Presidente Giorgio Napolitano, aveva telefonato al presidente affermando di voler “andarlo a trovare”: come se il Presidente della Repubblica fosse un povero vecchio deficiente che non sa distinguere ciò che è legale da ciò che è personale.
Anche a me non piace il Sig. Giorgio Napolitano per i suoi atti che spesso leggo in chiave criminale, tuttavia bisogna dargli atto che, sia pur a modo suo, sta tentando di garantire la legalità in molti ambiti, primo fra tutti nell’equilibrio di poteri fra organi dello Stato anche se qualche volta gli sfugge il significato dell’articolo 3 (e di qualche altro articolo) della Costituzione che non vede violato nei comportamenti di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.


Bossi a Napolitano: "Riferiremo a Camere". Leader Lega al Quirinale la prossima settimana

BOSSI A NAPOLITANO,RIFERIREMO A CAMERE SU FEDERALISMO - Si è svolta poco fa una lunga e cordiale telefonata tra il Ministro per le Riforme per il Federalismo Umberto Bossi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Ministro Bossi - si legge in una nota- ha preso il duplice impegno di andarlo a trovare al Quirinale, la prossima settimana e, come preannunciato dal Ministro Calderoli, in conferenza stampa, si recheranno nelle aule parlamentari a dare comunicazioni sul decreto sul federalismo fiscale municipale.


Per questo è inutile che Calderoli vada a circuire i deputati per costringerli a mettere la patrimoniale sulle prime case a favore di comuni che non solo non sanno amministrare, ma che hanno consentito a Tremonti di fare il maggior debito nella storia della Repubblica. Debito che dovrà essere pagato dai cittadini. mentre Zaia e Tosi farneticano sulle attività illegali per imporre un federalismo fiscale in aperto contrasto con le regole della società civile (vedi le dichiarazioni offensive di entrambi il 04 febbraio 2011 prima che arrivasse la notizia della bocciatura di Napolitano). Intanto, i Veneti dovrebbero essere soddisfatti del rimborso per i danni dell’alluvione.
Infine, assistiamo al comportamento criminale di Silvio Berlusconi che dopo essere sistematicamente scappato ad ogni giudizio non solo attacca i suoi magistrati ( è quanto meno sospetto l’ultima entrata in campo di magistrati che si sono macchiati di delitti di terrorismo come Pietro Calogero, Carlo Mastelloni, Fojadelli e altri in questo momento e che stanno tentando di darsi una pattina di legalità sposando le tesi dell’UE sugli immigrati clandestini; non si sa a quali atti criminali ciò preclude, conoscendoli, visto che tale Nordio si è prestato ad inchiesta fasulle per mettere sotto scacco la sinistra e controbilanciare propagandisticamente le ruberie della gente che oggi fa capo a Silvio Berlusconi).

E intanto Silvio Berlusconi, anziché rispettare le regole, si crogiola nel suo delirio di onnipotenza.

BERLUSCONI: E' UNA REPUBBLICA GIUDIZIARIA - "Assistiamo a questa vergogna", "ormai siamo una Repubblica giudiziaria, commissariata dalle Procure". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al suo arrivo al vertice europeo ha risposto ai cronisti che gli chiedevano dei processi.
Sul federalismo il premier ha risposto a chi gli chiedeva se temesse problemi con il Quirinale dopo il varo del decreto: "Penso e spero di no".
Tratto tutto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/01/14/visualizza_new.html_1640390210.html


Era meglio che pensasse di sì. L’arroganza di chi sta tentando di trasformare l’Italia in uno stato nazista, sembra non abbia limiti.


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14 gennaio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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