La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 5 marzo 2011

Allarme terrorismo in Veneto: squadracce di stampo neonazista alla sbarra. E se la loro azione fosse stata fatta contro Giorgio Napolitano?


Quando si lanciava l’allarme sull’incitamento al razzismo e all’odio sociale i magistrati si giravano dall’altra parte per non perseguire i delinquenti. Poi, i delinquenti hanno formato squadre di picchiatori di stampo nazista entrando casa per casa cercando il diverso, il negro. Terrore squadrista che non riguarda solo gli immigrati, ma tutti i cittadini. Quando qualcuno usa le Istituzioni per aggredire i cittadini commette atti di terrorismo, il peggiore dei terrorismi, perché aggredisce le norme Costituzionali in funzione della ricostruzione dello stato fascista, dei campi di concentramento, della distruzione del sistema economico e sociale del paese.
Non si tratta di “perquisizioni”. Le perquisizioni avvengono su mandato del magistrato e su indicazioni di precisi capi di imputazione. Qui si tratta di squadrismo che ha alterato la funzione delle Istituzioni al fine di commettere atti di terrorismo criminale: che cosa sarebbe successo se questi atti fossero stati fatti nei confronti di Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Luca Zaia, Umberto Bossi e non su quelli che loro considerano “quattro negri”?
L’articolo 3 della Costituzione implica la persecuzione dei reati commessi da questi quadristi con la stessa determinazione che si avrebbe impiegato a perseguire lo stesso reato commesso nei confronti di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi o Maroni. Bisogna smetterla di pensare alle persone per categorie razziste. Non solo per quanto riguarda i leghisti o gli sbandati, ma non devono pensarlo i magistrati perché la loro omissione di atti d’ufficio è quella che favorisce e costruisce il disagio sociale. Lo so che preferiscono avere l’appoggio del vescovo Scola piuttosto che inquisire il vescovo Scola per violenza ai minori perché li costringe in ginocchio davanti ad un crocifisso sottraendoli alle norme Costituzionali, ma questa omissione è un delitto di terrorismo che porta poi a costruire delle squadre di terrore razzista perché molti bambini crescono come “unti del signore” o in diritto di frustare quelli che loro ritengono i mercanti da cacciare dal loro tempio.
In Veneto non tutti i vigili urbani si sono comportati in questo modo, tutti i vigili urbani, per responsabilità morale, sono responsabili di questi atti di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico.
Riporto la notizia


CAMPOSAMPIERO
Caccia ai clandestini casa per casa
Il pm: «Processate l’assessore»
«Visite» in appartamenti di stranieri senza avere alcun mandato: per il pm ci fu reato. Chiesto il giudizio per Scirè e l’ex capo dei vigili del Comune padovano

PADOVA - Si erano introdotti in quelle case senza permessi, e poco importa che avessero fatto tutto nel nome della «santa sicurezza», in cerca di clandestini. Perché adesso Salvatore Scirè, assessore alla sicurezza del comune di Camposampiero e maresciallo dei carabinieri e Gianni Tosatto, ex comandante del corpo di polizia locale dell’Unione dei Comuni del Camposampierese, rischiano il processo. Il loro destino si giocherà il 14 luglio quando, assistiti entrambi dal legale Paola Rubini, compariranno di fronte al giudice Vincenzo Sgubbi per l’udienza preliminare. Sarà quella la sede in cui il sostituto procuratore chiederà il processo per i due imputati, accusati di concorso in violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale e tenta violazione di domicilio, sempre commessa da pubblico ufficiale. In pratica delle perquisizioni abusive portate a termine, sostiene la procura, abusando dei poteri che spettano alle loro funzioni. Vittime delle visite inaspettate da parte dell’assessore e del comandante dei vigili (oggi in pensione) erano state una famiglia di origine marocchina e un 41enne tunisino - nelle cui case Scirè e Tosatto erano riusciti ad entrare - e una famiglia senegalese, dove però la perquisizione non era andata a buon fine.

Persone che comunque da anni abitavano nel comune dell’Alta Padovana, e risultavano regolari in Italia. L’inchiesta era partita grazie ad un esposto presentato al quarto piano del palazzo di Giustizia da parte del segretario provinciale della Cgil Andrea Castagna e controfirmato dagli avvocati Marco Paggi e Giorgio Gargiulo, a processo come parte lesa. Ma riannodiamo i fili della vicenda. Sono circa le sette di mattina del 2 settembre 2009 e due agenti dell’Unione del Camposampierese, capeggiati dall’assessore Scirè e dal comandante Tosatto, bussano alla porta di casa di un marocchino che vive in via Giovanni XXIII. Gli agenti non trovano l’uomo, in casa c’è solo la moglie che rimane esterrefatta alla richiesta degli uomini della municipale di entrare in casa per vedere chi c’era. Vuoi forse per la soggezione che mette la divisa, vuoi per la buona fede di chi nulla ha da nascondere, la donna apre la porta ai controlli, senza risultato, dei quattro.

Perquisizione portata a termine con modalità più o meno identiche anche in casa di un 41enne tunisino, che senza capire bene la situazione apre la porta di casa alla polizia e all’assessore. Poco dopo la scena si ripete non molto distante, in via Borgo Trento e Triste 10 dove abita Mady Cisseh, nato in Senegal, presidente dell’associazione Japoo fratelli senegalesi uniti del Veneto (che poi sarà uno dei firmatari dell’esposto da cui deriverà l’inchiesta della procura e l’attuale richiesta di rinvio a giudizio per l’assessore di Camposampiero e l’ex comandante dei vigili dell’unione dei locali Comuni). Scirè e Tosatto chiedono di entrare, ma l’uomo si rifiuta di aprire la porta in assenza di un mandato di perquisizione. Nei giorni successivi, quando la notizia aveva scatenato una bagarre politica a Camposampiero, Cisseh dirà di essersi sentito «discriminato» perché «hanno controllato solo gli appartamenti abitati dai neri». Per poi scendere in piazza il 26 settembre 2009 contro le ispezioni indiscriminate nelle loro case.

Nicola Munaro
04 marzo 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2011/4-marzo-2011/caccia-clandestini-casa-casa-pm-processate-l-assessore-190151686995.shtml


Faticosamente verranno portati davanti ad un magistrato al quale spiegheranno le loro ragioni e il magistrato valuterà.
Io non ho dubbi che il magistrato, al di là della sua personale qualità morale, applicherà quella che lui ritiene sia la legge; solo che io pongo un’altra domanda: il magistrato applicherà la legge partendo dall’articolo 3 della Costituzione e ritenendo che quello che questi squadristi hanno fatto a questi “negri oggetto di disprezzo” ha la stessa gravità che se lo avessero fatto a Silvio Berlusconi, Maroni, Umberto Bossi o Giorgio Napolitano o applicherà la legge partendo dalla considerazione del crocifisso secondo cui questi “negri oggetto di disprezzo” sono come i Farisei di Gesù che vanno aggrediti perché malvagi in quanto negri?
Cosa farà il magistrato? Applicherà i principi della Costituzione o quelli del crocifisso. Ricordo che nelle aule di giustizia c’è scritto che “la legge è uguale per tutti”, ma c’è anche il crocifisso che rappresenta, fra le altre cose, la legittimazione del razzismo.


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05 marzo 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Tel. 3277862784
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